{"id":1752988,"date":"2026-02-05T11:45:00","date_gmt":"2026-02-05T08:45:00","guid":{"rendered":"https:\/\/analyse.optim.biz\/?p=1752988"},"modified":"2026-02-05T11:45:00","modified_gmt":"2026-02-05T08:45:00","slug":"verso-gli-oscar-quattro-film-per-capire-il-cinema-di-oggi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/analyse.optim.biz\/?p=1752988","title":{"rendered":"Verso gli Oscar quattro film per capire il cinema di oggi"},"content":{"rendered":"<p>[analyse_image type=&#8221;featured&#8221; src=&#8221;https:\/\/storage.ecodibergamo.it\/media\/photologue\/2026\/2\/5\/photos\/verso-gli-oscar-quattro-film-per-capire-il-cinema-di-oggi_64c884e0-01e2-11f1-a626-8f4ad7da1a93_1920_1080.jpg&#8221;]<\/p>\n<article class=\"article-main\">\n<div class=\"row mx-0 no-padding \">\n<div class=\"fixed-col-calculated main-col-article\">\n<div class=\"row mx-0 mt-4\">\n<div class=\"col-12 col-lg-9 no-padding column-center\">\n<div class=\"audio\" id=\"audible\"><audio controls id=\"story_tts_3636473\" data-matomo-title=\"tts Verso gli Oscar quattro film per capire il cinema di oggi\"><br \/>\n            <source src=\"https:\/\/obj.ecodibergamo.it\/tts\/2026\/02\/05\/11_3636473_C.mp3\" type=\"audio\/mp3\" \/><\/audio><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"row mx-0 mt-4\">\n<div class=\"col-12 col-lg-9 no-padding column-center\">\n<p><span class=\"capolettera\">G<\/span>li <strong class=\"bold nero\">Oscar <\/strong>sono alle porte e in questi giorni arrivano in sala diversi titoli che si sono gi\u00e0 imposti nella corsa alle statuette. Ne abbiamo scelti quattro: diversi tra loro per stile e ambizione, ma tutti con un corposo <strong class=\"bold nero\">bottino di candidature<\/strong>. Un piccolo percorso di visioni per orientarsi tra i favoriti e capire quale cinema oggi racconta meglio il presente.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"row mx-0 margin\" id=\"scroll1\">\n<div class=\"col-12 col-lg-9 no-padding\">\n<h2> \u00ab <span class=\"corsivo\">  Marty Supreme <\/span> \u00bb di Josh Safdie<\/h2>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"row mx-0 margin\">\n<div class=\"col-12 col-lg-9 no-padding\">\n<p>Il primo film di Josh Safdie dopo la separazione dal fratello Benny, che nel frattempo ha girato da solo \u00ab<i class=\"corsivo\"><a href=\"https:\/\/www.ecodibergamo.it\/stories\/eppen\/cultura\/cinema_e\/i-film-da-non-perdere-del-momento-palmason-safdie-guadagnino-e-i-dardenne-o_3486503_11\/\" target=\"_blank\">The Smashing Machine<\/a><\/i>\u00bb, \u00e8 uno dei favoriti per i prossimi Oscar, forte delle <strong class=\"bold nero\">nove candidature<\/strong> ottenute, incluse tutte quelle pi\u00f9 pesanti. Prodotto da A24 e con un protagonista di grido come Timoth\u00e9e Chalamet, \u00ab<i class=\"corsivo\">Marty Supreme<\/i>\u00bb \u00e8 senz\u2019altro uno dei titoli pi\u00f9 attesi e <i class=\"corsivo\">cool <\/i>della stagione: da un lato per la sua<strong class=\"bold nero\"> capacit\u00e0 di intercettare un pubblico giovane<\/strong>, dall\u2019altro perch\u00e9 sembra mettere alla prova il marchio di fabbrica safdiano in una forma diversa, pi\u00f9 ampia e ambiziosa. <\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"row mx-0 margin\">\n<div class=\"col-12 col-lg-9 no-padding\">\n<p>Ambientato