{"id":1513873,"date":"2026-01-04T05:00:32","date_gmt":"2026-01-04T02:00:32","guid":{"rendered":"https:\/\/analyse.optim.biz\/?p=1513873"},"modified":"2026-01-04T05:00:32","modified_gmt":"2026-01-04T02:00:32","slug":"il-tempo-e-energia-litalia-e-la-via-del-nucleare-avanzato-e-sostenibile-la-vera-sfida-e-scegliere-un-orizzonte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/analyse.optim.biz\/?p=1513873","title":{"rendered":"Il tempo \u00e8 energia: l\u2019Italia e la via del nucleare avanzato e sostenibile. La vera sfida \u00e8 scegliere un orizzonte"},"content":{"rendered":"<article id=\"post-1515994\" class=\"post-1515994 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-economia tag-63372\">\n<div>\n<figure class=\"evidence-wrapper\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"860\" height=\"358\" src=\"https:\/\/analyse.optim.biz\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/nucleare-1-860x358-1.jpg\" class=\"attachment-single size-single wp-post-image\" alt=\"Il 2026 sar\u00e0 un anno decisivo per il futuro energetico nazionale: l\u2019Italia alla sfida del nucleare di nuova generazione\" title=\"Il 2026 sar\u00e0 un anno decisivo per il futuro energetico nazionale: l\u2019Italia alla sfida del nucleare di nuova generazione\"><\/figure>\n<p class=\"occhiello\">Il 2026 della transizione<\/p>\n<h1>Il tempo \u00e8 energia: l\u2019Italia e la via del nucleare avanzato e sostenibile. La vera sfida \u00e8 scegliere un orizzonte<\/h1>\n<p class=\"sottotitolo\">Il 2026 sar\u00e0 un anno decisivo per il futuro energetico nazionale: le decisioni di oggi determinano la sicurezza, la sovranit\u00e0 e le opportunit\u00e0 di sviluppo e crescita delle generazioni di domani<\/p>\n<div class=\"info-condivisione\">\n<div>\n<p><span class=\"categoria\">Economia<\/span><\/p>\n<p>\t\t\t\t\t &#8211; di <span class=\"autore\">Gian Piero Joime<\/span> &#8211; <span class=\"data\">4 Gennaio 2026 alle 06:00<\/span><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"contenuto\">\n<p>La <strong>politica energetica<\/strong> \u00e8, prima di tutto, <strong>una scelta sul tempo: decidere oggi se governare il futuro o subirlo<\/strong>. Le scelte energetiche non si misurano solo sul presente, ma sugli effetti che produrranno per decenni, e in un Paese come l\u2019Italia, importatore netto di energia e di clean technologies, e vincolato dalle infrastrutture energetiche esistenti, questa prospettiva \u00e8 fondamentale per <strong>definire una strategia energetica stabile e sostenibile<\/strong>. Ogni infrastruttura energetica \u2013 dai gasdotti al fotovoltaico, dall\u2019eolico agli impianti nucleari \u2013 \u00e8 una decisione diretta alle prossime generazioni pi\u00f9 di quanto risponda a quelle presenti, e quindi concepire l\u2019energia solo in chiave emergenziale significa rinunciare alla sovranit\u00e0 sul lungo periodo: <strong>le decisioni energetiche di oggi determinano la sicurezza, la sovranit\u00e0 e le opportunit\u00e0 di sviluppo e crescita delle generazioni future.<\/strong><\/p>\n<h2>La vera sfida \u00e8 scegliere un orizzonte<\/h2>\n<p>La vera sfida energetica non \u00e8 solo scegliere e utilizzare una tecnologia, una fonte, un vettore, ma scegliere un orizzonte. Il tempo non \u00e8 solo quantit\u00e0, \u00e8 soprattutto qualit\u00e0 delle scelte che compiamo. E con questa visione, in Italia, il tema del nucleare non pu\u00f2 essere confinato a ideologie o timori storici: \u00e8 una scelta strategica di tempo lungo, per un futuro energetico e industriale stabile, competitivo e sostenibile. In questo contesto, scegliere di investire nel nucleare significa assumersi una responsabilit\u00e0 concreta, creando anche opportunit\u00e0 verso chi erediter\u00e0 il sistema energetico che stiamo costruendo.