{"id":1538580,"date":"2026-01-07T14:59:41","date_gmt":"2026-01-07T11:59:41","guid":{"rendered":"https:\/\/analyse.optim.biz\/?p=1538580"},"modified":"2026-01-07T14:59:41","modified_gmt":"2026-01-07T11:59:41","slug":"calcio-colpire-la-palla-di-testa-aumenta-le-possibilita-di-sviluppare-parkinson-alzheimer-e-sclerosi-multipla-ecco-perche","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/analyse.optim.biz\/?p=1538580","title":{"rendered":"Calcio, colpire la palla di testa aumenta le possibilit\u00e0 di sviluppare Parkinson, Alzheimer e sclerosi multipla. Ecco perch\u00e9"},"content":{"rendered":"<div class=\"body-text\">\n<p>Nel gioco del calcio, il <strong>colpo di testa<\/strong> \u00e8 uno dei fondamentali, utile sia in ambito difensivo che offensivo. Tuttavia, nel corso degli anni\u00a0stanno aumentando gli studi che provano la pericolosit\u00e0 di tale pratica, poich\u00e9\u00a0la ripetizione per tutto l&#8217;arco della carriera pu\u00f2 causare <strong>danni cerebrali<\/strong> che si manifestano decenni dopo, anche sotto forma di <strong>Alzheimer, Parkinson<\/strong> e <strong>sclerosi multipla<\/strong>.<\/p>\n<aside class=\"slider-articoli-orizzontale in-article\">\n<div class=\"testatabox default\"><span>APPROFONDIMENTI<\/span><\/div>\n<div class=\"slider-items\" data-slidestoshow=\"3\" data-slidestoscroll=\"3\" data-slidedots data-slidearrows=\"1\">\n<article class=\"col-xs html_base_bottom  salute focus \">\n<div class=\"item_content\"><span class=\"testatina testatina-articolo\"><a href=\"http:\/\/corriereadriatico.it\/salute\/focus\/caffe_amaro_effetti_collaterali_insonni_accelerazione_battito_cardiaco-9283544.html\">SALUTE<\/a><\/span><\/p>\n<figure class=\"medium\"><a href=\"http:\/\/corriereadriatico.it\/salute\/focus\/caffe_amaro_effetti_collaterali_insonni_accelerazione_battito_cardiaco-9283544.html\" title=\"Gli effetti collaterali di bere caff\u00e8 amaro ogni giorno\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/analyse.optim.biz\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/9283544_08100128_caffe_amaro-1.jpg\" title=\"Gli effetti collaterali di bere caff\u00e8 amaro ogni giorno\" width=\"264\" height=\"144\"><\/a><\/p>\n<ul class=\"info-item\">\n<li class=\"has-foto ri-camera-line\"><\/ul>\n<\/figure>\n<div class=\"titolo\"><a href=\"http:\/\/corriereadriatico.it\/salute\/focus\/caffe_amaro_effetti_collaterali_insonni_accelerazione_battito_cardiaco-9283544.html\" title=\"Gli effetti collaterali di bere caff\u00e8 amaro ogni giorno\">Gli effetti collaterali di bere caff\u00e8 amaro ogni giorno<\/a><\/div>\n<\/div>\n<\/article>\n<article class=\"col-xs html_base_bottom  salute schede \">\n<div class=\"item_content\"><span class=\"testatina testatina-articolo\"><a href=\"http:\/\/corriereadriatico.it\/salute\/schede\/invecchiare_bene_segreto_over_70_micro_movimenti_20_30_minuti_cosa_serve-9280353.html\">LO STUDIO<\/a><\/span><\/p>\n<figure class=\"medium\"><a href=\"http:\/\/corriereadriatico.it\/salute\/schede\/invecchiare_bene_segreto_over_70_micro_movimenti_20_30_minuti_cosa_serve-9280353.html\" title=\"Invecchiare bene, il segreto per gli over 70\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/analyse.optim.biz\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/9280353_07170857_anziani_vecchi.jpg\" title=\"Invecchiare bene, il segreto per gli over 70\" width=\"264\" height=\"144\"><\/a><\/figure>\n<div class=\"titolo\"><a href=\"http:\/\/corriereadriatico.it\/salute\/schede\/invecchiare_bene_segreto_over_70_micro_movimenti_20_30_minuti_cosa_serve-9280353.html\" title=\"Invecchiare bene, il segreto per gli over 70\">Invecchiare bene, il segreto per gli over 70<\/a><\/div>\n<\/div>\n<\/article>\n<article