{"id":1751041,"date":"2026-02-04T10:00:02","date_gmt":"2026-02-04T07:00:02","guid":{"rendered":"https:\/\/analyse.optim.biz\/?p=1751041"},"modified":"2026-02-04T10:00:02","modified_gmt":"2026-02-04T07:00:02","slug":"scuola-pietrobono-storia-di-un-pasticcio-conto-alla-rovescia-per-ludienza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/analyse.optim.biz\/?p=1751041","title":{"rendered":"Scuola Pietrobono, storia di un pasticcio. Conto alla rovescia per l\u2019udienza"},"content":{"rendered":"<p>[analyse_image type=&#8221;featured&#8221; src=&#8221;https:\/\/www.ciociariaoggi.it\/resizer\/600\/315\/true\/2026_02_04\/6ae83fb1-d89c-4e54-a120-491b80fa2935_12033568-1770195063544.jpg&#8211;scuola_pietrobono__storia_di_un_pasticcio__conto_alla_rovescia_per_l_udienza.jpg?1770195064398&#8243;]<\/p>\n<p role=\"heading\" class=\"text \">Zone<\/p>\n<p role=\"heading\" class=\"text \">Tutti i comuni<\/p>\n<div class=\"testo_articolo testo testoResize\">\n<p>\u00c8 partito il conto alla rovescia per l\u2019udienza del <strong>18 febbraio<\/strong>. In quella data si conoscer\u00e0 il destino della <strong>scuola Pietrobono<\/strong> dopo l\u2019ultimo tentativo fallito del Comune di Frosinone di neutralizzare il provvedimento del giudice dell\u2019esecuzione di liberare l\u2019immobile in vista della, a questo punto, sempre pi\u00f9 probabile asta dell\u2019immobile.<\/p>\n<p>Se la controversia sulla propriet\u00e0 del <strong>terreno<\/strong> dove sorge l\u2019istituto di via Puccini si trascina almeno dal 2021, il problema viene da molto lontano, ovvero dagli anni Settanta da quando \u00e8 stata completata l\u2019opera senza formalizzare e trascrivere l\u2019esproprio. <br \/>Nel frattempo, come ricostruito dal giudice Simona Di Nicola \u00abil Comune non ha manifestato disponibilit\u00e0 alcuna a regolarizzare la propria posizione con il custode giudiziario, mediante la stipulazione, ad esempio, di un contratto di locazione risolutivamente condizionato all\u2019aggiudicazione e neppure formulando offerta alcuna a titolo di indennit\u00e0 di occupazione, n\u00e9 formulato istanze di autorizzazione all\u2019occupazione di altro genere, al di fuori del contesto oppositivo\u00bb.<\/p>\n<p>Dal canto suo il Comune continua a manifestare preoccupazione per il futuro degli studenti e per la prosecuzione dell\u2019anno scolastico. E cos\u00ec, per usare una metafora calcistica, ha provato a calciare il pallone in tribuna. Ma senza successo. L\u2019amministrazione, infatti, paventa \u00abricadute gravissime ed irreparabili sullo svolgimento del servizio scolastico e pregiudizio per gli studenti e le relative famiglie, attesa l\u2019indisponibilit\u00e0 da parte del Comune di Frosinone di altra struttura che presenti analoghi requisiti di capienza, sicurezza, agibilit\u00e0 e dotazioni atte a consentire la conclusione del calendario scolastico e lo svolgimento del servizio pubblico di istruzione\u00bb. Ma il giudice dell\u2019esecuzione risponde che \u00abal riguardo si osserva che gli argomenti addotti dall\u2019opponente (il Comune, ndr) afferiscono in parte ad una valutazione di opportunit\u00e0 e in parte ad una valutazione di bilanciamento dei contrapposti interessi in gioco che poco di giuridico presentano\u00bb. Della serie o il Comune trova un altro appiglio giuridico per proseguire sulla strada dell\u2019acquisizione sanante o la partita \u00e8 persa irrimediabilmente.