{"id":1731339,"date":"2026-02-02T09:03:02","date_gmt":"2026-02-02T06:03:02","guid":{"rendered":"https:\/\/analyse.optim.biz\/?p=1731339"},"modified":"2026-02-02T09:03:02","modified_gmt":"2026-02-02T06:03:02","slug":"alessandra-graziottin-come-vivere-la-vita-spettatori-o-protagonisti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/analyse.optim.biz\/?p=1731339","title":{"rendered":"Alessandra Graziottin: \u00abCome vivere la vita: spettatori o protagonisti?\u00bb"},"content":{"rendered":"<div class=\"contenuto\">\n<article id=\"box_blog_container\">\n<header>\n<div class=\"row\">\n<div class=\"col-xs-2 img_autore\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/statics.cedscdn.it\/ilgazzettino.it\/img\/blogger\/graziottin.png\" alt=\"Alessandra Graziottin\"><\/div>\n<div class=\"col-xs-10\">\n<div class=\"nome_blog\">PASSIONI E SOLITUDINI di<\/div>\n<div class=\"nome_autore\">Alessandra Graziottin<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<h1>Alessandra Graziottin: \u00abCome vivere la vita: spettatori o protagonisti?\u00bb<\/h1>\n<div class=\"breadcrumbs\"><a href=\"https:\/\/www.ilgazzettino.it\/blog\/\" class=\"sezione\" title=\"Blog\">Blog<\/a><br \/>\n     &gt;         <a href=\"https:\/\/www.ilgazzettino.it\/blog\/passioni_e_solitudini\/\" class=\"sottosezione\" title=\"Passioni e solitudini\">Passioni e solitudini<\/a><\/div>\n<p><span class=\"data_pub\">luned\u00ec 2 febbraio 2026<\/span><span class=\"firma\">di Alessandra Graziottin<\/span><\/header>\n<div class=\"row\">\n<div class=\"col-xs-1\">\n<div id=\"share_bar_wrapper\">\n<div id=\"share_bar\">\n<ul class=\"share-item\">\n<li class=\"facebook\">\n<li class=\"twitter\">\n<li class=\"mail\"><\/ul>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"col-xs-11\">\n<div class=\"body-text\">\n<figure class=\"small_left\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/statics.cedscdn.it\/photos\/MED\/2026\/02\/02\/9333918_pckg_20260202_23825807.jpg\" alt=\"Alessandra Graziottin: \u00abCome vivere la vita: spettatori o protagonisti?\u00bb\" title=\"Alessandra Graziottin: \u00abCome vivere la vita: spettatori o protagonisti?\u00bb\"><\/figure>\n<p>Attivi o passivi? Protagonisti o spettatori? Quanto alleniamo i nostri piccoli a saper stare al volante della propria vita, solidi e competenti? Con quale stile di comportamento li stiamo crescendo? E noi, siamo ancora al volante, o ci siamo arresi all&#8217;inquieta inerzia della routine e della vita &#8220;in delega&#8221;?<\/p>\n<p>L&#8217;homo e la foemina sapiens si sono evoluti lungo la traiettoria del fare: nell&#8217;agricoltura, nella caccia, nell&#8217;artigianato, nelle costruzioni e nella guerra, cos\u00ec come nell&#8217;arte complessa di crescere figli sani e vitali, e far quadrare bilanci di faticosa sopravvivenza, con la morte in agguato per fame, parti, guerre, infezioni. Per millenni, il denominatore comune dell&#8217;esistenza \u00e8 stato il cercare soluzioni (&#8220;problem solving&#8221;) pi\u00f9 efficaci a continui problemi pratici. E il fare insieme, grazie a rapporti interpersonali diretti.<br \/>\nQuesto \u00e8 stato il grande allenatore di cervelli e competenze, razionali ed emotive, e la prima cifra della capacit\u00e0 di sopravvivenza di fronte a una grande selettivit\u00e0 ambientale. Nelle frequenti emergenze, da condizioni atmosferiche cos\u00ec come da guerre o carestie, sopravvivevano non solo il pi\u00f9 forte fisicamente, ma anche il pi\u00f9 capace, flessibile e veloce nel pensare e trovare la soluzione, o la strategia di mediazione, la via di attacco o di fuga.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<h3>Il linguaggio<\/h3>\n<p>Linguaggio e studio hanno ulteriormente allenato e affinato la capacit\u00e0 di pensiero, con un potenziamento dinamico reciproco quando il fare fisico, nella <strong><a href=\"https:\/\/www.ilgazzettino.it\/t\/vita\">vita<\/a><\/strong> reale, ha saputo integrarsi con il pensare e il creare.