{"id":1528501,"date":"2026-01-20T09:07:22","date_gmt":"2026-01-20T06:07:22","guid":{"rendered":"https:\/\/analyse.optim.biz\/?p=1528501"},"modified":"2026-01-20T09:07:22","modified_gmt":"2026-01-20T06:07:22","slug":"comprare-meno-e-comprare-bene","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/analyse.optim.biz\/?p=1528501","title":{"rendered":"Comprare meno e comprare bene"},"content":{"rendered":"<article class=\"article-open\">\n<div class=\"article__head\">\n<div class=\"d-lg-flex flex-md-equal w-100 my-md-4\">\n<div class=\"mr-md-3 px-md-5 text-black overflow-hidden \">\n<div class=\"article-full-header-left d-flex flex-column h-100 px-3 mb-4\">\n<div class=\"d-flex h-100\">\n<div class=\"align-self-center w-100\">\n<div class=\"row mx-0\">\n<div class=\"col-12 fixed-col-calculated no-padding\">\n<div class=\"d-flex align-items-center justify-content-between\">\n<div class=\"d-flex align-items-center justify-content-between\">\n<h5 class=\"article__category\"><a href=\"http:\/\/ecodibergamo.it\/publisher\/EcoBergamo\/focus\/section\/\">Focus<\/a><\/h5>\n<\/div>\n<\/div>\n<h1 class=\"article__title\">\n    Sfide del tessile, comprare meno e meglio<br \/>\n<\/h1>\n<div class=\"article__entry\">\n<p class=\"mb-0\">\n            In Italia l\u201981% dei rifiuti tessili finisce in discarica o incenerito e  la raccolta indifferenziata \u00e8 ferma al 19%. L\u2019intervista a Mauro Chezzi (Confindustria Moda) sull\u2019introduzione della Responsabilit\u00e0 estesa del produttore.\n        <\/p>\n<\/div>\n<div class=\"article__contacts\">\n<div class=\"author article__author\">\n<div class=\"author_container\">\n<figure><a href=\"http:\/\/ecodibergamo.it\/account\/journalist\/federica-fumagalli_1299\/\"><img decoding=\"async\" width=\"30\" src=\"https:\/\/analyse.optim.biz\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/fotobio.png\" alt=\"Federica Fumagalli\" title=\"fotobio\"><\/a><\/figure>\n<div class=\"author__content\">\n<h5><a href=\"http:\/\/ecodibergamo.it\/account\/journalist\/federica-fumagalli_1299\/\">Federica Fumagalli<\/a><\/h5>\n<h6>\n                            Collaboratrice<br \/>\n                        <\/h6>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"socials\">\n<ul>\n<li><a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/web.whatsapp.com\/send?text=https%3A%2F%2Fwww.ecodibergamo.it%2Fstories%2FEcoBergamo%2Ffocus%2Fepr-tessile-o_3598700_11%2F\" data-text=\"Sfide del tessile, comprare meno e meglio\" data-href=\"https%3A%2F%2Fwww.ecodibergamo.it%2Fstories%2FEcoBergamo%2Ffocus%2Fepr-tessile-o_3598700_11%2F\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/analyse.optim.biz\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/ico-whatsapp-302.svg\" alt=\"Whatsapp icon\" title=\"ico-whatsapp-302\"><\/a><\/li>\n<li><a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/www.facebook.com\/sharer\/sharer.php?u=https%3A%2F%2Fwww.ecodibergamo.it%2Fstories%2FEcoBergamo%2Ffocus%2Fepr-tessile-o_3598700_11%2F\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/analyse.optim.biz\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/ico-facebook-302.svg\" alt=\"Facebook icon\" title=\"ico-facebook-302\"><\/a><\/li>\n<li><a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/twitter.com\/intent\/tweet?url=https%3A%2F%2Fwww.ecodibergamo.it%2Fstories%2FEcoBergamo%2Ffocus%2Fepr-tessile-o_3598700_11%2F&amp;text=Sfide%20del%20tessile,%20comprare%20meno%20e%20meglio\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/analyse.optim.biz\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/ico-x-302.svg\" alt=\"Twitter icon\" title=\"ico-x-302\"><\/a><\/li>\n<li><a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/www.linkedin.com\/shareArticle?mini=true&amp;url=https%3A%2F%2Fwww.ecodibergamo.it%2Fstories%2FEcoBergamo%2Ffocus%2Fepr-tessile-o_3598700_11%2F\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/analyse.optim.biz\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/ico-linkedin-302.svg\" alt=\"Linkedin icon\" title=\"ico-linkedin-302\"><\/a><\/li>\n<li><a