{"id":1753596,"date":"2026-02-05T16:37:53","date_gmt":"2026-02-05T13:37:53","guid":{"rendered":"https:\/\/analyse.optim.biz\/?p=1753596"},"modified":"2026-02-05T16:37:53","modified_gmt":"2026-02-05T13:37:53","slug":"stellantis-dubbi-e-incertezze-dopo-lincontro-al-ministero","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/analyse.optim.biz\/?p=1753596","title":{"rendered":"Stellantis, dubbi e incertezze dopo l\u2019incontro al ministero"},"content":{"rendered":"<p>[analyse_image type=&#8221;featured&#8221; src=&#8221;https:\/\/www.ciociariaoggi.it\/resizer\/600\/315\/true\/2026_02_05\/alfa_7490171-1770308808010.jpg&#8211;stellantis__dubbi_e_incertezze_dopo_l_incontro_al_ministero.jpg?1770308808066&#8243;]<\/p>\n<p role=\"heading\" class=\"text \">Zone<\/p>\n<p role=\"heading\" class=\"text \">Tutti i comuni<\/p>\n<div class=\"testo_articolo testo testoResize\">\n<p>Un 2026 carico di ombre per lo stabilimento <strong>Stellantis<\/strong> di <strong>Cassino<\/strong>, dove fermi produttivi e incertezze industriali alimentano una preoccupazione ormai diffusa tra lavoratori e territorio.<\/p>\n<p>A gennaio sono state soltanto quattro le giornate effettivamente lavorate, mentre per febbraio gi\u00e0 \u00e8 nell\u2019aria un ulteriore stop produttivo. Una condizione di precariet\u00e0 che alimenta timori crescenti tra gli addetti, costretti a fare i conti con continui rinvii e con una programmazione industriale che, al momento, non offre certezze n\u00e9 sul piano occupazionale n\u00e9 su quello produttivo.<\/p>\n<p>Al centro delle criticit\u00e0 c\u2019\u00e8 la mancanza di modelli assegnati allo stabilimento. Le ipotesi di restyling o di versioni speciali per alcune vetture non vengono considerate sufficienti a garantire <strong>continuit\u00e0 produttiva e carichi di lavoro adeguati<\/strong>. Senza nuovi modelli, Cassino rischia una progressiva desertificazione industriale, con effetti che si riflettono a catena su fornitori, servizi e occupazione indiretta.<\/p>\n<p>Andrea Di Traglia, segretario Frosinone-Latina Fiom Cgil \u00e8 netto: \u00abCredo di poter dire che il 30 si \u00e8 consumato l\u2019ultimo capitolo di quelle che sono state finora soltanto le promesse di Stellantis, perch\u00e9 assistiamo a una completa e continua assenza istituzionale. Innanzitutto, in questo tavolo dell\u2019automotive abbiamo constatato l\u2019ufficialit\u00e0 del taglio del vecchio fondo dell\u2019automotive da 8 miliardi ridotto a 1,6 in 5 anni, legato anche a incentivi all\u2019acquisto non vincolanti all\u2019Italia che ne riduce a bassissima soglia la fruizione, in un contesto nel quale vediamo un governo che, insieme a quello tedesco, si fa paladino del contrasto alla transizione, un\u2019Europa che non l\u2019ha attuata con coerenza e, in tutto questo, una Stellantis che fa solo annunci, con continui rinvii, senza la proiezione di un\u2019occupazione certa\u00bb.<\/p>\n<p>Poi parla chiaro: <strong>gli investimenti ci sono, ma non in Italia<\/strong>. \u00abLi abbiamo negli Stati Uniti, che cubano 13 miliardi; la Spagna ha la gigafactory a Saragozza e fa un milione di auto l\u2019anno. Dunque dov\u2019\u00e8 il nostro milione di auto all\u2019anno del ministro Urso? S\u00ec, questo ultimo capitolo ci dice che tutto quanto detto finora \u00e8 fallimentare. In Francia si investono due miliardi soltanto nell\u2019anno 2026 e si fanno, a differenza di Torino, tra le 1.400 e le 1.600 assunzioni, divise tra impiegati e operai a tempo indeterminato, non le 440 a Mirafiori i cui contratti sono somministrati e che vengono da un\u2019ora di sciopero per i carichi di lavoro. Dal Marocco all\u2019Algeria si \u00e8 costituita la nuova frontiera delle produzioni mass-market e Stellantis dice chiaramente al settore della componentistica che se si vuol mantenere le commesse bisogna delocalizzare.