class=\"col-xs html_base_bottom  salute schede \">\n<div class=\"item_content\"><span class=\"testatina testatina-articolo\"><a href=\"http:\/\/corriereadriatico.it\/salute\/schede\/una_doccia_al_giorno_fa_male_perche_dermatologa_cosa_dice_errori_da_evitare-9275391.html\">IL PARERE<\/a><\/span><\/p>\n<figure class=\"medium\"><a href=\"http:\/\/corriereadriatico.it\/salute\/schede\/una_doccia_al_giorno_fa_male_perche_dermatologa_cosa_dice_errori_da_evitare-9275391.html\" title=\"Perch\u00e9 una doccia al giorno fa male dopo i 65 anni\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/analyse.optim.biz\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/9275391_02205641_aaaxxx.jpg\" title=\"Perch\u00e9 una doccia al giorno fa male dopo i 65 anni\" width=\"264\" height=\"144\"><\/a><\/figure>\n<div class=\"titolo\"><a href=\"http:\/\/corriereadriatico.it\/salute\/schede\/una_doccia_al_giorno_fa_male_perche_dermatologa_cosa_dice_errori_da_evitare-9275391.html\" title=\"Perch\u00e9 una doccia al giorno fa male dopo i 65 anni\">Perch\u00e9 una doccia al giorno fa male dopo i 65 anni<\/a><\/div>\n<\/div>\n<\/article>\n<\/div>\n<\/aside>\n<h4>I primi riscontri: la demenza pugilistica<\/h4>\n<p>Gi\u00e0 negli anni &#8217;20 del secolo scorso, il patologo statunitense\u00a0<strong>Harrison Martland<\/strong> pubblic\u00f2 un\u00a0articolo scientifico\u00a0in cui sosteneva che\u00a0i pugili professionisti, in seguito a forti colpi alla testa, subivano quello che nel gergo del ring prendeva il nome di &#8220;<strong>ubriachezza da pugni<\/strong>&#8220;. I sintomi di questa peculiare condizione includevano un&#8217;andatura barcollante e confusione mentale.\u00a0In alcuni casi, l&#8217;ubriachezza da pugni si evolveva in <strong>demenza<\/strong>, in seguito classificata come\u00a0&#8220;<u>dementia pugilistica<\/u>&#8220;, a evidenziare la connessione tra lo sport e la patologia.<\/p>\n<p><img alt class=\"wnv-lazy\" data-src=\"https:\/\/statics.cedscdn.it\/uploads\/ckfile\/202601\/onecms_1ggnumlq849r4gy8von_07154043.jpg\"><\/p>\n<h4>L&#8217;evoluzione in altri sport: la CTE<\/h4>\n<p>Inizialmente\u00a0si pensava che il problema fosse limitato alla <strong>boxe<\/strong>, per via della sua durezza. Ma con l&#8217;avvento del nuovo secolo\u00a0questa convinzione \u00e8 cambiata. Nel 2002 infatti, il calciatore professionista <strong>Jeff Astle<\/strong>\u00a0mor\u00ec all&#8217;et\u00e0 di 59 anni\u00a0a seguito di una diagnosi di <strong>demenza precoce<\/strong>. Nello stesso anno, negli Stati Uniti, il giocatore di football americano <strong>Mike Webster<\/strong> mor\u00ec all&#8217;et\u00e0 di 50 anni dopo aver manifestato un <strong>declino cognitivo improvviso<\/strong>\u00a0e altri\u00a0sintomi simili al <strong>Parkinson<\/strong>. In entrambi i casi, l&#8217;esame del cervello dei due ex atleti mostr\u00f2 che erano morti per\u00a0<strong>encefalopatia traumatica cronica (CTE)<\/strong>\u00a0, un termine pi\u00f9 moderno che sostitu\u00ec la diagnosi di demenza pugilistica. Ma da cosa \u00e8 determinata questa particolare condizione?\u00a0\u00abLa CTE \u00e8 una forma molto specifica di patologia cerebrale <strong>degenerativa<\/strong>, osservata\u00a0solo in persone con una storia di traumi cranici o impatti alla testa\u00bb\u00a0afferma <strong>Willie Stewart<\/strong>, neuropatologo presso l&#8217;Universit\u00e0 di Glasgow.