class=\"bookmark_3598700\" name=\"btn_bookmark\" data-content_type_id=\"11\" data-story_id=\"3598700\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/analyse.optim.biz\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/icon-save-282.svg\" title=\"icon-save-282\"><\/a><\/li>\n<li><a href=\"http:\/\/ecodibergamo.it\/stories\/EcoBergamo\/focus\/epr-tessile-o_3598700_11\/\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/analyse.optim.biz\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/ico-printer-302.svg\" title=\"ico-printer-302\"><\/a><\/li>\n<\/ul>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"story\">\n<div class=\"article-body\">\n<p class=\"pinza\">L\u2019industria tessile rappresenta il quarto settore produttivo in Europa per impatti negativi sull\u2019ambiente e sui cambiamenti climatici e il terzo per il consumo di acqua. Secondo i dati dell\u2019Agenzia europea per l\u2019ambiente (Eea), produce il 10% delle emissioni globali di CO2 e 92 milioni di tonnellate di rifiuti l\u2019anno, di cui meno dell\u20191% viene avviato a riciclo. Secondo le stime della Commissione europea ogni anno circa<strong class=\"gsto\"> 6 milioni di tonnellate di abiti finiscono in discarica<\/strong>, l\u2019equivalente di 11,3 chili per persona. Per invertire la rotta servono delle misure stringenti: infatti, il quadro europeo \u00e8 in evoluzione. In particolare le novit\u00e0 attese riguardano il quadro<a href=\"https:\/\/eur-lex.europa.eu\/IT\/legal-content\/summary\/eu-waste-management-law.html\" rel=\"nofollow\" target=\"_blank\"> direttiva europea sui rifiuti <\/a>(2018\/851) che ha imposto l\u2019obbligo di istituire sistemi di raccolta differenziata. L\u2019Italia ha anticipato l\u2019entrata in vigore dell\u2019obbligo e ha introdotto la raccolta differenziata a gennaio 2022. Manca per\u00f2 una parte per completare tutte le misure tra cui la <strong class=\"gsto\">Responsabilit\u00e0 estesa del produttore <\/strong>(Epr) che in Italia imporr\u00e0, dal primo trimestre 2026 ai marchi del settore tessile di farsi carico dell\u2019intero ciclo di vita dei prodotti che immettono sul mercato. Un secondo strumento che dar\u00e0 la possibilit\u00e0 di valorizzare la filiera \u00e8 il Passaporto digitale di prodotto (Ddp) che sar\u00e0 introdotto a partire dal 2027. Le novit\u00e0 in ottica di migliorare l\u2019economia circolare nel tessile rappresentano delle sfide per l\u2019imprenditoria italiana costellata da Pmi. I consorzi dovranno accompagnare le imprese e il consumatore a diventare pi\u00f9 consapevole. <\/p>\n<\/div>\n<div class=\"article-body\" id=\"scroll1\">\n<h2> L\u2019intervento di Confindustria Moda<\/h2>\n<\/div>\n<div class=\"article-body\">\n<p id=\"U1111115945881T7t1L\">\u00abIn Italia la raccolta differenziata dei rifiuti tessili \u00e8 intorno al 19%, un valore <\/p>\n<\/div>\n<div class=\"article-body\">\n<div class=\"float-img-article-cont left\">\n<figure class=\"zoom-gallery new libera left\"><a data-title=\"Mauro Chezzi\" href=\"https:\/\/storage.ecodibergamo.it\/media\/photologue\/2026\/1\/20\/photos\/sfide-del-tessile-comprare-meno-e-meglio_774f4fac-f5e1-11f0-b593-4f931ef7ba42_1920_2886.jpg\" title=\"Mauro Chezzi\"><img decoding=\"async\" alt=\"Mauro Chezzi\" class=\"lozad\" src=\"https:\/\/analyse.optim.biz\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/sfide-del-tessile-comprare-meno-e-meglio_774f4fac-f5e1-11f0-b593-4f931ef7ba42_1920_2886_v3_medium_libera.jpg\" title=\"Mauro Chezzi\" width=\"100%\"><\/a><figcaption>\n        Mauro Chezzi<\/p>\n<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n<p id=\"U1111464668601nq\">leggermente inferiore alla media Ue del 22%\u00bb. Lo ha detto il direttore del Centro nazionale rifiuti e economia circolare dell\u2019Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra), <strong class=\"gsto\">Massimiliano Lanz<\/strong>, intervenuto in Commissione ambiente della Camera. Il nostro paese non mostra percentuali promettenti. <strong class=\"gsto\">I rifiuti tessili che finiscono in discarica o inceneriti sono il 78% a livello europeo e l\u201981% in Italia<\/strong>. Nel 2023 c\u2019\u00e8 stato un leggero incremento (7,1% in pi\u00f9 rispetto al 2022) dei rifiuti