nel 1952, il film segue Marty (Timoth\u00e9e Chalamet), ebreo newyorkese di origini popolari: <strong class=\"bold nero\">campione di <i class=\"corsivo\">ping pong <\/i>di livello mondiale<\/strong>, ma costretto comunque a barcamenarsi tra lavoretti, piccole truffe e raggiri nei bassifondi della citt\u00e0 per tirare avanti. Mentre cerca i soldi per finanziare il viaggio in Giappone per i mondiali di tennistavolo, mette involontariamente incinta la vicina di casa (sposata con un altro) e si invaghisce di un\u2019ex attrice un tempo famosa (Gwyneth Paltrow), ora moglie di un milionario, instaurando con lei una relazione ambigua e provando allo stesso tempo a spillare soldi al marito. Nonostante una trama molto diversa, il film ricalca il precedente lavoro di Safdie (firmato insieme al fratello), \u00abDiamanti grezzi\u00bb (2019): sia per il <strong class=\"bold nero\">ritmo indiavolato<\/strong>, le riprese a camera a mano strette sui volti dei personaggi e un\u2019azione ipercinetica fatta di dialoghi spediti, sia per il susseguirsi di eventi, personaggi e luoghi che si sovrappongono l\u2019uno all\u2019altro, in una sovrabbondanza visiva che diventa anche una sovrabbondanza narrativa. Un eccesso di stimoli e di direzioni possibili che finisce per risucchiare i personaggi e lo spettatore nello stesso vortice.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"row mx-0 margin\">\n<div class=\"col-12 no-padding no-margin\">\n<div class=\"row mx-0 no-padding\">\n<div class=\"col-12 col-lg-9 no-padding fotografia_half zoom-gallery\"><a class=\"card\" href=\"https:\/\/storage.ecodibergamo.it\/media\/photologue\/2026\/2\/5\/photos\/verso-gli-oscar-quattro-film-per-capire-il-cinema-di-oggi_d44798d8-01e2-11f1-a626-8f4ad7da1a93_1920_1280.jpg\"><img decoding=\"async\" alt=\"None\" class=\"card-img\" src=\"https:\/\/storage.ecodibergamo.it\/media\/photologue\/2026\/2\/5\/photos\/cache\/verso-gli-oscar-quattro-film-per-capire-il-cinema-di-oggi_d44798d8-01e2-11f1-a626-8f4ad7da1a93_1920_1280_horizontal_image_v2.jpg\" title=\"None\"><\/a><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"row mx-0 margin\">\n<div class=\"col-12 col-lg-9 no-padding\">\n<p>Il film si regge dunque su una<strong class=\"bold nero\"> tensione continua tra caos e controllo<\/strong>, mentre la vita del protagonista non procede mai secondo una logica consequenziale, ma per piccoli urti, deviazioni e incidenti che ne mutano di continuo il percorso. Una forma narrativa che rimanda al cinema dei fratelli Coen, ma che qui viene spinta all\u2019eccesso: senza che l\u2019ironia alleggerisca mai la pressione e con un registro tutto orientato al dramma, che apre spaccature profonde dentro il racconto. <strong class=\"bold nero\">Tutt\u2019intorno poi c\u2019\u00e8 New York City <\/strong>che, come in \u00abDiamanti grezzi\u00bb (e in tutta la cinematografia dei Safdie), \u00e8 un personaggio vero e proprio: respira, osserva, si muove come un organismo nervoso e affamato, sempre sul punto di inghiottire chi la attraversa. Una citt\u00e0 profondamente caratterizzata e, allo stesso tempo, quasi impossibile da identificare, da geolocalizzare davvero: pi\u00f9 che una somma di luoghi riconoscibili, un conglomerato urbano che resta uguale a se stesso pur cambiando pelle, attraversando le epoche. Un abisso della contemporaneit\u00e0 dove tutto inizia, finisce e ricomincia sempre.