{"id":1751570,"date":"2026-02-04T13:40:10","date_gmt":"2026-02-04T10:40:10","guid":{"rendered":"https:\/\/analyse.optim.biz\/?p=1751570"},"modified":"2026-02-04T13:40:10","modified_gmt":"2026-02-04T10:40:10","slug":"send-help-fra-lost-e-misery","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/analyse.optim.biz\/?p=1751570","title":{"rendered":"\u00abSend Help\u00bb, fra \u00abLost\u00bb e \u00abMisery\u00bb"},"content":{"rendered":"<p>[analyse_image type=&#8221;featured&#8221; src=&#8221;https:\/\/www.gedistatic.it\/content\/gnn\/img\/lastampa\/2026\/02\/04\/144007182-8637608e-dfd6-4fc2-bf0f-cf3550f4213c.jpg&#8221;]<\/p>\n<div class=\"articleBody\" data-key=\"articleBody\"> Ci sono registi che fanno sempre lo stesso film e altri che, qualunque genere affrontino, ci mettono sempre il loro marchio, la loro firma autoriale anche se magari girano un blockbuster. Sam Raimi si \u00e8 fatto conoscere con l\u2019horror della trilogia de \u00abLa casa\u00bb (\u00abEvil Dead\u00bb in originale) sebbene, dopo il primo film del 1981 (un horror innovativo ma nei binari del genere) gi\u00e0 il sequel, \u00abLa casa 2\u00bb del 1987, ibridasse l\u2019orrore con la comicit\u00e0 da cartone animato (ad esempio, una mano mozzata che entrava nella tana di un topo come Jerry sempre in lotta con il gatto Tom) e fumetto con Ash (il grande Bruce Campbell, suo attore feticcio) che diventava il primo vero supereroe con superproblemi in un horror mentre il terzo film (\u00abL\u2019armata della tenebre\u00bb del 1992) era un vero e proprio fantasy. Lungo \u00e8 il suo rapporto con i supereroi, da \u00abDarkman\u00bb del 1990 (adattamento non ufficiale del vigilante The Shadow, L\u2019Uomo Ombra, nato negli anni Trenta in un programma radiofonico e poi passato al romanzo e al fumetto) alla trilogia di Spider-Man di inizio millennio (2002-2004-2007), pessimo il terzo film dalle travagliate vicende produttive, ma il secondo resta uno dei film di supereroi migliori di sempre. In ogni sua pellicola ci sono sequenze \u201calla Raimi\u201d, fra horror, ironia e citazioni da fumetti e cartoni animati. \u00abSend Help\u00bb, adesso al cinema, \u00e8 il suo ritorno ufficiale all\u2019horror dai tempi del cupo \u00abDrag Me to Hell\u00bb (2009), il precedente era un altro film da un personaggio Marvel, \u00abDoctor Strange nel multiverso della follia\u00bb (2022) nel quale, essendo parte del Marvel Cinematic Universe della Disney (che all\u2019epoca dei primi tre Spider-Man non esisteva, la Disney non aveva ancora comprato la Marvel), aveva probabilmente avuto molta meno libert\u00e0 creativa del solito. Qui invece si rivede il Raimi dei tempi migliori. Linda Liddle (Rachel McAdams) \u00e8 da sette anni un&#8217;impiegata del settore \u201cstrategia e pianificazione\u201d, il capo le ha promesso che diventer\u00e0 vicepresidente. Ma muore, gli subentra il figlio, Bradley Preston (Dylan O&#8217;Brien), classica boriosa prole che non possiede le capacit\u00e0 paterne. La bullizza, inorridito dal fatto che si sia presentata a lui con un pezzetto di panino al tonno appena mangiato su un lato della bocca e le dice che dar\u00e0 la vicepresidenza a un suo ex compagno di college. Decide comunque di portarla con s\u00e9 in un viaggio di laovto a Bangkok (dopo, probabilmente, la sposter\u00e0 in altra sede, lontana da lui). Ma durante il volo l\u2019aereo incappa in una tempesta e qui Raimi si scatena: gli amici e colleghi muoiono male, in autentiche scene splatter condite