{"id":1751837,"date":"2026-02-04T13:25:21","date_gmt":"2026-02-04T10:25:21","guid":{"rendered":"https:\/\/analyse.optim.biz\/?p=1751837"},"modified":"2026-02-04T13:25:21","modified_gmt":"2026-02-04T10:25:21","slug":"confessioni-di-streghe-ma-senza-tortura","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/analyse.optim.biz\/?p=1751837","title":{"rendered":"Confessioni di streghe, ma senza tortura"},"content":{"rendered":"<p>[analyse_image type=&#8221;featured&#8221; src=&#8221;https:\/\/storage.laprovinciadicomo.it\/media\/photologue\/2026\/2\/4\/photos\/cache\/confessioni-di-streghe-ma-senza-tortura_f3363cfa-012d-11f1-9d7c-8ef31eda9a08_1920_1080_v3_large_16_9.jpg&#8221;]<\/p>\n<div class=\"article-body\">\n<p>Nell\u2019imponente produzione critica sulla stregoneria nei primi secoli (XV-XVII) dell\u2019et\u00e0 moderna, spicca l\u2019attenzione rivolta alle tecniche di interrogatorio dei tribunali dell\u2019Inquisizione e alle pratiche di tortura esercitate allo scopo di estorcere confessioni, spesso ritrattate all\u2019attenuarsi dello strazio fisico e della oppressione psicologica. La focalizzazione quasi esclusiva sulle tecniche di interrogatorio era, ed \u00e8 tuttora, l\u2019effetto sugli studiosi moderni dell\u2019inverosimiglianza delle pratiche di stregoneria in quel modo confessate. <\/p>\n<\/div>\n<div class=\"article-body\">\n<p>\u201cSono una strega. Confessioni del sabba nel passato europeo\u201d (Torino, Einaudi, 2025) di Germano Maifreda si distingue per un approccio inedito: muove &#8211; nell\u2019incerto confine tra medioevo ed et\u00e0 moderna &#8211; dalla vicenda di donne e uomini europei che, senza aver subito pressioni di sorta, al di fuori di processi penali, senza coercizione o altra forma di tortura fisica o psicologica, dichiararono ai loro confessori di avere praticato voli notturni e preso parte al sabba diabolico. <\/p>\n<\/div>\n<div class=\"article-body\" id=\"scroll1\">\n<h2 class=\"title-line\"> I documenti<\/h2>\n<\/div>\n<div class=\"article-body\">\n<p>Pi\u00f9 specificamente, rivelarono ai loro confessori di aver incontrato il diavolo e di avere intrattenuto rapporti sessuali con lui, in una esperienza di inconsueta emozionalit\u00e0 che li contrappose a Dio. Maifreda ribalta il paradigma storiografico che vede nel sabba un\u2019artificiosa creazione imposta da una repressione sanguinosa, facendo credere che vi corrispondesse un\u2019esperienza reale. Come sovente avviene, una nuova tesi presuppone nuovi documenti. Quelli sui quali si basa questo libro sono conservati nell\u2019Archivio storico della Penitenzieria apostolica di Citt\u00e0 del Vaticano, aperto solo nel 2009 da Benedetto XVI. I suoi faldoni conservavano aspetti della vita interiore dei fedeli protetti dal sigillo sacramentale e dunque non destinati alla lettura di soggetti esterni a tale rapporto, sicch\u00e9 la Penitenzieria per antica consuetudine non versa la propria documentazione nell\u2019Archivio apostolico vaticano. Tale separatezza dalla commistione, tipica di quest\u2019ultimo, tra diritto ecclesiastico e diritto pubblico, tra potere religioso e potere politico, consegna agli storici testimonianze fermate, per cos\u00ec dire, nella loro autenticit\u00e0. <\/p>\n<\/div>\n<div class=\"article-body\">\n<p>Non sorprender\u00e0 dunque che la confessione dei peccati abbia svolto un ruolo centrale proprio nel legittimare \u00abdal basso\u00bb false credenze, ad esempio la festa orgiastica del sabba. <\/p>\n<\/div>\n<div class=\"article-body\">\n<p>La \u201cconfessio\u201d, obbligatoria, sollecitante i segreti del cuore, protesa verso l\u2019assoluzione, doveva creare uno stato d\u2019animo particolare, che risultava pi\u00f9 accentuato nella soggettivit\u00e0 femminile: \u00abLa prima persona singolare sottesa al titolo di questo libro \u00e8 declinata al femminile: non solo perch\u00e9 \u00e8 