<\/p>\n<p><strong>La storia<\/strong><br \/>Riavvolgendo indietro il nastro di questa complicata storia, si parte da fine anni Sessanta. Il progetto di costruire una scuola nel quartiere Scalo si fonda su una legge del 1967 \u201cNuove norme per l\u2019edilizia scolastica e universitaria e piano finanziario dello intervento per il quinquennio 1967-1971\u201d. Cos\u00ec viene incaricato del progetto l\u2019ingegner Felice Campanelli. Nel 1969 si approva il progetto di costruzione dell\u2019istituto con una previsione iniziale di 20 aule. Il progetto riceve l\u2019ok dal Provveditorato regionale alle opere pubbliche per 300 milioni di lire. Ma la spesa necessaria viene rivalutata in mezzo miliardo di lire. Nel 1970 \u00e8 aggiudicato l\u2019appalto per il 1\u00b0 lotto. Nel 1971 viene approvata una variante a causa di difficolt\u00e0 nell\u2019esecuzione dell\u2019opera per la particolare natura del terreno. L\u2019anno dopo \u00e8 affidato l\u2019incarico per la redazione del secondo stralcio per un ammontare di 100 milioni di lire. Nel 1973 c\u2019\u00e8 una richiesta di variante al programma di finanziamento.<\/p>\n<p><strong>L\u2019esproprio che non c\u2019\u00e8<\/strong><br \/>Tuttavia, una volta realizzata la scuola, si registra la mancanza di un passaggio fondamentale: nessuno si cura di procedere alla trascrizione dell\u2019atto di esproprio del terreno dei Mancini. Una \u201cdimenticanza\u201d che ora rischia di costare cara al Comune. E non \u00e8 escluso nemmeno che la questione finisca all\u2019attenzione della Corte dei conti per gli aspetti relativi a un possibile danno erariale.<\/p>\n<p>La dimenticanza salta fuori nella procedura del fallimento Mancini. La curatela \u201canticipa\u201d il Comune ed effettua la trascrizione. Cos\u00ec quando il Comune cerca una via d\u2019uscita e punta sull\u2019acquisizione sanante si scontra con le decisioni del giudice dell\u2019esecuzione. Questi, in base al principio della non retroattivit\u00e0 dell\u2019acquisizione sanante, la considera inopponibile alla procedura. Perch\u00e9 deve attenersi al \u00abmutato orientamento giurisprudenziale\u00bb.<\/p>\n<p><strong>I tribunali<\/strong><br \/>Ad aprile 2024 il tribunale rigetta una prima richiesta avanzata dal Comune di sospensione come \u201copposizione di terzo\u201d alla procedura esecutiva. Alla fine dello stesso mese, l\u2019amministrazione Mastrangeli, scartata l\u2019ipotesi di affitto (si parlava di 9.300 euro al mese) e di transazione, decide che l\u2019unica strada percorribile \u00e8 l\u2019acquisizione sanante. Da l\u00ec inizia un muro contro muro con la curatela. A fine maggio, l\u2019amministrazione scriveva di aver \u00abattivato le procedure amministrative necessarie per addivenire, in tempi brevi, alla risoluzione della problematica\u00bb.<\/p>\n<p>Sempre nel 2024, ad agosto, la commissione consiliare ai lavori pubblici dice s\u00ec alla procedura di acquisizione sanante. Il 23 settembre c\u2019\u00e8 il voto in consiglio comunale: l\u2019ente versa 110.351,88 euro. Cos\u00ec, a ottobre, il tribunale congela la procedura esecutiva in attesa che il Comune completi la procedura di acquisizione sanante. Nel frattempo, si registra un ricorso al Tar della curatela contro l\u2019acquisizione sanante. Ad aprile del 2025 il Tar si pronuncia dichiarando inammissibile, per difetto di legittimazione, il ricorso del fallimento Mancini. Un provvedimento favorevole con il quale il Comune, inutilmente, tenter\u00e0 di far leva anche sul giudice dell\u2019esecuzione. Quest\u2019ultimo, invece, nel provvedimento di luned\u00ec ribadisce che Tar e giudice ordinario viaggiano su binari distinti, si sono occupati di due aspetti diversi della stessa vicenda, mentre le due pronunce non rappresentano un contrasto di giudicato.