{"id":1525487,"date":"2026-01-23T13:00:00","date_gmt":"2026-01-23T10:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/analyse.optim.biz\/?p=1525487"},"modified":"2026-01-23T13:00:00","modified_gmt":"2026-01-23T10:00:00","slug":"dal-riconoscimento-dellobesita-come-malattia-ai-percorsi-di-cura","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/analyse.optim.biz\/?p=1525487","title":{"rendered":"Dal riconoscimento dell\u2019obesit\u00e0 come malattia ai percorsi di cura"},"content":{"rendered":"<p role=\"heading\" class=\"text \">Zone<\/p>\n<p role=\"heading\" class=\"text \">Tutti i comuni<\/p>\n<div class=\"testo_articolo testo testoResize\">\n<p>Con l\u2019approvazione del disegno di legge 1483, l\u2019obesit\u00e0 \u00e8 stata riconosciuta come malattia cronica, progressiva e recidivante. Un cambio di paradigma che sposta lo sguardo dal giudizio alla cura e alla prevenzione. Ma cosa rappresenta questa novit\u00e0 nella pratica clinica e nella vita quotidiana delle famiglie? Come cambia l\u2019approccio all\u2019obesit\u00e0 e, in particolare, a quella infantile? Ne abbiamo parlato con la nutrizionista<strong> Alice Del Vecchio<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Dottoressa Del Vecchio, cosa cambia con il riconoscimento dell\u2019obesit\u00e0 come malattia?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abDal primo ottobre 2025 l\u2019Italia ha riconosciuto ufficialmente l\u2019obesit\u00e0 come una malattia. Questo significa, prima di tutto, che non parliamo pi\u00f9 di una \u201ccondizione\u201d o di una colpa individuale, ma di una patologia con criteri diagnostici chiari e con percorsi terapeutici strutturati. Quando una malattia viene riconosciuta, infatti, si stabiliscono diagnosi oggettive e, di conseguenza, terapie adeguate. Il riconoscimento dell\u2019obesit\u00e0 come malattia implica un impegno da parte del sistema sanitario a offrire cure pi\u00f9 appropriate e, soprattutto, porta a superare lo stigma che da sempre accompagna le persone che ne soffrono. Diciamo spesso \u201c\u00e8 obeso\u201d, come se l\u2019obesit\u00e0 definisse la persona, cosa che non faremmo mai, per esempio, con un paziente oncologico. L\u2019obiettivo \u00e8 spostare il focus dalla \u201ccolpa\u201d di essere obeso alla terapia che si pu\u00f2 offrire al paziente affetto da obesit\u00e0\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Quali sono oggi le terapie disponibili?<\/strong><br \/>\u00abEsistono diversi livelli di trattamento. C\u2019\u00e8 innanzitutto la terapia ambulatoriale, con il supporto di medici dietologi, dietisti e biologi nutrizionisti. Nei casi pi\u00f9 complessi si pu\u00f2 arrivare alle terapie ospedaliere, fino alla chirurgia bariatrica, che rappresenta l\u2019ultimo step e prevede la riduzione chirurgica dello stomaco. Negli ultimi anni, per\u00f2, si parla sempre pi\u00f9 di terapia farmacologica. Quando ho iniziato a studiare, questi farmaci erano presenti solo nei trial clinici, oggi, invece, stanno entrando nella pratica clinica\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Negli Stati Uniti se ne parla da tempo, ma ora anche in Italia cresce l\u2019interesse per un farmaco a base di semaglutide: di cosa si tratta?<\/strong><br \/>\u00abNegli Usa il dibattito \u00e8 molto acceso intorno alla semaglutide, un principio attivo che \u201cimita\u201d un ormone che il nostro corpo gi\u00e0 produce. \u00c8 un ormone anoressizzante, cio\u00e8 che regola il senso di fame e di saziet\u00e0. Il primo effetto \u00e8 che il paziente si sente pi\u00f9 sazio. Quindi mangia meno e ci\u00f2 favorisce il dimagrimento. Ma l\u2019aspetto pi\u00f9 interessante \u00e8 un altro: questo farmaco agisce sull\u2019infiammazione cronica tipica dell\u2019obesit\u00e0, riducendo il rischio di malattie cardiovascolari, ictus, infarti e alcuni tumori. Anche quando il paziente non raggiunge il peso ideale, infatti, si osserva comunque una riduzione del rischio cardiovascolare\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Quindi non \u00e8 solo una questione estetica?