<\/p>\n<div class=\"code-block code-block-6\"><\/div>\n<h2>Dalla transizione alla sicurezza energetica: il ruolo dell\u2019energia nucleare<\/h2>\n<p>La transizione energetica dettata dalla necessit\u00e0 di mitigare gli effetti dei cambiamenti climatici \u00e8 oggi dominata da situazioni geo-politiche contingenti, quali la guerra russo-ucraina e la crisi in Medio Oriente, che impattano sull\u2019approvvigionamento e sulla sicurezza energetica a livello nazionale, comunitario e globale, e dal predominio asiatico delle catene del valore delle clean technologies: la transizione \u00e8 dunque diventata una questione di sicurezza nazionale e richiede l\u2019attuazione di misure e interventi finalizzati alla creazione di un mix energetico basato sull\u2019integrazione e valorizzazione di tecnologie, fonti e vettori, anche in considerazione degli usi finali e delle specificit\u00e0 di Paesi e territori.<\/p>\n<h3>La necessit\u00e0 di un approccio pragmatico: la neutralit\u00e0 tecnologica<\/h3>\n<p>Oggi la questione della decarbonizzazione non \u00e8 pi\u00f9 solo legata alla problematica ambientale ma \u00e8 chiaramente una questione di potere e sviluppo competitivo industriale globale. \u00c8 infatti evidente che in contesti caratterizzati da equilibri geopolitici critici sia necessario muovere da un approccio pragmatico, di neutralit\u00e0 tecnologica, multi-interdisciplinare e realistico al fine di evitare di compromettere la competitivit\u00e0 del Paese sull\u2019altare di pregiudizi e stereotipi ideologici. Ed \u00e8 altrettanto evidente e necessario individuare strade di rottura degli attuali oligopoli, consolidati tanto nelle filiere delle fonti fossili quanto nelle cosiddette clean technologies e nei nuovi vettori puliti. Una strada lunga e faticosa, ma anche una sfida entusiasmante che pu\u00f2 generare opportunit\u00e0 e crescita.<\/p>\n<p>La costante e inarrestabile crescita della domanda di energia \u2013 i fabbisogni di energia a livello mondiale dovrebbero passare da circa 30 migliaia di TWh nel 2030 fino a 45 migliaia di TWh al 2050 \u2013 la sicurezza degli approvvigionamenti e l\u2019esigenza di famiglie e imprese di avere a disposizione energia di facile accesso a prezzi convenienti, rendono la trasformazione del sistema energetico una necessit\u00e0 inderogabile ed urgente. In questo scenario di grande e vulnerabile transizione, delimitato dalle incertezze di origine geopolitica del gas e dall\u2019attuale dominio cinese della filiera delle rinnovabili, ed in generale di molte delle clean technologies, il nucleare, tecnologia ampiamente utilizzata nel mondo per la produzione di elettricit\u00e0 baseload a basse emissioni, rientra nella discussione dei policy makers e dell\u2019opinione pubblica come possibile fonte primaria sicura, stabile, programmabile, modulare e decarbonizzata su cui contare.<\/p>\n<h3>La visione del net zero e il ruolo complementare del nucleare<\/h3>\n<p>La visione del net zero sar\u00e0 certamente realizzata principalmente attraverso il ricorso all\u2019energia rinnovabile, il principale fra i vettori della transizione energetica, ma in questa prospettiva, la fonte nucleare \u2013 che agisce come stabilizzatore sistemico della rete elettrica e volano per un ulteriore sviluppo delle rinnovabili \u2013 sar\u00e0 chiamata nel medio periodo a giocare un ruolo complementare, per garantire una indispensabile quota di elettricit\u00e0 che sia allo stesso tempo decarbonizzata e programmabile.