{"id":1748694,"date":"2026-02-03T07:43:54","date_gmt":"2026-02-03T04:43:54","guid":{"rendered":"https:\/\/analyse.optim.biz\/?p=1748694"},"modified":"2026-02-03T07:43:54","modified_gmt":"2026-02-03T04:43:54","slug":"un-mistero-medico-di-12mila-anni-fa-risolto-grazie-al-dna-antico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/analyse.optim.biz\/?p=1748694","title":{"rendered":"Un mistero medico di 12mila anni fa risolto grazie al Dna antico"},"content":{"rendered":"<p>[analyse_image type=&#8221;featured&#8221; src=&#8221;https:\/\/storage.ecodibergamo.it\/media\/photologue\/2026\/2\/3\/photos\/cache\/un-mistero-medico-di-12mila-anni-fa-risolto-grazie-al-dna-antico_f11236c6-00d4-11f1-8fae-c0ed71531bd2_v3_large_16_9.jpg&#8221;]<\/p>\n<p><article class=\"article-open\n                    \"><\/p>\n<div class=\"article__head\">\n<div class=\"d-flex align-items-center justify-content-between\">\n<h5 class=\"article__category\"><a href=\"http:\/\/ecodibergamo.it\/publisher\/scienza-e-tecnologia\/section\/\">Scienza e Tecnologia<\/a><\/h5>\n<h5 class=\"article__category\">\n<p>                Marted\u00ec 03 Febbraio 2026<br \/>\n    <\/h5>\n<\/div>\n<h1 class=\"article__title\">\n    Un mistero medico di 12mila anni fa risolto grazie al Dna antico<br \/>\n<\/h1>\n<div class=\"my-3\">\n<div class=\"audio audio-blocked justify-content-between\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/ecodibergamo.it\/static\/v3\/assets\/images\/svg\/blocked_audio.svg\" alt title><\/p>\n<p class=\"mx-2\"><a href=\"http:\/\/ecodibergamo.it\/account\/login\/?next=\/stories\/premium\/scienza-e-tecnologia\/un-mistero-medico-di-12mila-anni-fa-risolto-grazie-al-dna-antico-o_3631685_11\/\">Accedi per ascoltare gratuitamente questo<br \/>\n            articolo <\/a><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"article-body-big\">\n<figure class=\"zoom-gallery header-foto\"><a href=\"https:\/\/storage.ecodibergamo.it\/media\/photologue\/2026\/2\/3\/photos\/un-mistero-medico-di-12mila-anni-fa-risolto-grazie-al-dna-antico_f11236c6-00d4-11f1-8fae-c0ed71531bd2.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"100%\" src=\"https:\/\/storage.ecodibergamo.it\/media\/photologue\/2026\/2\/3\/photos\/cache\/un-mistero-medico-di-12mila-anni-fa-risolto-grazie-al-dna-antico_f11236c6-00d4-11f1-8fae-c0ed71531bd2_v3_large_libera.jpg\"><\/a><\/figure>\n<\/div>\n<div class=\"qiota_reserve\">\n<div class=\"story\">\n<div class=\"article-body\">\n<p> Il <strong class>  Dna antico <\/strong> ha risolto un <strong class>  mistero medico <\/strong> vecchio di oltre <strong class>  12mila anni, <\/strong> permettendo la <strong class>  diagnosi <\/strong> di una <strong class>  rara malattia genetica <\/strong> che che causa una grave <strong class>  riduzione della crescita <\/strong> e un <strong class>  marcato accorciamento <\/strong> degli <strong class>  arti <\/strong> : ad esserne affetti erano i <strong class>  due individui <\/strong> rinvenuti nel 1963 nella sepoltura della <strong class>  Grotta del Romito <\/strong> , in Calabria, che vennero deposti insieme stretti in un abbraccio e che il Dna ha identificato come <strong class>  probabili madre e figlia <\/strong> . \u00c8 il risultato dello studio internazionale <a href=\"https:\/\/www.nejm.org\/doi\/abs\/10.1056\/NEJMc2513616\"><strong class>   pubblicato  <\/strong><\/a> sul New England Journal of Medicine al quale ha partecipato anche l&#8217;Italia, guidato da Universit\u00e0 Sapienza di Roma, Universit\u00e0 di Vienna e Ospedale universitario di Liegi, in Belgio. La scoperta dimostra come gli strumenti sviluppati per la genetica clinica moderna possano fare luce anche sulle malattie della preistoria.<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"article-body\">\n<p> La sepoltura della Grotta del Romito, risalente al Paleolitico superiore, comprende due individui deposti insieme: un <strong class>  adulto di 145 centimetri <\/strong> , pi\u00f9 basso rispetto alla media dell&#8217;epoca, e un <strong class>  adolescente di 110 centimetri <\/strong> , che mostra una <strong class>  statura estremamente ridotta <\/strong> accompagnata da <strong class>  arti <\/strong> molto pi\u00f9 <strong class>  corti <\/strong> del normale. L\u2019esame delle ossa aveva suggerito la presenza di una <strong class>  rara malattia scheletrica chiamata &#8216;displasia acromesomelica <\/strong> &#8216; che per\u00f2 non \u00e8 mai stata confermata, cos\u00ec come incerto era rimasto il sesso dei due.