{"id":1525527,"date":"2025-12-26T10:00:00","date_gmt":"2025-12-26T07:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/analyse.optim.biz\/?p=1525527"},"modified":"2025-12-26T10:00:00","modified_gmt":"2025-12-26T07:00:00","slug":"i-tumori-piu-diffusi-prevenzione-e-ruolo-della-genetica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/analyse.optim.biz\/?p=1525527","title":{"rendered":"I tumori pi\u00f9 diffusi. Prevenzione e ruolo della genetica"},"content":{"rendered":"<p role=\"heading\" class=\"text \">Zone<\/p>\n<p role=\"heading\" class=\"text \">Tutti i comuni<\/p>\n<div class=\"testo_articolo testo testoResize\">\n<p>In Italia si stimano circa 390.000 nuove diagnosi di tumore, un dato che mostra una sostanziale stabilit\u00e0 rispetto al 2024.<\/p>\n<p>\u00c8 quanto emerge dal nuovo volume \u201cI numeri del cancro in Italia 2025\u201d, presentato dall\u2019Associazione Italiana di Oncologia Medica. Tra le neoplasie pi\u00f9 frequentemente riscontrate, ancora una volta, figurano il tumore al seno e quello del colon-retto.<br \/>Contestualmente, per\u00f2, emerge un segnale incoraggiante: la sopravvivenza a cinque anni per i tumori della mammella, del colon-retto e del polmone \u00e8 superiore alla media europea e in miglioramento.<br \/>Un risultato reso possibile soprattutto grazie alla prevenzione e alla diagnosi precoce. Dei due tumori pi\u00f9 diagnosticati torna a parlare su queste pagine l\u2019oncologo e membro del Consiglio direttivo nazionale della Lega italiana per la lotta contro i tumori, Norberto Venturi.<br \/><iframe loading=\"lazy\" width=\"560\" height=\"314\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/D8V9XFADCmU\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p><strong>Dottor Venturi, parliamo di due tra i tumori pi\u00f9 diffusi: il cancro del seno e quello del colon-retto&#8230;<\/strong><br \/>\u00abSi tratta di due tumori molto frequenti e, purtroppo, ancora responsabili di una quota importante di mortalit\u00e0. E l\u2019impegno forte nei confronti di questi tumori sta proprio nella possibilit\u00e0 di una diagnosi precoce, attraverso gli screening, ma anche attraverso una diagnosi rapida quando si presentano i primi sintomi, quindi non nella fase di screening\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Quali strumenti vengono utilizzati nella fase di screening?<\/strong><br \/>\u00abPer il tumore al seno utilizziamo la mammografia, che il servizio sanitario nazionale offre gratuitamente alle donne tra i 50 e i 69 anni in tutte le regioni italiane. In alcune realt\u00e0 l\u2019et\u00e0 di accesso si sta abbassando, ad esempio a 45 anni, perch\u00e9 osserviamo un aumento dei casi anche nelle donne pi\u00f9 giovani. Quindi, se l\u2019et\u00e0 di insorgenza si abbassa, \u00e8 corretto abbassare anche l\u2019et\u00e0 dello screening. Per il tumore del colon-retto, invece, lo strumento principale \u00e8 la ricerca del sangue occulto nelle feci, ed \u00e8 un esame al quale devono sottoporsi sia gli uomini sia le donne\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Al di fuori dei programmi di screening previsti dal servizio sanitario nazionale, in quali casi bisogna rivolgersi al medico?<\/strong><br \/>\u00abL\u2019invito \u00e8 sempre quello di aderire ai programmi di screening quando si riceve la lettera di convocazione. Al di fuori delle fasce previste, quindi sotto i 45-50 anni o sopra i 70, \u00e8 fondamentale prestare attenzione ai segnali del proprio corpo. Per il seno, ad esempio, sono molto importanti l\u2019autopalpazione e il ricorso al medico in caso di comparsa di noduli, secrezioni, e in questo caso richiedono particolare attenzione quelle di sangue o pus, retrazioni o avvallamenti cutanei. Sono tutti campanelli d\u2019allarme che richiedono un approfondimento immediato\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Quali esami \u00e8 consigliato eseguire per la prevenzione del tumore al seno in base all\u2019et\u00e0?