con ironia, uno di loro cerca di uccidere Linda per allacciarsi alle sue cinture di sicurezza e non finire fuori dall\u2019aereo, ma senza successo. La donna e il suo capo sono gli unici sopravvissuti all\u2019incidente e si ritrovano su un\u2019isola deserta, dove le dinamiche si capovolgono: Linda, che ha fatto il casting del reality show \u00abSurvivor\u00bb, \u00e8 un\u2019esperta di sopravvivenza e Bradley se vuole rimanere in vita le deve, suo malgrado, obbedire. Una ventina d\u2019anni fa al Telefilm Festival di Milano (evento purtroppo durato poche edizioni) c\u2019era stata una conferenza su \u00abL\u2019isola dei famosi\u00bb e la serie tv \u00abLost\u00bb con Simona Ventura, all\u2019epoca conduttrice del reality, e il critico televisivo Aldo Grasso. Raimi fa un efficace mix fra i due show (\u00abSurvivor\u00bb \u00e8 la versione \u201cproletaria\u201d di \u00abCelebrity Survivor\u00bb, il nostro \u00abL\u2019isola dei famosi\u00bb), dinamiche sociali da reality e pericoli concreti in un\u2019isola che, al solito, non \u00e8 esattamente come sembra, pur senza avere basi segrete n\u00e9 passaggi interdimensionali come quella di \u00abLost\u00bb. Ma siamo anche nei territori del classico romanzo di Stephen King \u00abMisery\u00bb con l\u2019infermiera Annie Wilkes che accudisce lo scrittore Paul Sheldon ma al tempo stesso lo schiavizza, visto che ha scoperto che ha \u201cucciso\u201d la sua eroina (Misery, appunto) nel nuovo romanzo, torturandolo per spingerlo a farla \u201crisorgere\u201d in un nuovo libro. Linda infatti non \u00e8 la solita \u201cdonna forte carismatica\u201d che la fiction americana, salvo rari casi, ormai non sa pi\u00f9 raccontare in modo efficace, lontani sono i tempi di eroine alla Xena (protagonista di una serie tv prodotta dallo stesso Raimi), ma una genuina psicopatica. Se il suo capo \u00e8 il classico arrogante figlio di pap\u00e0 (comunque non privo di risorse), lei \u00e8 disposta a fare di tutto, anche uccidere, per ottenere quello che vuole. Per Raimi il capitalismo neoliberista dei CEO e delle societ\u00e0 di pianificazione nei rapporti fra capi e subordinati non \u00e8 poi molto diverso da quello d\u2019antan di decenni fa con i megadirettori galattici e Fantozzi che, meno intraprendente di Linda, se avesse potuto, avrebbe schiavizzato i dipendenti esattamente come i suoi boss. Nel film, con una grande prova attoriale dei due protagonisti, non c\u2019\u00e8 nessun elemento davvero soprannaturale (basta soltanto accettare che una impiegata di una multinazionale si riveli bravissima a cavarsela su un\u2019isola deserta), ma \u00e8 davvero un horror, fra scene splatter, apparizioni di zombi (seppur oniriche) e un finale fra la violenza pi\u00f9 efferata e la sorpresa. Come ha scritto su Facebook lo sceneggiatore di Dylan Dog Giancarlo Marzano, \u00abSam \u00e8 tornato fra noi\u00bb.<\/div>\n<p>[analyse_source url=&#8221;https:\/\/www.lastampa.it\/spettacoli\/2026\/02\/04\/news\/send_help_fra_lost_e_misery-15494509\/&#8221;]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[analyse_image type=&#8221;featured&#8221; src=&#8221;https:\/\/www.gedistatic.it\/content\/gnn\/img\/lastampa\/2026\/02\/04\/144007182-8637608e-dfd6-4fc2-bf0f-cf3550f4213c.jpg&#8221;] Ci sono registi che fanno sempre lo stesso film e altri che, qualunque genere affrontino, ci mettono sempre il loro marchio, la loro firma autoriale anche se magari girano un blockbuster. 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