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"row mx-0 margin\">\n<div class=\"col-12 col-lg-9 no-padding\">\n<p><i class=\"corsivo\">Durata: 2h29<br \/>In programmazione all\u2019Auditorium Piazza della Libert\u00e0, Uci Orio, Notorious Curno, Arcadia Stezzano e Starplex Romano<\/i><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"row mx-0 margin\" id=\"scroll2\">\n<div class=\"col-12 col-lg-9 no-padding\">\n<h2> \u00abL\u2019agente segreto\u00bb di Kleber Mendon\u00e7a Filho<\/h2>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"row mx-0 margin\">\n<div class=\"col-12 col-lg-9 no-padding\">\n<p>Che l\u2019<i class=\"corsivo\">Academy<\/i> si sia accorta di un film un po\u2019 periferico e per nulla in linea con i gusti e le tendenze del cinema americano <i class=\"corsivo\">mainstream<\/i> come \u00abL\u2019agente segreto\u00bb, tanto da candidarlo a tre Oscar \u2013 fra cui quello come miglior film in assoluto, oltre che come miglior film internazionale in rappresentanza del Brasile \u2013 \u00e8 un fatto piuttosto sorprendente. Perch\u00e9 Kleber Mendon\u00e7a Filho (che per\u00f2 non \u00e8 colpevolmente candidato come miglior regista) \u00e8 gi\u00e0 da diversi anni <strong class=\"bold nero\">uno degli autori pi\u00f9 interessanti e innovativi del cinema mondiale<\/strong>. E con quest\u2019opera il regista brasiliano riesce a costruire uno dei suoi film pi\u00f9 compiuti e stratificati, mettendo insieme molti degli elementi classici del suo cinema e spingendoli un passo pi\u00f9 in l\u00e0, rendendo tutto pi\u00f9 complesso e ambiguo.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"row mx-0 margin\">\n<div class=\"col-12 no-padding no-margin\">\n<div class=\"row mx-0 no-padding\">\n<div class=\"col-12 col-lg-9 no-padding fotografia_half zoom-gallery\"><a class=\"card\" href=\"https:\/\/storage.ecodibergamo.it\/media\/photologue\/2026\/2\/5\/photos\/verso-gli-oscar-quattro-film-per-capire-il-cinema-di-oggi_9c594440-01e1-11f1-a626-8f4ad7da1a93_1920_1280.jpeg\"><img decoding=\"async\" alt=\"None\" class=\"card-img\" src=\"https:\/\/storage.ecodibergamo.it\/media\/photologue\/2026\/2\/5\/photos\/cache\/verso-gli-oscar-quattro-film-per-capire-il-cinema-di-oggi_9c594440-01e1-11f1-a626-8f4ad7da1a93_1920_1280_horizontal_image_v2.jpeg\" title=\"None\"><\/a><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"row mx-0 margin\">\n<div class=\"col-12 col-lg-9 no-padding\">\n<p>Il titolo, come parte della trama, rimanda a un impianto narrativo da <i class=\"corsivo\">spy story<\/i>, ma ben presto ci si accorge che il film parla di tutt\u2019altro e <strong class=\"bold nero\">tocca temi estremamente profondi come la storia e la memoria<\/strong>. Ambientato fra il Brasile degli anni Settanta e della dittatura militare e il presente, il film non opera una ricostruzione storica classica, quella cio\u00e8 dove il passato viene messo in scena come un presente nel quale veniamo calati come spettatori di vicende in svolgimento. L\u2019idea del regista \u00e8 piuttosto quella di restituire il passato come un\u2019epoca distante e difficile da ricostruire in maniera lineare. Il protagonista, interpretato da <strong class=\"bold