{"id":1756247,"date":"2026-02-05T06:00:00","date_gmt":"2026-02-05T03:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/analyse.optim.biz\/?p=1756247"},"modified":"2026-02-05T06:00:00","modified_gmt":"2026-02-05T03:00:00","slug":"riscaldare-le-case-con-lenergia-del-piu-grande-acceleratore-di-particelle-del-mondo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/analyse.optim.biz\/?p=1756247","title":{"rendered":"Riscaldare le case con l\u2019energia del pi\u00f9 grande acceleratore di particelle del mondo"},"content":{"rendered":"<p>[analyse_image type=&#8221;featured&#8221; src=&#8221;https:\/\/www.repstatic.it\/content\/contenthub\/img\/2026\/02\/04\/141136483-52d8b1a7-b352-414a-9106-1d6f996b3ada.jpg&#8221;]<\/p>\n<div class=\"articleBody\" data-key=\"articleBody\">E se il pi\u00f9 grande acceleratore di particelle del mondo potesse anche riscaldare le case? Il Large Hadron Collider (LHC) del CERN &#8211; situato al confine tra Francia e Svizzera &#8211; sta facendo proprio questo, in un\u2019ottica di recupero energetico, sfruttando l&#8217;energia che verrebbe altrimenti persa o sprecata. In un perfetto modello di energia circolare, il calore recuperato dall&#8217;LHC del CERN alimenta una rete di riscaldamento per un\u2019area residenziale e commerciale nella vicina citt\u00e0 francese di Ferney-Voltaire. Questa rete, inaugurata il 12 dicembre, pu\u00f2 fornire l&#8217;equivalente per diverse migliaia di abitazioni, evitando l\u2019uso di fonti energetiche tradizionali &#8211; come il gas &#8211; e impedendo l&#8217;emissione di migliaia di tonnellate di CO2. Si tratta di un innovativo sistema di scambio termico che riutilizza l&#8217;acqua calda proveniente da una parte del sistema di raffreddamento dell\u2019impianto Large Hadron Collider riscaldando case e aziende della rete urbana.<\/p>\n<p>Come funziona il sistema di recupero<br \/>\nIl Large Hadron Collider del CERN, lungo 27 km, \u00e8 dotato di otto punti di superficie. Il Punto 8 si trova vicino al comune di Ferney-Voltaire. Le installazioni in superficie del Punto 8, in particolare la criogenia, devono essere raffreddate ad acqua. Man mano che l&#8217;acqua circola attraverso le apparecchiature, queste si raffreddano e l&#8217;acqua si riscalda. &#8220;In genere, l&#8217;acqua calda passa attraverso una torre di raffreddamento, rilasciando calore nell&#8217;atmosfera in modo che l&#8217;acqua raffreddata possa essere reiniettata nelle apparecchiature&#8221;, ha spiegato alla stampa il coordinatore energetico del CERN, Nicolas Bellegarde. &#8220;Nella nuova configurazione, l&#8217;acqua calda passa inizialmente attraverso due scambiatori di calore da 5 MW, che trasferiscono l&#8217;energia termica alla nuova rete di riscaldamento di Ferney-Voltaire&#8221;.<\/p>\n<p>Al momento Ferney-Voltaire preleva fino a 5 MW dal CERN, ma con due scambiatori installati la capacit\u00e0 pu\u00f2 raddoppiare a 10 MW quando gli acceleratori sono pienamente operativi. Il calore, dunque, \u00e8 un recupero e non una produzione, un modo certamente intelligente di non riversarlo direttamente nell&#8217;atmosfera, e di fare un&#8217;azione di economia energetica che \u00e8 certamente essenziale, visti i tempi, tanto dal punto di vista economico quanto ecologico. C\u2019\u00e8 per\u00f2 un dettaglio: nell\u2019estate 2026 il Large Hadron Collider si fermer\u00e0 per il Long Shutdown 3, una pausa di manutenzione e upgrade. Durante questo periodo la fornitura scender\u00e0 tra 1 e 5 MW, con l\u2019eccezione di cinque mesi totali distribuiti nel tempo in cui il sistema sar\u00e0 completamente offline.<\/p>\n<p>Il modello di recupero CERN-Ferney-Voltaire non \u00e8 l\u2019unico<br \/>\nIl recupero termico al Point 8 non \u00e8 l\u2019unica iniziativa, ma \u00e8 parte di una strategia globale di efficienza. Spinto dall&#8217;impegno per una ricerca ecosostenibile, il CERN ha attivato numerose iniziative per contribuire a ridurre l&#8217;impatto delle sue attivit\u00e0 sull&#8217;ambiente. Tra i progetti che puntano a ridurre al minimo i consumi energetici e migliorare l&#8217;efficienza energetica, c\u2019\u00e8 quello del data center di Pr\u00e9vessin del CERN, inaugurato nel 2024, che avr\u00e0 un sistema di calore recuperato operativo a partire dall\u2019inverno 2026-2027 per scaldare la maggior parte degli edifici del sito. Anche il Point 1 sar\u00e0 collegato a un sistema di recupero per fornire energia termica agli edifici del sito di Meyrin del CERN. Insieme, questi progetti faranno risparmiare tra 25 e 30 gigawattora all\u2019anno a partire dal 2027, segnando un progresso significativo nella gestione energetica responsabile del CERN.<\/p>\n<p>Per dare un\u2019idea, 30 GWh sono circa il consumo elettrico annuo di 10mila abitazioni europee medie. Questo progetto dimostra come l&#8217;innovazione tecnologica possa avere applicazioni tangibili e quotidiane. Trasformare il calore residuo del pi\u00f9 grande esperimento scientifico del mondo in riscaldamento domestico \u00e8 un esempio potente di economia circolare.<\/p><\/div>\n<p>[analyse_source url=&#8221;https:\/\/www.lastampa.it\/green-and-blue\/2026\/02\/05\/news\/riscaldamento_casa_lhc_cern_riuso_energia_acceleratore_particelle-425138349\/&#8221;]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[analyse_image type=&#8221;featured&#8221; src=&#8221;https:\/\/www.repstatic.it\/content\/contenthub\/img\/2026\/02\/04\/141136483-52d8b1a7-b352-414a-9106-1d6f996b3ada.jpg&#8221;] E se il pi\u00f9 grande acceleratore di particelle del mondo potesse anche riscaldare le case? 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