{"id":1685008,"date":"2026-01-29T06:09:34","date_gmt":"2026-01-29T03:09:34","guid":{"rendered":"https:\/\/analyse.optim.biz\/?p=1685008"},"modified":"2026-01-29T06:09:34","modified_gmt":"2026-01-29T03:09:34","slug":"quella-ferita-aperta-degli-armeni-ancora-in-attesa-di-giustizia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/analyse.optim.biz\/?p=1685008","title":{"rendered":"Quella ferita aperta degli Armeni ancora in attesa di giustizia"},"content":{"rendered":"<p><article class=\"article-open\n                    \"><\/p>\n<div class=\"qiota_reserve\">\n<div class=\"story\">\n<div class=\"article-body\">\n<p>La rassegna \u00ab<strong class=\"gsto\">Fara teatro e musica<\/strong>\u00bb prosegue sabato 31 gennaio alle 20.30 all\u2019Auditorium di <strong class=\"gsto\">Fara d\u2019Adda <\/strong>(piazza Patrioti 3) con lo spettacolo \u00ab<strong class=\"gsto\">Gar\u00f2 \u2013 Una storia armena<\/strong>\u00bb (ingresso euro 5 \u2013 per informazioni 0363 688620). Presentato in occasione della Giornata della Memoria, lo spettacolo narra la storia del giovane armeno <strong class=\"gsto\">Garabed Surmelian<\/strong>, della sua famiglia e della sua vita quotidiana nel villaggio di Shevan. \u00c8 un\u2019esistenza fatta di riti di passaggio, giochi e feste, ma funestata dalla minaccia della giovane classe dirigente turca, portatrice di un\u2019ideologia nazionalista che sfocer\u00e0 nel pi\u00f9 atroce dei crimini: il genocidio. Lo spettacolo &#8211; scritto e diretto da <strong class=\"gsto\">Giuseppe Di Bello <\/strong>\u2013 ha come protagonista <strong class=\"gsto\">Stefano Panzeri<\/strong>, che interpreta un Meddah, un narratore della tradizione armena, che tocca il cuore degli spettatori con un testo intriso di tragedia e speranza, trasformando il racconto in un rito collettivo di ascolto e partecipazione.<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"article-body\" id=\"scroll1\">\n<h2 class=\"title-line\"> Un\u2019anima che non trova pace<\/h2>\n<\/div>\n<div class=\"article-body\">\n<p>\u00abIl testo mi \u00e8 stato proposto dal suo autore e leggendolo mi si \u00e8 aperto un mondo \u2013 afferma Panzeri \u2013 \u00e8 una produzione che ha visto sin dall\u2019inizio la collaborazione della comunit\u00e0 armena italiana e che permette di conoscere a fondo la splendida cultura di questo popolo. La figura del narratore che io interpreto si rif\u00e0 a una figura realmente esistente, il <strong class=\"gsto\">Meddah<\/strong>, un narratore popolare che racconta storie in spazi aperti munito di un bastone e un foulard\u00bb. Lo spettacolo \u00e8 stato presentato a Villa Grumello in occasione di una prova aperta per la comunit\u00e0 armena comasca e milanese e poi \u00e8 entrato nel circuito nazionale, con debutto al Teatro Sociale di Como. \u00abGar\u00f2\u00bb \u00e8 la storia di un\u2019anima che non trova pace: \u00e8 necessario che il Meddah racconti la sua vita, affinch\u00e9 possa riposare in eterno. In questo modo il narratore racconta anche il genocidio, il grande male che ha colpito persino il piccolo e insignificante villaggio di montagna dove \u00e8 ambientata la vicenda.