{"id":1751647,"date":"2026-02-04T08:55:05","date_gmt":"2026-02-04T05:55:05","guid":{"rendered":"https:\/\/analyse.optim.biz\/?p=1751647"},"modified":"2026-02-04T08:55:05","modified_gmt":"2026-02-04T05:55:05","slug":"lattivista-maja-t-condannata-a-8-anni-il-padre-della-salis-tedesca-accuse-infondate","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/analyse.optim.biz\/?p=1751647","title":{"rendered":"L\u2019attivista Maja T. condannata a 8 anni. Il padre della \u201cSalis tedesca\u201d: accuse infondate"},"content":{"rendered":"<p>[analyse_image type=&#8221;featured&#8221; src=&#8221;https:\/\/www.gedistatic.it\/content\/gnn\/img\/lastampa\/2026\/02\/04\/095502817-8fe3c0e4-c57a-49f3-b7c1-4dde1d79d4d2.jpg&#8221;]<\/p>\n<div class=\"articleBody\" data-key=\"articleBody\">Maja T., 25enne attivista antifascista, persona non binaria, considerata la versione tedesca del caso Ilaria Salis per le molte analogie con la vicenda dell\u2019eurodeputata, dovr\u00e0 scontare una pena di 8 anni di carcere. Era accusata di violenti pestaggi avvenuti l\u201911 febbraio del 2023 in Ungheria, durante il Giorno dell\u2019Onore, raduno di nostalgici delle SS che ogni anno si ritrovano a Budapest. A suo carico l\u2019accusa di lesioni giudicate \u00abpotenzialmente mortali\u00bb dal pubblico ministero, mentre la sua difesa parla di \u00abinsussistenza delle prove e sproporzione dell\u2019impianto accusatorio\u00bb. A Berlino \u201cil ministero degli Esteri ha preso atto della sentenza. Il governo federale non commenta i procedimenti giudiziari e rispetta la competenza della giustizia ungherese&#8221;, allo stesso tempo &#8220;il ministero degli Esteri resta impegnato sul caso ad alti livelli e continuer\u00e0 ad affrontarlo nei contatti con la parte ungherese&#8221;. \u00abLa rappresentanza diplomatica tedesca a Budapest ha fornito assistenza consolare a Maja T. sin dal suo arresto in Ungheria e continuer\u00e0 a farlo anche dopo la sentenza ora pronunciata. Rimane inoltre attivo il contatto con i familiari di Maja T.\u00bb, riferisce ancora il ministero, sottolineando che &#8220;il ministero degli Esteri resta impegnato sul caso ad alti livelli e continuer\u00e0 ad affrontarlo nei contatti con la parte ungherese&#8221;. Sia l&#8217;accusa sia la difesa possono ancora presentare ricorso, e la sentenza non \u00e8 al momento definitiva. Un eventuale procedimento per il trasferimento in Germania ai fini dell&#8217;esecuzione della pena, cos\u00ec come richiesto dal padre di Maja T. in un appello rivolto al ministro degli Esteri tedesco, Johann Wadephul, presuppone in linea generale una condanna passata in giudicato. Dall\u2019Italia, a sostegno dell\u2019attivista tedesca, ha parlato proprio Ilaria Salis: \u00abIl procedimento a carico di Maja e Gabri, come quello contro tutti gli antifascisti, \u00e8 un processo farsa. Non ci sono dubbi. \u00c8 un palcoscenico kafkiano su cui va in scena lo squallido spettacolo della punizione esemplare che il regime infligge ai propri nemici. Si tratta di procedimenti pesantemente condizionati, se non addirittura orchestrati, dal governo Orb\u00e1n. Il quadro indiziario a carico degli imputati \u00e8 estremamente labile: Maja e Gabri non sono mai stati riconosciuti, n\u00e9 dalle vittime n\u00e9 dai testimoni. A tutto questo si aggiunge il clima di campagna elettorale in Ungheria. \u00c8 in questo contesto che va letta la sentenza. Alla luce di tutto ci\u00f2, dobbiamo continuare a chiedere con forza che Maja, tanto pi\u00f9 considerando l&#8217;illegalit\u00e0 della sua estradizione, venga trasferita in Germania e sottoposta l\u00ec a un procedimento equo. E che nessun antifascista sia estradato in Ungheria\u00bb, conclude. Wolfram Janosch, il padre di Maja, ha parlato di accuse infondate. \u00abNon pu\u00f2 esistere un\u2019incriminazione basata sull\u2019organizzazione criminale: il codice penale ungherese prevede che un\u2019organizzazione criminale debba essere costituita da almeno tre persone, avere uno scopo cospirativo e puntare a commettere un crimine premeditato\u00bb, ha ricordato. Inoltre in Germania la detenzione di Maja T. \u00e8 considerata incostituzionale: alla fine del 2024 l\u2019attivista era stata consegnata velocemente alle autorit\u00e0 ungheresi da un tribunale della Turingia. Poche ore dopo la Corte costituzionale di Karlsruhe aveva dichiarato illegittima l\u2019estradizione: la corte della Turingia avrebbe dovuto esaminare