<\/p>\n<p>La curatela, dal canto suo, ad aprile 2025, promuove un ulteriore ricorso davanti alla Corte d\u2019appello di Roma per contestare la somma versata dal Comune per l\u2019acquisizione sanante, ritenuta troppo bassa.<br \/>Il 12 gennaio scorso arriva la doccia gelata per il Comune. Il giudice dell\u2019esecuzione ordina il rilascio dell\u2019immobile e fissa al 18 febbraio l\u2019udienza per decidere la data dell\u2019asta. Scrive il giudice Di Nicola: \u00abla trascrizione del decreto di acquisizione in favore del Comune di Frosinone \u00e8 stato trascritto in data 13\/2\/2025 e, quindi, in data ampiamente successiva alla trascrizione da parte del fallimento Mancini spa del sequestro conservativo eseguito con nota del 28\/2\/2017\u00bb. Pertanto, l\u2019acquisizione sanante operata dal Comune con tanto di esborso di 110.351 euro, \u00e8 stata ritenuta \u00abinopponibile\u00bb. Infine, nel provvedimento adottato alla sola presenza del Comune che ne chiedeva la sospensiva, lo stesso giudice nel rigettare la nuova richiesta del Comune chiarisce ancor meglio i contorni della vicenda e il perch\u00e9 l\u2019acquisizione sanante, non potendo essere retroattiva, non pu\u00f2 sanare alcunch\u00e9.<\/p>\n<p>Tuttavia, lo stesso giudice fornisce un assist al Comune per consentire la prosecuzione dell\u2019anno scolastico alla Pietrobono: \u00abogni eventuale diversa determinazione dettata a questo punto da ragioni di opportunit\u00e0 e ragionevolezza ulteriori e diverse rispetto a quelle di procedura, che tengano conto e contemperino le esigenze dei creditori a una sollecita vendita\u00bb e della \u00abpaventata esigenza di consentire agli studenti&#8230; di concludere il proprio anno scolastico, anche a fronte della indisponibilit\u00e0 da parte del Comune di altra idonea struttura da approntare nel breve termine, debba essere assunta, eventualmente anche al di fuori dello stretto contesto oppositivo, nel pieno contraddittorio delle parti all\u2019udienza\u00bb del 18 febbraio.<\/p>\n<\/div>\n<p role=\"heading\" class=\"text \">Edizione digitale<\/p>\n<div class=\"text\" data-key=\"text\">\u00c8 partito il conto alla rovescia per l\u2019udienza del 18 febbraio. In quella data si conoscer\u00e0 il destino della scuola Pietrobono dopo l\u2019ultimo tentativo fallito del Comune di Frosinone di neutralizzare il provvedimento del giudice dell\u2019esecuzione di liberare l\u2019immobile in vista della, a questo punto, sempre pi\u00f9 probabile asta dell\u2019immobile. Se la controversia sulla propriet\u00e0 del terreno dove sorge l\u2019istituto di via Puccini si trascina almeno dal 2021, il problema viene da molto lontano, ovvero dagli anni Settanta da quando \u00e8 stata completata l\u2019opera senza formalizzare e trascrivere l\u2019esproprio. Nel frattempo, come ricostruito dal giudice Simona Di Nicola \u00abil Comune non ha manifestato disponibilit\u00e0 alcuna a regolarizzare la propria posizione con il custode giudiziario, mediante la stipulazione, ad esempio, di un contratto di locazione risolutivamente condizionato all\u2019aggiudicazione e neppure formulando offerta alcuna a titolo di indennit\u00e0 di occupazione, n\u00e9 formulato istanze di autorizzazione all\u2019occupazione di altro genere, al di fuori del contesto oppositivo\u00bb. Dal canto suo il Comune continua a manifestare preoccupazione per il futuro degli studenti e per la prosecuzione dell\u2019anno scolastico. E cos\u00ec, per usare una metafora calcistica, ha provato a calciare il pallone in tribuna. Ma senza successo. L\u2019amministrazione, infatti, paventa \u00abricadute gravissime