{"id":1684993,"date":"2026-01-29T01:00:00","date_gmt":"2026-01-28T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/analyse.optim.biz\/?p=1684993"},"modified":"2026-01-29T01:00:00","modified_gmt":"2026-01-28T22:00:00","slug":"santa-maria-maggiore-restauri-per-un-milione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/analyse.optim.biz\/?p=1684993","title":{"rendered":"Santa Maria Maggiore, restauri per un milione"},"content":{"rendered":"<p><article class=\"article-open\n                    \"><\/p>\n<div class=\"qiota_reserve\">\n<div class=\"story\">\n<div class=\"article-body\">\n<p> Ridare luce agli stucchi, colore agli affreschi, ai dipinti su tela e pietra, togliere gli strati di polvere all\u2019altare maggiore, alle vetrate artistiche delle finestre e ancora, agli arazzi, simbolo della devozione mariana. La Fondazione Mia inaugura la stagione dei grandi restauri nella basilica di <strong class=\"nero\">Santa Maria Maggiore in Citt\u00e0 Alta<\/strong>, piano da un milione di euro che si concentrer\u00e0 sull\u2019area del presbiterio. Un piano possibile anche grazie ai proventi dei ticket d\u2019ingresso introdotti dal 2022 per i non residenti in citt\u00e0 o provincia, contributo che consente di mantenere lo straordinario patrimonio d\u2019arte e di fede.<strong class=\"nero\"> I visitatori sono in continuo aumento, 254.595 nel 2025 (residenti esclusi)<\/strong>, con un record a maggio, in tutto 30.603 presenze, circa mille al giorno.<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"article-body\" id=\"scroll1\">\n<h2 class=\"title-line\"> Negli anni precedenti  restauri di singole opere<\/h2>\n<\/div>\n<div class=\"article-body\">\n<p>Dopo i restauri promossi sulle singole opere d\u2019arte, dal coro ligneo di<strong class=\"nero\"> Giovan Francesco Capoferri e Lorenzo Lotto <\/strong>alla grande tela \u00ab<strong class=\"nero\">Apostoli attorno al sepolcro vuoto e colmo di fiori della Madonna<\/strong>\u00bb di Camillo Procaccini, Fondazione Mia d\u00e0 il via a un intervento complessivo sulla basilica, datata XII secolo e pi\u00f9 volte rimaneggiata nei secoli successivi: \u00abDopo gli interventi sul monastero di Astino e quelli gi\u00e0 effettuati in basilica, prosegue l\u2019impegno di Fondazione Mia per la tutela e la valorizzazione del patrimonio bergamasco \u2013 afferma Fabio Bombardieri, presidente della Fondazione Mia \u2013. Il restauro dell\u2019area presbiterale della basilica \u00e8 dunque un tassello importante nel secolare impegno della Fondazione. Si tratta di un\u2019operazione complessa, che sar\u00e0 condotta nel pieno rispetto della stratificazione storica e dei materiali originari, con l\u2019obiettivo di restituire leggibilit\u00e0, stabilit\u00e0 e valore a uno spazio che da secoli \u00e8 fulcro religioso, civico e culturale della citt\u00e0 di Bergamo. Con questo intervento di restauro intendiamo preservare la straordinaria ricchezza artistica della basilica, rispettando ogni fase della sua lunga storia e garantendo alle future generazioni la possibilit\u00e0 di continuare ad apprezzare il patrimonio custodito in questo luogo identitario della citt\u00e0\u00bb.<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"article-body\">\n<p> Un piano di lavoro impegnativo che, per questa prima parte nell\u2019area del presbiterio, proseguir\u00e0 per tre anni e mezzo circa. L\u2019obiettivo \u00e8 partire con il cantiere nella tarda primavera, organizzando i lavori in modo che sia sempre possibile visitare il coro ligneo. <\/p>\n<\/div>\n<div class=\"article-body\" id=\"scroll2\">\n<h2 class=\"title-line\"> Le fasi del restauro<\/h2>\n<\/div>\n<div class=\"article-body\">\n<p>\u00ab\u00c8 in corso il rilascio dell\u2019autorizzazione da parte della Sovrintendenza \u2013 spiegano i tecnici della Fondazione \u2013. <strong class=\"nero\">Non sar\u00e0 un intervento a macchia di leopardo<\/strong>, ci concentriamo