pi\u00f9 approfonditamente le condizioni carcerarie in Ungheria per una persona non binaria. E quelle, come hanno dimostrato i mesi successivi, sono insostenibili. In carcere in Ungheria in condizioni disumane Maja T. ha protestato l\u2019anno scorso per le condizioni disumane in carcere. Scarafaggi, cibo insufficiente, condizioni igieniche pessime. Aveva anche minacciato di fare uno sciopero della fame \u00abperch\u00e9 ai miei occhi il cibo non basta, mi sono stati negati prodotti igienici\u00bb. Sul procuratore, l\u2019attivista ha riferito di aver \u00absempre avuto la sensazione di non poter cambiare le sue idee, che le sue opinioni fossero gi\u00e0 stabilite, fin dal primo momento\u00bb. Dossieraggio su Ilaria Salis mentre era in carcere in Ungheria L&#8217;informatico della Equalize di Enrico Pazzali, Nunzio Samuele Calamucci, si \u00e8 procurato il &#8220;certificato del casellario giudiziale&#8221; di Ilaria Salis mentre la stessa si trovava in carcere in Ungheria. L&#8217;11 giugno 2024, tre giorni prima che l&#8217;insegnate brianzola e attivista antifascista fosse liberata da Budapest per rientrare in Italia grazie all&#8217;immunit\u00e0 perch\u00e9 eletta all&#8217;Europarlamento con il gruppo di Alleanza Verdi e Sinistra, Calamucci ha inviato gli screenshot del casellario penale di Salis a Vincenzo De Marzio, ex carabiniere del Ros ed ex appartenente ai servizi segreti, accusato dalla Procura di Milano di associazione a delinquere e accesso abusivo a sistema informatico nell&#8217;inchiesta sulla banda di via Pattari. \u00c8 quanto emerge da una nuova informativa del Raggruppamento Operativo Speciale &#8211; Reparto Anticrimine di Milano, visionata da LaPresse, in cui i militari guidati dal comandante Andrea Ilari notificano al pubblico ministero della Direzione distrettuale antimafia, Francesco De Tommasi, gli esiti delle analisi sulle copie forensi di tutti i device di Calamucci, ritenuto la mente informatica della societ\u00e0 di Pazzali e l&#8217;ideatore del sistema &#8216;Beyond&#8217; per realizzare dossier in cui mixare informazioni lecite e altre acquisite illegalmente. Si tratta complessivamente di 128 Gigabyte di dati, raccolti in una pen-drive, da cui emergono i rapporti di affari di Equalize in particolare con grosse societ\u00e0, pubblica e private, e con i pi\u00f9 importanti studi legali d&#8217;affari di Milano e d&#8217;Italia. Il casellario penale di Salis risulta acquisito il 16 maggio 2024, mentre l&#8217;eurodeputata di AVS \u00e8 ancora in cella in Ungheria per aver preso parte a un presunto pestaggio degli Antifa durante la commemorazione neonazista del &#8216;giorno dell&#8217;onore&#8217; che ogni anno celebra la &#8220;resistenza\u201d delle SS contro l&#8217;avanzata dell&#8217;Armata Rossa durante la seconda guerra mondiale. Lo ha Calamucci e risulta acquisito attraverso la Procura di Roma. &#8220;Regolarmente pagato&#8221; come dimostrerebbe la &#8220;marca da bollo&#8221;, scrive il Ros di Milano, ma secondo i militari tuttavia &#8220;non emerge altro&#8221;, da nessun dispositivo o dalle chat agli atti, &#8220;per capire il motivo&#8221; dell&#8217;invio del documento all&#8217;ex 007 De Marzio, al centro di molti misteri dell&#8217;inchiesta sui dossieraggi e le cyber spie. Di certo in quei giorni, a cavallo fra l&#8217;11 giugno 2024 e il 14 giugno 2024 (data del rientro di Salis in Italia dopo 466 nelle carceri magiare), iniziano a essere pubblicati su media e quotidiani notizie e articoli riguardanti i precedenti penali dell&#8217;eurodeputata, pi\u00f9 volte denunciata anche da Aler, l&#8217;azienda lombarda per l&#8217;edilizia residenziale che gestisce le case popolari in Lombardia, per la partecipazione a picchetti anti sfratto e occupazioni abitative.<\/div>\n<p>[analyse_source url=&#8221;https:\/\/www.lastampa.it\/esteri\/2026\/02\/04\/news\/maja_t_budapest_processo_ilaria_salis-15494224\/&#8221;]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[analyse_image type=&#8221;featured&#8221; src=&#8221;https:\/\/www.gedistatic.it\/content\/gnn\/img\/lastampa\/2026\/02\/04\/095502817-8fe3c0e4-c57a-49f3-b7c1-4dde1d79d4d2.jpg&#8221;] Maja T., 25enne attivista antifascista, persona non binaria, considerata la versione tedesca del caso Ilaria Salis per le molte analogie con la vicenda dell\u2019eurodeputata, dovr\u00e0 scontare una pena di 8 anni di carcere. 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