tessili avviati a raccolta differenziata, 172mila tonnellate. Il quadro presentato dal ricercatore di Ispra contestualizza il tema della responsabilit\u00e0 estesa del produttore (Epr) nella gestione dei rifiuti nel settore tessile, che dal primo trimestre dell\u2019anno prossimo sar\u00e0 introdotta in Italia. Ne abbiamo parlato con <strong class=\"nero\">Mauro Chezzi<\/strong>, vicedirettore di Confindustria moda, gi\u00e0 Sistema Moda Italia, e referente associativo del Consorzio retex.green. \u00abLa direttiva consentirebbe alla nostra filiera di fare un salto in avanti in tema di circolarit\u00e0, in sinergia con altre direttive che l\u2019Ue ha approvato e verranno gradualmente implementate, quella sull\u2019 ecodesign e il passaporto digitale di prodotto (Dpp)\u00bb, commenta Chezzi. L\u2019Epr si applicher\u00e0 a quattro categorie merceologiche: <strong class=\"gsto\">abbigliamento, calzature, pelletteria e tessile per la casa<\/strong>. Il termine \u00abproduttore\u00bb va inteso per\u00f2 in senso ampio: \u00abGli effetti della normativa ricadranno sia sulle aziende che vendono sul mercato italiano un prodotto a marchio proprio, sia sulle imprese, magari estere, importatrici di un brand non di loro propriet\u00e0, che per\u00f2 immettono sul mercato nazionale\u00bb, spiega Chezzi.<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"article-body\" id=\"scroll2\">\n<h2> Il ruolo dei consorzi<\/h2>\n<\/div>\n<div class=\"article-body\">\n<p id=\"U1111115945881T7t1J\">Dal punto di vista operativo ad occuparsi della gestione dei rifiuti tessili saranno i consorzi ai quali le aziende avranno l\u2019obbligo di aderire e pagare un <strong class=\"gsto\">eco contributo<\/strong>, che tiene conto di diversi criteri di sostenibilit\u00e0, tra cui anche il peso dalla merce. \u00abL\u2019eco contributo \u00e8 la prima modalit\u00e0 con cui vengono raccolte le risorse finanziarie per la gestione dei rifiuti \u2013 riferisce il vicedirettore di Confindustria Moda -, che segue la raccolta differenziata, la preparazione al riutilizzo o il riciclo vero e proprio fino a che il rifiuto tessile non diventa materia prima seconda. Nel caso in cui il riciclo non \u00e8 possibile la discarica non \u00e8 pi\u00f9 contemplata, ma viene gestito con la termovalorizzazione da cui si ottiene un recupero energetico\u00bb. Questo per\u00f2 non \u00e8 l\u2019unico impatto della normativa: \u00abCi sar\u00e0 un effetto indiretto sull\u2019intera filiera manifatturiera perch\u00e9 l\u2019eco-contributo \u00e8 eco-modulato, vuol dire che il rifiuto tessile dovr\u00e0 avere un grado di sostenibilit\u00e0 elevato e terr\u00e0 conto della <strong class=\"gsto\">durabilit\u00e0<\/strong>, della <strong class=\"gsto\">riparabilit\u00e0<\/strong>, della<strong class=\"gsto\"> riciclabilit\u00e0<\/strong>, del contenuto di materia derivante da riciclo e delle fibre riciclate nel prodotto. \u00abAbbiamo chiesto per l\u2019eco-modulazione di fare riferimento alla definizione del regolamento ecodesign sulla sostenibilit\u00e0 dei prodotti, perch\u00e9 \u00e8 oggettiva e non lascia spazio a greenwashing. Inoltre, riferendosi a un\u2019unica fonte normativa permette di armonizzare tutto il sistema dell\u2019eco-mudulazione anche in altri stati europei\u00bb. Sul contrasto all\u2019ultra fast-fashion l\u2019Epr \u00e8 solo una parte di una strategia che deve essere molto pi\u00f9 ampia: \u00abL\u2019Epr garantisce che piattaforme ed e-commerce che immettono sul mercato nazionale non sfuggano dall\u2019obbligo di iscrizione ad un consorzio e al pagamento dell\u2019eco-contributo\u00bb. Questo non sar\u00e0 sufficiente a fermare \u00abpratiche commerciali tossiche che spingono il consumatore ad un over-consumo: impulsivo, emotivo e bulimico\u00bb, precisa Chezzi. La grande sfida che introduce l\u2019Epr \u00e8 esplorare nuove modalit\u00e0 di riciclo, in particolare quello chimico. \u00abOra il riciclo che facciamo \u00e8 quello meccanico ma \u00e8 una tecnologia matura. La vera sfida \u00e8 riciclare capi e tessuti composti da diverse tipologie di fibre, che sono quelli oggi pi\u00f9 presenti nel mercato\u00bb.