ed irreparabili sullo svolgimento del servizio scolastico e pregiudizio per gli studenti e le relative famiglie, attesa l\u2019indisponibilit\u00e0 da parte del Comune di Frosinone di altra struttura che presenti analoghi requisiti di capienza, sicurezza, agibilit\u00e0 e dotazioni atte a consentire la conclusione del calendario scolastico e lo svolgimento del servizio pubblico di istruzione\u00bb. Ma il giudice dell\u2019esecuzione risponde che \u00abal riguardo si osserva che gli argomenti addotti dall\u2019opponente (il Comune, ndr) afferiscono in parte ad una valutazione di opportunit\u00e0 e in parte ad una valutazione di bilanciamento dei contrapposti interessi in gioco che poco di giuridico presentano\u00bb. Della serie o il Comune trova un altro appiglio giuridico per proseguire sulla strada dell\u2019acquisizione sanante o la partita \u00e8 persa irrimediabilmente. La storia Riavvolgendo indietro il nastro di questa complicata storia, si parte da fine anni Sessanta. Il progetto di costruire una scuola nel quartiere Scalo si fonda su una legge del 1967 \u201cNuove norme per l\u2019edilizia scolastica e universitaria e piano finanziario dello intervento per il quinquennio 1967-1971\u201d. Cos\u00ec viene incaricato del progetto l\u2019ingegner Felice Campanelli. Nel 1969 si approva il progetto di costruzione dell\u2019istituto con una previsione iniziale di 20 aule. Il progetto riceve l\u2019ok dal Provveditorato regionale alle opere pubbliche per 300 milioni di lire. Ma la spesa necessaria viene rivalutata in mezzo miliardo di lire. Nel 1970 \u00e8 aggiudicato l\u2019appalto per il 1\u00b0 lotto. Nel 1971 viene approvata una variante a causa di difficolt\u00e0 nell\u2019esecuzione dell\u2019opera per la particolare natura del terreno. L\u2019anno dopo \u00e8 affidato l\u2019incarico per la redazione del secondo stralcio per un ammontare di 100 milioni di lire. Nel 1973 c\u2019\u00e8 una richiesta di variante al programma di finanziamento. L\u2019esproprio che non c\u2019\u00e8 Tuttavia, una volta realizzata la scuola, si registra la mancanza di un passaggio fondamentale: nessuno si cura di procedere alla trascrizione dell\u2019atto di esproprio del terreno dei Mancini. Una \u201cdimenticanza\u201d che ora rischia di costare cara al Comune. E non \u00e8 escluso nemmeno che la questione finisca all\u2019attenzione della Corte dei conti per gli aspetti relativi a un possibile danno erariale. La dimenticanza salta fuori nella procedura del fallimento Mancini. La curatela \u201canticipa\u201d il Comune ed effettua la trascrizione. Cos\u00ec quando il Comune cerca una via d\u2019uscita e punta sull\u2019acquisizione sanante si scontra con le decisioni del giudice dell\u2019esecuzione. Questi, in base al principio della non retroattivit\u00e0 dell\u2019acquisizione sanante, la considera inopponibile alla procedura. Perch\u00e9 deve attenersi al \u00abmutato orientamento giurisprudenziale\u00bb. I tribunali Ad aprile 2024 il tribunale rigetta una prima richiesta avanzata dal Comune di sospensione come \u201copposizione di terzo\u201d alla procedura esecutiva. Alla fine dello stesso mese, l\u2019amministrazione Mastrangeli, scartata l\u2019ipotesi di affitto (si parlava di 9.300 euro al mese) e di transazione, decide che l\u2019unica strada percorribile \u00e8 l\u2019acquisizione sanante. Da l\u00ec inizia un muro contro muro con la curatela. A fine maggio, l\u2019amministrazione scriveva di aver \u00abattivato le procedure amministrative necessarie per addivenire, in tempi brevi, alla risoluzione della problematica\u00bb. Sempre nel 2024, ad