<\/p>\n<p>In Italia ci sono pi\u00f9 di 700 milioni che Stellantis ha investito in uscite incentivate e nella desertificazione degli stabilimenti. E Cassino? Lo stabilimento \u00e8 ai minimi storici, sia per quanto riguarda il personale che per quanto riguarda le auto prodotte (siamo reduci dal peggior anno di sempre con 19.300 vetture prodotte) Non basta dire che verr\u00e0 un restyling del Grecale o le \u201cversioni speciali\u201d per Giulia e Stelvio, perch\u00e9 \u2013 lo dico \u2013 i modelli sono modelli, le versioni sono versioni e con le versioni non si fanno i volumi. A Cassino mancano i modelli ed \u00e8 chiaro che l\u2019inizio di questo 2026 \u00e8 all\u2019insegna dei continui fermi: soltanto quattro le giornate lavorate a gennaio e un\u2019ulteriore settimana di stop a febbraio, che a questo punto non si sa se sia l\u2019unica, perch\u00e9 potrebbe allungarsi la data della riapertura probabilmente fino al 18.<\/p>\n<p>La componentistica e l\u2019indotto sono al collasso e rischiano di non reggere. Penso ad esempio al tavolo di convocazione su Trasnova, Logitech e Teknoservice e gli appalti in genere cos\u00ec come alla M.A., Lear, Tiberina&#8230; \u00c8 a rischio l\u2019esistenza stessa del settore per come lo conoscevamo\u00bb. Per Di Traglia lo scotto lo stanno pagando le lavoratrici e i lavoratori dello stabilimento e di tutto l\u2019indotto, lo scotto di una crisi che \u00e8 diventata sistemica. \u00ab\u00c8 il sistema che sta crollando su se stesso e, ancora una volta, a pagarne le spese \u00e8 tutto il tessuto economico e sociale del territorio.<\/p>\n<p>Ed \u00e8 per questo necessario, al di l\u00e0 degli annunci che ci saranno sul fantomatico piano industriale, che la discussione venga innanzitutto anticipata, che si faccia un tavolo unico su tutto il settore della componentistica e al tempo stesso che la discussione sugli stabilimenti si sposti a Palazzo Chigi, che il governo e Stellantis si siedano per un confronto vero, si assumano le proprie responsabilit\u00e0 e garantiscano un futuro e l\u2019occupazione per le lavoratrici e i lavoratori\u00bb.<\/p>\n<\/div>\n<p role=\"heading\" class=\"text \">Edizione digitale<\/p>\n<div class=\"text\" data-key=\"text\">Un 2026 carico di ombre per lo stabilimento Stellantis di Cassino, dove fermi produttivi e incertezze industriali alimentano una preoccupazione ormai diffusa tra lavoratori e territorio. A gennaio sono state soltanto quattro le giornate effettivamente lavorate, mentre per febbraio gi\u00e0 \u00e8 nell\u2019aria un ulteriore stop produttivo. Una condizione di precariet\u00e0 che alimenta timori crescenti tra gli addetti, costretti a fare i conti con continui rinvii e con una programmazione industriale che, al momento, non offre certezze n\u00e9 sul piano occupazionale n\u00e9 su quello produttivo. Al centro delle criticit\u00e0 c\u2019\u00e8 la mancanza di modelli assegnati allo stabilimento. Le ipotesi di restyling o di versioni speciali per alcune vetture non vengono considerate sufficienti a garantire continuit\u00e0 produttiva e carichi di lavoro adeguati. Senza nuovi modelli, Cassino rischia una progressiva desertificazione industriale, con effetti che si riflettono a catena su fornitori, servizi e occupazione indiretta. Andrea Di Traglia, segretario Frosinone-Latina Fiom Cgil \u00e8 netto: \u00abCredo di poter dire che il 30 si \u00e8 consumato l\u2019ultimo capitolo di quelle che sono state finora soltanto le promesse di Stellantis, perch\u00e9 assistiamo a una completa e continua assenza istituzionale. Innanzitutto, in questo tavolo dell\u2019automotive abbiamo constatato l\u2019ufficialit\u00e0 del taglio del vecchio fondo dell\u2019automotive da 8 miliardi ridotto a 1,6 in 5 anni, legato anche a incentivi all\u2019acquisto non vincolanti all\u2019Italia che ne riduce a bassissima soglia la fruizione, in un contesto nel quale vediamo un governo che, insieme a quello tedesco, si fa paladino del contrasto alla