<\/p>\n<h3>La risposta alle tre grandi questioni dello sviluppo<\/h3>\n<p>Il nucleare sembra infatti rispondere ampiamente alle tre grandi questioni dello sviluppo: tutela ambientale, sicurezza e affidabilit\u00e0 energetica, sviluppo e crescita industriale. L\u2019inclusione dell\u2019energia nucleare nella tassonomia europea per le tecnologie energetiche a supporto della decarbonizzazione ha, di fatto, rivitalizzato l\u2019interesse per questa tecnologia che potrebbe, anche in Italia, garantire il necessario baseload in un mix energetico a emissioni zero indispensabile ai fini della sicurezza e resilienza dell\u2019infrastruttura di rete e del soddisfacimento di una domanda energetica crescente.<\/p>\n<p>Per far fronte all\u2019enorme incremento di domanda di elettricit\u00e0 decarbonizzata in Europa nel periodo post 2030, e considerando la fisiologica uscita di produzione di parte del parco nucleare esistente nel nostro continente per raggiunti limiti di et\u00e0, o per i necessari interventi di manutenzione per il prolungamento della vita operativa, \u00e8 del tutto ragionevole pensare che sar\u00e0 necessaria la realizzazione nei prossimi anni di una quantit\u00e0 significativa di nuovi impianti. Considerando i tempi molto lunghi che intercorrono fra la decisione di investimento e l\u2019entrata in esercizio degli impianti, la discussione che si \u00e8 avviata negli ultimi mesi in Europa e in Italia \u00e8 quindi assolutamente opportuna e necessaria.<\/p>\n<h2>La strada dell\u2019autonomia energetica e la prospettiva del nucleare italiano<\/h2>\n<p>Nel corso del 2024, secondo le rilevazioni di Terna, i consumi elettrici italiani si sono attestati sui 312 TWh, soddisfatti ancora per il 47% dalle fonti fossili. Nonostante i passi avanti verso le rinnovabili, nel nostro Paese la domanda di energia viene ancora soddisfatta soprattutto mediante l\u2019importazione di gas e di petrolio, che insieme, anche considerando il settore termico e quello dei trasporti, costituiscono circa il 74% del totale dell\u2019approvvigionamento energetico nazionale.<\/p>\n<p>Nonostante la forte crescita delle rinnovabili nel settore elettrico, ancora per molti anni buona parte della domanda di energia nazionale, soprattutto per il termico e per i trasporti, sar\u00e0 soddisfatta dalle \u201cvecchie fonti fossili\u201d, esponendo la nostra Nazione a una marcata dipendenza delle importazioni di queste due fonti energetiche. Per un Paese come l\u2019Italia, privo di grandi risorse fossili, la visione di lungo termine non \u00e8 un lusso teorico, ma una necessit\u00e0 strategica e una opportunit\u00e0 di crescita competitiva e sostenibile.<\/p>\n<p>Le stringenti esigenze di sicurezza degli approvvigionamenti ed indipendenza energetica hanno da tempo, almeno dal 2022, evidenziato con chiarezza la necessit\u00e0 per l\u2019Italia di ripensare, rapidamente, al proprio futuro energetico. Diversificazione delle fonti, disponibilit\u00e0 di energia di base, affidabile, flessibile e decarbonizzata, ed economicit\u00e0, impongono quindi di considerare il nucleare nelle possibili scelte, per una strategia integrata con il gas e le rinnovabili, soprattutto in relazione alla prevista crescita esponenziale della domanda, anche rappresentata dalla rilevante richiesta di energia necessaria per alimentare data center e i sistemi di Intelligenza artificiale, che devono garantire l\u2019erogazione dei servizi senza interruzioni.