nero\">Wagner Moura<\/strong> (la terza candidatura all\u2019Oscar del film \u00e8 per lui), \u00e8 un ingegnere che torna nella propria citt\u00e0 natale, Recife, per ricongiungersi con il figlio di dieci anni durante i giorni del carnevale del 1977. Qui entra in contatto con una rete clandestina di dissidenti al regime con i quali inizia a collaborare. La sua storia per\u00f2 \u2013 ripercorsa da due studentesse nella Recife di oggi attraverso testimonianze e registrazioni \u2013 si perde e frammenta in una memoria difficile da affrontare, da comprendere e da scrivere. E pur non dandoci informazioni sugli eventi successivi della vita del protagonista, questa scelta ci mette di fronte all\u2019inesplicabilit\u00e0 e tortuosit\u00e0 della memoria e al suo complesso statuto.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"row mx-0 margin\">\n<div class=\"col-12 col-lg-9 no-padding\">\n<p>Proprio come le sale cinematografiche chiuse e riconvertite che si vedono nel film: non soltanto un dettaglio d\u2019epoca, ma la metafora dell\u2019immagine cinematografica, un dispositivo che prova a catturare la storia dentro una forma e a restituirla come un\u2019ipotesi di sguardo sul passato. Perch\u00e9 <strong class=\"bold nero\">la storia, proprio come l\u2019immagine, sembra dirci il film \u00e8 una questione di prospettiva<\/strong>: bisogna imparare il modo di guardare.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"row mx-0 margin\">\n<div class=\"col-12 col-lg-9 no-padding\">\n<p><i class=\"corsivo\">Durata: 2h40<br \/>In programmazione a Lo schermo bianco e all\u2019Uci Orio <\/i><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"row mx-0 margin\" id=\"scroll3\">\n<div class=\"col-12 col-lg-9 no-padding\">\n<h2> \u00abSentimental Value\u00bb di Joachim Trier<\/h2>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"row mx-0 margin\">\n<div class=\"col-12 col-lg-9 no-padding\">\n<p>In modo forse meno inatteso de \u00abL\u2019agente segreto\u00bb ma non per questo meno sorprendente, <i class=\"corsivo\">\u00abSentimental Value\u00bb<\/i> ha collezionato <strong class=\"bold nero\">nove candidature ai prossimi Oscar<\/strong>, segnale di quanto il cinema d\u2019autore europeo stia tornando a pesare anche dentro l\u2019immaginario americano e globale. Dopo il successo de \u00abLa persona peggiore del mondo\u00bb, il regista norvegese Joachim Trier firma un film molto diverso, che riecheggia certe atmosfere del cinema di Bergman e Woody Allen (a sua volta debitore di Bergman), ma le riporta in una grammatica contemporanea, pi\u00f9 asciutta e anche pi\u00f9 crudele. <\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"row mx-0 margin\">\n<div class=\"col-12 no-padding no-margin\">\n<div class=\"row mx-0 no-padding\">\n<div class=\"col-12 col-lg-9 no-padding fotografia_half zoom-gallery\"><a class=\"card\" href=\"https:\/\/storage.ecodibergamo.it\/media\/photologue\/2026\/2\/5\/photos\/verso-gli-oscar-quattro-film-per-capire-il-cinema-di-oggi_c03141b0-01e1-11f1-a626-8f4ad7da1a93_1920_1037.jpg\"><img decoding=\"async\" alt=\"None\" class=\"card-img\" src=\"https:\/\/storage.ecodibergamo.it\/media\/photologue\/2026\/2\/5\/photos\/cache\/verso-gli-oscar-quattro-film-per-capire-il-cinema-di-oggi_c03141b0-01e1-11f1-a626-8f4ad7da1a93_1920_1037_horizontal_image_v2.jpg\" title=\"None\"><\/a><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"row