<br \/>\nIl crescere del benessere, ancor pi\u00f9 nelle societ\u00e0 ad alto reddito, e il dilagare dei social media, hanno per\u00f2 spostato progressivamente il comportamento dal fare al guardare, dall&#8217;attivo al passivo, da essere protagonisti a essere spettatori. Secondo studi molto recenti, l&#8217;ultima generazione ancora allenata al problem solving, e con alto profilo di efficacia mentale, \u00e8 quella nata tra il 1950 e il 1970. Dopo quella generazione, il problem solving personale, cifra dell&#8217;homo sapiens, \u00e8 entrato in una condizione di caduta libera. La possibilit\u00e0 di trovare soluzioni automatizzate, preformate e &#8220;precotte&#8221; a ogni quesito o problema quotidiano sta narcotizzando l&#8217;attivit\u00e0 cerebrale.<\/p>\n<p>Di fatto, invece che diventare pi\u00f9 autonomi e protagonisti della nostra vita, usiamo protesi esterne al cervello, con strumenti che ci illudono di essere pi\u00f9 intelligenti, pi\u00f9 capaci, pi\u00f9 competenti. Con brillanti eccezioni, la realt\u00e0 ci interroga con urgenza sulla crescente frattura fra l&#8217;alta opinione di s\u00e9, che molti giovani hanno, e la verit\u00e0 della narcosi mentale dilagante. La capacit\u00e0 di far di conto \u00e8 quasi scomparsa dai cervelli pi\u00f9 giovani, che ormai delegano tutto alla calcolatrice, anche il conteggio del resto del cappuccino. Il linguaggio \u00e8 impoverito e la capacit\u00e0 di pensare autonomamente \u00e8 azzoppata. La capacit\u00e0 di studiare, di impegnarsi con costanza e disciplina per realizzare un sogno, anche professionale, \u00e8 in caduta libera. La preselezione dei contenuti che i social ci inviano illude di essere sempre nel giusto, di avere una visione geniale e originale, mentre sotto le apparenze il conformismo irrigidito del pensiero e dell&#8217;azione lascia disabitate aree sempre maggiori del cervello. Il senso del dovere, e il dovere morale, alleati del principio di responsabilit\u00e0 e di solidariet\u00e0, sono finiti nel museo antropologico, avvelenati da una dilagante convinzione del &#8220;diritto ad avere&#8221;, e che qualcun altro paghi, come paradigma dell&#8217;essere e dell&#8217;esistere.<\/p>\n<p>L&#8217;avere pi\u00f9 tempo libero dal fare quotidiano per vivere ha invece aperto opportunit\u00e0 straordinarie per vite pi\u00f9 ricche di significato, di pensiero, di soddisfazione e di visione, dove il proprio esistere, salute permettendo, sia vibrante di risonanze interiori, e aperto a una rete di relazioni significative e costruttive. Per esempio nell&#8217;insegnamento, che adoro. Vedere l&#8217;entusiasmo negli occhi delle allieve, la scintilla che si accende quando scoprono l&#8217;arte di fare diagnosi attraverso la storia clinica accurata e una visita medica che impara a leggere il corpo, nella sua verit\u00e0 e nel suo dolore, d\u00e0 potente il senso e il valore di trasmettere e affinare la capacit\u00e0 di pensare e di fare bene il medico, partendo dalla semeiotica, l&#8217;arte di leggere sintomi e segni, innanzitutto nel rapporto vis-\u00e0-vis fra medico e paziente.<\/p>\n<p>La rapida tecnologia serve allora ad approfondire meglio un quesito, ma al servizio di quel giovane pilota che sa dove andare, sa pensare e sa leggere la realt\u00e0 con sguardo e pensiero proprio. Se genitori e insegnanti valorizzassero il gusto e il dovere di educare al saper pensare e al saper fare, e alla necessit\u00e0 di studiare con costanza e dedizione per allenare mente, visione e problem solving, potremmo davvero assaporare un&#8217;epoca straordinaria per libert\u00e0 dal bisogno e opportunit\u00e0 di essere protagonisti della propria vita. Chi si impegna a farlo?