{"id":1747080,"date":"2026-01-30T14:00:00","date_gmt":"2026-01-30T11:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/analyse.optim.biz\/?p=1747080"},"modified":"2026-01-30T14:00:00","modified_gmt":"2026-01-30T11:00:00","slug":"laltra-faccia-delle-olimpiadi-tra-ideali-sportivi-economia-e-pressioni-politiche","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/analyse.optim.biz\/?p=1747080","title":{"rendered":"L\u2019altra faccia delle Olimpiadi. Tra ideali sportivi, economia e pressioni politiche"},"content":{"rendered":"<p>[analyse_image type=&#8221;featured&#8221; src=&#8221;https:\/\/www.ciociariaoggi.it\/resizer\/600\/315\/true\/2026_01_30\/pyeongchang-3240367_1280-1769776662516_1769776698.jpg&#8211;l_altra_faccia_delle_olimpiadi__tra_ideali_sportivi__economia_e_pressioni_politiche.jpg?1769776698599&#8243;]<\/p>\n<p role=\"heading\" class=\"text \">Zone<\/p>\n<p role=\"heading\" class=\"text \">Tutti i comuni<\/p>\n<div class=\"testo_articolo testo testoResize\">\n<p>Il prossimo 6 febbraio, allo stadio Giuseppe Meazza San Siro di Milano, si svolger\u00e0 la cerimonia d\u2019apertura della venticinquesima edizione dei Giochi Olimpici Invernali. Il nostro Paese, in passato, ha gi\u00e0 avuto occasione di organizzare la prestigiosa manifestazione. E precisamente nel 1956, a Cortina d\u2019Ampezzo, e nel 2006, a Torino (oltre alle Olimpiadi Estive, che si svolsero a Roma nel 1960).<\/p>\n<p>Per tutti chi volesse approfondire l\u2019argomento, segnalo molto volentieri l\u2019uscita della nuova edizione del saggio di Umberto Tulli, intitolato \u201cBreve storia delle Olimpiadi \u2013 Lo sport e la politica da De Coubertin a oggi\u201d, pubblicato da Carocci Editore (169 pagine). Attraverso la sua lettura \u00e8 possibile compiere un curioso e dettagliato viaggio nelle Olimpiadi moderne, che sono unanimemente considerate come il pi\u00f9 importante avvenimento sportivo del pianeta. Esse si fondano sui dettami descritti nella cosiddetta \u201cCarta Olimpica\u201d, la quale evidenzia che \u00abl\u2019Olimpismo \u00e8 una filosofia di vita, che esalta in un insieme armonico le qualit\u00e0 del corpo, la volont\u00e0 e lo spirito, e si propone di creare uno stile di vita basato sulla gioia dello sforzo, sul valore educativo del buon esempio, e sul rispetto dei principi etici fondamentali universali\u00ab, per poi aggiungere anche che il suo scopo \u00e8 quello \u00abdi mettere ovunque lo sport al servizio dello sviluppo armonico dell\u2019uomo, per favorire l\u2019avvento di una societ\u00e0 pacifica, impegnata a difendere la dignit\u00e0 umana. Con tale proposito, il movimento olimpico, svolge, solo e in collaborazione con altri organismi e nell\u2019ambito delle proprie possibilit\u00e0, azioni volte a favorire la pace\u00bb.<\/p>\n<p>Principi e valori, quelli dell\u2019olimpismo, che sono stati pi\u00f9 volte ribaditi da molte altre autorevoli voci, ed in particolare da quella di Nelson Mandela, il quale, nel 2000, in occasione di un discorso, ebbe opportunamente a sottolineare che \u00ablo sport ha il potere di cambiare il mondo, di ispirare, di unire le persone come poche altre cose\u2026 \u00e8 pi\u00f9 potente dei governi nell\u2019abbattere le barriere razziali. Ride in faccia a tutte le discriminazioni\u00bb. Nonostante questi encomiabili propositi di principio, negli ultimi decenni, a dire il vero, i Giochi Olimpici (sia quelli estivi, che quelli invernali) sono stati spesso l\u2019occasione, o addirittura il teatro, di violenti scontri politici ed ideologici. Basterebbe infatti pensare alle clamorose proteste antirazziali degli atleti di colore a Citt\u00e0 del Messico (1968); all\u2019eccidio dei membri della squadra israeliana a Monaco di Baviera nel 1972; alla profonda spaccatura provocata dai controversi boicottaggi (da parte di alcune delle nazioni occidentali, in occasione delle Olimpiadi di Mosca del 1980, e da parte delle nazioni del cosiddetto blocco sovietico per quelle di Los Angeles, del 1984); ma anche alla forzosa esclusione della federazione russa dalla manifestazione olimpica a seguito dell\u2019accertato massiccio utilizzo di sostanze dopanti da parte di alcuni dei suoi atleti.