{"id":1538915,"date":"2026-01-08T14:02:21","date_gmt":"2026-01-08T11:02:21","guid":{"rendered":"https:\/\/analyse.optim.biz\/?p=1538915"},"modified":"2026-01-08T14:02:21","modified_gmt":"2026-01-08T11:02:21","slug":"chemioterapia-per-piu-di-4-anni-ma-il-tumore-non-cera-condannata-lazienda-ospedaliera-universitaria-di-pisa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/analyse.optim.biz\/?p=1538915","title":{"rendered":"Chemioterapia per pi\u00f9 di 4 anni, ma il tumore non c&#8217;era: condannata l\u2019Azienda ospedaliera universitaria di Pisa"},"content":{"rendered":"<div class=\"body-text\">\n<p>Anni di <strong><a href=\"http:\/\/corriereadriatico.it\/t\/chemioterapia\">chemioterapia<\/a><\/strong>, cortisone e steroidi senza che il <strong><a href=\"http:\/\/corriereadriatico.it\/t\/tumore\">tumore<\/a><\/strong> fosse mai esistito. \u00c8 quanto accaduto ad\u00a0una\u00a0donna di 47 anni, sottoposta per oltre quattro anni a cure oncologiche inutili a causa di un grave errore diagnostico. Per le conseguenze subite, la\u00a0Corte d\u2019Appello di Firenze\u00a0ha riconosciuto alla paziente un risarcimento di\u00a0467mila euro, aumentando la somma rispetto ai\u00a0295 mila euro\u00a0stabiliti in primo grado dal Tribunale di <strong><a href=\"http:\/\/corriereadriatico.it\/t\/pisa\">Pisa<\/a><\/strong> e condannando l\u2019Azienda ospedaliera universitaria pisana (Aoup).<\/p>\n<aside class=\"slider-articoli-orizzontale in-article\">\n<div class=\"testatabox default\"><span>APPROFONDIMENTI<\/span><\/div>\n<div class=\"slider-items\" data-slidestoshow=\"2\" data-slidestoscroll=\"3\" data-slidedots data-slidearrows=\"1\">\n<article class=\"col-xs html_base_bottom  salute schede \">\n<div class=\"item_content\"><span class=\"testatina testatina-articolo\"><a href=\"http:\/\/corriereadriatico.it\/salute\/schede\/glioblastoma_cos_e_tumore_cervello_sophie_kinsella_sintomi_diagnosi_cura_cosa_sappiamo_ultime_notizie-9237604.html\">LA MALATTIA<\/a><\/span><\/p>\n<figure class=\"medium\"><a href=\"http:\/\/corriereadriatico.it\/salute\/schede\/glioblastoma_cos_e_tumore_cervello_sophie_kinsella_sintomi_diagnosi_cura_cosa_sappiamo_ultime_notizie-9237604.html\" title=\"Raro tumore al cervello\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/analyse.optim.biz\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/9237604_10170239_onecms_1nqv72i1dqbdsoymbhm-1.jpg\" title=\"Raro tumore al cervello\" width=\"264\" height=\"144\"><\/a><\/p>\n<ul class=\"info-item\">\n<li class=\"has-foto ri-camera-line\"><\/ul>\n<\/figure>\n<div class=\"titolo\"><a href=\"http:\/\/corriereadriatico.it\/salute\/schede\/glioblastoma_cos_e_tumore_cervello_sophie_kinsella_sintomi_diagnosi_cura_cosa_sappiamo_ultime_notizie-9237604.html\" title=\"Raro tumore al cervello\">Raro tumore al cervello<\/a><\/div>\n<\/div>\n<\/article>\n<article class=\"col-xs html_base_bottom  italia \">\n<div class=\"item_content\"><span class=\"testatina testatina-articolo\"><a href=\"http:\/\/corriereadriatico.it\/italia\/valentina_mitri_morta_tumore_storia_social_chi_era_san_vito_al_tagliamento-9198013.html\">PORDENONE<\/a><\/span><\/p>\n<figure class=\"medium\"><a href=\"http:\/\/corriereadriatico.it\/italia\/valentina_mitri_morta_tumore_storia_social_chi_era_san_vito_al_tagliamento-9198013.html\" title=\"Morta