<br \/>\nwww.alessandragraziottin.it<\/p>\n<p><span class=\"last_agg\">Ultimo aggiornamento: 20:01<\/span><span class=\"copy\">\u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA<\/span><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/article>\n<aside class=\"row\">&#8216;;<br \/>\n        outbrainEl.insertAdjacentHTML(&#8220;afterBegin&#8221;, AdCodeOutbrain);<\/p>\n<p>        loadScript(&#8216;\/\/widgets.outbrain.com\/outbrain.js&#8217;, function(){<br \/>\n            \/\/ cerco il widget. Necessario se c&#8217;\u00e8 un&#8217;altro widget di Outbrain in pagina (es: inread)<br \/>\n            OBR.extern.researchWidget();<br \/>\n        });<br \/>\n    }<\/p>\n<p>    function AnnunciOutbrain(callback) {<br \/>\n        var outbrainDiv = document.getElementById(&#8216;outbrainWait&#8217;);<br \/>\n        \/\/ Verifica se l&#8217;elemento esiste<br \/>\n        if (outbrainDiv) {<br \/>\n            \/\/ Modifica l&#8217;id dell&#8217;elemento div<br \/>\n            outbrainDiv.id = &#8216;outbrain&#8217;;<br \/>\n        }<\/p>\n<p>                    var load_method = impostazioni_testata.outbrain.load_method || &#8216;first-interaction&#8217;;<\/p>\n<p>        var outbrainEl = document.getElementById(&#8216;outbrain&#8217;);<\/p>\n<p>        CED.log(&#8220;outbrain load_method:&#8221; + load_method);<\/p>\n<p>        if (load_method == &#8216;when-near-viewport&#8217;) {<\/p>\n<p>            \/\/ outbrain parte solo quando scrollando arriva abbastanza vicino alla viewport<br \/>\n            if (typeof callback === &#8220;function&#8221;) {<\/p>\n<p>                \/\/ Listen for the scroll event<br \/>\n                \/\/document.addEventListener(&#8216;scroll&#8217;, onScroll(outbrainEl,callback), false);<br \/>\n                CedsWNV.watch(outbrainEl, callback, {<br \/>\n                    checkInterval: 300,<br \/>\n                    offset: 500<br \/>\n                });<\/p>\n<p>                \/*devo chiamare la funzione con argomenti e variabili *\/<br \/>\n            }<\/p>\n<p>        } else {<br \/>\n            \/\/ DEFAULT: outbrain parte alla prima interazione o dopo il timeout inattivit\u00e0<br \/>\n            _waitOnceFor(load_method, callback);<br \/>\n        }<br \/>\n    }<\/p>\n<p>            AnnunciOutbrain(WidgetOutbrainTag);<\/p>\n<p><\/aside>\n<\/div>\n<article id=\"box_blog_container\">\n<header>\n<div class=\"row\">\n<div class=\"col-xs-2 img_autore\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/statics.cedscdn.it\/ilgazzettino.it\/img\/blogger\/graziottin.png\" alt=\"Alessandra Graziottin\"><\/div>\n<div class=\"col-xs-10\">\n<div class=\"nome_blog\">PASSIONI E SOLITUDINI di<\/div>\n<div class=\"nome_autore\">Alessandra Graziottin<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<h1>Alessandra Graziottin: \u00abCome vivere la vita: spettatori o protagonisti?\u00bb<\/h1>\n<div class=\"breadcrumbs\"><a href=\"https:\/\/www.ilgazzettino.it\/blog\/\" class=\"sezione\" title=\"Blog\">Blog<\/a><br \/>\n     &gt;         <a href=\"https:\/\/www.ilgazzettino.it\/blog\/passioni_e_solitudini\/\" class=\"sottosezione\" title=\"Passioni e solitudini\">Passioni e solitudini<\/a><\/div>\n<p><span class=\"data_pub\">luned\u00ec 2 febbraio 2026<\/span><span class=\"firma\">di Alessandra Graziottin<\/span><\/header>\n<div class=\"row\">\n<div class=\"col-xs-1\">\n<div id=\"share_bar_wrapper\">\n<div id=\"share_bar\">\n<ul class=\"share-item\">\n<li class=\"facebook\">\n<li class=\"twitter\">\n<li class=\"mail\"><\/ul>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"col-xs-11\">\n<div class=\"body-text\">\n<figure class=\"small_left\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/statics.cedscdn.it\/photos\/MED\/2026\/02\/02\/9333918_pckg_20260202_23825807.jpg\" alt=\"Alessandra Graziottin: \u00abCome vivere la vita: spettatori o protagonisti?\u00bb\" title=\"Alessandra Graziottin: \u00abCome vivere la vita: spettatori o protagonisti?\u00bb\"><\/figure>\n<p>Attivi o passivi? Protagonisti o spettatori? Quanto alleniamo i nostri piccoli a saper stare al volante della propria vita, solidi e competenti? Con quale stile di comportamento li stiamo crescendo? E noi, siamo ancora al volante, o ci siamo arresi all&#8217;inquieta inerzia della routine e della vita &#8220;in delega&#8221;?<\/p>\n<p>L&#8217;homo e la foemina sapiens si sono evoluti lungo la traiettoria del fare: nell&#8217;agricoltura, nella caccia, nell&#8217;artigianato, nelle costruzioni e nella guerra, cos\u00ec come nell&#8217;arte complessa di crescere figli sani e vitali, e far quadrare bilanci di faticosa sopravvivenza, con la morte in agguato per fame, parti, guerre, infezioni. Per millenni, il denominatore comune dell&#8217;esistenza \u00e8 stato il cercare soluzioni (&#8220;problem solving&#8221;) pi\u00f9 efficaci a continui problemi pratici. E il fare insieme, grazie a rapporti interpersonali diretti.