<\/p>\n<h4>La CTE: il ruolo della proteina tau<\/h4>\n<p>Il problema della CTE \u00e8 il modo per riconoscerla: si ha la certezza che un individuo l&#8217;abbia contratta solo dopo la <strong>morte <\/strong>di quest&#8217;ultimo. La malattia \u00e8 dovuta a un accumulo di <strong>tau<\/strong>,\u00a0una proteina naturale dei neuroni, estremamente utile al funzionamento del <strong>cervello<\/strong>. Tuttavia, quando la tau\u00a0subisce <strong>modifiche chimiche anomale <\/strong>sorgono dei probemi. La pi\u00f9 comune di queste complicanze \u00e8 l&#8217;<strong>accumulo<\/strong> della proteina, una condizione che prende il nome di <strong>groviglio\u00a0neurofibrillare, <\/strong>che pu\u00f2 portare alla morte delle cellule nervose, alla disfunzione neuronale e all&#8217;atrofia cerebrale progressiva. Tra le varie malattie legate all&#8217;accumuli di tau (tauopatie) vi \u00e8 anche <strong>l&#8217;Alzheimer <\/strong>e la gi\u00e0 citata CTE.<\/p>\n<h4>Il tasso di CTE nel Football americano<\/h4>\n<p>Con l&#8217;intensificarsi dei casi, dal 2008\u00a0la neurologa\u00a0Ann McKee, professoressa\u00a0presso la Boston University, invita ex atleti a partecipare a studi di ricerca per apprendere come <strong>diagnosticare <\/strong>e trattare la CTE. Stando ai dati raccolti fino al\u00a02023, McKee e colleghi\u00a0hanno analizzato\u00a0i cervelli donati di <strong>376 ex giocatori<\/strong> della National Football League (la Serie A di Football americano ndr), scoprendo che ben il <strong>91,7%<\/strong> di loro era affetto da CTE. Per sottolineare l&#8217;importanza del dato, l&#8217;incidenza di CTE nella popolazione generale\u00a0\u00e8<strong> inferiore all&#8217;1%.<\/strong>\u00a0La dottoressa McKee ha diagnosticato la CTE anche in ex giocatori di baseball, di hockey su ghiaccio e ciclisti\u00a0In tutti i casi, il denominatore comune erano i ripetuti <strong>colpi alla testa<\/strong>.\u00a0<\/p>\n<p><img alt class=\"wnv-lazy\" data-src=\"https:\/\/statics.cedscdn.it\/uploads\/ckfile\/202601\/onecms_19ng0eqpnhpt16lqx10_07154122.jpg\"><\/p>\n<p><strong>Il calcio come fattore di rischio<\/strong><\/p>\n<p>Nel 2019,\u00a0con lo studio &#8220;<u>Football&#8217;s influence on lifelong health and dementia risk<\/u>&#8220;, il neuropatologo\u00a0Willie Stewart\u00a0ha esaminato le cartelle cliniche di quasi 8.000<strong> ex calciatori professionisti<\/strong> scozzesi e le\u00a0ha\u00a0confrontate\u00a0con quelle di 23.000 membri della <strong>popolazione comune<\/strong>:\u00a0\u00ababbiamo abbinto calciatori\u00a0a persone della comunit\u00e0 nate nello stesso anno e residenti pi\u00f9 o meno nelle stesse zone. Per ogni atleta avevamo tre gruppi di controllo connessi, in modo da avere un&#8217;idea precisa di come dovrebbero essere la salute e l&#8217;invecchiamento normali\u00bb.\u00a0Lo studio ha rilevato che gli ex calciatori professionisti hanno una probabilit\u00e0 <strong>cinque volte maggiore<\/strong> di sviluppare <u>l&#8217;Alzheimer<\/u>, <strong>quattro volte maggiore<\/strong> di soffrire di <u>sclerosi multipla<\/u>,\u00a0e il <strong>doppio <\/strong>di sviluppare il morbo di <u>Parkinson<\/u> rispetto alle persone della stessa et\u00e0 nella popolazione generale. Nel complesso, gli ex calciatori professionisti hanno una probabilit\u00e0 <strong>3,5 volte maggiore<\/strong> di morire a causa di malattie neurodegenerative rispetto al previsto.\u00a0<\/p>\n<p><img alt class=\"wnv-lazy\" data-src=\"https:\/\/statics.cedscdn.it\/uploads\/ckfile\/202601\/onecms_1fsfd7gtr4v25tgvqno_1_07153852.jpg\"><\/p>\n<h4>Perch\u00e9 colpire di testa \u00e8 cos\u00ec dannoso?<\/h4>\n<p><strong>Michael Lipton<\/strong>, professore di radiologia presso il Columbia University Irving Medical Center, ha utilizzato la <strong>risonanza magnetica<\/strong> cerebrale per individuare i primi segni della condizione in giovani calciatori dilettanti.