{"id":1746804,"date":"2026-02-03T07:11:26","date_gmt":"2026-02-03T04:11:26","guid":{"rendered":"https:\/\/analyse.optim.biz\/?p=1746804"},"modified":"2026-02-03T07:11:26","modified_gmt":"2026-02-03T04:11:26","slug":"inquinamento-nel-perimetro-itrec-il-tar-boccia-lordinanza-della-provincia-sugli-obblighi-di-bonifica-accolti-i-ricorsi-di-enea-ed-eni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/analyse.optim.biz\/?p=1746804","title":{"rendered":"Inquinamento nel perimetro Itrec, il Tar boccia l\u2019ordinanza della Provincia sugli obblighi di bonifica: accolti i ricorsi di Enea ed Eni"},"content":{"rendered":"<p>[analyse_image type=&#8221;featured&#8221; src=&#8221;https:\/\/www.lanuova.net\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/Impianto_ITREC_Esterno_1.jpg&#8221;]<\/p>\n<div class=\"entry-content single-page\">\n<p>POTENZA \u2013 \u201cL\u2019individuazione della ricorrente quale corresponsabile dell\u2019inquinamento risulta contraddistinta da contenuto meramente congettuale e ipotetico e sprovvista di adeguati riscontri probatori\u201d. E\u2019 questa la motivazione che ha portato il Tar di Basilicata ad accogliere i ricorsi di Eni ed Enea contro l\u2019ordinanza con cui, la scorsa primavera, la Provincia di Matera aveva circoscritto il perimetro degli obblighi di bonifica dell\u2019area sotto il sito nucleare in dismissione dell\u2019Itrec di Rotondella diffidando, citando, dopo Enea (che ha sempre escluso una responsabilit\u00e0 diretta nella contaminazione della falda, precisando di aver avviato la bonifica dell\u2019area volontoriamente solo per evitare peggioramenti ambientali), anche la Combustibili Nucleari Spa, societ\u00e0 all\u2019epoca dei fatti controllata proprio dalla compagnia petrolifera. All\u2019ente provinciale resta la possibilit\u00e0 di emanare un nuovo provvedimento, assicurando per\u00f2 \u2013 questa la prescrizione che arriva dai giudici amministrativi \u2013 \u201clo svolgimento del previo contraddittorio procedimentale\u201d. <\/p>\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignleft size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"800\" height=\"532\" src=\"https:\/\/www.lanuova.net\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/itrec_rotondella.jpg\" alt class=\"wp-image-10004\"><\/figure>\n<\/div>\n<p>Per ricostruire la vicenda bisogna tornare indietro fino alla fine degli anni \u201880. La Provincia di Matera ha tirato in ballo la Combustibili Nucleari \u201cper le pregresse attivit\u00e0 industriali di produzione di barre di combustibile nucleare ad Uranio naturale metallico destinate alla centrale elettronucleare Magnox di Latina, nel periodo compreso tra il 1969 e il 1988\u201d. Attivit\u00e0 portate avanti all\u2019interno di un fabbricato di propriet\u00e0 Enea e locato dalla stessa Eni. Alla societ\u00e0 la Provincia di Matera additava il superamento delle Csc (Concentrazioni soglia di contaminazione) in acque sotterranee interne al centro Enea degli analiti \u201ctrielina, 1,1-dicloroetilene, tetracloroetilene e Cromo IV\u201d, limitando l\u2019attribuzione di responsabilit\u00e0 alle aree interne al perimetro del Cre Trisaia Enea\u201d. Enea che per la Provincia di Matera resta corresponsabile \u201cper le pregresse attivit\u00e0 di smontaggio dell\u2019impianto Magnox della Combustibili Nucleari nel periodo compreso tra il 10 ottobre e il 15 dicembre del 1988, condotte in aree limitrofe al fabbricato e ai piazzali tra tale fabbricato e il perimetro dell\u2019impianto Itrec, sussistendo il nesso di causalit\u00e0 nell\u2019utilizzo di trielina per lo sgrassaggio degli impianti smontati, temporaneamente abbancati in sito e il rilevato superamento delle Csc in acque sotterranee interne al centro Enea dei composti denominati