{"id":1750984,"date":"2026-02-04T15:09:48","date_gmt":"2026-02-04T12:09:48","guid":{"rendered":"https:\/\/analyse.optim.biz\/?p=1750984"},"modified":"2026-02-04T15:09:48","modified_gmt":"2026-02-04T12:09:48","slug":"olimpiadi-milano-cortina2026-neve-artificiale-e-impatti-del-clima-gli-ultimi-giochi-in-italia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/analyse.optim.biz\/?p=1750984","title":{"rendered":"Olimpiadi Milano-Cortina2026, neve artificiale e impatti del clima: gli ultimi Giochi in Italia?"},"content":{"rendered":"<p>[analyse_image type=&#8221;featured&#8221; src=&#8221;https:\/\/www.repstatic.it\/content\/contenthub\/img\/2026\/02\/04\/160936559-0efc3ef4-eb18-4665-b57b-7d9027dae201.jpg&#8221;]<\/p>\n<div class=\"articleBody\" data-key=\"articleBody\">Le Olimpiadi di Milano-Cortina 2026 potrebbero essere le ultime olimpiadi invernali a svolgersi in Italia. Non tanto per le polemiche che stanno colpendo la logistica o l\u2019organizzazione dei Giochi &#8211; giudicate da diversi media internazionali come &#8220;in ritardo&#8221; e &#8220;troppo frammentate&#8221; fra varie location lontane e difficili da raggiungere &#8211; ma semplicemente perch\u00e9 in futuro non ci saranno pi\u00f9 le condizioni ideali per atleti e gare: a mancare saranno ghiaccio e neve. Un dato su tutti mostra l\u2019impatto della crisi climatica sulle nostre montagne: settant&#8217;anni dopo la prima edizione dei Giochi olimpici di Cortina 1956 le temperature medie di febbraio delle citt\u00e0 e i paesi dove si svolgeranno le competizioni si sono alzate di circa 3,6 gradi. Il riscaldamento &#8211; ricorda una analisi di Climate Central che raggruppa studi e dati scientifici &#8211; ha spinto le temperature medie di febbraio pi\u00f9 vicine ai punti di scongelamento e la profondit\u00e0 media della neve, per esempio a Cortina, \u00e8 diminuita di ben 15 centimetri in cinquant&#8217;anni.<\/p>\n<p>Anche a Milano, realt\u00e0 che ospita gare fra cui il pattinaggio artistico o l\u2019hockey, le temperature sono salite nello stesso periodo di oltre tre gradi. La crisi del clima come noto sta infatti cambiando distribuzione e intensit\u00e0 delle piogge e l\u2019approvvigionamento delle risorse idriche e del livello nivale. D\u2019inverno, in Italia, c\u2019\u00e8 sempre meno neve e soprattutto &#8211; anche se possiamo assistere a nevicate copiose in determinate aree &#8211; fa fatica ad accumularsi e permanere. Legambiente a inizio anno, citando dati di Fondazione Cima e altre realt\u00e0 scientifiche, ricordava infatti come ormai nell\u2019ultimo secolo sulle Alpi la neve si \u00e8 letteralmente dimezzata.<\/p>\n<p>In uno studio pubblicato sull\u2019International Journal of Climatology e condotto da ricercatori dell\u2019Universit\u00e0 di Trento si parla di cali, tra il 1920 e il 2020, di oltre il 23% nelle Alpi settentrionali e oltre il 50% in quelle sud occidentali. Un altro studio del 2023 apparso su Nature rimarcava poi quanto fosse effimero il manto nevoso: la durata della neve si \u00e8 accorciata in media di un mese a causa del surriscaldamento. Un\u2019assenza che per le Olimpiadi 2026 di febbraio e poi le Paralimpiadi di marzo, ha un\u2019unica soluzione nell&#8217;immediato: la neve artificiale, che come noto \u00e8 ben poco sostenibile ed impatta sia a livello di emissioni sia sulle gare stesse. Per garantire neve e medaglie a Milano-Cortina 2026 saranno infatti usati circa 2,4 milioni di metri cubi di neve prodotta grazie a quasi 1 milione di metri cubi d&#8217;acqua e un elevato consumo energetico, equivalente a 3.000 famiglie italiane.