{"id":1750210,"date":"2026-01-31T14:09:10","date_gmt":"2026-01-31T11:09:10","guid":{"rendered":"https:\/\/analyse.optim.biz\/?p=1750210"},"modified":"2026-01-31T14:09:10","modified_gmt":"2026-01-31T11:09:10","slug":"palazzina-di-tre-piani-crolla-nel-precipizio-a-niscemi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/analyse.optim.biz\/?p=1750210","title":{"rendered":"Palazzina di tre piani crolla nel precipizio a Niscemi"},"content":{"rendered":"<p>[analyse_image type=&#8221;featured&#8221; src=&#8221;https:\/\/assets.gds.it\/2026\/01\/palazzina-crolla-a-niscemi-970&#215;485-1769892541.jpeg&#8221;]<\/p>\n<div class=\"formatted-text has-first-letter\">\n<p>A Niscemi la frana non si ferma. Il costone di sabbia e argilla da cui, appoggiate in equilibrio instabile decine di case si affacciano sul precipizio, continua a sbriciolarsi. Una delle palazzine in bilico, un edificio di tre piani nel quartiere Sante Croci, \u00e8 crollata nel precipizio. Una sorte che potrebbe toccare anche alle abitazioni adiacenti gi\u00e0 squarciate. Dall\u2019alto \u00e8 possibile vedere all\u2019interno pezzi di stanze, mobili, elettrodomestici, foto di famiglie con bambini che non torneranno mai nei loro appartamenti, appese al muro.<\/p>\n<p>Il crollo della palazzina, ha spiegato il funzionario dei vigili del fuoco di Caltanissetta, Francesco Turco, \u00e8 da &#8220;collegare alle abbondanti piogge di questi ultimi giorni che hanno sicuramente contribuito a erodere ancora di pi\u00f9 il terreno sottostante a quel fabbricato, che era gi\u00e0 seriamente compromesso, per cui il peso della struttura non ha retto pi\u00f9 e quindi \u00e8 venuto gi\u00f9\u00bb.<\/p>\n<h2>Schifani: priorit\u00e0 all&#8217;emergenza maltempo<\/h2>\n<p>L\u2019emergenza maltempo \u00e8 la priorit\u00e0 assoluta per il presidente della Regione siciliana, Renato Schifani, che in questi giorni ha ridotto al minimo indispensabile gli impegni istituzionali per concentrarsi interamente sulla gestione della crisi e sull&#8217;avvio immediato della fase dei ristori.<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"formatted-text\">\n<p>Il governatore \u00e8 al lavoro per dare piena attuazione all\u2019ordinanza della Protezione civile nazionale e rendere operativa in tempi rapidi la struttura commissariale. Secondo quanto si apprende, la sede dovrebbe essere individuata nei locali della Presidenza della Regione in via Magliocco, a Palermo.<\/p>\n<p>Schifani sta inoltre selezionando, all\u2019interno dell\u2019amministrazione regionale, dirigenti di alto profilo che verranno temporaneamente distaccati dai loro incarichi attuali per rafforzare l\u2019azione commissariale: il loro contributo sar\u00e0 svolto a titolo gratuito, senza alcun onere aggiuntivo per la finanza pubblica.<\/p>\n<p>In settimana, inoltre, Schifani conta di fare il punto con le parti interessate sulla ricostruzione di Niscemi, per definire dove e come intervenire. L\u2019obiettivo \u00e8 garantire tempi rapidi,<br \/>\nmassima efficienza e una risposta concreta e immediata ai territori colpiti.<\/p>\n<h2>Sono 137 gli edifici sul ciglio della frana<\/h2>\n<p>\u00abSono 137 gli edifici che si trovano nella fascia dei 50 metri dal ciglio della frana di Niscemi. I proprietari non torneranno mai pi\u00f9 nelle loro abitazioni\u00bb. E\u2019 quanto ha affermato il sindaco di Niscemi, Massimiliano Conti. Per i residenti di quell&#8217;area, rimane ancora preclusa la possibilit\u00e0 di recuperare gli effetti personali attesa l\u2019estrema pericolosit\u00e0 dell\u2019area. Intanto oggi \u00e8 crollata una palazzina di tre piani.<\/p>\n<p>\u00abDomani &#8211; ha aggiunto il sindaco &#8211; verificheremo se le piogge di questi giorni abbiano contribuito ad aggravare la situazione. Faremo dei voli ogni tre ore. E\u2019 in corso anche il monitoraggio da parte del Dipartimento della Protezione civile ed incroceremo i dati. Confermo il perimetro dei 150 di zona rossa. Ho chiesto una mappatura del corpo della frana per tutelare la sicurezza\u00bb. Per quanto riguarda la viabilit\u00e0 \u00absi lavora per recuperare la regia trazzera Niscemi &#8211; San Michele di Ganzaria. Si aprirebbe una nuova strada per gli agricoltori. Dovrebbe essere fruibile nell\u2019arco di una settimana\u00bb. Il sindaco, a proposito dell\u2019inchiesta aperta dalla procura di Gela, ha precisato che \u00abla citt\u00e0 \u00e8 parte lesa. La sera vado a letto con la coscienza a posto. Verr\u00e0 chiarito tutto con una ricostruzione puntuale. Questa citt\u00e0 \u00e8 una citt\u00e0 di 25 mila abitanti. Questa comunit\u00e0 merita rispetto, non siamo certamente di serie B. Niscemi c&#8217;\u00e8 e Niscemi rester\u00e0\u00bb.