<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"article-body\">\n<p> Per rispondere a questi interrogativi, i ricercatori coordinati da Alfredo Coppa della Sapienza, Ron Pinhasi dell&#8217;Ateneo viennese e Adrian Daly del centro di Liegi hanno estratto del Dna dalle ossa che compongono l&#8217;orecchio interno, una delle fonti pi\u00f9 affidabili negli scheletri antichi. Le analisi hanno rivelato, innanzitutto, che i due erano di <strong class>  sesso femminile <\/strong> e <strong class>  parenti di primo grado, probabilmente madre e figlia <\/strong> . La <strong class>  ragazza <\/strong> aveva <strong class>  entrambe <\/strong> le <strong class>  copie <\/strong> del <strong class>  gene Npr2 alterate <\/strong> , dato che conferma la displasia acromesomelica, mentre la <strong class>  madre <\/strong> era portatrice di una <strong class>  sola copia mutata <\/strong> del gene, cosa che le ha impedito di sviluppare la malattia ma le ha conferito una statura inferiore alla norma.<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"article-body\">\n<p> I risultati ottenuti gettano nuova luce sul tema delle <strong class>  malattie genetiche rare <\/strong> nella storia umana, evidenziando il fatto che non si tratta di un fenomeno moderno ma di un <strong class>  fattore presente da sempre <\/strong> . L&#8217;analisi del Dna antico pu\u00f2, dunque, identificarle o rivelarne di nuove rimaste nascoste fino ad oggi.<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"article-body\">\n<p> Inoltre, il fatto che la figlia della Grotta del Romito sia sopravvissuta fino all&#8217;adolescenza suggerisce l&#8217;esistenza di una cura sociale all&#8217;interno della sua comunit\u00e0 di cacciatori-raccoglitori di 12mila anni fa.<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"article-body\">\n<p> &#8220;Ipotizziamo che i suoi compagni si siano presi cura di lei con attenzione &#8211; afferma Coppa &#8211; aiutandola a procurarsi il cibo e sostenendola nella mobilit\u00e0 durante gli spostamenti periodici in un ambiente duro e impegnativo&#8221;.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"article-body\">\n<p class=\"articolo-riservato\">\n                            \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA\n                        <\/p>\n<\/div>\n<\/article>\n<div class=\"article-body\">\n<p> Il <strong class>  Dna antico <\/strong> ha risolto un <strong class>  mistero medico <\/strong> vecchio di oltre <strong class>  12mila anni, <\/strong> permettendo la <strong class>  diagnosi <\/strong> di una <strong class>  rara malattia genetica <\/strong> che che causa una grave <strong class>  riduzione della crescita <\/strong> e un <strong class>  marcato accorciamento <\/strong> degli <strong class>  arti <\/strong> : ad esserne affetti erano i <strong class>  due individui <\/strong> rinvenuti nel 1963 nella sepoltura della <strong class>  Grotta del Romito <\/strong> , in Calabria, che vennero deposti insieme stretti in un abbraccio e che il Dna ha identificato come <strong class>  probabili madre e figlia <\/strong> . \u00c8 il risultato dello studio internazionale <a href=\"https:\/\/www.nejm.org\/doi\/abs\/10.1056\/NEJMc2513616\"><strong class>   pubblicato  <\/strong><\/a> sul New England Journal of Medicine al quale ha partecipato anche l&#8217;Italia, guidato da Universit\u00e0 Sapienza di Roma, Universit\u00e0 di Vienna e Ospedale universitario di Liegi, in Belgio. La scoperta dimostra come gli strumenti sviluppati per la genetica clinica moderna possano fare luce anche sulle malattie della preistoria.<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"article-body\">\n<p> La sepoltura della Grotta del Romito, risalente al Paleolitico superiore, comprende due individui deposti insieme: un <strong class>  adulto di 145 centimetri <\/strong> , pi\u00f9 basso rispetto alla media dell&#8217;epoca, e un <strong class>  adolescente di 110 centimetri <\/strong> , che mostra una <strong class>  statura estremamente ridotta <\/strong> accompagnata da <strong class>  arti <\/strong> molto pi\u00f9 <strong class>  corti <\/strong> del normale. L\u2019esame delle ossa aveva suggerito la presenza di una <strong class>  rara malattia scheletrica chiamata &#8216;displasia acromesomelica <\/strong> &#8216; che per\u00f2 non \u00e8 mai stata confermata, cos\u00ec come incerto era rimasto il sesso dei due.