transizione, un\u2019Europa che non l\u2019ha attuata con coerenza e, in tutto questo, una Stellantis che fa solo annunci, con continui rinvii, senza la proiezione di un\u2019occupazione certa\u00bb. Poi parla chiaro: gli investimenti ci sono, ma non in Italia. \u00abLi abbiamo negli Stati Uniti, che cubano 13 miliardi; la Spagna ha la gigafactory a Saragozza e fa un milione di auto l\u2019anno. Dunque dov\u2019\u00e8 il nostro milione di auto all\u2019anno del ministro Urso? S\u00ec, questo ultimo capitolo ci dice che tutto quanto detto finora \u00e8 fallimentare. In Francia si investono due miliardi soltanto nell\u2019anno 2026 e si fanno, a differenza di Torino, tra le 1.400 e le 1.600 assunzioni, divise tra impiegati e operai a tempo indeterminato, non le 440 a Mirafiori i cui contratti sono somministrati e che vengono da un\u2019ora di sciopero per i carichi di lavoro. Dal Marocco all\u2019Algeria si \u00e8 costituita la nuova frontiera delle produzioni mass-market e Stellantis dice chiaramente al settore della componentistica che se si vuol mantenere le commesse bisogna delocalizzare. In Italia ci sono pi\u00f9 di 700 milioni che Stellantis ha investito in uscite incentivate e nella desertificazione degli stabilimenti. E Cassino? Lo stabilimento \u00e8 ai minimi storici, sia per quanto riguarda il personale che per quanto riguarda le auto prodotte (siamo reduci dal peggior anno di sempre con 19.300 vetture prodotte) Non basta dire che verr\u00e0 un restyling del Grecale o le \u201cversioni speciali\u201d per Giulia e Stelvio, perch\u00e9 \u2013 lo dico \u2013 i modelli sono modelli, le versioni sono versioni e con le versioni non si fanno i volumi. A Cassino mancano i modelli ed \u00e8 chiaro che l\u2019inizio di questo 2026 \u00e8 all\u2019insegna dei continui fermi: soltanto quattro le giornate lavorate a gennaio e un\u2019ulteriore settimana di stop a febbraio, che a questo punto non si sa se sia l\u2019unica, perch\u00e9 potrebbe allungarsi la data della riapertura probabilmente fino al 18. La componentistica e l\u2019indotto sono al collasso e rischiano di non reggere. Penso ad esempio al tavolo di convocazione su Trasnova, Logitech e Teknoservice e gli appalti in genere cos\u00ec come alla M.A., Lear, Tiberina&#8230; \u00c8 a rischio l\u2019esistenza stessa del settore per come lo conoscevamo\u00bb. Per Di Traglia lo scotto lo stanno pagando le lavoratrici e i lavoratori dello stabilimento e di tutto l\u2019indotto, lo scotto di una crisi che \u00e8 diventata sistemica. \u00ab\u00c8 il sistema che sta crollando su se stesso e, ancora una volta, a pagarne le spese \u00e8 tutto il tessuto economico e sociale del territorio. Ed \u00e8 per questo necessario, al di l\u00e0 degli annunci che ci saranno sul fantomatico piano industriale, che la discussione venga innanzitutto anticipata, che si faccia un tavolo unico su tutto il settore della componentistica e al tempo stesso che la discussione sugli stabilimenti si sposti a Palazzo Chigi, che il governo e Stellantis si siedano per un confronto vero, si assumano le proprie responsabilit\u00e0 e garantiscano un futuro e l\u2019occupazione per le lavoratrici e i lavoratori\u00bb.<\/div>\n<p>[analyse_source url=&#8221;https:\/\/www.ciociariaoggi.it\/news\/cronaca\/313872\/stellantis-dubbi-e-incertezze-dopo-lincontro-al-ministero.html&#8221;]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[analyse_image type=&#8221;featured&#8221; src=&#8221;https:\/\/www.ciociariaoggi.it\/resizer\/600\/315\/true\/2026_02_05\/alfa_7490171-1770308808010.jpg&#8211;stellantis__dubbi_e_incertezze_dopo_l_incontro_al_ministero.jpg?1770308808066&#8243;] Zone Tutti i comuni Un 2026 carico di ombre per lo stabilimento Stellantis di Cassino, dove fermi produttivi e incertezze industriali alimentano una preoccupazione ormai diffusa tra lavoratori e territorio. 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