<br \/>\nQuesto \u00e8 stato il grande allenatore di cervelli e competenze, razionali ed emotive, e la prima cifra della capacit\u00e0 di sopravvivenza di fronte a una grande selettivit\u00e0 ambientale. Nelle frequenti emergenze, da condizioni atmosferiche cos\u00ec come da guerre o carestie, sopravvivevano non solo il pi\u00f9 forte fisicamente, ma anche il pi\u00f9 capace, flessibile e veloce nel pensare e trovare la soluzione, o la strategia di mediazione, la via di attacco o di fuga.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<h3>Il linguaggio<\/h3>\n<p>Linguaggio e studio hanno ulteriormente allenato e affinato la capacit\u00e0 di pensiero, con un potenziamento dinamico reciproco quando il fare fisico, nella <strong><a href=\"https:\/\/www.ilgazzettino.it\/t\/vita\">vita<\/a><\/strong> reale, ha saputo integrarsi con il pensare e il creare.<br \/>\nIl crescere del benessere, ancor pi\u00f9 nelle societ\u00e0 ad alto reddito, e il dilagare dei social media, hanno per\u00f2 spostato progressivamente il comportamento dal fare al guardare, dall&#8217;attivo al passivo, da essere protagonisti a essere spettatori. Secondo studi molto recenti, l&#8217;ultima generazione ancora allenata al problem solving, e con alto profilo di efficacia mentale, \u00e8 quella nata tra il 1950 e il 1970. Dopo quella generazione, il problem solving personale, cifra dell&#8217;homo sapiens, \u00e8 entrato in una condizione di caduta libera. La possibilit\u00e0 di trovare soluzioni automatizzate, preformate e &#8220;precotte&#8221; a ogni quesito o problema quotidiano sta narcotizzando l&#8217;attivit\u00e0 cerebrale.<\/p>\n<p>Di fatto, invece che diventare pi\u00f9 autonomi e protagonisti della nostra vita, usiamo protesi esterne al cervello, con strumenti che ci illudono di essere pi\u00f9 intelligenti, pi\u00f9 capaci, pi\u00f9 competenti. Con brillanti eccezioni, la realt\u00e0 ci interroga con urgenza sulla crescente frattura fra l&#8217;alta opinione di s\u00e9, che molti giovani hanno, e la verit\u00e0 della narcosi mentale dilagante. La capacit\u00e0 di far di conto \u00e8 quasi scomparsa dai cervelli pi\u00f9 giovani, che ormai delegano tutto alla calcolatrice, anche il conteggio del resto del cappuccino. Il linguaggio \u00e8 impoverito e la capacit\u00e0 di pensare autonomamente \u00e8 azzoppata. La capacit\u00e0 di studiare, di impegnarsi con costanza e disciplina per realizzare un sogno, anche professionale, \u00e8 in caduta libera. La preselezione dei contenuti che i social ci inviano illude di essere sempre nel giusto, di avere una visione geniale e originale, mentre sotto le apparenze il conformismo irrigidito del pensiero e dell&#8217;azione lascia disabitate aree sempre maggiori del cervello. Il senso del dovere, e il dovere morale, alleati del principio di responsabilit\u00e0 e di solidariet\u00e0, sono finiti nel museo antropologico, avvelenati da una dilagante convinzione del &#8220;diritto ad avere&#8221;, e che qualcun altro paghi, come paradigma dell&#8217;essere e dell&#8217;esistere.<\/p>\n<p>L&#8217;avere pi\u00f9 tempo libero dal fare quotidiano per vivere ha invece aperto opportunit\u00e0 straordinarie per vite pi\u00f9 ricche di significato, di pensiero, di soddisfazione e di visione, dove il proprio esistere, salute permettendo, sia vibrante di risonanze interiori, e aperto a una rete di relazioni significative e costruttive. Per esempio nell&#8217;insegnamento, che adoro. 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Se genitori e insegnanti valorizzassero il gusto e il dovere di educare al saper pensare e al saper fare, e alla necessit\u00e0 di studiare con costanza e dedizione per allenare mente, visione e problem solving, potremmo davvero assaporare un&#8217;epoca straordinaria per libert\u00e0 dal bisogno e opportunit\u00e0 di essere protagonisti della propria vita. 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