<\/strong><br \/>\u00abIl seno della donna ha una sua evoluzione durante l\u2019arco della vita. Nell\u2019et\u00e0 fertile il seno \u00e8 pi\u00f9 denso; col passare degli anni la componente ghiandolare viene parzialmente sostituita da tessuto adiposo e anche gli esami che noi abbiamo a disposizione risentono di questa trasformazione. In et\u00e0 giovanile \u00e8 particolarmente indicata un\u2019ecografia che riesce a leggere attraverso la struttura ghiandolare eventuali anomalie, in et\u00e0 pi\u00f9 avanzata \u00e8 indicata la mammografia, come i programmi di screening ci suggeriscono, perch\u00e9 \u00e8 prevalente la componente adiposa. Naturalmente ci sono molte situazioni intermedie in cui i due esami si completano a vicenda. Anzi, talvolta, oltre questi bisogna ricorrere anche a ulteriori esami, come la risonanza magnetica o eventuali biopsie. La diagnosi, quindi, deve seguire un percorso rigido e corretto per poter arrivare ad una diagnosi tempestiva\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Quali sono i fattori di rischio specifici per questi due tipi di tumore?<\/strong><br \/>\u00abPer il tumore al seno possiamo citare il menarca precoce, la menopausa tardiva, l\u2019obesit\u00e0 e la familiarit\u00e0. La genetica, poi, \u00e8 un fattore molto importante e su questo va aperto un capitolo a s\u00e9 perch\u00e9 ormai con la decodificazione del Dna siamo riusciti ad evidenziare anche una certa quota di tumori geneticamente determinati\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Cosa vuol dire?<\/strong><br \/>\u00abSono quelli che si tramandano nell\u2019ambito delle famiglie. Un esempio noto \u00e8 quello di Angelina Jolie, portatrice dei geni BRCA1 e BRCA2 mutati, che aumentano il rischio di tumore al seno fino al 60-70%. In questi casi, una volta individuata la presenza di questi fattori bisogna agire o chirurgicamente o con un controllo serrato\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Quali sono oggi le percentuali di guarigione?<\/strong><br \/>\u00abPer il tumore al seno i dati sono molto incoraggianti. Grazie agli screening e al miglioramento degli strumenti diagnostici, i tumori vengono intercettati sempre pi\u00f9 spesso in fase iniziale. Tumori pi\u00f9 piccoli sono generalmente meno aggressivi e pi\u00f9 facilmente curabili. Se diagnosticato e trattato precocemente, il tumore al seno raggiunge oggi percentuali di guarigione dell\u201988-90%\u00bb.<\/p>\n<p><strong>In caso di insorgenza della malattia, quindi, la diagnosi precoce resta la prima arma?<\/strong><br \/>\u00abCerto. Esistono ancora, purtroppo, situazioni di diagnosi tardiva, spesso legate a disagio sociale o a difficolt\u00e0 di accesso alle cure. Ma quando la malattia viene individuata in fase iniziale, le possibilit\u00e0 di successo sono molto elevate\u00bb.<br \/>Dopo la guarigione bisogna continuare a sottoporsi a controlli? Quali sono gli screening da effettuare e con quale frequenza?<br \/>\u00abOrmai dobbiamo fare i conti con quella che viene chiamata prevenzione terziaria. Nel nostro Paese abbiamo una popolazione di oltre quattro milioni di persone guarite da un tumore. Tra questi, circa 800.000 donne stanno combattendo un tumore al seno o hanno superato la malattia. Queste persone hanno bisogno anch\u2019esse di prevenzione\u00bb.