{"id":1755791,"date":"2026-02-05T13:04:27","date_gmt":"2026-02-05T10:04:27","guid":{"rendered":"https:\/\/analyse.optim.biz\/?p=1755791"},"modified":"2026-02-05T13:04:27","modified_gmt":"2026-02-05T10:04:27","slug":"maniche-lunghe-negli-ospedali-perche-sono-pericolose-ed-e-meglio-evitarle-lo-studio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/analyse.optim.biz\/?p=1755791","title":{"rendered":"Maniche lunghe negli ospedali, perch\u00e9 sono pericolose ed \u00e8 meglio evitarle: lo studio"},"content":{"rendered":"<p>[analyse_image type=&#8221;featured&#8221; src=&#8221;https:\/\/statics.cedscdn.it\/photos\/MED_HIGH\/2026\/02\/05\/9341401_05135329_chatgpt_image_5_feb_2026_13_53_18.jpg&#8221;]<\/p>\n<div class=\"body-text\">\n<p>L&#8217;evoluzione degli\u00a0indumenti sanitari ha sempre avuto come obiettivo la <strong>sterilizzazione <\/strong>prolungata, in modo tale da ridurre al minimo le infezioni da un paziente all&#8217;altro. In passato \u00e8 stato reso asettico lo\u00a0<strong>stetoscopio<\/strong>, che spesso ospitava batteri nocivi, poi furono eliminate le <strong>cravatte<\/strong> dei medici, che\u00a0non venendo lavate di frequente, erano solite essere colme di agenti patogeni.\u00a0<\/p>\n<aside class=\"slider-articoli-orizzontale in-article\">\n<div class=\"testatabox default\"><span>APPROFONDIMENTI<\/span><\/div>\n<div class=\"slider-items\" data-slidestoshow=\"3\" data-slidestoscroll=\"3\" data-slidedots data-slidearrows=\"1\">\n<article class=\"col-xs html_base_bottom  salute prevenzione \">\n<div class=\"item_content\"><span class=\"testatina testatina-articolo\"><a href=\"http:\/\/corriereadriatico.it\/salute\/prevenzione\/alzheimer_molecola_difese_naturali_ricerca_italiana_cosa_dice-9341361.html\">LA PREVENZIONE<\/a><\/span><\/p>\n<figure class=\"medium\"><a href=\"http:\/\/corriereadriatico.it\/salute\/prevenzione\/alzheimer_molecola_difese_naturali_ricerca_italiana_cosa_dice-9341361.html\" title=\"Alzheimer, cos\u00ec una molecola smart \u00abaiuta le difese naturali\u00bb\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/statics.cedscdn.it\/photos\/MED_LOW\/2026\/02\/05\/9341361_05130330_111842705_665de38f_8d63_4c9f_9bb4_e5bf5a19336d.jpg\" title=\"Alzheimer, cos\u00ec una molecola smart \u00abaiuta le difese naturali\u00bb\" width=\"264\" height=\"144\"><\/a><\/p>\n<ul class=\"info-item\">\n<li class=\"has-foto ri-camera-line\"><\/ul>\n<\/figure>\n<div class=\"titolo\"><a href=\"http:\/\/corriereadriatico.it\/salute\/prevenzione\/alzheimer_molecola_difese_naturali_ricerca_italiana_cosa_dice-9341361.html\" title=\"Alzheimer, cos\u00ec una molecola smart \u00abaiuta le difese naturali\u00bb\">Alzheimer, cos\u00ec una molecola smart \u00abaiuta le difese naturali\u00bb<\/a><\/div>\n<\/div>\n<\/article>\n<article class=\"col-xs html_base_bottom  salute prevenzione \">\n<div class=\"item_content\"><span class=\"testatina testatina-articolo\"><a href=\"http:\/\/corriereadriatico.it\/salute\/prevenzione\/cancro_pancreas_cura_dottore_spagnolo_mariano_barbacid_chi_e_cosa_ha_scoperto_esperimento_topi-9329686.html\">SPAGNA<\/a><\/span><\/p>\n<figure class=\"medium\"><a href=\"http:\/\/corriereadriatico.it\/salute\/prevenzione\/cancro_pancreas_cura_dottore_spagnolo_mariano_barbacid_chi_e_cosa_ha_scoperto_esperimento_topi-9329686.html\" title=\"Cancro al pancreas \u00abeliminato\u00bb, la scoperta di Mariano Barbacid\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/statics.cedscdn.it\/photos\/MED_LOW\/2026\/01\/30\/9329686_30175310_cancro_al_pancreas_mariano.jpg\" title=\"Cancro al pancreas \u00abeliminato\u00bb, la scoperta di Mariano