<\/p>\n<h3>La delega al governo per il nucleare sostenibile e da fusione<\/h3>\n<p>Di fronte ad un quadro di simile complessit\u00e0, la scelta italiana di tornare a ragionare di opzione nucleare \u00e8 confortante sotto molti punti di vista. Come noto, e gi\u00e0 argomentato in <a href=\"https:\/\/www.secoloditalia.it\/2025\/10\/il-varo-del-disegno-di-legge-sul-nucleare-una-scelta-strategica-per-la-rinascita-industriale-e-lindipendenza-energetica\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">un precedente articolo<\/a>, l\u2019approvazione preliminare in Consiglio dei ministri il 28 febbraio del 2025 e il parere positivo di luglio in Conferenza Unificata, il 2 ottobre il Consiglio dei ministri ha dato via libera al disegno di legge per la delega al governo sulla materia della produzione di energia da fonte nucleare avanzata e sostenibile e da fusione. Il disegno di legge \u2013 che all\u2019articolo 1 prevede che entro dodici mesi dall\u2019entrata in vigore il governo emani uno o pi\u00f9 decreti legislativi recanti la disciplina per la produzione di energia da fonte nucleare, e all\u2019articolo 2 stabilisce che nell\u2019ambito della delega sia redatto un programma nazionale finalizzato allo sviluppo della produzione di energia da fonte nucleare sostenibile e un programma di monitoraggio e di informazione pubblica sul tema \u2013 \u00e8 stato trasmesso di recente al Parlamento.<\/p>\n<p>Come si pu\u00f2 leggere nella relazione illustrativa al disegno di legge \u00abuna governance lungimirante impone di perseguire l\u2019obiettivo di una produzione di energia in grado di rendere le generazioni future realmente indipendenti dal punto di vista energetico. Il problema dei costi che gravano sull\u2019utenza \u2013 che vede l\u2019Italia nel segmento di coda rispetto agli altri Paesi avanzati \u2013 \u00e8 una ulteriore ragione per la quale \u00e8 necessario valorizzare ogni risorsa in grado in incidere positivamente su tali costi. All\u2019attuale mix energetico (fossili, gas, rinnovabili e altro) va dunque sostituito un nuovo mix energetico nazionale, che possa prevedere, tra l\u2019altro, anche lo sviluppo di una fonte low-carbon programmabile e continua quale il nucleare\u00bb.<\/p>\n<h3>Un passo essenziale nello scenario energetico attuale<\/h3>\n<p>\u00abSecondo le ipotesi di scenario inserite del Pniec (Piano Nazionale Integrato per l\u2019Energia e il Clima, ndr), un mix equilibrato di rinnovabili, nucleare e gas pu\u00f2 consentire di raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione al 2050, in particolare con una quota ottimale di produzione da fonte nucleare che copre tra l\u201911% e il 22% della richiesta di energia elettrica (ovvero tra gli 8 e i 16 GW di capacit\u00e0 nucleare installata)\u00bb. Pur nella consapevolezza che i tempi tecnici per l\u2019attuazione di un simile, storico, cambiamento di rotta saranno lunghi e che non mancheranno le criticit\u00e0 a livello di implementazione territoriale delle direttive gi\u00e0 approvate in sede di disegno di legge, si tratta di un passo di enorme importanza nella direzione di creare le condizioni per una autonomia energetica; un passo assolutamente essenziale nello scenario energetico attuale.<\/p>\n<h2>Affrontare la sfida del nucleare a testa alta<\/h2>\n<p>Ma l\u2019Italia pu\u00f2 realisticamente affrontare la sfida nucleare, c\u2019\u00e8 la necessaria fiducia e consapevolezza sociale per affrontare con forza questa grande percorso di politica industriale? Sembra a tal proposito utile sottolineare che, nonostante la lunga decennale battaglia culturale antinuclearista e un diffuso clima di rassegnazione post-industriale, nel nostro Paese ancora prosperano grandi competenze di alta qualificazione e forze industriali capaci di assumere un posizionamento primario per lo sviluppo del nucleare.