agosto, la commissione consiliare ai lavori pubblici dice s\u00ec alla procedura di acquisizione sanante. Il 23 settembre c\u2019\u00e8 il voto in consiglio comunale: l\u2019ente versa 110.351,88 euro. Cos\u00ec, a ottobre, il tribunale congela la procedura esecutiva in attesa che il Comune completi la procedura di acquisizione sanante. Nel frattempo, si registra un ricorso al Tar della curatela contro l\u2019acquisizione sanante. Ad aprile del 2025 il Tar si pronuncia dichiarando inammissibile, per difetto di legittimazione, il ricorso del fallimento Mancini. Un provvedimento favorevole con il quale il Comune, inutilmente, tenter\u00e0 di far leva anche sul giudice dell\u2019esecuzione. Quest\u2019ultimo, invece, nel provvedimento di luned\u00ec ribadisce che Tar e giudice ordinario viaggiano su binari distinti, si sono occupati di due aspetti diversi della stessa vicenda, mentre le due pronunce non rappresentano un contrasto di giudicato. La curatela, dal canto suo, ad aprile 2025, promuove un ulteriore ricorso davanti alla Corte d\u2019appello di Roma per contestare la somma versata dal Comune per l\u2019acquisizione sanante, ritenuta troppo bassa. Il 12 gennaio scorso arriva la doccia gelata per il Comune. Il giudice dell\u2019esecuzione ordina il rilascio dell\u2019immobile e fissa al 18 febbraio l\u2019udienza per decidere la data dell\u2019asta. Scrive il giudice Di Nicola: \u00abla trascrizione del decreto di acquisizione in favore del Comune di Frosinone \u00e8 stato trascritto in data 13\/2\/2025 e, quindi, in data ampiamente successiva alla trascrizione da parte del fallimento Mancini spa del sequestro conservativo eseguito con nota del 28\/2\/2017\u00bb. Pertanto, l\u2019acquisizione sanante operata dal Comune con tanto di esborso di 110.351 euro, \u00e8 stata ritenuta \u00abinopponibile\u00bb. Infine, nel provvedimento adottato alla sola presenza del Comune che ne chiedeva la sospensiva, lo stesso giudice nel rigettare la nuova richiesta del Comune chiarisce ancor meglio i contorni della vicenda e il perch\u00e9 l\u2019acquisizione sanante, non potendo essere retroattiva, non pu\u00f2 sanare alcunch\u00e9. Tuttavia, lo stesso giudice fornisce un assist al Comune per consentire la prosecuzione dell\u2019anno scolastico alla Pietrobono: \u00abogni eventuale diversa determinazione dettata a questo punto da ragioni di opportunit\u00e0 e ragionevolezza ulteriori e diverse rispetto a quelle di procedura, che tengano conto e contemperino le esigenze dei creditori a una sollecita vendita\u00bb e della \u00abpaventata esigenza di consentire agli studenti&#8230; di concludere il proprio anno scolastico, anche a fronte della indisponibilit\u00e0 da parte del Comune di altra idonea struttura da approntare nel breve termine, debba essere assunta, eventualmente anche al di fuori dello stretto contesto oppositivo, nel pieno contraddittorio delle parti all\u2019udienza\u00bb del 18 febbraio.<\/div>\n<p>[analyse_source url=&#8221;https:\/\/www.ciociariaoggi.it\/news\/cronaca\/313832\/scuola-pietrobono-storia-di-un-pasticcio-conto-alla-rovescia-per-ludienza.html&#8221;]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[analyse_image type=&#8221;featured&#8221; src=&#8221;https:\/\/www.ciociariaoggi.it\/resizer\/600\/315\/true\/2026_02_04\/6ae83fb1-d89c-4e54-a120-491b80fa2935_12033568-1770195063544.jpg&#8211;scuola_pietrobono__storia_di_un_pasticcio__conto_alla_rovescia_per_l_udienza.jpg?1770195064398&#8243;] Zone Tutti i comuni \u00c8 partito il conto alla rovescia per l\u2019udienza del 18 febbraio. 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