{"id":1525419,"date":"2026-01-27T08:46:20","date_gmt":"2026-01-27T05:46:20","guid":{"rendered":"https:\/\/analyse.optim.biz\/?p=1525419"},"modified":"2026-01-27T08:46:20","modified_gmt":"2026-01-27T05:46:20","slug":"vendetta-in-famiglia-auto-data-alle-fiamme","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/analyse.optim.biz\/?p=1525419","title":{"rendered":"Vendetta in famiglia, auto data alle fiamme"},"content":{"rendered":"<p role=\"heading\" class=\"text \">Zone<\/p>\n<p role=\"heading\" class=\"text \">Tutti i comuni<\/p>\n<div class=\"testo_articolo testo testoResize\">\n<p>Avrebbe appiccato il fuoco per vendetta, un gesto folle figlio di decenni di amarezze, discussioni animate, dispetti e recriminazioni. Finiti, in pi\u00f9 occasioni, persino in tribunale. Una \u201cguerra familiare\u201d ben radicata nel tempo e incancrenita dalla quotidianit\u00e0 e dal lavoro condiviso. Dopo l\u2019episodio, che risale a sei mesi fa, l\u2019immediata apertura delle indagini, affidate ai carabinieri della Compagnia di Cassino, della stazione di Piedimonte San Germano, che avevano sin da subito isolato elementi importanti per ricostruire l\u2019accaduto. Ieri l\u2019applicazione di un provvedimento a carico di un imprenditore agricolo del posto di sessant\u2019anni, accusato di aver appiccato il rogo nella propriet\u00e0 di famiglia, divampato a luglio scorso. E nei confronti del quale la Procura della Repubblica di Cassino ha applicato la libert\u00e0 vigilata in una struttura terapeutica del Cassinate dove dovr\u00e0 essere sottoposto a specifiche cure.<\/p>\n<p><strong>La vicenda<\/strong><\/p>\n<p>Era il 20 luglio scorso. Un\u2019auto, una Toyota C-Hr, veniva completamente distrutta, avvolta dalle fiamme in un incendio che si era sviluppato nel cortile dell\u2019abitazione di un imprenditore agricolo del posto, nell\u2019area in cui insistevano anche alcuni attrezzi dell\u2019azienda di famiglia: questo l\u2019inizio dell\u2019inchiesta che ha portato nelle scorse ore all\u2019applicazione della misura nei confronti del sessantenne. Il veicolo, di propriet\u00e0 di una cittadina romena residente nello stesso comune, era stato n realt\u00e0 lasciato temporaneamente nel cortile &#8211; con il consenso del proprietario dell\u2019area &#8211; poich\u00e9 fermo a seguito di un incidente stradale avvenuto nelle vicinanze. Sul posto erano intervenuti subito i carabinieri della Sezione radiomobile della Compagnia di Cassino e una squadra dei vigili del fuoco del distaccamento della citt\u00e0 martire, che avevano provveduto allo spegnimento delle fiamme, che avevano arrecato danni anche alla propriet\u00e0. Nonostante l\u2019intervento, il veicolo era andato completamente distrutto. Fin da subito non si era esclusa l\u2019ipotesi dolosa. Le indagini, condotte dai carabinieri della stazione di Piedimonte San Germano, si erano concentrate in particolar modo sul nucleo familiare dell\u2019imprenditore e si erano concluse con l\u2019attribuzione della responsabilit\u00e0 al fratello dello stesso. Determinanti, ai fini investigativi, erano stati anche gli accertamenti tecnici sulle utenze telefoniche.<\/p>\n<p>Ieri i carabinieri hanno dato esecuzione all\u2019ordinanza emessa dal gip del Tribunale di Cassino, su richiesta della Procura &#8211; concorde con le valutazioni investigative dei militari &#8211; che ha disposto l\u2019applicazione provvisoria della misura di sicurezza della libert\u00e0 vigilata con prescrizioni a carico dell\u2019uomo. <br \/>Il sessantenne \u00e8 stato accompagnato presso una struttura terapeutico-riabilitativa del Cassinate, con obbligo di dimora e con il divieto di allontanarsi nelle ore notturne nonch\u00e9 con l\u2019obbligo di sottoporsi a specifiche cure, come disposto dall\u2019autorit\u00e0 giudiziaria. <br \/>L\u2019attivit\u00e0 dei carabinieri ha consentito di fare piena luce sull\u2019episodio, garantendo una pronta risposta di legalit\u00e0 e sicurezza pubblica.