mx-0 margin\">\n<div class=\"col-12 col-lg-9 no-padding\">\n<p>La storia \u00e8 quella di una giovane attrice, Nora (Renate Reinsve), figlia di un celebre regista: padre assente e narcisista (Stellan Skarsg\u00e5rd), con cui ha un rapporto irrisolto, che un giorno le chiede di interpretare la madre \u2013 morta suicida anni prima \u2013 nel suo prossimo film. Un progetto autobiografico che l\u2019uomo vuole ambientare nella vecchia casa di famiglia, un edificio coloniale in un quartiere residenziale di Oslo. La richiesta innesca ci\u00f2 che era rimasto sepolto e rimette in movimento i conflitti familiari, coinvolgendo anche la sorella di Nora, che ha scelto una vita molto pi\u00f9 \u201cnormale\u201d e apparentemente risolta. E tutto sfocia in una durissima resa dei conti, dove la questione non \u00e8 soltanto affettiva ma, in fondo, morale: <strong class=\"bold nero\">chi si prende il diritto di trasformare una persona \u2013 e un dolore \u2013 in materiale di racconto?<\/strong> Come si traccia \u2013 se esiste davvero \u2013 un confine tra la realt\u00e0 e la finzione? Dove finisce la vita e inizia la sua rappresentazione? <\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"row mx-0 margin\">\n<div class=\"col-12 col-lg-9 no-padding\">\n<p>Il film si muove intorno a questi interrogativi e tiene i personaggi in una condizione costante di sospensione. Nessuno possiede la solidit\u00e0 granitica delle proprie convinzioni: ogni discussione, ogni presa di posizione, ogni tentativo di definirsi finisce per slittare, per aprire una crepa, per scolorire nel dubbio. Trier lavora proprio su questa indeterminazione \u2013 sul confine mobile tra realt\u00e0 e finzione \u2013 traducendola in spazio, usando la vecchia casa di famiglia come figura centrale: insieme set e archivio, teatro dei ricordi e macchina che li rimette in moto, ma anche presenza fantasmatica, abitata da traumi e cicatrici che non smettono di parlare. E in definitiva \u00e8 questo carattere sfuggente a rendere <i class=\"corsivo\">\u00abSentimental Value\u00bb<\/i> un\u2019opera tanto sorprendente: <strong class=\"bold nero\">la sua capacit\u00e0 di restituire una complessit\u00e0 che non coincide mai con un senso unico<\/strong>, ma si sposta, si contraddice, cambia prospettiva a seconda della prospettiva che si adotta. E che, anche quando sembra sul punto di chiudersi, lascia sempre un margine di irrisolto. Come la vita.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"row mx-0 margin\">\n<div class=\"col-12 col-lg-9 no-padding\">\n<p><i class=\"corsivo\">Durata: 2h13<br \/>In programmazione al Conca Verde, Uci Orio e Anteo Treviglio<\/i><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"row mx-0 margin\" id=\"scroll4\">\n<div class=\"col-12 col-lg-9 no-padding\">\n<h2> \u00abHamnet &#8211; Nel nome del figlio\u00bb di Chlo\u00e9 Zhao<\/h2>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"row mx-0 margin\">\n<div class=\"col-12 col-lg-9 no-padding\">\n<p>A sei anni dal grande successo di \u00ab<i class=\"corsivo\">Nomadland<\/i>\u00bb (2020) che le valse l\u2019Oscar come miglior regista (oltre a quello per il miglior film e attrice protagonista) e