<\/p>\n<p>Le Olimpiadi, evidenzia inoltre opportunamente Tulli nel suo libro, dopo le \u201cromantiche\u201d edizioni della prima parte del Novecento, che erano caratterizzate da un forte, puro e lodevole spirito sportivo, si sono infatti progressivamente trasformate, diventando, nel corso degli anni, un evento con connotazioni economico-finanziarie particolarmente evidenti, ma assai meno nobili. Ci\u00f2 soprattutto a causa degli enormi interessi commerciali portati avanti dagli sponsor, del fiorente e redditizio mercato dei diritti televisivi, degli imponenti investimenti pubblici e privati necessari per costruire le infrastrutture, dei non certo marginali ritorni turistici e di immagine auspicati dai paesi organizzatori. Tali gigantesche implicazioni hanno altres\u00ec determinato serie problematiche ambientali, le quali, in alcuni casi, hanno inciso in maniera oggettiva sul tessuto urbano delle citt\u00e0 ospitanti, talvolta per\u00f2 ingenerando dubbi sulla sostenibilit\u00e0 di un evento che in genere \u00e8 vanificata dalla necessit\u00e0 di dover costruire impianti sportivi moderni, sicuri e costosissimi, spesso fonte di un notevole aumento dei livelli di inquinamento delle aree interessate dai Giochi.<\/p>\n<p>A queste complesse problematiche si sono aggiunte anche quella del sospetto di corruzione di alcuni membri del CIO, e quella del progressivo ed inarrestabile aumento dei costi organizzativi diretti ed indiretti. La loro incontrollabile lievitazione ha determinato, soprattutto negli ultimi decenni, un crescente distacco di governi e citt\u00e0 verso le candidature. Osserva a tal proposito Tulli che \u00ab\u2026la sostenibilit\u00e0 finanziaria dei Giochi \u00e8 diventata un elemento discriminante per la loro assegnazione\u2026il risultato \u00e8 una apparente perdita di interesse di numerose citt\u00e0\u00bb. Basti pensare infatti che, in tempi recenti, dopo un\u2019iniziale disponibilit\u00e0, grandi realt\u00e0 urbane come Istanbul, Roma e Boston, ad esempio, hanno deciso di ritirarsi dalla corsa. <br \/>Urge, pertanto, rivitalizzare un evento che ha perso gran parte della sua originaria \u201cspontaneit\u00e0\u201d, e del puro spirito sportivo che lo caratterizzava in un lontano passato. Oggi, infatti, esso appare un avvenimento la cui assegnazione, la sua organizzazione ed il suo svolgimento, risultano condizionate prevalentemente da fattori che, con i lodevoli principi decoubertiani hanno veramente poco a che vedere.<\/p>\n<p>Basterebbe pensare, ad esempio, alle Olimpiadi del 1996; le quali, invece di essere assegnate ad Atene per celebrare degnamente il centenario della prima edizione delle olimpiadi moderne, furono invece attribuite ad Atlanta. E ci\u00f2 per le pressioni effettuate dalla Coca Cola, main sponsor della manifestazione, che proprio in quella citt\u00e0 statunitense ha la sua sede principale. Nonostante ci\u00f2 \u00e8 indiscutibile che i Giochi Olimpici rappresentano ancora oggi, a distanza di centotrent\u2019anni dalla sua prima edizione moderna, uno degli eventi sportivi pi\u00f9 seguiti ed appassionanti del mondo. <br \/>E l\u2019augurio \u00e8 che essi possano costituire, stavolta pi\u00f9 di tante altre, l\u2019occasione per unire popoli e nazioni. Magari con l\u2019ausilio della \u201ctregua olimpica\u201d, decisione politica che nel passato ha spesso funzionato per fermare (quanto meno per qualche settimana) le guerre che purtroppo insanguinano il nostro pianeta.