<\/p>\n<p>L\u2019Italia, ricorda ancora Legambiente, \u201cstando alle ultime stime disponibili \u00e8 tra i paesi alpini pi\u00f9 dipendenti dalla neve artificiale con il 90% di piste innevate artificialmente\u201d. Di fatto, pi\u00f9 le temperature continueranno a crescere per via delle emissioni legate ai combustibili fossili che bruciamo, pi\u00f9 al di sotto dei 2000 metri sar\u00e0 complesso trovare neve.<\/p>\n<p>Questo problema italiano ben visibile nella Cortina tirata a lucido per le Olimpiadi ma distante dai livelli di neve del passato, \u00e8 ormai per\u00f2 un problema globale. Come indica il rapporto Lost Winter, pubblicato da Climate Central a fine anno, \u201cla copertura nevosa nell&#8217;emisfero settentrionale del Pianeta diminuir\u00e0 dell&#8217;8% per ogni incremento di 1\u00b0C della temperatura superficiale globale\u201d.<\/p>\n<p>Gli effetti sono gi\u00e0 ben visibili ovunque, per esempio proprio negli Stati Uniti guidati da Donald Trump che nega la crisi del clima e continua a spingere sui combustibili fossili. Un recente articolo del New York Times sottolinea infatti come nelle Montagne Rocciose degli Usa, simbolo del Paese e delle vacanze invernali, quest&#8217;anno ci siano sempre pi\u00f9 pendii privi di neve, una scarsa coltre nevosa che sta rendendo la stagione sciistica difficilissima. \u201cNella parte occidentale degli Stati Uniti, la stagione sciistica del 2026 si preannuncia come una delle peggiori degli ultimi decenni\u201d scrive senza mezzi termini il Nyt. Migliaia di sciatori sono rimasti a casa o hanno cancellato le vacanze, con ripercussioni sull\u2019economia locale. In Colorado il manto nevoso \u00e8 poco sopra il 50% della media, nello Utah va appena meglio ma, nonostante ci siano state nevicate, le temperature hanno contribuito a scioglimenti e piogge che hanno portato a un calo di almeno il 20% dei visitatori in alcuni delle principali localit\u00e0 sciistiche. Se a questo si aggiungono scioperi degli operatori e cali del 33% di visitatori internazionali a causa delle tensioni geopolitiche globali (fra cui quelle tra Usa e Canada), il quadro della crisi dello sci \u00e8 ancor pi\u00f9 definito. In pi\u00f9, senza neve e accumulo di risorse idriche, ci sono gi\u00e0 perfino timori in vista dell\u2019estate dove la grande minaccia saranno gli incendi boschivi.<\/p>\n<p>Caratteristiche, quelle che vivono l\u2019Italia o gli Usa, che alle tendenze attuali dei modelli climatici diventeranno sempre pi\u00f9 comuni (e peggiori) nei prossimi anni. Nell\u2019analisi di Climate Center viene ricordato come ormai tutte le citt\u00e0 che hanno ospitato le Olimpiadi invernali dal 1950 si sono riscaldate: l\u2019affidabilit\u00e0, sicurezza e ed equit\u00e0 delle competizioni sportive invernali all\u2019aperto sono dunque potenzialmente a rischio ovunque. Su 93 potenziali realt\u00e0 ospitanti per le Olimpiadi invernali, ormai solo 52 mostrano condizioni possibili per svolgere i Giochi nel 2050, quasi la met\u00e0 dunque.