Trielina, 1,1-Dicloroetiliene e Tetracloroetilene\u201d. La \u201cstoria\u201d della contaminazione viene cos\u00ec ricostruita nel documento: la Combustibili Nucleari operava all\u2019interno di un\u2019area di circa 30mila metri quadrati nell\u2019ambito del pi\u00f9 ampio perimetro del Centro di Ricerca dal 1968 al 1985, poi ridotta a 10mila metri quadrati dal 1985 al 1988. La Co.Nu si insedi\u00f2 nel cosiddetto fabbricato \u201cR21\u201d, tuttora presente nel centro Enea, installando un impianto industriale denominato Magnox, lo stesso nome del reattore nucleare di Latina, per il quale produceva elementi di combustibile ad uranio naturale metallico contenuti in una guaina in lega di magnesio. Il 30 giugno del 1988, alla scadenza del contratto ventennale di locazione, Co.Nu consegna l\u2019intero fabbricato e gli impianti fissi ad Enea. Cento giorni dopo, nell\u2019ottobre del 1988, partono i lavori di smontaggio dell\u2019impianto industriale, periodo nel quale \u2013 si legge nell\u2019ordinanza di diffida della Provincia \u2013 \u201cvi \u00e8 certezza dell\u2019utilizzo di Trielina per lo sgrassaggio dei macchinari\u201d. Dalla documentazione agli atti dell\u2019iter di bonifica risulta che \u201csiano state adottate tutte le precauzioni (con esclusione dei rifiuti solidi a bassa attivit\u00e0 per i quali era previsto l\u2019interramento in sito), nella gestione del rischio radiologico. Mentre non risultano similarmente adottate opportune precauzioni nei confronti del rischio di contaminazione ambientale della matrice terreno ed acque sotterranee ad opera di sostanze non attive (radiologicamente). Per i giudici del Tar sia \u201cl\u2019iter procedimentale che lo spettro motivazionale\u201d utilizzati nell\u2019ambito dell\u2019individuazione di Enea e della Co.Nu come corresponsabile della contaminazione si prestano \u201ca una molteplicit\u00e0 di rilievi\u201d.<\/p>\n<p>IL PROCESSO \u2013 Il prossimo 19 febbraio, intanto, davanti al collegio A del tribunale di Matera, prender\u00e0 il via il processo a carico di sei persone e della Sogin per presunto disastro ambientale, accusa contestata a uno dei rappresentanti legali dell\u2019Itrec, Vincenzo Stigliano, all\u2019ex direttore Giulio Maria Citterio e all\u2019ex responsabile della gestione del centro Enea, Giambattista La Battaglia. Per la Procura avrebbero omesso consapevolmente di comunicare lo stato di contaminazione del sito di cui erano consapevoli dal 2014 non attuando operazioni di messa in sicurezza, per evitare costi aziendali e danni d\u2019immagine. Un\u2019inerzia che, secondo l\u2019accusa, avrebbe aggravato l\u2019inquinamento e configurato l\u2019ipotesi di reato in disastro ambientale. Agli ex dirigenti dell\u2019Ufficio Ambiente della Provincia di Matera, Salvatore Valentino ed Enrico De Capua, viene contestata l\u2019omissione di atti d\u2019ufficio per non aver avviato le procedure per individuare il responsabile della contaminazione, questione al centro dell\u2019ordinanza impugnata dall\u2019Eni davanti al Tar.<\/p>\n<\/div>\n<p>[analyse_source url=&#8221;https:\/\/www.lanuova.net\/inquinamento-nel-perimetro-itrec-il-tar-boccia-lordinanza-della-provincia-sugli-obblighi-di-bonifica-accolti-i-ricorsi-di-enea-ed-eni\/&#8221;]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[analyse_image type=&#8221;featured&#8221; src=&#8221;https:\/\/www.lanuova.net\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/Impianto_ITREC_Esterno_1.jpg&#8221;] POTENZA \u2013 \u201cL\u2019individuazione della ricorrente quale corresponsabile dell\u2019inquinamento risulta contraddistinta da contenuto meramente congettuale e ipotetico e sprovvista di adeguati riscontri probatori\u201d. 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