<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"article-body\" id=\"scroll2\">\n<h2 class=\"title-line\"> Gentilezza e resilienza<\/h2>\n<\/div>\n<div class=\"article-body\">\n<p>\u00abHo avuto la fortuna di conoscere molti armeni e il 16 aprile porter\u00f2 lo spettacolo a <strong class=\"gsto\">Yerevan<\/strong>, la capitale dell\u2019<strong class=\"gsto\">Armenia<\/strong> \u2013 prosegue Panzeri &#8211; Della cultura armena apprezzo la pacatezza e la gentilezza, ma anche la resilienza. Gli armeni che ho conosciuto sono riusciti a costruirsi una vita in Italia, in alcuni casi anche una vita agiata, eppure continuano a soffrire a causa di una ferita ancora aperta\u00bb. Il genocidio armeno, infatti, non solo \u00e8 stato riconosciuto in tempi molto recenti (gli Stati Uniti lo hanno riconosciuto nel 2021 con l\u2019amministrazione Biden), ma in realt\u00e0 \u00e8 ancora in corso: un\u2019enclave armena nell\u2019<strong class=\"gsto\">Azerbaigian<\/strong> \u00e8 stata svuotata dei cittadini armeni ad opera della minoranza degli azeri.<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"article-body\" id=\"scroll3\">\n<h2 class=\"title-line\"> In attesa di giustizia<\/h2>\n<\/div>\n<div class=\"article-body\">\n<p>\u00abLavoro in teatro da ormai 30 anni ed \u00e8 la prima volta che provo pudore nel recitare. Quando noi attori dobbiamo navigare nel torbido, di solito siamo soddisfatti, perch\u00e9 teniamo alta l\u2019attenzione del pubblico. In questo caso \u00e8 diverso, perch\u00e9 sono consapevole del fatto che sto calcando la mano non su una cicatrice, bens\u00ec su una ferita aperta, che ancora sanguina. E sto sprofondando nella tragedia di un popolo che non ha ancora avuto giustizia. Sono felice di presentare questo spettacolo in occasione della <strong class=\"gsto\">Giornata della Memoria<\/strong>, perch\u00e9 \u00e8 sempre importante mantenere viva la memoria, ma \u00e8 necessario farlo per tutti i popoli che hanno sofferto ed estendere il ricordo a tutti i genocidi, anche a quelli ancora in corso e ai quali ci siamo quasi abituati\u00bb.<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"article-body\" id=\"scroll4\">\n<h2 class=\"title-line\"> Interrogare gli spettatori<\/h2>\n<\/div>\n<div class=\"article-body\">\n<p> Lo spettacolo intreccia identit\u00e0, cultura e <strong class=\"gsto\">umanit\u00e0<\/strong>, proponendo un\u2019esperienza che unisce emozione e conoscenza, restituendo dignit\u00e0 alle troppe vite annientate e dimenticate dalla Storia. Secondo Panzeri, l\u2019arte ha un ruolo fondamentale nel conservare e tramandare la memoria storica e il teatro in particolare ha il compito di porre delle domande e creare dei chiaroscuri.\u00abLa storia oggi va pi\u00f9 veloce, non riusciamo a stare al passo, ci sentiamo costantemente ignoranti. La <strong class=\"gsto\">verit\u00e0 <\/strong>non \u00e8 direttamente proporzionale al numero di informazioni che riceviamo, quindi anche gli storici devono adeguarsi e proporre un nuovo modo di trasmettere le nozioni. In questo l\u2019arte ha un ruolo fondamentale. Il teatro deve interrogare gli spettatori e questo spettacolo ci spinge a chiederci come pu\u00f2 l\u2019uomo essere cos\u00ec cattivo. Quando l\u2019azione violenta arriva a essere cos\u00ec precisa, capillare e sistematica come \u00e8 avvenuto per il <strong class=\"gsto\">genocidio <\/strong>armeno, significa che l\u2019uomo ha deciso di non essere pi\u00f9 uomo\u00bb.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/article>\n<p> Source URL: http:\/\/ecodibergamo.it\/stories\/premium\/cultura-e-spettacoli\/quella-ferita-aperta-degli-armeni-ancora-in-attesa-di-giustizia-o_3619784_11\/<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La rassegna \u00abFara teatro e musica\u00bb prosegue sabato 31 gennaio alle 20.30 all\u2019Auditorium di Fara d\u2019Adda (piazza Patrioti 3) con lo spettacolo \u00abGar\u00f2 \u2013 Una storia armena\u00bb (ingresso euro 5 \u2013 per informazioni 0363 688620). 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