<\/p>\n<\/div>\n<p role=\"heading\" class=\"text \">Edizione digitale<\/p>\n<div class=\"text\" data-key=\"text\">Il prossimo 6 febbraio, allo stadio Giuseppe Meazza San Siro di Milano, si svolger\u00e0 la cerimonia d\u2019apertura della venticinquesima edizione dei Giochi Olimpici Invernali. Il nostro Paese, in passato, ha gi\u00e0 avuto occasione di organizzare la prestigiosa manifestazione. E precisamente nel 1956, a Cortina d\u2019Ampezzo, e nel 2006, a Torino (oltre alle Olimpiadi Estive, che si svolsero a Roma nel 1960). Per tutti chi volesse approfondire l\u2019argomento, segnalo molto volentieri l\u2019uscita della nuova edizione del saggio di Umberto Tulli, intitolato \u201cBreve storia delle Olimpiadi \u2013 Lo sport e la politica da De Coubertin a oggi\u201d, pubblicato da Carocci Editore (169 pagine). Attraverso la sua lettura \u00e8 possibile compiere un curioso e dettagliato viaggio nelle Olimpiadi moderne, che sono unanimemente considerate come il pi\u00f9 importante avvenimento sportivo del pianeta. Esse si fondano sui dettami descritti nella cosiddetta \u201cCarta Olimpica\u201d, la quale evidenzia che \u00abl\u2019Olimpismo \u00e8 una filosofia di vita, che esalta in un insieme armonico le qualit\u00e0 del corpo, la volont\u00e0 e lo spirito, e si propone di creare uno stile di vita basato sulla gioia dello sforzo, sul valore educativo del buon esempio, e sul rispetto dei principi etici fondamentali universali\u00ab, per poi aggiungere anche che il suo scopo \u00e8 quello \u00abdi mettere ovunque lo sport al servizio dello sviluppo armonico dell\u2019uomo, per favorire l\u2019avvento di una societ\u00e0 pacifica, impegnata a difendere la dignit\u00e0 umana. Con tale proposito, il movimento olimpico, svolge, solo e in collaborazione con altri organismi e nell\u2019ambito delle proprie possibilit\u00e0, azioni volte a favorire la pace\u00bb. Principi e valori, quelli dell\u2019olimpismo, che sono stati pi\u00f9 volte ribaditi da molte altre autorevoli voci, ed in particolare da quella di Nelson Mandela, il quale, nel 2000, in occasione di un discorso, ebbe opportunamente a sottolineare che \u00ablo sport ha il potere di cambiare il mondo, di ispirare, di unire le persone come poche altre cose\u2026 \u00e8 pi\u00f9 potente dei governi nell\u2019abbattere le barriere razziali. Ride in faccia a tutte le discriminazioni\u00bb. Nonostante questi encomiabili propositi di principio, negli ultimi decenni, a dire il vero, i Giochi Olimpici (sia quelli estivi, che quelli invernali) sono stati spesso l\u2019occasione, o addirittura il teatro, di violenti scontri politici ed ideologici. Basterebbe infatti pensare alle clamorose proteste antirazziali degli atleti di colore a Citt\u00e0 del Messico (1968); all\u2019eccidio dei membri della squadra israeliana a Monaco di Baviera nel 1972; alla profonda spaccatura provocata dai controversi boicottaggi (da parte di alcune delle nazioni occidentali, in occasione delle Olimpiadi di Mosca del 1980, e da parte delle nazioni del cosiddetto blocco sovietico per quelle di Los Angeles, del 1984); ma anche alla forzosa esclusione della federazione russa dalla manifestazione olimpica a seguito dell\u2019accertato massiccio utilizzo di sostanze dopanti da parte di alcuni dei suoi atleti. Le Olimpiadi, evidenzia inoltre opportunamente Tulli nel suo libro, dopo le \u201cromantiche\u201d edizioni della prima parte del Novecento, che erano caratterizzate da un forte, puro e lodevole spirito sportivo, si sono infatti progressivamente trasformate, diventando, nel corso degli anni, un evento con connotazioni economico-finanziarie particolarmente evidenti, ma assai meno nobili. Ci\u00f2 soprattutto a causa degli enormi