sull\u2019altare, il presbiterio e le due \u201cnavatelle\u201d per poi procedere con un lavoro pluriennale, con l\u2019obiettivo di salvaguardare il valore della basilica. L\u2019intervento, affidato all\u2019impresa \u201cIndaco\u201d e alla sua squadra di restauratori, sar\u00e0 eseguito nel pieno rispetto della stratificazione storica. Gli interni della basilica rappresentano un unicum per ricchezza e continuit\u00e0 decorativa, con elementi vari che contribuiscono a definire uno spazio unitario di altissimo valore artistico e simbolico. Un apparato complesso, che riflette il ruolo storico della basilica fin dalle sue origini, amministrato sapientemente nei secoli dalla Congregazione della Misericordia Maggiore\u00bb.<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"article-body\">\n<p> Una serie di restauri \u00e8 stata effettuata negli anni, un lavoro che oggi viene ripreso e migliorato. Spiegano i tecnici: \u00abIl presbiterio, l\u2019abside e le due navatelle laterali presentano notevoli depositi superficiali incoerenti, accumulati nel tempo. Sono presenti, in particolare, sali localizzati, conseguenza di precedenti interventi manutentivi eseguiti con materiali non idonei, come cemento o gesso, che hanno interagito negativamente con la superficie originale\u00bb. La situazione nella quale si andr\u00e0 a intervenire \u00e8 delicata, \u00abcon fratture e crepe che indeboliscono la stabilit\u00e0 dell\u2019opera. Dal punto di vista estetico, si notano ritocchi alterati, che hanno modificato l\u2019armonia cromatica originale, compromettendo la lettura autentica dell\u2019opera. Infine, le aree dipinte mostrano cadute e sollevamenti della pellicola pittorica\u00bb. <\/p>\n<\/div>\n<div class=\"article-body\">\n<p>Le pareti affrescate, i dipinti, le sculture e gli arazzi sono pagine che raccontano la storia della citt\u00e0. Con una tappa che segna i tratti dell\u2019edificio per come oggi lo conosciamo, il 1599, quando iniziano i lavori che trasformano Santa Maria Maggiore da chiesa romanica a monumento barocco. I restauratori andranno a pulire e rimuovere la coltre di polvere che riveste le opere, la patina scura che altera i colori degli stucchi e dei dipinti, a consolidare gli elementi fragili e a ricostruire gli elementi mancanti, oltre che ad effettuare una documentazione e un\u2019analisi dello stato di conservazione di ogni singola opera. Sono sei i dipinti su tela che saranno restaurati, di cui due di Giovan Paolo Cavagna. E a completare il restauro gi\u00e0 realizzato sulla tela del Procaccini (un intervento realizzato anche grazie al contributo di Fondazione Banca Popolare di Bergamo), la Mia interverr\u00e0, nella stessa \u00abnavatella\u00bb con il restauro dell\u2019\u00abAssunzione della Vergine\u00bb del Cavagna, un dipinto su pietra, e sull\u2019altare maggiore. E ancora, interventi su alcuni preziosi manufatti lignei prossimi all\u2019organo, porte e ballatoi, senza dimenticare gli arazzi di scuola fiamminga e fiorentina le cui scuciture saranno \u00abrammendate\u00bb. Contestualmente ai restauri, la Fondazione provveder\u00e0 ad aggiornare l\u2019impianto di illuminazione che, sottolineano i tecnici, \u00abvalorizzer\u00e0 ulteriormente il patrimonio della basilica, uno dei pi\u00f9 alti e complessi esempi di architettura e decorazione monumentale del panorama nazionale\u00bb.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/article>\n<p> Source URL: http:\/\/ecodibergamo.it\/stories\/premium\/cultura-e-spettacoli\/basilica-di-santa-maria-maggiore-restauri-per-un-milione-grazie-anche-al-boom-o_3619736_11\/<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ridare luce agli stucchi, colore agli affreschi, ai dipinti su tela e pietra, togliere gli strati di polvere all\u2019altare maggiore, alle vetrate artistiche delle finestre e ancora, agli arazzi, simbolo della devozione mariana. 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