\u00a0La sua ricerca ha dimostrato che i giocatori che colpiscono la palla di testa pi\u00f9 <strong>frequentemente <\/strong>non solo ottengono punteggi peggiori nei test di apprendimento e <strong>memoria<\/strong>, ma mostrano anche chiari segni di danni nella parte del cervello nota come <strong>corteccia orbitofrontale<\/strong>, situata appena dietro la fronte.<br \/> Questa parte del cervello \u00e8 compota da <strong>materia bianca<\/strong>,\u00a0fondamentale per la comunicazione tra le diverse aree cerebrali. Per permettere la connessione fra i due emisferi e tra le diverse zone del cervello, la materia bianca si serve degli <strong>assoni<\/strong>, lunghi <strong>filamenti <\/strong>sottili che svolgono il compito di trasmettere le informazioni.\u00a0Gli assoni tuttavia sono molto <strong>vulnerabili <\/strong>alle rapide accelerazioni causate da una forza improvvisa. Il brusco cambiamento di <strong>velocit\u00e0 <\/strong>della testa durante un <strong>impatto<\/strong>\u00a0provoca il rimbalzo del cervello all&#8217;interno del <strong>cranio<\/strong>,\u00a0allungando gli assoni\u00a0e <strong>interrompendone <\/strong>la connettivit\u00e0.\u00a0<\/p>\n<p>\u00abSe pensi a un colpo di testa, l&#8217;impatto alla testa \u00e8 relativamente <strong>lieve<\/strong>: non provoca fratture, emorragie\u00a0o lesioni evidenti, ma ha il potenziale di far <strong>muovere <\/strong>il cervello all&#8217;interno della scatola cranica\u00bb, afferma Lipton.\u00a0La\u00a0forza usata per l&#8217;impatto,\u00a0fa s\u00ec che il cervello &#8220;sobbalzi&#8221;, facendo avanti e dietro.\u00a0Essendo unorgano molto morbido, quasi della consistenza di una <strong>gelatina<\/strong>, quando subisce quel tipo di trauma, si <strong>comprime<\/strong>, si torce e si <strong>deforma<\/strong>, mettendo a dura prova gli assoni.\u00a0Successive ricerche di Lipton e colleghi hanno dimostrato che \u00e8 l&#8217;<strong>esiguo<\/strong>\u00a0spazio tra\u00a0la materia bianca e quella <strong>grigia <\/strong>nella corteccia orbitofrontale a\u00a0subire i danni maggiori\u00a0in seguito ai colpi di testa.\u00a0Ci\u00f2 \u00e8 probabilmente dovuto alla differenza di <strong>densit\u00e0\u00a0 <\/strong>delle due materie\u00a0e che per questo\u00a0si muovono a velocit\u00e0 diverse quando si colpisce la palla col capo. Questo crea due forze <strong>opposte <\/strong>tra i due tipi di tessuto.\u00a0Ripetere questa azione nel tempo pu\u00f2 provocare un <strong>danneggiamento\u00a0<\/strong>ai\u00a0vasi sanguigni o innescare un processo di <strong>infiammazione <\/strong>cronica che alla fine porta alla malattia degenerativa.<\/p>\n<h4>Possibili soluzioni?<\/h4>\n<p>La tecnologia potrebbe essere d&#8217;aiuto. Ad esempio, i ricercatori della <strong>Stanford University<\/strong> in California stanno progettando caschi da football americano con ammortizzatori <strong>liquidi <\/strong>integrati, che a quanto pare\u00a0riducono l&#8217;impatto sulla testa\u00a0di circa il <strong>30%<\/strong>.<br \/> Per quanto riguarda il calcio,\u00a0<strong>ridurre <\/strong>i colpi di testa \u00e8 quasi <strong>impossibile<\/strong>, vista la loro importanza nello sport, ma\u00a0potrebbe essere importante. Nel Regno Unito, in seguito alla ricerca di Stewart, i colpi di testa sono stati <strong>eliminati <\/strong>in alcune categorie del calcio giovanile. Il suo gruppo ha anche condotto con successo una campagna per ridurre la <strong>quantit\u00e0 <\/strong>di colpi di testa utilizzati durante la settimana durante le sessioni di <strong>allenamento<\/strong>: \u00ababbiamo scoperto, parlando con ex calciatori,\u00a0che potrebbero aver colpito la palla di testa <strong>70 mila volte<\/strong> nel corso della loro carriera, ma solo un paio di migliaia di questi colpi sono avvenuti durante le partite. Pi\u00f9 del <strong>95% <\/strong>degli\u00a0impatti alla testa arriva durante gli allenamenti settimanali,\u00a0quindi bisogna sbarazzarcene il pi\u00f9 possibile\u00bb.