<\/p>\n<p>Nonostante il lungo sonno europeo e soprattutto italiano, esiste ancora in Italia un profondo giacimento di conoscenza ed esperienza sull\u2019energia nucleare, e soprattutto \u00e8 presente un vivace e diffuso entusiasmo industriale. Da qua si deve partire, con tenacia e perseveranza, potendo anche far leva su fondamentali e possibili discontinuit\u00e0 tecnologiche, ove l\u2019Italia \u00e8 gi\u00e0 molto presente con capacit\u00e0 di ricerca e industriali, in grado potenzialmente di rappresentare un vero e proprio cambio di paradigma: la capacit\u00e0 della ricerca sulla fusione, vera e propria frontiera per l\u2019indipendenza energetica, e quella dei reattori avanzati di IV generazione, modulari di piccola taglia (<em>Small modular reactors<\/em> e <em>Advanced modular reactors<\/em>), che grazie alle loro ridotte dimensioni si prestano ad una realizzazione industrializzata in serie, con conseguenti riduzione dei costi di produzione e tempi di costruzione, in modo da ridurre drasticamente l\u2019investimento iniziale e l\u2019esposizione finanziaria durante le fasi realizzative.<\/p>\n<p>Infine, tali reattori si prestano ad una produzione di elettricit\u00e0 su piccola scala, per alimentare specifiche comunit\u00e0 o aree industriali, rappresentando un perfetto elemento di integrazione sistemica alla produzione rinnovabile anche in termini di stabilizzazione di specifici nodi di rete elettrica.<\/p>\n<h3>La vitalit\u00e0 delle istituzioni e dell\u2019industria italiane<\/h3>\n<p>In Italia, prima l\u2019istituzione da parte del Mase della Piattaforma nazionale per un nucleare sostenibile, poi il decreto delega, recentemente approvato dal governo, cos\u00ec come l\u2019Accordo di programma stipulato fra Enea e Mase relativo al Piano di ricerca nucleare, dimostrano come il governo intenda creare le condizioni per un eventuale ritorno alla produzione di energia elettrica da fonte nucleare. Il recente rapporto Enea-Confindustria \u201cLo sviluppo dell\u2019energia nucleare nel mix energetico nazionale\u201d mostra, al di l\u00e0 di ogni ragionevole dubbio, che il panorama nucleare nazionale \u00e8 molto attivo. A riguardo si contano oltre 70 soggetti privati che operano, a vario titolo e livello, nel settore progettando, realizzando e installando componenti\/impianti all\u2019estero, a testimonianza del valore e del rilievo della filiera industriale nazionale di settore.<\/p>\n<p>La prospettiva di breve periodo traguarda la fissione nucleare, fonte stabile e pulita, che nel 2022 \u00e8 stata la seconda fonte di produzione di energia elettrica carbon free nel mondo, superata solo dall\u2019idroelettrico. In particolare, in Italia nel settore della fissione le partnership pi\u00f9 innovative sono quelle legate al Consorzio pubblico-privato Eagles (Enea e Ansaldo Nucleare insieme all\u2019Istituto di ricerca belga Sck-Cen e all\u2019Istituto di ricerca rumeno Raten-Icn) e la collaborazione tra Enea e Newcleo, che si basa esclusivamente su finanziamenti privati.<\/p>\n<p>Entrambe le partnership, con le proprie specifiche caratteristiche e tempistiche di implementazione, mirano a rendere disponibili nel mercato reattori di piccola scala raffreddati a piombo fuso, dopo aver realizzato e validato il primo prototipo di questa tecnologia. Sono in essere, inoltre, collaborazioni di particolare rilievo strategico, tra Enea ed Edison per lo sviluppo di sistemi di sicurezza in reattori di piccola taglia raffreddati ad acqua, che saranno probabilmente i primi ad essere disponibili sul mercato. Da menzionare \u00e8 anche la partnership di Enea con Framatome per sviluppare tecnologie di reattori nucleari destinate a produrre elettricit\u00e0 per future basi lunari.