<\/strong><br \/>\u00abAssolutamente no. Da fuori sembra solo una perdita di peso, ma internamente il corpo si sfiamma. Ridurre l\u2019infiammazione significa diminuire il rischio di sviluppare molte patologie croniche. Questo \u00e8 fondamentale, soprattutto considerando che l\u2019obesit\u00e0 \u00e8 stata riconosciuta come malattia cronica e recidivante. Mantenere uno stile di vita sano non \u00e8 semplice e le ricadute sono frequenti. Il farmaco aiuta a controllare l\u2019infiammazione anche nei periodi in cui il peso non \u00e8 perfettamente stabile\u00bb.<\/p>\n<p><strong>In Italia questi farmaci sono gi\u00e0 disponibili?<\/strong><br \/>\u00abS\u00ec, sono disponibili, ma al momento il costo \u00e8 interamente a carico del cittadino. Si parla di diverse centinaia di euro al mese e di terapie prolungate nel tempo. Una delle sfide future sar\u00e0 rendere queste cure pi\u00f9 accessibili dal punto di vista economico\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Come si assume questo farmaco?<\/strong><br \/>\u00abDi solito tramite iniezioni periodiche, spesso settimanali o quindicinali, ma i protocolli possono variare. Molti setting devono ancora essere definiti con precisione e dipendono anche dal piano alimentare associato\u00bb.<\/p>\n<p><strong>C\u2019\u00e8 il rischio che venga percepito come una \u201cpillola magica\u201d?<\/strong><br \/>\u00ab\u00c8 un rischio reale e il messaggio deve essere chiaro: l\u2019obesit\u00e0 non si cura solo con un farmaco. Il farmaco \u00e8 un supporto che facilita i cambiamenti fisici, ma deve essere accompagnato da un cambiamento dello stile di vita. Non \u00e8 come prendere una pillola per il mal di testa. Senza un percorso strutturato, i risultati non sono duraturi\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Esistono percorsi multidisciplinari?<\/strong><br \/>\u00abSono fortemente raccomandati. L\u2019obesit\u00e0 \u00e8 una malattia multifattoriale. Entrano in gioco fattori genetici, ambientali e psicologici. Spesso l\u2019obesit\u00e0 \u00e8 la manifestazione visibile di un disagio pi\u00f9 profondo, come un disturbo del comportamento alimentare. Un lavoro di equipe tra medico, nutrizionista e psicologo aumenta le possibilit\u00e0 di successo e di mantenimento dei risultati nel tempo\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Parlando di prevenzione, \u00e8 centrale il tema dell\u2019obesit\u00e0 infantile&#8230;<\/strong><br \/>\u00abS\u00ec, perch\u00e9 il nostro sistema sanitario si fonda sulla prevenzione. I dati mostrano che i bambini, in Italia e nel mondo, sono oggi pi\u00f9 obesi rispetto a dieci anni fa. Un report di Unicef ha evidenziato che i casi di malnutrizione per eccesso hanno superato quelli per difetto. In Italia circa il 27% dei bambini \u00e8 in sovrappeso e il 10% \u00e8 obeso. Un bambino obeso \u00e8 esposto a rischi per tutta la vita, con maggiori probabilit\u00e0 di sviluppare patologie cardiovascolari, metaboliche e oncologiche\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Va considerato anche l\u2019impatto psicologico?<\/strong><br \/>\u00abCertamente. Un bambino obeso pu\u00f2 sviluppare problemi di autostima, isolamento sociale e stress psicologico, soprattutto in un\u2019epoca dominata dai social e dall\u2019estetica. Questo pu\u00f2 alimentare ulteriormente i disturbi del comportamento alimentare\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Quali sono le principali abitudini scorrette nei bambini?<\/strong><br \/>\u00abFra le abitudini scorrette ci sono sicuramente il saltare la colazione, mangiare troppi zuccheri semplici e poche verdure e fare poca attivit\u00e0 fisica. Molti bambini, infatti, conducono una vita sedentaria e questo incide non solo sul peso, ma anche sullo sviluppo muscolare, osseo e sulle capacit\u00e0 relazionali\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Come si pu\u00f2 intervenire concretamente?<\/strong><br \/>\u00abCon l\u2019educazione alimentare. Progetti come il \u201cNutriPiatto\u201d aiutano a spiegare in modo semplice come comporre un pasto equilibrato. E in questo \u00e8 importante coinvolgere tutta la famiglia. Il bambino dovrebbe mangiare ci\u00f2 che mangiano gli adulti, senza diete separate. Ai genitori consiglio di non lasciare al bambino la scelta totale, ma di offrire alternative sane. E spesso funziona anche \u201cnascondere\u201d le verdure, per esempio preparandole in forma di polpette. Educare all\u2019alimentazione significa educare alla salute, fin dall\u2019infanzia\u00bb.