\u00a0<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"articleBody\" data-key=\"articleBody\">Nel gioco del calcio, il colpo di testa \u00e8 uno dei fondamentali, utile sia in ambito difensivo che offensivo. Tuttavia, nel corso degli anni\u00a0stanno aumentando gli studi che provano la pericolosit\u00e0 di tale pratica, poich\u00e9\u00a0la ripetizione per tutto l&#8217;arco della carriera pu\u00f2 causare danni cerebrali che si manifestano decenni dopo, anche sotto forma di Alzheimer, Parkinson e sclerosi multipla. I primi riscontri: la demenza pugilistica Gi\u00e0 negli anni &#8217;20 del secolo scorso, il patologo statunitense\u00a0Harrison Martland pubblic\u00f2 un\u00a0articolo scientifico\u00a0in cui sosteneva che\u00a0i pugili professionisti, in seguito a forti colpi alla testa, subivano quello che nel gergo del ring prendeva il nome di &#8220;ubriachezza da pugni&#8221;. I sintomi di questa peculiare condizione includevano un&#8217;andatura barcollante e confusione mentale.\u00a0In alcuni casi, l&#8217;ubriachezza da pugni si evolveva in demenza, in seguito classificata come\u00a0&#8220;dementia pugilistica&#8221;, a evidenziare la connessione tra lo sport e la patologia. \u00a0 L&#8217;evoluzione in altri sport: la CTE Inizialmente\u00a0si pensava che il problema fosse limitato alla boxe, per via della sua durezza. Ma con l&#8217;avvento del nuovo secolo\u00a0questa convinzione \u00e8 cambiata. Nel 2002 infatti, il calciatore professionista Jeff Astle\u00a0mor\u00ec all&#8217;et\u00e0 di 59 anni\u00a0a seguito di una diagnosi di demenza precoce. Nello stesso anno, negli Stati Uniti, il giocatore di football americano Mike Webster mor\u00ec all&#8217;et\u00e0 di 50 anni dopo aver manifestato un declino cognitivo improvviso\u00a0e altri\u00a0sintomi simili al Parkinson. In entrambi i casi, l&#8217;esame del cervello dei due ex atleti mostr\u00f2 che erano morti per\u00a0encefalopatia traumatica cronica (CTE)\u00a0, un termine pi\u00f9 moderno che sostitu\u00ec la diagnosi di demenza pugilistica. Ma da cosa \u00e8 determinata questa particolare condizione?\u00a0\u00abLa CTE \u00e8 una forma molto specifica di patologia cerebrale degenerativa, osservata\u00a0solo in persone con una storia di traumi cranici o impatti alla testa\u00bb\u00a0afferma Willie Stewart, neuropatologo presso l&#8217;Universit\u00e0 di Glasgow. La CTE: il ruolo della proteina tau Il problema della CTE \u00e8 il modo per riconoscerla: si ha la certezza che un individuo l&#8217;abbia contratta solo dopo la morte di quest&#8217;ultimo. La malattia \u00e8 dovuta a un accumulo di tau,\u00a0una proteina naturale dei neuroni, estremamente utile al funzionamento del cervello. Tuttavia, quando la tau\u00a0subisce modifiche chimiche anomale sorgono dei probemi. La pi\u00f9 comune di queste complicanze \u00e8 l&#8217;accumulo della proteina, una condizione che prende il nome di groviglio\u00a0neurofibrillare, che pu\u00f2 portare alla morte delle cellule nervose, alla disfunzione neuronale e all&#8217;atrofia cerebrale progressiva. Tra le varie malattie legate all&#8217;accumuli di tau (tauopatie) vi \u00e8 anche l&#8217;Alzheimer e la gi\u00e0 citata CTE. Il tasso di CTE nel Football americano Con l&#8217;intensificarsi dei casi, dal 2008\u00a0la neurologa\u00a0Ann McKee, professoressa\u00a0presso la Boston University, invita ex atleti a partecipare a studi di ricerca per apprendere come diagnosticare e trattare la CTE. Stando ai dati raccolti fino al\u00a02023, McKee e colleghi\u00a0hanno analizzato\u00a0i cervelli donati di 376 ex giocatori della National Football League (la Serie A di Football americano ndr), scoprendo che ben il 91,7% di loro era affetto da CTE. Per sottolineare l&#8217;importanza del dato, l&#8217;incidenza di CTE nella popolazione generale\u00a0\u00e8 inferiore all&#8217;1%.