{"id":1751399,"date":"2026-02-04T10:54:55","date_gmt":"2026-02-04T07:54:55","guid":{"rendered":"https:\/\/analyse.optim.biz\/?p=1751399"},"modified":"2026-02-04T10:54:55","modified_gmt":"2026-02-04T07:54:55","slug":"videogiochi-cairn-la-scalata-e-una-metafora-della-vita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/analyse.optim.biz\/?p=1751399","title":{"rendered":"Videogiochi: Cairn, la scalata \u00e8 una metafora della vita"},"content":{"rendered":"<p>[analyse_image type=&#8221;featured&#8221; src=&#8221;https:\/\/www.repstatic.it\/content\/contenthub\/img\/2026\/02\/04\/115432774-7960bad0-e875-4056-aab4-4da992e93bba.jpg&#8221;]<\/p>\n<div class=\"articleBody\" data-key=\"articleBody\">I videogiochi ci piacciono non solo perch\u00e9 ci mettono in scenari assurdi, fantasy o fantascientifici, ma anche perch\u00e9 a volte ci permettono di sperimentare attivit\u00e0 umane da un punto di vista protetto, differente. Forse non con le medesime emozioni, ma magari con una filosofia simile. Guidare auto di lusso, compiere un volo di linea o, nel caso di Cairn, arrampicarsi su pareti sempre pi\u00f9 impervie per dominare una cima che si erge di fronte a noi con l\u2019indifferenza e la maestosit\u00e0 di chi \u00e8 la da milioni di anni.<\/p>\n<p>In Cairn vestiremo gli atletici panni di Aava, una scalatrice di altissimo livello che sta tenendo col fiato sospeso il mondo perch\u00e9 si appresta a scalare il Monte Kami, una vetta che gi\u00e0 in passato ha reclamato la vita di chi ha provato l\u2019impresa. Per aiutarla dovremo affrontare una impresa fatta di arti posizionati con attenzione, chiodi da roccia ben piazzati, provviste, gesso per le mani e un po\u2019 di fortuna.<br \/>\nCairn si inserisce in quel filone di giochi legati all\u2019esplorazione, al movimento ma anche a un certo gusto per la filosofia, un genere ampio che passa da titoli frustranti come Baby Steps ad altri pi\u00f9 avvicinabili come Death Stranding. Giochi che possono essere parte dei cosiddetti \u201crage game\u201d ovvero titoli pensati per essere frustranti, dove basta poco per perdere tutto, ma anche in un certo senso dei walking simulator, anche se la camminata \u00e8 verticale. I suoi vari livelli di difficolt\u00e0 vi permetteranno di scegliere quanto sar\u00e0 dura la scalata, ma dovrete comunque pensare e muovermi come una scalatrice, una esploratrice, e non come Lara Croft, Nathan Drake o altri avventurieri dall\u2019arrampicata facile.<\/p>\n<p>Il sistema di controllo di Cairn si basa sul darci il controllo sempre dell\u2019arto che in quel momento \u00e8 sottoposto al maggior peso, sia esso il braccio o una gamba, per farci decidere dove posizionarlo per continuare la scalata. Inizialmente non \u00e8 facile abituarsi, ma col tempo diventer\u00e0 via via un gesto sempre pi\u00f9 naturale. Volendo \u00e8 anche possibile attivare una modalit\u00e0 dove scegliamo noi quale arto muovere, ma tutto diventa cos\u00ec complesso che forse \u00e8 meglio evitarlo all\u2019inizio. Anche perch\u00e9 gi\u00e0 senza dover scegliere l\u2019arto \u00e8 importante muoversi bilanciando velocit\u00e0 e sicurezza, altrimenti ben presto vedremo Aava, iniziare ad ansimare e tremare sotto la fatica, indicatori che preannunciano una caduta rovinosa. Per fortuna, lungo le pareti pi\u00f9 lunghe potremo piazzare dei chiodi da roccia per riprendere il fiato. Volendo potremo usare del gesso per aumentare temporaneamente la nostra presa nei passaggi pi\u00f9 tosti.