Barbacid\" width=\"264\" height=\"144\"><\/a><\/p>\n<ul class=\"info-item\">\n<li class=\"has-video ri-video-line\"><\/ul>\n<\/figure>\n<div class=\"titolo\"><a href=\"http:\/\/corriereadriatico.it\/salute\/prevenzione\/cancro_pancreas_cura_dottore_spagnolo_mariano_barbacid_chi_e_cosa_ha_scoperto_esperimento_topi-9329686.html\" title=\"Cancro al pancreas \u00abeliminato\u00bb, la scoperta di Mariano Barbacid\">Cancro al pancreas \u00abeliminato\u00bb, la scoperta di Mariano Barbacid<\/a><\/div>\n<\/div>\n<\/article>\n<article class=\"col-xs html_base_bottom  salute prevenzione \">\n<div class=\"item_content\"><span class=\"testatina testatina-articolo\"><a href=\"http:\/\/corriereadriatico.it\/salute\/prevenzione\/come_vivere_meglio_di_piu_dieta_vitamine_10_regole_per_stare_bene-9295958.html\">IL DECALOGO<\/a><\/span><\/p>\n<figure class=\"medium\"><a href=\"http:\/\/corriereadriatico.it\/salute\/prevenzione\/come_vivere_meglio_di_piu_dieta_vitamine_10_regole_per_stare_bene-9295958.html\" title=\"Come vivere meglio e pi\u00f9 a lungo\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/statics.cedscdn.it\/photos\/MED_LOW\/2026\/01\/14\/9295958_pckg_20260114_23517523.jpg\" title=\"Come vivere meglio e pi\u00f9 a lungo\" width=\"264\" height=\"144\"><\/a><\/figure>\n<div class=\"titolo\"><a href=\"http:\/\/corriereadriatico.it\/salute\/prevenzione\/come_vivere_meglio_di_piu_dieta_vitamine_10_regole_per_stare_bene-9295958.html\" title=\"Come vivere meglio e pi\u00f9 a lungo\">Come vivere meglio e pi\u00f9 a lungo<\/a><\/div>\n<\/div>\n<\/article>\n<\/div>\n<\/aside>\n<p>Ora uno studio ha rivelato che un possibile vettore di <strong>microrganismi <\/strong>indesiderati possono essere le\u00a0maniche lunghe degli indumenti degli operatori sanitari. <\/p>\n<p>Una scoperta che potrebbe portare a\u00a0ripensare le divise ospedaliere e le pratiche igieniche nei reparti.<\/p>\n<h4>Lo studio<\/h4>\n<p>Condotta da <strong>Maria\u00a0Sanes Guevara <\/strong>delll&#8217;Upmc Presbyterian di <u>Pittsburgh<\/u>, la ricerca ha analizzato\u00a0<u>280 campioni<\/u> prelevati dalle maniche degli operatori in diversi reparti ospedalieri. I risultati sono stati sconcertanti: l&#8217;81% delle maniche lunghe esaminate presentava crescita batterica, e di queste, una su cinque ospitava almeno un patogeno potenzialmente dannoso.<\/p>\n<p>\u00abUn semplice gesto come rimboccarsi le maniche &#8211; evidenzia\u00a0<strong>Fabio Beatrice,<\/strong> capo del board scientifico del Mohre\u00a0(Mediterranean Observatory on Harm Reduction) &#8211; potrebbe fare la differenza nella lotta contro le infezioni nosocomiali (che si contraggono\u00a0durante un ricovero ndr). Si tratta di una strategia semplice e a basso costo che potrebbe diminuire il carico di infezioni evitabili. Anche <u>orologi e anelli<\/u> possono diventare un ricettacolo di batteri, ragion per cui \u00e8 opportuno <strong>rimuoverli <\/strong>in contesti di cura e rafforzare il lavaggio e la disinfezione delle mani. Alcune operazioni invece andrebbero eseguite con camici <strong>monouso <\/strong>con allacciatura posteriore, mascherine e uso di guanti. Ovviamente i presidi devono essere adeguati alle specificit\u00e0 del reparto, specialmente in funzione delle fragilit\u00e0 presenti\u00bb.<\/p>\n<h4>I microrganismi identificati<\/h4>\n<p>Tra gli agenti patogeni riscontrati sulle maniche degli operatori\u00a0figurano <u>streptococchi alfa-emolitici<\/u> (rilevati in 28 casi e pericolosi per soggetti immunodepressi), diverse specie di <u>Bacillus<\/u> (20 casi), <u>Pantoea e Mixta<\/u> (ritrovati 8 volte e dannosi soprattuto per chi ha ferite chirurgiche o cateteri venosi),\u00a0e, in 2 casi, lo <u>Staphylococcus aureus<\/u>, un batterio noto per la sua capacit\u00e0 di causare infezioni anche <strong>gravi\u00a0<\/strong>e di\u00a0resistere a molti antibiotici.