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"article-body\">\n<p class=\"articolo-riservato\">\n                                \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA\n                            <\/p>\n<\/div>\n<div class=\"article-body\">\n<div class=\"tags-cont\"><a href=\"http:\/\/ecodibergamo.it\/stories\/local\/mondo\/europa\/1\/\"><\/p>\n<div class=\"tag-item\">Europa<\/div>\n<p><\/a><a href=\"http:\/\/ecodibergamo.it\/stories\/local\/mondo\/italia\/1\/\"><\/p>\n<div class=\"tag-item\">italia<\/div>\n<p><\/a><a href=\"http:\/\/ecodibergamo.it\/classification\/argomento\/ambiente_256_855\/\"><\/p>\n<div class=\"tag-item\">Ambiente<\/div>\n<p><\/a><a href=\"http:\/\/ecodibergamo.it\/classification\/argomento\/rifiuti_457_855\/\"><\/p>\n<div class=\"tag-item\">Rifiuti<\/div>\n<p><\/a><a href=\"http:\/\/ecodibergamo.it\/classification\/argomento\/industria-trasformazione_183_855\/\"><\/p>\n<div class=\"tag-item\">Industria Trasformazione<\/div>\n<p><\/a><a href=\"http:\/\/ecodibergamo.it\/classification\/argomento\/politica_1_855\/\"><\/p>\n<div class=\"tag-item\">Politica<\/div>\n<p><\/a><a href=\"http:\/\/ecodibergamo.it\/classification\/person\/massimiliano-lanz_476192_854\/\"><\/p>\n<div class=\"tag-item\">Massimiliano Lanz<\/div>\n<p><\/a><a href=\"http:\/\/ecodibergamo.it\/classification\/person\/mauro-chezzi_132144_854\/\"><\/p>\n<div class=\"tag-item\">Mauro Chezzi<\/div>\n<p><\/a><a href=\"http:\/\/ecodibergamo.it\/classification\/organization\/agenzia-europea-per-lambiente_10207_856\/\"><\/p>\n<div class=\"tag-item\">agenzia europea per l&#8217;ambiente<\/div>\n<p><\/a><a href=\"http:\/\/ecodibergamo.it\/classification\/organization\/eea_168281_856\/\"><\/p>\n<div class=\"tag-item\">Eea<\/div>\n<p><\/a><a href=\"http:\/\/ecodibergamo.it\/classification\/organization\/commissione-europea_141110_856\/\"><\/p>\n<div class=\"tag-item\">Commissione europea<\/div>\n<p><\/a><a href=\"http:\/\/ecodibergamo.it\/classification\/organization\/ispra_8792_856\/\"><\/p>\n<div class=\"tag-item\">Ispra<\/div>\n<p><\/a><a href=\"http:\/\/ecodibergamo.it\/classification\/organization\/confindustria-moda_40762_856\/\"><\/p>\n<div class=\"tag-item\">Confindustria Moda<\/div>\n<p><\/a><a href=\"http:\/\/ecodibergamo.it\/classification\/organization\/sistema-moda-italia_53812_856\/\"><\/p>\n<div class=\"tag-item\">Sistema moda Italia<\/div>\n<p><\/a><\/div>\n<\/div>\n<\/article>\n<div class=\"story\">\n<div class=\"article-body\">\n<p class=\"pinza\">L\u2019industria tessile rappresenta il quarto settore produttivo in Europa per impatti negativi sull\u2019ambiente e sui cambiamenti climatici e il terzo per il consumo di acqua. Secondo i dati dell\u2019Agenzia europea per l\u2019ambiente (Eea), produce il 10% delle emissioni globali di CO2 e 92 milioni di tonnellate di rifiuti l\u2019anno, di cui meno dell\u20191% viene avviato a riciclo. Secondo le stime della Commissione europea ogni anno circa<strong class=\"gsto\"> 6 milioni di tonnellate di abiti finiscono in discarica<\/strong>, l\u2019equivalente di 11,3 chili per persona. Per invertire la rotta servono delle misure stringenti: infatti, il quadro europeo \u00e8 in evoluzione. In particolare le novit\u00e0 attese riguardano il quadro<a href=\"https:\/\/eur-lex.europa.eu\/IT\/legal-content\/summary\/eu-waste-management-law.html\" rel=\"nofollow\" target=\"_blank\"> direttiva europea sui rifiuti <\/a>(2018\/851) che ha imposto l\u2019obbligo di istituire sistemi di raccolta differenziata. L\u2019Italia ha anticipato l\u2019entrata in vigore dell\u2019obbligo e ha introdotto la raccolta differenziata a gennaio 2022. Manca per\u00f2 una parte per completare tutte le misure tra cui la <strong class=\"gsto\">Responsabilit\u00e0 estesa del produttore <\/strong>(Epr) che in Italia imporr\u00e0, dal primo trimestre 2026 ai marchi del settore tessile di farsi carico dell\u2019intero ciclo di vita dei prodotti che immettono sul mercato. Un secondo strumento che dar\u00e0 la possibilit\u00e0 di valorizzare la filiera \u00e8 il Passaporto digitale di prodotto (Ddp) che sar\u00e0 introdotto a partire dal 2027. Le novit\u00e0 in ottica