<br \/>\nQuando non \u00e8 appesa a una parete, Aava deve pensare ad altre attivit\u00e0 base: mangiare, riempire la borraccia, riposare, salvare la propria partita nei vari bivacchi, raccogliere provviste e esplorare un ambiente che si fa via via sempre pi\u00f9 strano, vagamente esoterico, grazie ai segni di civilt\u00e0 montane che in passato hanno abitato il Monte Kami. Il suo unico compagno, o quasi, sar\u00e0 un fido robottino che si occuper\u00e0 di recuperare i chiodi e riciclare i rifiuti per ottenere altro gesso.<\/p>\n<p>Ma la cosa pi\u00f9 importante \u00e8 senza dubbio orientarsi e capire come affrontare la montagna. Ci sono ovviamente cartine e vie pi\u00f9 semplici ma pi\u00f9 si sale pi\u00f9 queste vie scompaiono e bisogna fidarsi solo della propria capacit\u00e0 di osservazione e pianificazione, cercando via via di posizionare gli arti in maniera bilanciata, centellinando i chiodi e le provviste. Potenzialmente potreste stare decine di ore in compagnia della roccia, per il puro gusto di capire se c\u2019\u00e8 una strada migliore o cosa si nasconde su quell\u2019altopiano pi\u00f9 a destra. La vostra unica compagnia, o quasi, saranno le parole di Aava, i rumori dei suoi sforzi, le imprecazioni quando cade e piano piano vi renderete conto che non \u00e8 semplicemente un avatar da impersonificare ma un personaggio che rappresenta perfettamente un certo grado di ossessione. Probabilmente sono tutte cose note a chi si arrampica, ma Cairn incarna molto bene quel sottile punto di equilibrio tra ansia e bisogno, tra la paura di affrontare qualcosa che ci sembra enorme e la nostra capacit\u00e0 di scomporlo in segmenti pi\u00f9 piccoli, pi\u00f9 affrontabili.<\/p>\n<p>Cairn, dunque, nonostante alcuni momenti in cui le articolazioni fanno un po\u2019 quello che vogliono e trasformano Aava in un manichino troppo snodato, riesce a far collimare molto bene le sue meccaniche ludiche con i suoi significati pi\u00f9 profondi.<br \/>\n\u00c8 inevitabile farsi prendere dalla voglia di cercare metafore, ma anche impossibile non farlo, perch\u00e9 un certo tipo di giochi, cos\u00ec come un certo tipo di attivit\u00e0, inevitabilmente ci portano in quella direzione e lo spostamento \u00e8 sempre qualcosa che ha il potenziale di sconfinare nel filosofico, sia in orizzontale sia in verticale. Le ossessioni di Aava, i suoi silenzi, la sua voglia di affrontare qualcosa di pi\u00f9 grande di lei sono le nostre ossessioni, i nostri silenzi, la nostra misantropia, la paura di non farcela ma la consapevolezza che se non tentiamo sar\u00e0 peggio, che \u00e8 meglio cadere che rimanere a guardare le cose dal basso.<br \/>\nScalare in Cairn pu\u00f2 essere frustrante, ansiogeno, ma anche tremendamente appagante, ti spiega anche perch\u00e9 c\u2019\u00e8 chi lo fa sul serio. Ma alla fine ognuno di noi ha le sue montagne, che siano dentro o fuori di noi poco importa, l\u2019importante e mettere le mani su quella roccia e provare a tirarsi su.<\/p><\/div>\n<p>[analyse_source url=&#8221;https:\/\/www.lastampa.it\/tecnologia\/2026\/02\/04\/news\/videogiochi_cairn_la_scalata_e_una_metafora_della_vita-425137988\/?ref=-BH-I0-P-S4-T1&#8243;]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[analyse_image type=&#8221;featured&#8221; src=&#8221;https:\/\/www.repstatic.it\/content\/contenthub\/img\/2026\/02\/04\/115432774-7960bad0-e875-4056-aab4-4da992e93bba.jpg&#8221;] I videogiochi ci piacciono non solo perch\u00e9 ci mettono in scenari assurdi, fantasy o fantascientifici, ma anche perch\u00e9 a volte ci permettono di sperimentare attivit\u00e0 umane da un punto di vista protetto, differente. Forse non con le medesime emozioni, ma magari con una filosofia simile. 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