<\/p>\n<p><strong>In cosa consiste la prevenzione terziaria?<\/strong><br \/>\u00abLa prevenzione terziaria consiste nell\u2019adottare strategie volte a ridurre il rischio di recidiva nei pazienti che hanno gi\u00e0 avuto una malattia oncologica. \u00c8 fondamentale seguire un\u2019alimentazione corretta, evitando a tutti i costi obesit\u00e0, che \u00e8 stato dimostrato essere un fattore di rischio molto importante per la ripresa della malattia. Quindi dieta sana e varia, privilegiando frutta e verdura. Anche dopo la guarigione, infatti, la prevenzione resta un\u2019arma essenziale\u00bb.<\/p>\n<\/div>\n<p role=\"heading\" class=\"text \">Edizione digitale<\/p>\n<div class=\"text\" data-key=\"text\">In Italia si stimano circa 390.000 nuove diagnosi di tumore, un dato che mostra una sostanziale stabilit\u00e0 rispetto al 2024. \u00c8 quanto emerge dal nuovo volume \u201cI numeri del cancro in Italia 2025\u201d, presentato dall\u2019Associazione Italiana di Oncologia Medica. Tra le neoplasie pi\u00f9 frequentemente riscontrate, ancora una volta, figurano il tumore al seno e quello del colon-retto. Contestualmente, per\u00f2, emerge un segnale incoraggiante: la sopravvivenza a cinque anni per i tumori della mammella, del colon-retto e del polmone \u00e8 superiore alla media europea e in miglioramento. Un risultato reso possibile soprattutto grazie alla prevenzione e alla diagnosi precoce. Dei due tumori pi\u00f9 diagnosticati torna a parlare su queste pagine l\u2019oncologo e membro del Consiglio direttivo nazionale della Lega italiana per la lotta contro i tumori, Norberto Venturi. Dottor Venturi, parliamo di due tra i tumori pi\u00f9 diffusi: il cancro del seno e quello del colon-retto&#8230; \u00abSi tratta di due tumori molto frequenti e, purtroppo, ancora responsabili di una quota importante di mortalit\u00e0. E l\u2019impegno forte nei confronti di questi tumori sta proprio nella possibilit\u00e0 di una diagnosi precoce, attraverso gli screening, ma anche attraverso una diagnosi rapida quando si presentano i primi sintomi, quindi non nella fase di screening\u00bb. Quali strumenti vengono utilizzati nella fase di screening? \u00abPer il tumore al seno utilizziamo la mammografia, che il servizio sanitario nazionale offre gratuitamente alle donne tra i 50 e i 69 anni in tutte le regioni italiane. In alcune realt\u00e0 l\u2019et\u00e0 di accesso si sta abbassando, ad esempio a 45 anni, perch\u00e9 osserviamo un aumento dei casi anche nelle donne pi\u00f9 giovani. Quindi, se l\u2019et\u00e0 di insorgenza si abbassa, \u00e8 corretto abbassare anche l\u2019et\u00e0 dello screening. Per il tumore del colon-retto, invece, lo strumento principale \u00e8 la ricerca del sangue occulto nelle feci, ed \u00e8 un esame al quale devono sottoporsi sia gli uomini sia le donne\u00bb. Al di fuori dei programmi di screening previsti dal servizio sanitario nazionale, in quali casi bisogna rivolgersi al medico? \u00abL\u2019invito \u00e8 sempre quello di aderire ai programmi di screening quando si riceve la lettera di convocazione. Al di fuori delle fasce previste, quindi sotto i 45-50 anni o sopra i 70, \u00e8 fondamentale prestare attenzione ai segnali del proprio corpo. Per il seno, ad esempio, sono molto importanti l\u2019autopalpazione e il ricorso al medico in caso di comparsa di noduli, secrezioni, e in questo caso richiedono particolare attenzione quelle di sangue o pus, retrazioni o avvallamenti cutanei. Sono tutti campanelli d\u2019allarme che richiedono un approfondimento immediato\u00bb. Quali esami \u00e8 consigliato eseguire per la prevenzione del tumore