di migliorare l\u2019economia circolare nel tessile rappresentano delle sfide per l\u2019imprenditoria italiana costellata da Pmi. I consorzi dovranno accompagnare le imprese e il consumatore a diventare pi\u00f9 consapevole. <\/p>\n<\/div>\n<div class=\"article-body\" id=\"scroll1\">\n<h2> L\u2019intervento di Confindustria Moda<\/h2>\n<\/div>\n<div class=\"article-body\">\n<p id=\"U1111115945881T7t1L\">\u00abIn Italia la raccolta differenziata dei rifiuti tessili \u00e8 intorno al 19%, un valore <\/p>\n<\/div>\n<div class=\"article-body\">\n<div class=\"float-img-article-cont left\">\n<figure class=\"zoom-gallery new libera left\"><a data-title=\"Mauro Chezzi\" href=\"https:\/\/storage.ecodibergamo.it\/media\/photologue\/2026\/1\/20\/photos\/sfide-del-tessile-comprare-meno-e-meglio_774f4fac-f5e1-11f0-b593-4f931ef7ba42_1920_2886.jpg\" title=\"Mauro Chezzi\"><img decoding=\"async\" alt=\"Mauro Chezzi\" class=\"lozad\" src=\"https:\/\/analyse.optim.biz\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/sfide-del-tessile-comprare-meno-e-meglio_774f4fac-f5e1-11f0-b593-4f931ef7ba42_1920_2886_v3_medium_libera.jpg\" title=\"Mauro Chezzi\" width=\"100%\"><\/a><figcaption>\n        Mauro Chezzi<\/p>\n<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n<p id=\"U1111464668601nq\">leggermente inferiore alla media Ue del 22%\u00bb. Lo ha detto il direttore del Centro nazionale rifiuti e economia circolare dell\u2019Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra), <strong class=\"gsto\">Massimiliano Lanz<\/strong>, intervenuto in Commissione ambiente della Camera. Il nostro paese non mostra percentuali promettenti. <strong class=\"gsto\">I rifiuti tessili che finiscono in discarica o inceneriti sono il 78% a livello europeo e l\u201981% in Italia<\/strong>. Nel 2023 c\u2019\u00e8 stato un leggero incremento (7,1% in pi\u00f9 rispetto al 2022) dei rifiuti tessili avviati a raccolta differenziata, 172mila tonnellate. Il quadro presentato dal ricercatore di Ispra contestualizza il tema della responsabilit\u00e0 estesa del produttore (Epr) nella gestione dei rifiuti nel settore tessile, che dal primo trimestre dell\u2019anno prossimo sar\u00e0 introdotta in Italia. Ne abbiamo parlato con <strong class=\"nero\">Mauro Chezzi<\/strong>, vicedirettore di Confindustria moda, gi\u00e0 Sistema Moda Italia, e referente associativo del Consorzio retex.green. \u00abLa direttiva consentirebbe alla nostra filiera di fare un salto in avanti in tema di circolarit\u00e0, in sinergia con altre direttive che l\u2019Ue ha approvato e verranno gradualmente implementate, quella sull\u2019 ecodesign e il passaporto digitale di prodotto (Dpp)\u00bb, commenta Chezzi. L\u2019Epr si applicher\u00e0 a quattro categorie merceologiche: <strong class=\"gsto\">abbigliamento, calzature, pelletteria e tessile per la casa<\/strong>. Il termine \u00abproduttore\u00bb va inteso per\u00f2 in senso ampio: \u00abGli effetti della normativa ricadranno sia sulle aziende che vendono sul mercato italiano un prodotto a marchio proprio, sia sulle imprese, magari estere, importatrici di un brand non di loro propriet\u00e0, che per\u00f2 immettono sul mercato nazionale\u00bb, spiega Chezzi.<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"article-body\" id=\"scroll2\">\n<h2> Il ruolo dei consorzi<\/h2>\n<\/div>\n<div class=\"article-body\">\n<p id=\"U1111115945881T7t1J\">Dal punto di vista operativo ad occuparsi della gestione dei rifiuti tessili saranno i consorzi ai quali le aziende avranno l\u2019obbligo di aderire e pagare un <strong class=\"gsto\">eco contributo<\/strong>, che tiene conto di diversi criteri di sostenibilit\u00e0, tra cui anche il peso dalla merce. \u00abL\u2019eco contributo \u00e8 la prima modalit\u00e0 con cui vengono raccolte le risorse finanziarie per la gestione dei rifiuti \u2013 riferisce il vicedirettore di Confindustria Moda -, che segue la raccolta differenziata, la preparazione al riutilizzo o il riciclo vero e proprio fino a che il rifiuto tessile non diventa materia prima seconda. Nel caso in cui il riciclo non \u00e8 possibile la discarica non \u00e8 pi\u00f9 contemplata, ma viene gestito