alle donne che l\u2019immaginario diabolico europeo ha pi\u00f9 spesso attribuito la responsabilit\u00e0 di perpetrare il male. L\u2019io della confessione \u00e8 in apparenza libero; in realt\u00e0, per molte ragioni, \u00e8 forzato, cos\u00ec come costretta \u00e8 ancora oggi la soggettivit\u00e0 femminile e minoritaria, per quanto sembri ai pi\u00f9 fin troppo affrancata\u00bb. <\/p>\n<\/div>\n<div class=\"article-body\">\n<p>La persecuzione della stregoneria si intreccia, in quell\u2019et\u00e0, con quelle dell\u2019eresia e della magia, forse politicamente pi\u00f9 pericolose a causa degli ambiti socio-culturali di diffusione. In compenso, se la confrontiamo con il ricchissimo insieme di tesi e pratiche ereticali tra Quattro &#8211; e Cinquecento, ad esempio d\u2019ordine teologico, o sacramentale, o perfino cosmogonico, e con quello di dottrine e prassi magiche, dalla la \u2018colta\u2019 magia naturale alla bassa magia cerimoniale, vediamo che la stregoneria si caratterizza per un ventaglio pi\u00f9 ristretto di pratiche tra le quali il sabba occupa una posizione preminente. <\/p>\n<\/div>\n<div class=\"article-body\" id=\"scroll2\">\n<h2 class=\"title-line\"> Ma c\u2019\u00e8 del vero in tutto questo?<\/h2>\n<\/div>\n<div class=\"article-body\">\n<p>La confessione di averlo praticato, senza essere estorta con la tortura, senza lusinghe e talora al prezzo di costose procedure a Roma di remissione dei peccati, senza essere frutto di alterazioni psicopatologiche, come riteneva Andrea Alciato, ebbero quale motore il sincero pentimento della coscienza, la volont\u00e0 di ottenere perdono. <\/p>\n<\/div>\n<div class=\"article-body\">\n<p>Ma perch\u00e9, allora, quelle confessioni? Se quei racconti non furono forzati, dobbiamo con ci\u00f2 considerarli \u00abveri\u00bb? Come osserva uno dei principali studiosi della persecuzione della stregoneria, Giovanni Merlo, \u00abla verit\u00e0 delle confessioni registrate [\u2026] \u00e8 situata nel metareale, da intendersi come la costruzione culturale che afferma e descrive l\u2019esistenza dell\u2019universo demoniaco\u00bb: nell\u2019ossessione di un complotto immaginario ordito contro la societ\u00e0, il quale travisa e tinge di peccaminoso strati arcaici di una cultura folklorica. <\/p>\n<\/div>\n<div class=\"article-body\">\n<p>Dunque non avrebbe senso riscontrare sulla realt\u00e0 empiricamente verificabile il coefficiente di verit\u00e0 di queste confessioni spontanee: evidente che chi si autodenuncia di aver volato non possa averlo fatto. Ma la verit\u00e0 di quelle parole va cercata nel peso insostenibile di una costruzione culturale che, postulando l\u2019esistenza di un demonio tentatore con caratteri di perversione sessuale, imponeva ai singoli la sua inconfutabile oggettivit\u00e0 nella \u2018societ\u00e0 inglobante\u2019. Dunque furono confessioni formalmente \u201clibere\u201d, ma soggette ad (e scaturite da) una pi\u00f9 sottile costrizione. <\/p>\n<\/div>\n<p>[analyse_source url=&#8221;http:\/\/laprovinciadicomo.it\/stories\/premium\/cultura-e-spettacoli\/confessioni-di-streghe-ma-senza-tortura-o_3634187_11\/&#8221;]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[analyse_image type=&#8221;featured&#8221; src=&#8221;https:\/\/storage.laprovinciadicomo.it\/media\/photologue\/2026\/2\/4\/photos\/cache\/confessioni-di-streghe-ma-senza-tortura_f3363cfa-012d-11f1-9d7c-8ef31eda9a08_1920_1080_v3_large_16_9.jpg&#8221;] Nell\u2019imponente produzione critica sulla stregoneria nei primi secoli (XV-XVII) dell\u2019et\u00e0 moderna, spicca l\u2019attenzione rivolta alle tecniche di interrogatorio dei tribunali dell\u2019Inquisizione e alle pratiche di tortura esercitate allo scopo di estorcere confessioni, spesso ritrattate all\u2019attenuarsi dello strazio fisico e della oppressione psicologica. 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