dopo il mezzo flop di \u00ab<i class=\"corsivo\">Eternals<\/i>\u00bb (2021), Chlo\u00e9 Zhao torna con un film ambiziosissimo e piuttosto distante dal suo cinema abituale e che, dopo aver trionfato ai <strong class=\"bold nero\">Golden Globes<\/strong> come miglior film drammatico, ha collezionato otto candidature ai prossimi Oscar. <\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"row mx-0 margin\">\n<div class=\"col-12 no-padding no-margin\">\n<div class=\"row mx-0 no-padding\">\n<div class=\"col-12 col-lg-9 no-padding fotografia_half zoom-gallery\"><a class=\"card\" href=\"https:\/\/storage.ecodibergamo.it\/media\/photologue\/2026\/2\/5\/photos\/verso-gli-oscar-quattro-film-per-capire-il-cinema-di-oggi_99dab1c6-01e2-11f1-a626-8f4ad7da1a93_1920_1041.jpg\"><img decoding=\"async\" alt=\"None\" class=\"card-img\" src=\"https:\/\/storage.ecodibergamo.it\/media\/photologue\/2026\/2\/5\/photos\/cache\/verso-gli-oscar-quattro-film-per-capire-il-cinema-di-oggi_99dab1c6-01e2-11f1-a626-8f4ad7da1a93_1920_1041_horizontal_image_v2.jpg\" title=\"None\"><\/a><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"row mx-0 margin\">\n<div class=\"col-12 col-lg-9 no-padding\">\n<p>\u00ab<i class=\"corsivo\">Hamnet<\/i>\u00bb, tratto dal romanzo \u00abNel nome del figlio. <i class=\"corsivo\">Hamnet<\/i>\u00bb di Maggie O\u2019Farrell (anche coautrice della sceneggiatura con la regista), \u00e8 <strong class=\"bold nero\">ambientato nell\u2019Inghilterra elisabettiana a cavallo tra il 1500 e il 1600<\/strong>, quando il giovane William Shakespeare (Paul Mescal) conosce e sposa Agnes Hathaway (Jessie Buckley). Inizialmente contrastato dalle famiglie, il loro matrimonio \u00e8 felice e spensierato, arricchito dalla nascita di quattro figli, tra cui i gemelli Hamnet e Judith. Sono gli anni in cui William inizia a frequentare Londra per farsi strada come commediografo, motivo per cui resta lontano dalla famiglia, che continua a vivere nella natia Stratford-upon-Avon, per lunghissimi periodi: cosa che mina il rapporto con Agnes. Una tragedia inaspettata creer\u00e0 un\u2019ulteriore frattura nella coppia, ma far\u00e0 s\u00ec che Shakespeare scriva la sua prima tragedia, \u00abAmleto\u00bb \u2013 dal nome dell\u2019unico figlio maschio \u2013 che sar\u00e0 anche il mezzo per riavvicinarsi ad Agnes. <\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"row mx-0 margin\">\n<div class=\"col-12 col-lg-9 no-padding\">\n<p>Zhao non parla di Shakespeare, ma sposta l\u2019<strong class=\"bold nero\">attenzione su sua moglie Anne <\/strong>(in alcuni documenti indicata appunto come Agnes), di cui la storia \u00e8 avara di dettagli e che quindi pu\u00f2 diventare un personaggio da intrecciare con la fantasia: nel film diventa una sorta di \u201cstrega\u201d, in senso positivo, fusa con la natura e capace di comprenderne i meccanismi e i misteri pi\u00f9 profondi. Rivendica il proprio ruolo di madre (lei rimasta orfana da bambina) e sviluppa un rapporto profondissimo con i figli. Attraverso Agnes, la regista mette a fuoco una storia (muovendosi contemporaneamente dentro la storia) che ha pochissima trama ed \u00e8 invece fatta soprattutto di suggestioni visive: momenti che si concentrano sull\u2019introspezione di una donna che, in un\u2019epoca in cui le