<\/p>\n<\/div>\n<p role=\"heading\" class=\"text \">Edizione digitale<\/p>\n<div class=\"text\" data-key=\"text\">Avrebbe appiccato il fuoco per vendetta, un gesto folle figlio di decenni di amarezze, discussioni animate, dispetti e recriminazioni. Finiti, in pi\u00f9 occasioni, persino in tribunale. Una \u201cguerra familiare\u201d ben radicata nel tempo e incancrenita dalla quotidianit\u00e0 e dal lavoro condiviso. Dopo l\u2019episodio, che risale a sei mesi fa, l\u2019immediata apertura delle indagini, affidate ai carabinieri della Compagnia di Cassino, della stazione di Piedimonte San Germano, che avevano sin da subito isolato elementi importanti per ricostruire l\u2019accaduto. Ieri l\u2019applicazione di un provvedimento a carico di un imprenditore agricolo del posto di sessant\u2019anni, accusato di aver appiccato il rogo nella propriet\u00e0 di famiglia, divampato a luglio scorso. E nei confronti del quale la Procura della Repubblica di Cassino ha applicato la libert\u00e0 vigilata in una struttura terapeutica del Cassinate dove dovr\u00e0 essere sottoposto a specifiche cure. La vicenda Era il 20 luglio scorso. Un\u2019auto, una Toyota C-Hr, veniva completamente distrutta, avvolta dalle fiamme in un incendio che si era sviluppato nel cortile dell\u2019abitazione di un imprenditore agricolo del posto, nell\u2019area in cui insistevano anche alcuni attrezzi dell\u2019azienda di famiglia: questo l\u2019inizio dell\u2019inchiesta che ha portato nelle scorse ore all\u2019applicazione della misura nei confronti del sessantenne. Il veicolo, di propriet\u00e0 di una cittadina romena residente nello stesso comune, era stato n realt\u00e0 lasciato temporaneamente nel cortile &#8211; con il consenso del proprietario dell\u2019area &#8211; poich\u00e9 fermo a seguito di un incidente stradale avvenuto nelle vicinanze. Sul posto erano intervenuti subito i carabinieri della Sezione radiomobile della Compagnia di Cassino e una squadra dei vigili del fuoco del distaccamento della citt\u00e0 martire, che avevano provveduto allo spegnimento delle fiamme, che avevano arrecato danni anche alla propriet\u00e0. Nonostante l\u2019intervento, il veicolo era andato completamente distrutto. Fin da subito non si era esclusa l\u2019ipotesi dolosa. Le indagini, condotte dai carabinieri della stazione di Piedimonte San Germano, si erano concentrate in particolar modo sul nucleo familiare dell\u2019imprenditore e si erano concluse con l\u2019attribuzione della responsabilit\u00e0 al fratello dello stesso. Determinanti, ai fini investigativi, erano stati anche gli accertamenti tecnici sulle utenze telefoniche. Ieri i carabinieri hanno dato esecuzione all\u2019ordinanza emessa dal gip del Tribunale di Cassino, su richiesta della Procura &#8211; concorde con le valutazioni investigative dei militari &#8211; che ha disposto l\u2019applicazione provvisoria della misura di sicurezza della libert\u00e0 vigilata con prescrizioni a carico dell\u2019uomo. Il sessantenne \u00e8 stato accompagnato presso una struttura terapeutico-riabilitativa del Cassinate, con obbligo di dimora e con il divieto di allontanarsi nelle ore notturne nonch\u00e9 con l\u2019obbligo di sottoporsi a specifiche cure, come disposto dall\u2019autorit\u00e0 giudiziaria. L\u2019attivit\u00e0 dei carabinieri ha consentito di fare piena luce sull\u2019episodio, garantendo una pronta risposta di legalit\u00e0 e sicurezza pubblica.<\/div>\n<p> Source URL: https:\/\/www.ciociariaoggi.it\/news\/cronaca\/313646\/vendetta-in-famiglia-auto-data-alle-fiamme.html<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Zone Tutti i comuni Avrebbe appiccato il fuoco per vendetta, un gesto folle figlio di decenni di amarezze, discussioni animate, dispetti e recriminazioni. Finiti, in pi\u00f9 occasioni, persino in tribunale. Una \u201cguerra familiare\u201d ben radicata nel tempo e incancrenita dalla quotidianit\u00e0 e dal lavoro condiviso. 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