al seno in base all\u2019et\u00e0? \u00abIl seno della donna ha una sua evoluzione durante l\u2019arco della vita. Nell\u2019et\u00e0 fertile il seno \u00e8 pi\u00f9 denso; col passare degli anni la componente ghiandolare viene parzialmente sostituita da tessuto adiposo e anche gli esami che noi abbiamo a disposizione risentono di questa trasformazione. In et\u00e0 giovanile \u00e8 particolarmente indicata un\u2019ecografia che riesce a leggere attraverso la struttura ghiandolare eventuali anomalie, in et\u00e0 pi\u00f9 avanzata \u00e8 indicata la mammografia, come i programmi di screening ci suggeriscono, perch\u00e9 \u00e8 prevalente la componente adiposa. Naturalmente ci sono molte situazioni intermedie in cui i due esami si completano a vicenda. Anzi, talvolta, oltre questi bisogna ricorrere anche a ulteriori esami, come la risonanza magnetica o eventuali biopsie. La diagnosi, quindi, deve seguire un percorso rigido e corretto per poter arrivare ad una diagnosi tempestiva\u00bb. Quali sono i fattori di rischio specifici per questi due tipi di tumore? \u00abPer il tumore al seno possiamo citare il menarca precoce, la menopausa tardiva, l\u2019obesit\u00e0 e la familiarit\u00e0. La genetica, poi, \u00e8 un fattore molto importante e su questo va aperto un capitolo a s\u00e9 perch\u00e9 ormai con la decodificazione del Dna siamo riusciti ad evidenziare anche una certa quota di tumori geneticamente determinati\u00bb. Cosa vuol dire? \u00abSono quelli che si tramandano nell\u2019ambito delle famiglie. Un esempio noto \u00e8 quello di Angelina Jolie, portatrice dei geni BRCA1 e BRCA2 mutati, che aumentano il rischio di tumore al seno fino al 60-70%. In questi casi, una volta individuata la presenza di questi fattori bisogna agire o chirurgicamente o con un controllo serrato\u00bb. Quali sono oggi le percentuali di guarigione? \u00abPer il tumore al seno i dati sono molto incoraggianti. Grazie agli screening e al miglioramento degli strumenti diagnostici, i tumori vengono intercettati sempre pi\u00f9 spesso in fase iniziale. Tumori pi\u00f9 piccoli sono generalmente meno aggressivi e pi\u00f9 facilmente curabili. Se diagnosticato e trattato precocemente, il tumore al seno raggiunge oggi percentuali di guarigione dell\u201988-90%\u00bb. In caso di insorgenza della malattia, quindi, la diagnosi precoce resta la prima arma? \u00abCerto. Esistono ancora, purtroppo, situazioni di diagnosi tardiva, spesso legate a disagio sociale o a difficolt\u00e0 di accesso alle cure. Ma quando la malattia viene individuata in fase iniziale, le possibilit\u00e0 di successo sono molto elevate\u00bb. Dopo la guarigione bisogna continuare a sottoporsi a controlli? Quali sono gli screening da effettuare e con quale frequenza? \u00abOrmai dobbiamo fare i conti con quella che viene chiamata prevenzione terziaria. Nel nostro Paese abbiamo una popolazione di oltre quattro milioni di persone guarite da un tumore. Tra questi, circa 800.000 donne stanno combattendo un tumore al seno o hanno superato la malattia. Queste persone hanno bisogno anch\u2019esse di prevenzione\u00bb. In cosa consiste la prevenzione terziaria? \u00abLa prevenzione terziaria consiste nell\u2019adottare strategie volte a ridurre il rischio di recidiva nei pazienti che hanno gi\u00e0 avuto una malattia oncologica. \u00c8 fondamentale seguire un\u2019alimentazione corretta, evitando a tutti i costi obesit\u00e0, che \u00e8 stato dimostrato essere un fattore di rischio molto importante per la ripresa della malattia. Quindi dieta sana e varia, privilegiando frutta e verdura. 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