{"id":1684722,"date":"2026-01-29T07:12:17","date_gmt":"2026-01-29T04:12:17","guid":{"rendered":"https:\/\/analyse.optim.biz\/?p=1684722"},"modified":"2026-01-29T07:12:17","modified_gmt":"2026-01-29T04:12:17","slug":"museo-etnografico-della-torre-centro-culturale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/analyse.optim.biz\/?p=1684722","title":{"rendered":"Museo Etnografico della Torre, centro culturale"},"content":{"rendered":"<p><article class=\"article-open\n                    \"><\/p>\n<div class=\"qiota_reserve\">\n<div class=\"story\">\n<div class=\"article-body\">\n<p>A Comenduno di Albino, all\u2019interno della Villa Birolini Regina Pacis, c\u2019\u00e8 un museo che nasce come raccolta di memoria contadina ma che, nel corso di oltre trent\u2019anni, si \u00e8 progressivamente trasformato in un centro di produzione culturale. Un luogo che non si limita a conservare tracce del passato, ma che lavora per produrre ricerca, occasioni di confronto e nuovi strumenti di lettura del territorio. E del presente. A raccontare l\u2019evoluzione del Museo Etnografico della Torre \u00e8 Maurizio Noris, che nell\u2019associazione si occupa della progettazione delle attivit\u00e0: \u00abIl museo nasce nel 1989, quando un gruppo di persone ha iniziato a raccogliere oggetti legati alla cultura contadina del Novecento\u00bb, spiega. <\/p>\n<\/div>\n<div class=\"article-body\" id=\"scroll1\">\n<h2 class=\"title-line\"> Il percorso espositivo<\/h2>\n<\/div>\n<div class=\"article-body\">\n<p>Da quel primo nucleo prende forma il progetto di un museo etnografico che cresce nel tempo, si struttura e trova una sede stabile all\u2019interno della villa, diventando un punto di riferimento per la comunit\u00e0 locale. Il percorso espositivo \u00e8 organizzato secondo due linee narrative. Da un lato il ciclo delle produzioni agricole, con particolare attenzione al mais, che accompagna il visitatore attraverso strumenti e pratiche. Dall\u2019altro, la casa contadina, ricostruita attraverso ambienti, arredi e oggetti che restituiscono uno spaccato della vita quotidiana nel primo \u2019900. Non una semplice esposizione di oggetti, dunque, ma un racconto per cicli di produzioni, funzioni e relazioni. Il museo, gestito dall\u2019associazione composta da circa cinquanta di soci, \u00e8 aperto tutte le domeniche dalle 15 alle 19 e, su richiesta, durante la settimana accoglie gruppi e visitatori. Una parte importante dell\u2019attivit\u00e0 \u00e8 dedicata alle scuole: \u00abNel tempo sono passati migliaia di ragazzi\u00bb, dice Noris. Accanto alle visite guidate, il museo propone percorsi di educazione storico-ambientale che si sviluppano anche attraverso un orto didattico, dove gli studenti seguono le produzioni nelle diverse stagioni. <\/p>\n<\/div>\n<div class=\"article-body\">\n<p>\u00abIl lavoro pi\u00f9 impegnativo per\u00f2 &#8211; sottolinea Noris &#8211; \u00e8 quello legato alla programmazione culturale, che si allarga al territorio e al contesto circostante\u00bb: organizzare mostre, ricerche, incontri e attivit\u00e0 che mantengano un alto livello qualitativo, innovativo e, verrebbe da dire, insospettabile soprattutto per chi non conosce bene questa piccola realt\u00e0 di Albino. In questa direzione si inseriscono i progetti che guardano al futuro. Uno riguarda il Maglio Calvi. Di origine quattrocentesca, negli anni \u00e8 diventato uno spazio per iniziative culturali. Dopo i danni subiti con l\u2019alluvione del 1972, l\u2019antica fucina necessita di un importante intervento di recupero. La famiglia Calvi, insieme al museo, ha ora avviato il percorso per la una fondazione. Un secondo fronte riguarda Villa Birolini Regina Pacis, per la quale \u00e8 previsto un intervento del Comune di ristrutturazione e ampliamento degli spazi destinati al museo. Un\u2019occasione per ripensare anche i modelli di fruizione: \u00abStiamo lavorando su forme di musealit\u00e0 nuove, che utilizzino tecnologia, strumenti digitali e l\u2019Intelligenza artificiale\u00bb, anticipa Noris. L\u2019obiettivo \u00e8 costruire connessioni, fornire chiavi di lettura nuove, attuali.<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"article-body\" id=\"scroll2\">\n<h2 class=\"title-line\"> Per le nuove generazioni<\/h2>\n<\/div>\n<div class=\"article-body\">\n<p>Negli ultimi mesi il museo ha avviato anche un percorso di coinvolgimento delle nuove generazioni. Ai giovani \u00e8 stato proposto di utilizzare uno spazio della villa per attivit\u00e0 legate alla loro socialit\u00e0. In poco tempo una quindicina di ragazzi ha scelto di iscriversi all\u2019associazione. Un segnale significativo, un primo passo per costruire un rapporto di responsabilit\u00e0 e appartenenza. Negli anni l\u2019ente ha organizzato anche eventi dedicati alla poesia, esposizioni particolari, \u00abnotti al museo\u00bb, capaci di attirare centinaia di visitatori, oltre a collaborazioni internazionali. Esperienze diverse, unite da un\u2019idea comune: fare della memoria uno strumento vivo, \u00abcapace di andare al di l\u00e0 di forconi e rastrelli\u00bb, di interrogare il presente e immaginare il futuro.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/article>\n<p> Source URL: http:\/\/ecodibergamo.it\/stories\/premium\/volontariato\/il-museo-etnografico-della-torre-un-centro-di-produzione-culturale-o_3619799_11\/<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A Comenduno di Albino, all\u2019interno della Villa Birolini Regina Pacis, c\u2019\u00e8 un museo che nasce come raccolta di memoria contadina ma che, nel corso di oltre trent\u2019anni, si \u00e8 progressivamente trasformato in un centro di produzione culturale. 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