<\/p>\n<h4>I materiali pi\u00f9 indicati per la contaminazione<\/h4>\n<p>L&#8217;indagine ha messo in luce differenze significative tra i vari materiali. Il <strong>pile <\/strong>\u00e8 il tessuto pi\u00f9 ospitale per i batteri: oltre il <strong>41%<\/strong> delle maniche realizzate in questo materiale ha mostrato la presenza di almeno un patogeno potenziale. I <strong>tessuti sintetici<\/strong> non in pile hanno registrato una contaminazione del <strong>32,8%<\/strong>, mentre il <strong>cotone <\/strong>si \u00e8 dimostrato leggermente pi\u00f9 sicuro con il <strong>24,1%<\/strong> di contaminazione.<\/p>\n<p>Un altro dato interessante ma auspicabile riguarda la distribuzione della contaminazione tra le varie aree ospedaliere: il <strong>69,6%<\/strong> delle maniche campionate nei <u>reparti ordinari<\/u> presentava crescita batterica, contro il <strong>30,4%<\/strong> di quelle nelle unit\u00e0 di <u>terapia intensiva<\/u>, dove le misure di controllo delle infezioni sono pi\u00f9 <strong>rigide<\/strong>.<\/p>\n<h4>Una possibile soluzione<\/h4>\n<p>La riduzione della contaminazione potrebbe essere ottenuta con un gesto semplicissimo: <strong>arrotolare <\/strong>le maniche lavarsi le mani allungandosi fino ai <strong>polsi<\/strong>. I ricercatori hanno precisato che lo studio non ha trovato prove dirette di trasmissione dai vestiti degli operatori ai pazienti; tuttavia, hanno anche notato che persino gli indumenti appena lavati diventano sostanzialmente contaminati entro poche ore dall&#8217;uso, un dato che solleva interrogativi anche sull&#8217;efficacia delle pratiche di lavaggio.<\/p>\n<p>Nel <strong>Regno Unito<\/strong> esiste gi\u00e0 da tempo una politica chiamata &#8216;<u>bare below the elbows<\/u>&#8216; (scoperti sotto i gomiti ndr), che incoraggia gli operatori sanitari a non indossare maniche lunghe. La SHEA (Society for Healthcare Epidemiology of America) ha sostenuto questa politica per oltre un decennio, ma negli Stati Uniti <u>non \u00e8 obbligatoria<\/u> e le regole sull&#8217;abbigliamento dipendono dalle preferenze dei singoli ospedali.<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"articleBody\" data-key=\"articleBody\">L&#8217;evoluzione degli\u00a0indumenti sanitari ha sempre avuto come obiettivo la sterilizzazione prolungata, in modo tale da ridurre al minimo le infezioni da un paziente all&#8217;altro. In passato \u00e8 stato reso asettico lo\u00a0stetoscopio, che spesso ospitava batteri nocivi, poi furono eliminate le cravatte dei medici, che\u00a0non venendo lavate di frequente, erano solite essere colme di agenti patogeni.\u00a0 Ora uno studio ha rivelato che un possibile vettore di microrganismi indesiderati possono essere le\u00a0maniche lunghe degli indumenti degli operatori sanitari. Una scoperta che potrebbe portare a\u00a0ripensare le divise ospedaliere e le pratiche igieniche nei reparti. Lo studio Condotta da Maria\u00a0Sanes Guevara delll&#8217;Upmc Presbyterian di Pittsburgh, la ricerca ha analizzato\u00a0280 campioni prelevati dalle maniche degli operatori in diversi reparti ospedalieri. I risultati sono stati sconcertanti: l&#8217;81% delle maniche lunghe esaminate presentava crescita batterica, e di queste, una su cinque ospitava almeno un patogeno potenzialmente dannoso. \u00abUn semplice gesto come rimboccarsi le maniche &#8211; evidenzia\u00a0Fabio Beatrice, capo del board scientifico del Mohre\u00a0(Mediterranean Observatory on