con la termovalorizzazione da cui si ottiene un recupero energetico\u00bb. Questo per\u00f2 non \u00e8 l\u2019unico impatto della normativa: \u00abCi sar\u00e0 un effetto indiretto sull\u2019intera filiera manifatturiera perch\u00e9 l\u2019eco-contributo \u00e8 eco-modulato, vuol dire che il rifiuto tessile dovr\u00e0 avere un grado di sostenibilit\u00e0 elevato e terr\u00e0 conto della <strong class=\"gsto\">durabilit\u00e0<\/strong>, della <strong class=\"gsto\">riparabilit\u00e0<\/strong>, della<strong class=\"gsto\"> riciclabilit\u00e0<\/strong>, del contenuto di materia derivante da riciclo e delle fibre riciclate nel prodotto. \u00abAbbiamo chiesto per l\u2019eco-modulazione di fare riferimento alla definizione del regolamento ecodesign sulla sostenibilit\u00e0 dei prodotti, perch\u00e9 \u00e8 oggettiva e non lascia spazio a greenwashing. Inoltre, riferendosi a un\u2019unica fonte normativa permette di armonizzare tutto il sistema dell\u2019eco-mudulazione anche in altri stati europei\u00bb. Sul contrasto all\u2019ultra fast-fashion l\u2019Epr \u00e8 solo una parte di una strategia che deve essere molto pi\u00f9 ampia: \u00abL\u2019Epr garantisce che piattaforme ed e-commerce che immettono sul mercato nazionale non sfuggano dall\u2019obbligo di iscrizione ad un consorzio e al pagamento dell\u2019eco-contributo\u00bb. Questo non sar\u00e0 sufficiente a fermare \u00abpratiche commerciali tossiche che spingono il consumatore ad un over-consumo: impulsivo, emotivo e bulimico\u00bb, precisa Chezzi. La grande sfida che introduce l\u2019Epr \u00e8 esplorare nuove modalit\u00e0 di riciclo, in particolare quello chimico. \u00abOra il riciclo che facciamo \u00e8 quello meccanico ma \u00e8 una tecnologia matura. La vera sfida \u00e8 riciclare capi e tessuti composti da diverse tipologie di fibre, che sono quelli oggi pi\u00f9 presenti nel mercato\u00bb.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"article-body\">\n<p class=\"pinza\">L\u2019industria tessile rappresenta il quarto settore produttivo in Europa per impatti negativi sull\u2019ambiente e sui cambiamenti climatici e il terzo per il consumo di acqua. Secondo i dati dell\u2019Agenzia europea per l\u2019ambiente (Eea), produce il 10% delle emissioni globali di CO2 e 92 milioni di tonnellate di rifiuti l\u2019anno, di cui meno dell\u20191% viene avviato a riciclo. Secondo le stime della Commissione europea ogni anno circa<strong class=\"gsto\"> 6 milioni di tonnellate di abiti finiscono in discarica<\/strong>, l\u2019equivalente di 11,3 chili per persona. Per invertire la rotta servono delle misure stringenti: infatti, il quadro europeo \u00e8 in evoluzione. In particolare le novit\u00e0 attese riguardano il quadro<a href=\"https:\/\/eur-lex.europa.eu\/IT\/legal-content\/summary\/eu-waste-management-law.html\" rel=\"nofollow\" target=\"_blank\"> direttiva europea sui rifiuti <\/a>(2018\/851) che ha imposto l\u2019obbligo di istituire sistemi di raccolta differenziata. L\u2019Italia ha anticipato l\u2019entrata in vigore dell\u2019obbligo e ha introdotto la raccolta differenziata a gennaio 2022. Manca per\u00f2 una parte per completare tutte le misure tra cui la <strong class=\"gsto\">Responsabilit\u00e0 estesa del produttore <\/strong>(Epr) che in Italia imporr\u00e0, dal primo trimestre 2026 ai marchi del settore tessile di farsi carico dell\u2019intero ciclo di vita dei prodotti che immettono sul mercato. Un secondo strumento che dar\u00e0 la possibilit\u00e0 di valorizzare la filiera \u00e8 il Passaporto digitale di prodotto (Ddp) che sar\u00e0 introdotto a partire dal 2027. Le novit\u00e0 in ottica di migliorare l\u2019economia circolare nel tessile rappresentano delle sfide per l\u2019imprenditoria italiana costellata da Pmi. I consorzi dovranno accompagnare le imprese e il consumatore a diventare pi\u00f9 consapevole. <\/p>\n<\/div>\n<div class=\"article-body\" id=\"scroll1\">\n<h2> L\u2019intervento di Confindustria Moda<\/h2>\n<\/div>\n<div class=\"article-body\">\n<p id=\"U1111115945881T7t1L\">\u00abIn Italia la raccolta differenziata dei rifiuti tessili \u00e8 intorno al 19%, un valore <\/p>\n<\/div>\n<div