<\/p>\n<p>Le Alpi italiane in futuro molto probabilmente non riusciranno quindi pi\u00f9 a garantire le condizioni necessarie per i Giochi e per questo \u00e8 ipotizzabile, al di l\u00e0 di utilizzi artificiali, che le Olimpiadi invernali vengano circoscritte dal CIO a poche aree del mondo dove potranno ancora tenersi. Peggio, ai calendari attuali, andr\u00e0 ai Giochi Paralimpici che si svolgono in marzo, dato che sono esposti a rischi climatici maggiori: solo 22 (su 93) localit\u00e0 offriranno affidabilit\u00e0 per il 2050. Addirittura, in uno scenario ad alte emissioni antropiche, fra 50 anni la possibilit\u00e0 di tenere le Paralimpiadi a marzo sar\u00e0 praticamente nulla: appena 4 localit\u00e0 offrono condizioni ipotetiche di realizzazione.<\/p>\n<p>Alcuni sport in particolare, come sci, snowboard o bob risulteranno poi sempre pi\u00f9 compromessi. Riuscire a salvare lo spirito olimpico e le gare come le conosciamo oggi dipender\u00e0 dunque da pi\u00f9 fattori: la nostra capacit\u00e0 di combattere il cambiamento climatico e ridurre le emissioni, le alternative energetiche e di risparmio idrico (necessarie per garantire la neve artificiale), la capacit\u00e0 di predisporre parte degli impianti al chiuso.<\/p>\n<p>Inoltre, ha ammesso lo stesso Comitato Olimpico Internazionale, i futuri Giochi dovranno essere programmati gi\u00e0 a gennaio e quelli Paralimpici a febbraio: \u201cStiamo valutando di anticipare un po&#8217; le Olimpiadi invernali\u201d ha spiegato Karl Stoss, membro del CIO, riconoscendo le nuove sfide legate al riscaldamento globale e il fatto che ormai \u201cmarzo sia molto tardi perch\u00e9 il sole \u00e8 abbastanza forte da sciogliere la neve\u201d ha detto. Una presa di coscienza che \u00e8 anche e soprattutto da parte degli atleti: lo sciatore norvegese Nikolai Schirmer ha appena consegnato al CIO la petizione \u201cSki Fossil Free\u201d firmata da oltre 21.000 persone e atleti professionisti per impedire per esempio alle aziende di combustibili fossili di sponsorizzare gli sport invernali. Un primo passo, spiegano i firmatari, per aiutare a comprendere che senza una lotta alle emissioni fossili il futuro dei Giochi \u00e8 realmente a rischio. Anche perch\u00e9 dopo aver visto gare su neve al 100% artificiale in Cina nel 2022 e aver assistito alla creazione e sviluppo di bacini artificiali in Italia per permettere la refrigerazione e l\u2019uso di neve finta per l\u2019edizione 2026, \u00e8 ormai chiaro che anche la futura assegnazione delle sedi dovr\u00e0 passare per ragionamenti climatici.<\/p>\n<p>Uno studio del 2018 sosteneva per esempio come entro met\u00e0 secolo diverse citt\u00e0 ex sedi a cinque cerchi, come Chamonix, Sochi o Garmisch-Partenkirchen, anche secondo lo scenario pi\u00f9 favorevole di riduzioni delle emissioni non saranno pi\u00f9 in grado di ospitare l\u2019evento. Inoltre, concludeva l\u2019analisi, se continueremo a bruciare combustibili fossili ad alti ritmi saranno da escludere sicuramente anche Squaw Valley, Vancouver e, al 2080, anche Torino e il Nord Italia, Nagano e Innsbruck.<\/p><\/div>\n<p>[analyse_source url=&#8221;https:\/\/www.lastampa.it\/green-and-blue\/2026\/02\/04\/news\/olimpiadi_milano-cortina2026_neve_artificiale_e_impatti_del_clima-425138522\/?ref=-BH-I0-P-S1-T1&#8243;]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[analyse_image type=&#8221;featured&#8221; src=&#8221;https:\/\/www.repstatic.it\/content\/contenthub\/img\/2026\/02\/04\/160936559-0efc3ef4-eb18-4665-b57b-7d9027dae201.jpg&#8221;] Le Olimpiadi di Milano-Cortina 2026 potrebbero essere le ultime olimpiadi invernali a svolgersi in Italia. 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