di tumore a 40 anni\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/analyse.optim.biz\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/9198013_19073202_valentina_mitri.jpg\" title=\"Morta di tumore a 40 anni\" width=\"264\" height=\"144\"><\/a><\/figure>\n<div class=\"titolo\"><a href=\"http:\/\/corriereadriatico.it\/italia\/valentina_mitri_morta_tumore_storia_social_chi_era_san_vito_al_tagliamento-9198013.html\" title=\"Morta di tumore a 40 anni\">Morta di tumore a 40 anni<\/a><\/div>\n<\/div>\n<\/article>\n<\/div>\n<\/aside>\n<h3>La diagnosi sbagliata e le cure inutili<\/h3>\n<p>La vicenda risale al\u00a02006, quando la paziente si sottopone ad alcuni esami preliminari in vista di un intervento ortopedico. <\/p>\n<p>Gli accertamenti rivelano un\u2019anomalia nella conta dei globuli bianchi e l\u2019operazione viene rinviata. I referti vengono trasmessi all\u2019ospedale di Pisa dove, dopo una\u00a0biopsia midollare e intestinale, i medici formulano la diagnosi di\u00a0linfoma non Hodgkin.<\/p>\n<p>Sulla base di questa diagnosi, rivelatasi poi errata, la donna viene sottoposta dal\u00a0gennaio 2007 al maggio 2011\u00a0a ripetuti cicli di\u00a0chemioterapia e terapie farmacologiche invasive, nonostante l\u2019assenza di riscontri clinici certi. Solo una nuova biopsia eseguita successivamente a\u00a0Genova\u00a0esclude definitivamente la presenza del tumore.<\/p>\n<h3>Il processo civile e la consulenza tecnica<\/h3>\n<p>Dopo un tentativo di conciliazione fallito, la paziente decide di agire in sede civile contro l\u2019Aoup. L\u2019azienda sanitaria si difende sostenendo la complessit\u00e0 del quadro clinico e la correttezza delle cure adottate. Tuttavia, la\u00a0consulenza tecnica disposta dal tribunale\u00a0stabilisce che non vi fosse alcuna reale necessit\u00e0 di sottoporre la donna a terapie antitumorali, poich\u00e9 l\u2019ipotesi di linfoma non era supportata n\u00e9 dagli esami diagnostici n\u00e9 dai sintomi riferiti dalla paziente.<\/p>\n<h3>La sentenza della Corte d\u2019Appello<\/h3>\n<p>Con la sentenza definitiva, la Corte d\u2019Appello di Firenze ha riconosciuto una\u00a0invalidit\u00e0 permanente del 60%, aumentando la percentuale rispetto al 40% stabilito in primo grado, e ha valorizzato la cosiddetta\u00a0\u201cpersonalizzazione del danno\u201d. I giudici hanno infatti tenuto conto del profondo\u00a0stravolgimento della vita personale e professionale\u00a0della donna, che lavorava come assicuratrice e fu costretta a ridurre drasticamente l\u2019attivit\u00e0 lavorativa. In conseguenza delle terapie subite, le venne anche\u00a0ritirata la patente di guida, perch\u00e9 ritenuta non pi\u00f9 idonea.<\/p>\n<h3>Caso emblematico di malasanit\u00e0<\/h3>\n<p>La vicenda rappresenta uno dei casi pi\u00f9 gravi di\u00a0errore medico e malasanit\u00e0 in Toscana, con pesanti conseguenze fisiche, psicologiche ed economiche per la paziente, che ha affrontato per anni cure oncologiche inutili basate su una diagnosi mai confermata.