donne erano quasi sempre relegate ai margini (nonostante la sovrana d\u2019Inghilterra fosse Elisabetta I), diventa il <strong class=\"bold nero\">vero centro emotivo del racconto<\/strong>, imponendo la propria voce e il proprio sguardo sul mondo. Ne nasce un film affascinante e intimo, in cui vita, arte e racconto si fondono in un\u2019unica trama emotiva, restituendo l\u2019idea di un passato che il cinema non tratta pi\u00f9 come un \u201caltrove\u201d distante, ma come un eterno riflesso del presente: un passato attualizzato che finisce per mostrare come il dolore e l\u2019amore in fondo usino da sempre il medesimo villaggio.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"row mx-0 margin\">\n<div class=\"col-12 col-lg-9 no-padding\">\n<p><i class=\"corsivo\">Durata: 2h5m<br \/>In programmazione all\u2019Uci Orio, Arcadia Stezzano, Anteo Treviglio<\/i><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"fixed-col-300\" id=\"fixed-col-scroll\">\n<div class=\"fixed-col-rail\">\n<div class=\"fixed-col-column\">\n<div class=\"article-box\">\n<ul>\n<li class=\"indice-titolo-h2\"><a href=\"http:\/\/ecodibergamo.it\/stories\/eppen\/cultura\/cinema_e\/verso-gli-oscar-quattro-film-per-capire-il-cinema-di-oggi-o_3636473_11\/#scroll0\" class=\"js-scroll-trigger\">Verso gli Oscar quattro film per capire il cinema di oggi<\/a><\/li>\n<li class=\"indice-titolo-h2\"><a href=\"http:\/\/ecodibergamo.it\/stories\/eppen\/cultura\/cinema_e\/verso-gli-oscar-quattro-film-per-capire-il-cinema-di-oggi-o_3636473_11\/#scroll1\" class=\"js-scroll-trigger\"><br \/>\n \u00ab<\/p>\n<p>  Marty Supreme<\/p>\n<p> \u00bb di Josh Safdie<\/p>\n<p><\/a><\/li>\n<li class=\"indice-titolo-h2\"><a href=\"http:\/\/ecodibergamo.it\/stories\/eppen\/cultura\/cinema_e\/verso-gli-oscar-quattro-film-per-capire-il-cinema-di-oggi-o_3636473_11\/#scroll2\" class=\"js-scroll-trigger\"><br \/>\n \u00abL\u2019agente segreto\u00bb di Kleber Mendon\u00e7a Filho<\/p>\n<p><\/a><\/li>\n<li class=\"indice-titolo-h2\"><a href=\"http:\/\/ecodibergamo.it\/stories\/eppen\/cultura\/cinema_e\/verso-gli-oscar-quattro-film-per-capire-il-cinema-di-oggi-o_3636473_11\/#scroll3\" class=\"js-scroll-trigger\"><br \/>\n \u00abSentimental Value\u00bb di Joachim Trier<\/p>\n<p><\/a><\/li>\n<li class=\"indice-titolo-h2\"><a href=\"http:\/\/ecodibergamo.it\/stories\/eppen\/cultura\/cinema_e\/verso-gli-oscar-quattro-film-per-capire-il-cinema-di-oggi-o_3636473_11\/#scroll4\" class=\"js-scroll-trigger\"><br \/>\n \u00abHamnet &#8211; Nel nome del figlio\u00bb di Chlo\u00e9 Zhao<\/p>\n<p><\/a><\/li>\n<\/ul>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/article>\n<p>[analyse_source url=&#8221;http:\/\/ecodibergamo.it\/stories\/eppen\/cultura\/cinema_e\/verso-gli-oscar-quattro-film-per-capire-il-cinema-di-oggi-o_3636473_11\/&#8221;]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[analyse_image type=&#8221;featured&#8221; src=&#8221;https:\/\/storage.ecodibergamo.it\/media\/photologue\/2026\/2\/5\/photos\/verso-gli-oscar-quattro-film-per-capire-il-cinema-di-oggi_64c884e0-01e2-11f1-a626-8f4ad7da1a93_1920_1080.jpg&#8221;] Gli Oscar sono alle porte e in questi giorni arrivano in sala diversi titoli che si sono gi\u00e0 imposti nella corsa alle statuette. 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