Harm Reduction) &#8211; potrebbe fare la differenza nella lotta contro le infezioni nosocomiali (che si contraggono\u00a0durante un ricovero ndr). Si tratta di una strategia semplice e a basso costo che potrebbe diminuire il carico di infezioni evitabili. Anche orologi e anelli possono diventare un ricettacolo di batteri, ragion per cui \u00e8 opportuno rimuoverli in contesti di cura e rafforzare il lavaggio e la disinfezione delle mani. Alcune operazioni invece andrebbero eseguite con camici monouso con allacciatura posteriore, mascherine e uso di guanti. Ovviamente i presidi devono essere adeguati alle specificit\u00e0 del reparto, specialmente in funzione delle fragilit\u00e0 presenti\u00bb. I microrganismi identificati Tra gli agenti patogeni riscontrati sulle maniche degli operatori\u00a0figurano streptococchi alfa-emolitici (rilevati in 28 casi e pericolosi per soggetti immunodepressi), diverse specie di Bacillus (20 casi), Pantoea e Mixta (ritrovati 8 volte e dannosi soprattuto per chi ha ferite chirurgiche o cateteri venosi),\u00a0e, in 2 casi, lo Staphylococcus aureus, un batterio noto per la sua capacit\u00e0 di causare infezioni anche gravi\u00a0e di\u00a0resistere a molti antibiotici. I materiali pi\u00f9 indicati per la contaminazione L&#8217;indagine ha messo in luce differenze significative tra i vari materiali. Il pile \u00e8 il tessuto pi\u00f9 ospitale per i batteri: oltre il 41% delle maniche realizzate in questo materiale ha mostrato la presenza di almeno un patogeno potenziale. I tessuti sintetici non in pile hanno registrato una contaminazione del 32,8%, mentre il cotone si \u00e8 dimostrato leggermente pi\u00f9 sicuro con il 24,1% di contaminazione. Un altro dato interessante ma auspicabile riguarda la distribuzione della contaminazione tra le varie aree ospedaliere: il 69,6% delle maniche campionate nei reparti ordinari presentava crescita batterica, contro il 30,4% di quelle nelle unit\u00e0 di terapia intensiva, dove le misure di controllo delle infezioni sono pi\u00f9 rigide. Una possibile soluzione La riduzione della contaminazione potrebbe essere ottenuta con un gesto semplicissimo: arrotolare le maniche lavarsi le mani allungandosi fino ai polsi. I ricercatori hanno precisato che lo studio non ha trovato prove dirette di trasmissione dai vestiti degli operatori ai pazienti; tuttavia, hanno anche notato che persino gli indumenti appena lavati diventano sostanzialmente contaminati entro poche ore dall&#8217;uso, un dato che solleva interrogativi anche sull&#8217;efficacia delle pratiche di lavaggio. Nel Regno Unito esiste gi\u00e0 da tempo una politica chiamata &#8216;bare below the elbows&#8217; (scoperti sotto i gomiti ndr), che incoraggia gli operatori sanitari a non indossare maniche lunghe. La SHEA (Society for Healthcare Epidemiology of America) ha sostenuto questa politica per oltre un decennio, ma negli Stati Uniti non \u00e8 obbligatoria e le regole sull&#8217;abbigliamento dipendono dalle preferenze dei singoli ospedali.<\/div>\n<p>[analyse_source url=&#8221;http:\/\/corriereadriatico.it\/salute\/prevenzione\/maniche_lunghe_perche_sono_pericolose_meglio_evitarle-9341401.html&#8221;]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[analyse_image type=&#8221;featured&#8221; src=&#8221;https:\/\/statics.cedscdn.it\/photos\/MED_HIGH\/2026\/02\/05\/9341401_05135329_chatgpt_image_5_feb_2026_13_53_18.jpg&#8221;] L&#8217;evoluzione degli\u00a0indumenti sanitari ha sempre avuto come obiettivo la sterilizzazione prolungata, in modo tale da ridurre al minimo le infezioni da un paziente all&#8217;altro. 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