<\/p>\n<h2>Gli otto giorni del disastro<\/h2>\n<p>Otto giorni. In questo lasso di tempo si \u00e8 consumata l\u2019escalation del disastro a Niscemi. Seguendo la cronologia delle ordinanze sindacali emesse dall\u2019amministrazione &#8211; alla fine se ne conteranno dodici &#8211; si pu\u00f2 ricostruire il quadro che sfocer\u00e0 nella tragedia: 1.330 persone costrette ad abbandonare le case, quattro quartieri fantasma, decine di abitazioni finite nella zona rossa, con quelle sul ciglio del precipizio di 50 metri che si stanno sgretolando una dopo l\u2019altra.<\/p>\n<p>Tutto ha inizio il 16 gennaio. Sul versante ovest una frana mette in allarme il paese. Il sindaco, Massimiliano Conti, firma la sua prima ordinanza, \u00abmisure di sicurezza e tutela per la pubblica incolumit\u00e0 della popolazione\u00bb, si legge. Viene attivato il Centro operativo comunale (Coc) e ordinato lo sgombero di sette abitazioni nella zona colpita. Passano 24 ore e il sindaco<br \/>\nfirma la seconda ordinanza che impone \u00abla chiusura del tratto della via Marconi su entrambe le carreggiate\u00bb considerando che la frana ha danneggiato la linea di fornitura del metano\u00bb perch\u00e9<br \/>\nin quell&#8217;area \u00abinsistono infrastrutture impiantistiche del metanodotto a servizio del centro abitato\u00bb. Nella stessa giornata viene sgomberato un altro immobile.<\/p>\n<p>Il 18 gennaio arriva l\u2019allarme meteo della protezione civile: Niscemi viene collocata a ridosso dell\u2019allerta arancione. Il sindaco, con una nuova ordinanza, dispone la chiusura delle scuole, del cimitero, degli impianti sportivi e impone limitazioni alla circolazione per due giorni: il 19 e il 20 gennaio. Intanto ci si rende conto che la frana di qualche giorno prima mette a rischio \u00abla vulnerabilit\u00e0\u00bb della scuola Don Bosco e, con un\u2019apposita ordinanza del 19 gennaio, si chiude l&#8217;istituto a partire da giorno 21 nella previsione di &#8220;specifiche misure cautelative in ordine alla sicurezza dell\u2019edificio\u00bb e \u00abdi studi scientifici approfonditi che ne conseguiranno\u00bb. E il 20 gennaio, spunta una nuova ordinanza, prende spunto dall\u2019allerta meteo col ciclone Harry che si abbatter\u00e0 sulle coste Ioniche del Messinese e del Catanese: ribadisce le chiusure di impianti e scuole pubbliche. Il giorno successivo la protezione civile segnala il crollo del muro<br \/>\nesterno di un immobile e del tetto della struttura, arriva l&#8217;ennesima ordinanza.<\/p>\n<p>Quattro giorni dopo si consuma il disastro. Crolla il costone della collina, una frana di enormi dimensioni che la Protezione civile nazionale nei giorni successivi definir\u00e0 di dimensioni superiori persino a quella della Vajont che provoc\u00f2 2 mila morti. Nella stessa giornata il sindaco Conti firma la 10\/a ordinanza: prevede dal giorno dopo la chiusura delle scuole, del cimitero e il divieto ai cittadini di transitare \u00abnei pressi delle aree e zone interdette\u00bb. In alcune aree \u00e8 saltata l&#8217;energia elettrica, mentre nelle case dei 25 mila abitanti non arriva pi\u00f9 il gas-metano.<\/p>\n<p>Sono ore caotiche, ancora non si ha la totale percezione di quanto stia accadendo. Il giorno successivo, il 26 gennaio, il sindaco firma l\u2019ordinanza numero 11. \u00abA seguito di sopralluoghi<br \/>\ntecnici effettuati nell\u2019area &#8211; si legge nel provvedimento &#8211; \u00e8 emersa una situazione di pericolo imminente per la pubblica e privata incolumit\u00e0, con particolare riferimento agli edifici<br \/>\nposti sul fronte di frana per un\u2019area di interdizione di almeno 150 metri\u00bb. E all\u2019ordinanza viene allegata una planimetria con in evidenza la zona a rischio. Si procede quindi \u00aballo sgombero<br \/>\nimmediato degli immobili ricadenti nell\u2019area esposta e alla predisposizione di una zona di interdizione temporanea, con divieto assoluto di accesso e permanenza\u00bb. Le forze dell\u2019ordine hanno in mano solo una planimetria, non c&#8217;\u00e8 ancora un elenco completo delle strade. Molti abitanti riferiscono di essere stati costretti a lasciare le case con un avvertimento orale e di non avere ricevuto alcun documento.<\/p>\n<p>Il 28 gennaio, tre giorni dopo la frana e l\u2019allontanamento di 1.330 persone dalle loro abitazioni, il sindaco firma l&#8217;ordinanza n.12 che riporta l\u2019elenco completo delle strade comprese nella zona rossa, in totale 48.<\/p>\n<\/div>\n<p>[analyse_source url=&#8221;https:\/\/caltanissetta.gds.it\/articoli\/cronaca\/2026\/01\/31\/palazzina-di-tre-piani-crolla-nel-precipizio-a-niscemi-9c970807-42d9-489f-9885-326997d782af\/&#8221;]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[analyse_image type=&#8221;featured&#8221; src=&#8221;https:\/\/assets.gds.it\/2026\/01\/palazzina-crolla-a-niscemi-970&#215;485-1769892541.jpeg&#8221;] A Niscemi la frana non si ferma. Il costone di sabbia e argilla da cui, appoggiate in equilibrio instabile decine di case si affacciano sul precipizio, continua a sbriciolarsi. 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