class=\"article-body\">\n<div class=\"float-img-article-cont left\">\n<figure class=\"zoom-gallery new libera left\"><a data-title=\"Mauro Chezzi\" href=\"https:\/\/storage.ecodibergamo.it\/media\/photologue\/2026\/1\/20\/photos\/sfide-del-tessile-comprare-meno-e-meglio_774f4fac-f5e1-11f0-b593-4f931ef7ba42_1920_2886.jpg\" title=\"Mauro Chezzi\"><img decoding=\"async\" alt=\"Mauro Chezzi\" class=\"lozad\" src=\"https:\/\/analyse.optim.biz\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/sfide-del-tessile-comprare-meno-e-meglio_774f4fac-f5e1-11f0-b593-4f931ef7ba42_1920_2886_v3_medium_libera.jpg\" title=\"Mauro Chezzi\" width=\"100%\"><\/a><figcaption>\n        Mauro Chezzi<\/p>\n<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n<p id=\"U1111464668601nq\">leggermente inferiore alla media Ue del 22%\u00bb. Lo ha detto il direttore del Centro nazionale rifiuti e economia circolare dell\u2019Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra), <strong class=\"gsto\">Massimiliano Lanz<\/strong>, intervenuto in Commissione ambiente della Camera. Il nostro paese non mostra percentuali promettenti. <strong class=\"gsto\">I rifiuti tessili che finiscono in discarica o inceneriti sono il 78% a livello europeo e l\u201981% in Italia<\/strong>. Nel 2023 c\u2019\u00e8 stato un leggero incremento (7,1% in pi\u00f9 rispetto al 2022) dei rifiuti tessili avviati a raccolta differenziata, 172mila tonnellate. Il quadro presentato dal ricercatore di Ispra contestualizza il tema della responsabilit\u00e0 estesa del produttore (Epr) nella gestione dei rifiuti nel settore tessile, che dal primo trimestre dell\u2019anno prossimo sar\u00e0 introdotta in Italia. Ne abbiamo parlato con <strong class=\"nero\">Mauro Chezzi<\/strong>, vicedirettore di Confindustria moda, gi\u00e0 Sistema Moda Italia, e referente associativo del Consorzio retex.green. \u00abLa direttiva consentirebbe alla nostra filiera di fare un salto in avanti in tema di circolarit\u00e0, in sinergia con altre direttive che l\u2019Ue ha approvato e verranno gradualmente implementate, quella sull\u2019 ecodesign e il passaporto digitale di prodotto (Dpp)\u00bb, commenta Chezzi. L\u2019Epr si applicher\u00e0 a quattro categorie merceologiche: <strong class=\"gsto\">abbigliamento, calzature, pelletteria e tessile per la casa<\/strong>. Il termine \u00abproduttore\u00bb va inteso per\u00f2 in senso ampio: \u00abGli effetti della normativa ricadranno sia sulle aziende che vendono sul mercato italiano un prodotto a marchio proprio, sia sulle imprese, magari estere, importatrici di un brand non di loro propriet\u00e0, che per\u00f2 immettono sul mercato nazionale\u00bb, spiega Chezzi.<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"article-body\" id=\"scroll2\">\n<h2> Il ruolo dei consorzi<\/h2>\n<\/div>\n<div class=\"article-body\">\n<p id=\"U1111115945881T7t1J\">Dal punto di vista operativo ad occuparsi della gestione dei rifiuti tessili saranno i consorzi ai quali le aziende avranno l\u2019obbligo di aderire e pagare un <strong class=\"gsto\">eco contributo<\/strong>, che tiene conto di diversi criteri di sostenibilit\u00e0, tra cui anche il peso dalla merce. \u00abL\u2019eco contributo \u00e8 la prima modalit\u00e0 con cui vengono raccolte le risorse finanziarie per la gestione dei rifiuti \u2013 riferisce il vicedirettore di Confindustria Moda -, che segue la raccolta differenziata, la preparazione al riutilizzo o il riciclo vero e proprio fino a che il rifiuto tessile non diventa materia prima seconda. Nel caso in cui il riciclo non \u00e8 possibile la discarica non \u00e8 pi\u00f9 contemplata, ma viene gestito con la termovalorizzazione da cui si ottiene un recupero energetico\u00bb. Questo per\u00f2 non \u00e8 l\u2019unico impatto della normativa: \u00abCi sar\u00e0 un effetto indiretto sull\u2019intera filiera manifatturiera perch\u00e9 l\u2019eco-contributo \u00e8 eco-modulato, vuol dire che il rifiuto tessile dovr\u00e0 avere un grado di sostenibilit\u00e0 elevato e terr\u00e0 conto della <strong class=\"gsto\">durabilit\u00e0<\/strong>, della <strong class=\"gsto\">riparabilit\u00e0<\/strong>, della<strong