interessi commerciali portati avanti dagli sponsor, del fiorente e redditizio mercato dei diritti televisivi, degli imponenti investimenti pubblici e privati necessari per costruire le infrastrutture, dei non certo marginali ritorni turistici e di immagine auspicati dai paesi organizzatori. Tali gigantesche implicazioni hanno altres\u00ec determinato serie problematiche ambientali, le quali, in alcuni casi, hanno inciso in maniera oggettiva sul tessuto urbano delle citt\u00e0 ospitanti, talvolta per\u00f2 ingenerando dubbi sulla sostenibilit\u00e0 di un evento che in genere \u00e8 vanificata dalla necessit\u00e0 di dover costruire impianti sportivi moderni, sicuri e costosissimi, spesso fonte di un notevole aumento dei livelli di inquinamento delle aree interessate dai Giochi. A queste complesse problematiche si sono aggiunte anche quella del sospetto di corruzione di alcuni membri del CIO, e quella del progressivo ed inarrestabile aumento dei costi organizzativi diretti ed indiretti. La loro incontrollabile lievitazione ha determinato, soprattutto negli ultimi decenni, un crescente distacco di governi e citt\u00e0 verso le candidature. Osserva a tal proposito Tulli che \u00ab\u2026la sostenibilit\u00e0 finanziaria dei Giochi \u00e8 diventata un elemento discriminante per la loro assegnazione\u2026il risultato \u00e8 una apparente perdita di interesse di numerose citt\u00e0\u00bb. Basti pensare infatti che, in tempi recenti, dopo un\u2019iniziale disponibilit\u00e0, grandi realt\u00e0 urbane come Istanbul, Roma e Boston, ad esempio, hanno deciso di ritirarsi dalla corsa. Urge, pertanto, rivitalizzare un evento che ha perso gran parte della sua originaria \u201cspontaneit\u00e0\u201d, e del puro spirito sportivo che lo caratterizzava in un lontano passato. Oggi, infatti, esso appare un avvenimento la cui assegnazione, la sua organizzazione ed il suo svolgimento, risultano condizionate prevalentemente da fattori che, con i lodevoli principi decoubertiani hanno veramente poco a che vedere. Basterebbe pensare, ad esempio, alle Olimpiadi del 1996; le quali, invece di essere assegnate ad Atene per celebrare degnamente il centenario della prima edizione delle olimpiadi moderne, furono invece attribuite ad Atlanta. E ci\u00f2 per le pressioni effettuate dalla Coca Cola, main sponsor della manifestazione, che proprio in quella citt\u00e0 statunitense ha la sua sede principale. Nonostante ci\u00f2 \u00e8 indiscutibile che i Giochi Olimpici rappresentano ancora oggi, a distanza di centotrent\u2019anni dalla sua prima edizione moderna, uno degli eventi sportivi pi\u00f9 seguiti ed appassionanti del mondo. E l\u2019augurio \u00e8 che essi possano costituire, stavolta pi\u00f9 di tante altre, l\u2019occasione per unire popoli e nazioni. Magari con l\u2019ausilio della \u201ctregua olimpica\u201d, decisione politica che nel passato ha spesso funzionato per fermare (quanto meno per qualche settimana) le guerre che purtroppo insanguinano il nostro pianeta.<\/div>\n<p>[analyse_source url=&#8221;https:\/\/www.ciociariaoggi.it\/news\/colpi-di-testa\/313731\/laltra-faccia-delle-olimpiadi-tra-ideali-sportivi-economia-e-pressioni-politiche.html&#8221;]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[analyse_image type=&#8221;featured&#8221; src=&#8221;https:\/\/www.ciociariaoggi.it\/resizer\/600\/315\/true\/2026_01_30\/pyeongchang-3240367_1280-1769776662516_1769776698.jpg&#8211;l_altra_faccia_delle_olimpiadi__tra_ideali_sportivi__economia_e_pressioni_politiche.jpg?1769776698599&#8243;] Zone Tutti i comuni Il prossimo 6 febbraio, allo stadio Giuseppe Meazza San Siro di Milano, si svolger\u00e0 la cerimonia d\u2019apertura della venticinquesima edizione dei Giochi Olimpici Invernali. 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