<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"article-body\">\n<p> Per rispondere a questi interrogativi, i ricercatori coordinati da Alfredo Coppa della Sapienza, Ron Pinhasi dell&#8217;Ateneo viennese e Adrian Daly del centro di Liegi hanno estratto del Dna dalle ossa che compongono l&#8217;orecchio interno, una delle fonti pi\u00f9 affidabili negli scheletri antichi. Le analisi hanno rivelato, innanzitutto, che i due erano di <strong class>  sesso femminile <\/strong> e <strong class>  parenti di primo grado, probabilmente madre e figlia <\/strong> . La <strong class>  ragazza <\/strong> aveva <strong class>  entrambe <\/strong> le <strong class>  copie <\/strong> del <strong class>  gene Npr2 alterate <\/strong> , dato che conferma la displasia acromesomelica, mentre la <strong class>  madre <\/strong> era portatrice di una <strong class>  sola copia mutata <\/strong> del gene, cosa che le ha impedito di sviluppare la malattia ma le ha conferito una statura inferiore alla norma.<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"article-body\">\n<p> I risultati ottenuti gettano nuova luce sul tema delle <strong class>  malattie genetiche rare <\/strong> nella storia umana, evidenziando il fatto che non si tratta di un fenomeno moderno ma di un <strong class>  fattore presente da sempre <\/strong> . L&#8217;analisi del Dna antico pu\u00f2, dunque, identificarle o rivelarne di nuove rimaste nascoste fino ad oggi.<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"article-body\">\n<p> Inoltre, il fatto che la figlia della Grotta del Romito sia sopravvissuta fino all&#8217;adolescenza suggerisce l&#8217;esistenza di una cura sociale all&#8217;interno della sua comunit\u00e0 di cacciatori-raccoglitori di 12mila anni fa.<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"article-body\">\n<p> &#8220;Ipotizziamo che i suoi compagni si siano presi cura di lei con attenzione &#8211; afferma Coppa &#8211; aiutandola a procurarsi il cibo e sostenendola nella mobilit\u00e0 durante gli spostamenti periodici in un ambiente duro e impegnativo&#8221;.<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"article-body\">\n<p class=\"articolo-riservato\">\n                            \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA\n                        <\/p>\n<\/div>\n<p>[analyse_source url=&#8221;http:\/\/ecodibergamo.it\/stories\/premium\/scienza-e-tecnologia\/un-mistero-medico-di-12mila-anni-fa-risolto-grazie-al-dna-antico-o_3631685_11\/&#8221;]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[analyse_image type=&#8221;featured&#8221; src=&#8221;https:\/\/storage.ecodibergamo.it\/media\/photologue\/2026\/2\/3\/photos\/cache\/un-mistero-medico-di-12mila-anni-fa-risolto-grazie-al-dna-antico_f11236c6-00d4-11f1-8fae-c0ed71531bd2_v3_large_16_9.jpg&#8221;] Scienza e Tecnologia Marted\u00ec 03 Febbraio 2026 Un mistero medico di 12mila anni fa risolto grazie al Dna antico Accedi per ascoltare gratuitamente questo articolo Il Dna antico ha risolto un mistero medico vecchio di oltre 12mila anni, permettendo la diagnosi di una rara malattia genetica che che causa una grave riduzione [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[87],"tags":[226,125],"class_list":["post-1748694","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-italy","tag-crawlmanager","tag-ecodibergamo-it"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/analyse.optim.biz\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1748694","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/analyse.optim.biz\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/analyse.optim.biz\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/analyse.optim.biz\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/analyse.optim.biz\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1748694"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/analyse.optim.biz\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1748694\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/analyse.optim.biz\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1748694"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/analyse.optim.biz\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1748694"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/analyse.optim.biz\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1748694"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}