class=\"gsto\"> riciclabilit\u00e0<\/strong>, del contenuto di materia derivante da riciclo e delle fibre riciclate nel prodotto. \u00abAbbiamo chiesto per l\u2019eco-modulazione di fare riferimento alla definizione del regolamento ecodesign sulla sostenibilit\u00e0 dei prodotti, perch\u00e9 \u00e8 oggettiva e non lascia spazio a greenwashing. Inoltre, riferendosi a un\u2019unica fonte normativa permette di armonizzare tutto il sistema dell\u2019eco-mudulazione anche in altri stati europei\u00bb. Sul contrasto all\u2019ultra fast-fashion l\u2019Epr \u00e8 solo una parte di una strategia che deve essere molto pi\u00f9 ampia: \u00abL\u2019Epr garantisce che piattaforme ed e-commerce che immettono sul mercato nazionale non sfuggano dall\u2019obbligo di iscrizione ad un consorzio e al pagamento dell\u2019eco-contributo\u00bb. Questo non sar\u00e0 sufficiente a fermare \u00abpratiche commerciali tossiche che spingono il consumatore ad un over-consumo: impulsivo, emotivo e bulimico\u00bb, precisa Chezzi. La grande sfida che introduce l\u2019Epr \u00e8 esplorare nuove modalit\u00e0 di riciclo, in particolare quello chimico. \u00abOra il riciclo che facciamo \u00e8 quello meccanico ma \u00e8 una tecnologia matura. La vera sfida \u00e8 riciclare capi e tessuti composti da diverse tipologie di fibre, che sono quelli oggi pi\u00f9 presenti nel mercato\u00bb.<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"article-body\">\n<p class=\"articolo-riservato\">\n                                \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA\n                            <\/p>\n<\/div>\n<div class=\"article-body\">\n<div class=\"tags-cont\"><a href=\"http:\/\/ecodibergamo.it\/stories\/local\/mondo\/europa\/1\/\"><\/p>\n<div class=\"tag-item\">Europa<\/div>\n<p><\/a><a href=\"http:\/\/ecodibergamo.it\/stories\/local\/mondo\/italia\/1\/\"><\/p>\n<div class=\"tag-item\">italia<\/div>\n<p><\/a><a href=\"http:\/\/ecodibergamo.it\/classification\/argomento\/ambiente_256_855\/\"><\/p>\n<div class=\"tag-item\">Ambiente<\/div>\n<p><\/a><a href=\"http:\/\/ecodibergamo.it\/classification\/argomento\/rifiuti_457_855\/\"><\/p>\n<div class=\"tag-item\">Rifiuti<\/div>\n<p><\/a><a href=\"http:\/\/ecodibergamo.it\/classification\/argomento\/industria-trasformazione_183_855\/\"><\/p>\n<div class=\"tag-item\">Industria Trasformazione<\/div>\n<p><\/a><a href=\"http:\/\/ecodibergamo.it\/classification\/argomento\/politica_1_855\/\"><\/p>\n<div class=\"tag-item\">Politica<\/div>\n<p><\/a><a href=\"http:\/\/ecodibergamo.it\/classification\/person\/massimiliano-lanz_476192_854\/\"><\/p>\n<div class=\"tag-item\">Massimiliano Lanz<\/div>\n<p><\/a><a href=\"http:\/\/ecodibergamo.it\/classification\/person\/mauro-chezzi_132144_854\/\"><\/p>\n<div class=\"tag-item\">Mauro Chezzi<\/div>\n<p><\/a><a href=\"http:\/\/ecodibergamo.it\/classification\/organization\/agenzia-europea-per-lambiente_10207_856\/\"><\/p>\n<div class=\"tag-item\">agenzia europea per l&#8217;ambiente<\/div>\n<p><\/a><a href=\"http:\/\/ecodibergamo.it\/classification\/organization\/eea_168281_856\/\"><\/p>\n<div class=\"tag-item\">Eea<\/div>\n<p><\/a><a href=\"http:\/\/ecodibergamo.it\/classification\/organization\/commissione-europea_141110_856\/\"><\/p>\n<div class=\"tag-item\">Commissione europea<\/div>\n<p><\/a><a href=\"http:\/\/ecodibergamo.it\/classification\/organization\/ispra_8792_856\/\"><\/p>\n<div class=\"tag-item\">Ispra<\/div>\n<p><\/a><a href=\"http:\/\/ecodibergamo.it\/classification\/organization\/confindustria-moda_40762_856\/\"><\/p>\n<div class=\"tag-item\">Confindustria Moda<\/div>\n<p><\/a><a href=\"http:\/\/ecodibergamo.it\/classification\/organization\/sistema-moda-italia_53812_856\/\"><\/p>\n<div class=\"tag-item\">Sistema moda Italia<\/div>\n<p><\/a><\/div>\n<\/div>\n<p> Source URL: http:\/\/ecodibergamo.it\/stories\/EcoBergamo\/focus\/epr-tessile-o_3598700_11\/<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Focus Sfide del tessile, comprare meno e meglio In Italia l\u201981% dei rifiuti tessili finisce in discarica o incenerito e la raccolta indifferenziata \u00e8 ferma al 19%. 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