<\/p>\n<iframe loading=\"lazy\" width=\"560\" height=\"314\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/K3oOKjPWWAU\" allowfullscreen><\/iframe>\n<\/div>\n<p role=\"heading\" class=\"text \">Edizione digitale<\/p>\n<div class=\"text\" data-key=\"text\">Con l\u2019approvazione del disegno di legge 1483, l\u2019obesit\u00e0 \u00e8 stata riconosciuta come malattia cronica, progressiva e recidivante. Un cambio di paradigma che sposta lo sguardo dal giudizio alla cura e alla prevenzione. Ma cosa rappresenta questa novit\u00e0 nella pratica clinica e nella vita quotidiana delle famiglie? Come cambia l\u2019approccio all\u2019obesit\u00e0 e, in particolare, a quella infantile? Ne abbiamo parlato con la nutrizionista Alice Del Vecchio. Dottoressa Del Vecchio, cosa cambia con il riconoscimento dell\u2019obesit\u00e0 come malattia? \u00abDal primo ottobre 2025 l\u2019Italia ha riconosciuto ufficialmente l\u2019obesit\u00e0 come una malattia. Questo significa, prima di tutto, che non parliamo pi\u00f9 di una \u201ccondizione\u201d o di una colpa individuale, ma di una patologia con criteri diagnostici chiari e con percorsi terapeutici strutturati. Quando una malattia viene riconosciuta, infatti, si stabiliscono diagnosi oggettive e, di conseguenza, terapie adeguate. Il riconoscimento dell\u2019obesit\u00e0 come malattia implica un impegno da parte del sistema sanitario a offrire cure pi\u00f9 appropriate e, soprattutto, porta a superare lo stigma che da sempre accompagna le persone che ne soffrono. Diciamo spesso \u201c\u00e8 obeso\u201d, come se l\u2019obesit\u00e0 definisse la persona, cosa che non faremmo mai, per esempio, con un paziente oncologico. L\u2019obiettivo \u00e8 spostare il focus dalla \u201ccolpa\u201d di essere obeso alla terapia che si pu\u00f2 offrire al paziente affetto da obesit\u00e0\u00bb. Quali sono oggi le terapie disponibili? \u00abEsistono diversi livelli di trattamento. C\u2019\u00e8 innanzitutto la terapia ambulatoriale, con il supporto di medici dietologi, dietisti e biologi nutrizionisti. Nei casi pi\u00f9 complessi si pu\u00f2 arrivare alle terapie ospedaliere, fino alla chirurgia bariatrica, che rappresenta l\u2019ultimo step e prevede la riduzione chirurgica dello stomaco. Negli ultimi anni, per\u00f2, si parla sempre pi\u00f9 di terapia farmacologica. Quando ho iniziato a studiare, questi farmaci erano presenti solo nei trial clinici, oggi, invece, stanno entrando nella pratica clinica\u00bb. Negli Stati Uniti se ne parla da tempo, ma ora anche in Italia cresce l\u2019interesse per un farmaco a base di semaglutide: di cosa si tratta? \u00abNegli Usa il dibattito \u00e8 molto acceso intorno alla semaglutide, un principio attivo che \u201cimita\u201d un ormone che il nostro corpo gi\u00e0 produce. \u00c8 un ormone anoressizzante, cio\u00e8 che regola il senso di fame e di saziet\u00e0. Il primo effetto \u00e8 che il paziente si sente pi\u00f9 sazio. Quindi mangia meno e ci\u00f2 favorisce il dimagrimento. Ma l\u2019aspetto pi\u00f9 interessante \u00e8 un altro: questo farmaco agisce sull\u2019infiammazione cronica tipica dell\u2019obesit\u00e0, riducendo il rischio di malattie cardiovascolari, ictus, infarti e alcuni tumori. Anche quando il paziente non raggiunge il peso ideale, infatti, si osserva comunque una riduzione del rischio cardiovascolare\u00bb. Quindi non \u00e8 solo una questione estetica? \u00abAssolutamente no. Da fuori sembra solo una perdita di peso, ma internamente il corpo si sfiamma. Ridurre l\u2019infiammazione significa diminuire il rischio di sviluppare molte patologie croniche. Questo \u00e8 fondamentale, soprattutto considerando che l\u2019obesit\u00e0 \u00e8 stata riconosciuta come malattia cronica e recidivante. Mantenere uno stile di vita sano non \u00e8 semplice e le ricadute sono frequenti. Il farmaco aiuta a controllare l\u2019infiammazione anche nei periodi in cui il peso non \u00e8 perfettamente stabile\u00bb. In Italia questi farmaci sono gi\u00e0 disponibili? \u00abS\u00ec, sono disponibili, ma al momento il costo \u00e8 interamente a carico del cittadino. Si parla di diverse centinaia di euro al mese e di terapie prolungate nel tempo. Una delle sfide future sar\u00e0 rendere queste cure pi\u00f9 accessibili dal punto di vista economico\u00bb. Come si assume questo farmaco? \u00abDi solito tramite iniezioni periodiche, spesso settimanali o quindicinali, ma i protocolli possono variare. Molti setting devono ancora essere definiti con precisione e dipendono anche dal piano alimentare associato\u00bb. C\u2019\u00e8 il rischio che venga percepito come una \u201cpillola magica\u201d? \u00ab\u00c8 un rischio reale e il messaggio deve essere chiaro: l\u2019obesit\u00e0 non si cura solo con un farmaco. Il farmaco \u00e8 un supporto che facilita i cambiamenti fisici, ma deve essere accompagnato da un cambiamento dello stile di vita. Non \u00e8 come prendere una pillola per il mal di testa. Senza un percorso strutturato, i risultati non sono duraturi\u00bb. Esistono percorsi multidisciplinari? \u00abSono fortemente raccomandati. L\u2019obesit\u00e0 \u00e8 una malattia multifattoriale. Entrano in gioco fattori genetici, ambientali e psicologici. Spesso l\u2019obesit\u00e0 \u00e8 la manifestazione visibile di un disagio pi\u00f9 profondo, come un disturbo del comportamento alimentare. Un lavoro di equipe tra medico, nutrizionista e psicologo aumenta le possibilit\u00e0 di successo e di mantenimento dei risultati nel tempo\u00bb. Parlando di prevenzione, \u00e8 centrale il tema dell\u2019obesit\u00e0 infantile&#8230; \u00abS\u00ec, perch\u00e9 il nostro sistema sanitario si fonda sulla prevenzione. I dati mostrano che i bambini, in Italia e nel mondo, sono oggi pi\u00f9 obesi rispetto a dieci anni fa. Un report di Unicef ha evidenziato che i casi di malnutrizione per eccesso hanno superato quelli per difetto. In Italia circa il 27% dei bambini \u00e8 in sovrappeso e il 10% \u00e8 obeso. Un bambino obeso \u00e8 esposto a rischi per tutta la vita, con maggiori probabilit\u00e0 di sviluppare patologie cardiovascolari, metaboliche e oncologiche\u00bb. Va considerato anche l\u2019impatto psicologico? \u00abCertamente. Un bambino obeso pu\u00f2 sviluppare problemi di autostima, isolamento sociale e stress psicologico, soprattutto in un\u2019epoca dominata dai social e dall\u2019estetica. Questo pu\u00f2 alimentare ulteriormente i disturbi del comportamento alimentare\u00bb. Quali sono le principali abitudini scorrette nei bambini? \u00abFra le abitudini scorrette ci sono sicuramente il saltare la colazione, mangiare troppi zuccheri semplici e poche verdure e fare poca attivit\u00e0 fisica. Molti bambini, infatti, conducono una vita sedentaria e questo incide non solo sul peso, ma anche sullo sviluppo muscolare, osseo e sulle capacit\u00e0 relazionali\u00bb. Come si pu\u00f2 intervenire concretamente? \u00abCon l\u2019educazione alimentare. Progetti come il \u201cNutriPiatto\u201d aiutano a spiegare in modo semplice come comporre un pasto equilibrato. E in questo \u00e8 importante coinvolgere tutta la famiglia. Il bambino dovrebbe mangiare ci\u00f2 che mangiano gli adulti, senza diete separate. Ai genitori consiglio di non lasciare al bambino la scelta totale, ma di offrire alternative sane. E spesso funziona anche \u201cnascondere\u201d le verdure, per esempio preparandole in forma di polpette. Educare all\u2019alimentazione significa educare alla salute, fin dall\u2019infanzia\u00bb.<\/div>\n<p> Source URL: https:\/\/www.ciociariaoggi.it\/news\/video\/313570\/dal-riconoscimento-dellobesita-come-malattia-ai-percorsi-di-cura.html<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Zone Tutti i comuni Con l\u2019approvazione del disegno di legge 1483, l\u2019obesit\u00e0 \u00e8 stata riconosciuta come malattia cronica, progressiva e recidivante. Un cambio di paradigma che sposta lo sguardo dal giudizio alla cura e alla prevenzione. Ma cosa rappresenta questa novit\u00e0 nella pratica clinica e nella vita quotidiana delle famiglie? 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