\u00a0La dottoressa McKee ha diagnosticato la CTE anche in ex giocatori di baseball, di hockey su ghiaccio e ciclisti\u00a0In tutti i casi, il denominatore comune erano i ripetuti colpi alla testa.\u00a0 Il calcio come fattore di rischio Nel 2019,\u00a0con lo studio &#8220;Football&#8217;s influence on lifelong health and dementia risk&#8221;, il neuropatologo\u00a0Willie Stewart\u00a0ha esaminato le cartelle cliniche di quasi 8.000 ex calciatori professionisti scozzesi e le\u00a0ha\u00a0confrontate\u00a0con quelle di 23.000 membri della popolazione comune:\u00a0\u00ababbiamo abbinto calciatori\u00a0a persone della comunit\u00e0 nate nello stesso anno e residenti pi\u00f9 o meno nelle stesse zone. Per ogni atleta avevamo tre gruppi di controllo connessi, in modo da avere un&#8217;idea precisa di come dovrebbero essere la salute e l&#8217;invecchiamento normali\u00bb.\u00a0Lo studio ha rilevato che gli ex calciatori professionisti hanno una probabilit\u00e0 cinque volte maggiore di sviluppare l&#8217;Alzheimer, quattro volte maggiore di soffrire di sclerosi multipla,\u00a0e il doppio di sviluppare il morbo di Parkinson rispetto alle persone della stessa et\u00e0 nella popolazione generale. Nel complesso, gli ex calciatori professionisti hanno una probabilit\u00e0 3,5 volte maggiore di morire a causa di malattie neurodegenerative rispetto al previsto.\u00a0 Perch\u00e9 colpire di testa \u00e8 cos\u00ec dannoso? Michael Lipton, professore di radiologia presso il Columbia University Irving Medical Center, ha utilizzato la risonanza magnetica cerebrale per individuare i primi segni della condizione in giovani calciatori dilettanti.\u00a0La sua ricerca ha dimostrato che i giocatori che colpiscono la palla di testa pi\u00f9 frequentemente non solo ottengono punteggi peggiori nei test di apprendimento e memoria, ma mostrano anche chiari segni di danni nella parte del cervello nota come corteccia orbitofrontale, situata appena dietro la fronte. Questa parte del cervello \u00e8 compota da materia bianca,\u00a0fondamentale per la comunicazione tra le diverse aree cerebrali. Per permettere la connessione fra i due emisferi e tra le diverse zone del cervello, la materia bianca si serve degli assoni, lunghi filamenti sottili che svolgono il compito di trasmettere le informazioni.\u00a0Gli assoni tuttavia sono molto vulnerabili alle rapide accelerazioni causate da una forza improvvisa. Il brusco cambiamento di velocit\u00e0 della testa durante un impatto\u00a0provoca il rimbalzo del cervello all&#8217;interno del cranio,\u00a0allungando gli assoni\u00a0e interrompendone la connettivit\u00e0.\u00a0 \u00abSe pensi a un colpo di testa, l&#8217;impatto alla testa \u00e8 relativamente lieve: non provoca fratture, emorragie\u00a0o lesioni evidenti, ma ha il potenziale di far muovere il cervello all&#8217;interno della scatola cranica\u00bb, afferma Lipton.\u00a0La\u00a0forza usata per l&#8217;impatto,\u00a0fa s\u00ec che il cervello &#8220;sobbalzi&#8221;, facendo avanti e dietro.\u00a0Essendo unorgano molto morbido, quasi della consistenza di una gelatina, quando subisce quel tipo di trauma, si comprime, si torce e si deforma, mettendo a dura prova gli assoni.\u00a0Successive ricerche di Lipton e colleghi hanno dimostrato che \u00e8 l&#8217;esiguo\u00a0spazio tra\u00a0la materia bianca e quella grigia nella corteccia orbitofrontale a\u00a0subire i danni maggiori\u00a0in seguito ai colpi di testa.