<\/p>\n<p>Quest\u2019anno poi \u00e8 nata, per studiare e sviluppare le tecnologie del nuovo nucleare sostenibile \u2013 dalla volont\u00e0 di Enel, Ansaldo e Leonardo \u2013 la societ\u00e0 Nuclitalia, che rappresenta un passo cruciale nella strategia italiana di rilancio del nucleare civile, dopo decenni di divieto (a seguito dei referendum del 1987 e del 2011). La sua attivit\u00e0 si inserisce in un quadro di rilancio normativo e industriale \u2013 con la legge delega sul nuovo nucleare approvata nel 2025 \u2013 e si pone come polo tecnologico e industriale per comprendere come l\u2019Italia possa integrare il nucleare (in particolare Smr) nel proprio mix energetico futuro.<\/p>\n<h2>L\u2019Italia e l\u2019orizzonte della fusione nucleare<\/h2>\n<p>Per quanto riguarda la fusione nucleare, la partita pi\u00f9 importante si gioca in Italia nell\u2019ambito del primo partenariato pubblico-privato istituito in Europa in questo campo con il Consorzio Dtt \u2013 che include, nella sua struttura azionaria, Enea, Cnr, Infn, universit\u00e0 e consorzi attivi nel settore nucleare, nonch\u00e9 il principale attore nazionale nel settore energetico, Eni. Il Consorzio Dtt sta costruendo il Divertor Tokamak Test Facility presso il Centro ricerche Enea di Frascati, per studiare e realizzare una soluzione tecnica adeguata al problema dello smaltimento del calore in eccesso e del plasma esausto in un reattore a fusione commerciale.<\/p>\n<h3>Il nostro Paese leader nella ricerca in Europa<\/h3>\n<p>Tale infrastruttura rappresenta un asset strategico di ricerca nazionale e internazionale ed \u00e8 stata inclusa, per tale ragione, tra le infrastrutture prioritarie per la ricerca da parte del Mur. L\u2019Italia ha svolto e continua a svolgere un ruolo preminente nelle attivit\u00e0 sulla fusione finanziate nell\u2019ambito dell\u2019accordo Euratom, ed \u00e8 oggi il secondo attore europeo, dopo la Germania, in termine di volume di attivit\u00e0 di ricerca coordinate da Eurofusion, il Consorzio che raggruppa le istituzioni di ricerca europee operanti sulla fusione (Enea per l\u2019Italia) e che coordina le attivit\u00e0 finanziate da Euratom.<\/p>\n<p>La posizione di assoluta preminenza dell\u2019Italia nel quadro europeo della fusione nucleare \u00e8 stata costruita nel corso degli anni grazie al coinvolgimento dell\u2019industria nazionale sui progetti di sviluppo delle tecnologie della fusione (superconduttivit\u00e0, manutenzione remotizzata, meccanica, ciclo del combustibile, etc.) negli esperimenti progettati e costruiti in Italia come Ftu a Frascati e Rfx a Padova. Grazie a questa sinergia tra ricerca e industria le aziende italiane sono riuscite ad assicurarsi contratti per oltre 2 miliardi di euro per la costruzione di Iter, il reattore sperimentale in costruzione a Cadarache. Il know-how acquisito nella costruzione di Iter mette l\u2019industria italiana in una posizione estremamente competitiva per la fornitura dei componenti degli impianti a fusione di prossima costruzione nel mercato globale.