<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"articleBody\" data-key=\"articleBody\">Anni di chemioterapia, cortisone e steroidi senza che il tumore fosse mai esistito. \u00c8 quanto accaduto ad\u00a0una\u00a0donna di 47 anni, sottoposta per oltre quattro anni a cure oncologiche inutili a causa di un grave errore diagnostico. Per le conseguenze subite, la\u00a0Corte d\u2019Appello di Firenze\u00a0ha riconosciuto alla paziente un risarcimento di\u00a0467mila euro, aumentando la somma rispetto ai\u00a0295 mila euro\u00a0stabiliti in primo grado dal Tribunale di Pisa e condannando l\u2019Azienda ospedaliera universitaria pisana (Aoup). La diagnosi sbagliata e le cure inutili La vicenda risale al\u00a02006, quando la paziente si sottopone ad alcuni esami preliminari in vista di un intervento ortopedico. Gli accertamenti rivelano un\u2019anomalia nella conta dei globuli bianchi e l\u2019operazione viene rinviata. I referti vengono trasmessi all\u2019ospedale di Pisa dove, dopo una\u00a0biopsia midollare e intestinale, i medici formulano la diagnosi di\u00a0linfoma non Hodgkin. Sulla base di questa diagnosi, rivelatasi poi errata, la donna viene sottoposta dal\u00a0gennaio 2007 al maggio 2011\u00a0a ripetuti cicli di\u00a0chemioterapia e terapie farmacologiche invasive, nonostante l\u2019assenza di riscontri clinici certi. Solo una nuova biopsia eseguita successivamente a\u00a0Genova\u00a0esclude definitivamente la presenza del tumore. Il processo civile e la consulenza tecnica Dopo un tentativo di conciliazione fallito, la paziente decide di agire in sede civile contro l\u2019Aoup. L\u2019azienda sanitaria si difende sostenendo la complessit\u00e0 del quadro clinico e la correttezza delle cure adottate. Tuttavia, la\u00a0consulenza tecnica disposta dal tribunale\u00a0stabilisce che non vi fosse alcuna reale necessit\u00e0 di sottoporre la donna a terapie antitumorali, poich\u00e9 l\u2019ipotesi di linfoma non era supportata n\u00e9 dagli esami diagnostici n\u00e9 dai sintomi riferiti dalla paziente. La sentenza della Corte d\u2019Appello Con la sentenza definitiva, la Corte d\u2019Appello di Firenze ha riconosciuto una\u00a0invalidit\u00e0 permanente del 60%, aumentando la percentuale rispetto al 40% stabilito in primo grado, e ha valorizzato la cosiddetta\u00a0\u201cpersonalizzazione del danno\u201d. I giudici hanno infatti tenuto conto del profondo\u00a0stravolgimento della vita personale e professionale\u00a0della donna, che lavorava come assicuratrice e fu costretta a ridurre drasticamente l\u2019attivit\u00e0 lavorativa. In conseguenza delle terapie subite, le venne anche\u00a0ritirata la patente di guida, perch\u00e9 ritenuta non pi\u00f9 idonea. Caso emblematico di malasanit\u00e0 La vicenda rappresenta uno dei casi pi\u00f9 gravi di\u00a0errore medico e malasanit\u00e0 in Toscana, con pesanti conseguenze fisiche, psicologiche ed economiche per la paziente, che ha affrontato per anni cure oncologiche inutili basate su una diagnosi mai confermata.<\/div>\n<p> Source URL: http:\/\/corriereadriatico.it\/salute\/storie\/chemio_senza_tumore_azienda_ospedaliera_pisa_condannata_risarcimento-9285832.html<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Anni di chemioterapia, cortisone e steroidi senza che il tumore fosse mai esistito. \u00c8 quanto accaduto ad\u00a0una\u00a0donna di 47 anni, sottoposta per oltre quattro anni a cure oncologiche inutili a causa di un grave errore diagnostico. 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