\u00a0Ci\u00f2 \u00e8 probabilmente dovuto alla differenza di densit\u00e0\u00a0 delle due materie\u00a0e che per questo\u00a0si muovono a velocit\u00e0 diverse quando si colpisce la palla col capo. Questo crea due forze opposte tra i due tipi di tessuto.\u00a0Ripetere questa azione nel tempo pu\u00f2 provocare un danneggiamento\u00a0ai\u00a0vasi sanguigni o innescare un processo di infiammazione cronica che alla fine porta alla malattia degenerativa. Possibili soluzioni? La tecnologia potrebbe essere d&#8217;aiuto. Ad esempio, i ricercatori della Stanford University in California stanno progettando caschi da football americano con ammortizzatori liquidi integrati, che a quanto pare\u00a0riducono l&#8217;impatto sulla testa\u00a0di circa il 30%. Per quanto riguarda il calcio,\u00a0ridurre i colpi di testa \u00e8 quasi impossibile, vista la loro importanza nello sport, ma\u00a0potrebbe essere importante. Nel Regno Unito, in seguito alla ricerca di Stewart, i colpi di testa sono stati eliminati in alcune categorie del calcio giovanile. Il suo gruppo ha anche condotto con successo una campagna per ridurre la quantit\u00e0 di colpi di testa utilizzati durante la settimana durante le sessioni di allenamento: \u00ababbiamo scoperto, parlando con ex calciatori,\u00a0che potrebbero aver colpito la palla di testa 70 mila volte nel corso della loro carriera, ma solo un paio di migliaia di questi colpi sono avvenuti durante le partite. Pi\u00f9 del 95% degli\u00a0impatti alla testa arriva durante gli allenamenti settimanali,\u00a0quindi bisogna sbarazzarcene il pi\u00f9 possibile\u00bb.\u00a0<\/div>\n<p> Source URL: http:\/\/corriereadriatico.it\/salute\/prevenzione\/colpi_di_testa_pericolosi_aumentano_possibilita_alzheimer_parkinson_sclerosi_multipla_lo_studio-9283735.html<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel gioco del calcio, il colpo di testa \u00e8 uno dei fondamentali, utile sia in ambito difensivo che offensivo. Tuttavia, nel corso degli anni\u00a0stanno aumentando gli studi che provano la pericolosit\u00e0 di tale pratica, poich\u00e9\u00a0la ripetizione per tutto l&#8217;arco della carriera pu\u00f2 causare danni cerebrali che si manifestano decenni dopo, anche sotto forma di Alzheimer, [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":1538581,"comment_status":"open","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[87],"tags":[161],"class_list":["post-1538580","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-italy","tag-corriereadriatico-it"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/analyse.optim.biz\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1538580","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/analyse.optim.biz\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/analyse.optim.biz\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/analyse.optim.biz\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/analyse.optim.biz\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1538580"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/analyse.optim.biz\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1538580\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/analyse.optim.biz\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/1538581"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/analyse.optim.biz\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1538580"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/analyse.optim.biz\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1538580"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/analyse.optim.biz\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1538580"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}