<\/p>\n<h3>Il ruolo italiano nella competizione globale sulla fusione<\/h3>\n<p>La competizione globale per la leadership nella fusione nucleare si sta facendo sempre pi\u00f9 accesa, una vera e propria corsa al primato, ove, a mio parere, l\u2019Italia pu\u00f2 e deve giocare un ruolo primario. Negli ultimi anni si sono affacciati nuovi attori nel campo della fusione. Le start-up private hanno raccolto sul mercato pi\u00f9 di 10 miliardi di dollari per la costruzione di nuovi impianti a fusione. Tra queste, occorre segnalare Commonwealth Fusion System, uno spin-off del Mit, che, con un forte supporto di Eni, sta sviluppando una filiera di impianti basata su materiali superconduttori avanzati e che si \u00e8 rivolta all\u2019Italia per la costruzione della camera di reazione. La Cina ha varato un programma di ricerca e sviluppo per portare a maturit\u00e0 tutte le tecnologie necessarie per la costruzione di un reattore a fusione. La Cina sta costruendo un esperimento (Best) con prestazioni analoghe a quelle di Iter e sta progettando un reattore prototipo (Cfetr).<\/p>\n<p>In questo quadro di forte competizione per la leadership tecnologica nell\u2019energia del futuro la costruzione di Dtt \u00e8 un\u2019opportunit\u00e0 unica per l\u2019Italia. Dtt infatti \u00e8 l\u2019unico esperimento di grandi dimensioni (a parte Iter) in costruzione in Europa, che integrer\u00e0 gran parte delle principali tecnologie di un reattore a fusione in un impianto che sar\u00e0 quello di maggiori prestazioni in Europa dopo Iter. \u00c8 importante sottolineare che l\u2019integrazione di varie tecnologie in un unico impianto \u00e8 un fattore determinante per la crescita delle capacit\u00e0 del sistema Paese rispetto allo sviluppo separato delle tecnologie.<\/p>\n<h2>L\u2019esercizio di sovranit\u00e0 tecnologica oltre i progetti scientifici<\/h2>\n<p>Si tratta di investimenti da effettuare oggi per creare benefici e opportunit\u00e0 di sviluppo che\u00a0 matureranno oltre una generazione. L\u2019Italia \u00e8 protagonista della filiera europea e internazionale della fusione: Iter e Dtt non sono solo progetti scientifici, ma esercizi di sovranit\u00e0 tecnologica sul tempo lungo. Inoltre, l\u2019Italia \u00e8 sede del supercomputer Pitagora, dedicato alla simulazione per la fisica del plasma e materiali avanzati per la fusione, consolidando cos\u00ec una posizione di rilievo nell\u2019ecosistema europeo della ricerca sulla fusione.<\/p>\n<p>La fusione nucleare rappresenta l\u2019archetipo della politica energetica e industriale di lungo periodo: Iter e Dtt sono progetti fondamentali, con Iter che mira al primo plasma intorno al 2039, mentre il Dtt \u00e8 un banco di prova italiano e europeo che prepara la strada per il successivo reattore Demo, che dovr\u00e0 produrre energia elettrica dopo il 2050, dimostrando la maturit\u00e0 tecnologica necessaria per reattori commerciali, integrando rinnovabili e stoccaggio energetico per la transizione. Nella fusione nucleare si concentra il coraggio cos\u00ec come l\u2019opportunit\u00e0 di guardare al tempo lungo, la capacit\u00e0 della societ\u00e0 di pensare decenni avanti, assicurando sicurezza, autonomia e futuro energetico.<\/p>\n<h2>Il tempo delle scelte: il nucleare come leva di sovranit\u00e0 nazionale<\/h2>\n<p>Il tempo \u00e8 la variabile pi\u00f9 importante nel dibattito energetico italiano. \u00c8 proprio sul tempo \u2013 quello lungo delle infrastrutture, delle competenze e delle filiere industriali \u2013 che si misura la sovranit\u00e0 di un Paese. E il nucleare, oggi, non \u00e8 una questione ideologica, ma una scelta strategica sul futuro dell\u2019Italia. Per un Paese come l\u2019Italia, privo di risorse fossili e ancora fortemente dipendente dalle importazioni\u00a0 di clean technologies, la strada del nucleare non \u00e8 un lusso teorico, ma una necessit\u00e0 strategica e una opportunit\u00e0 di sviluppo competitivo e sostenibile. Temporeggiare \u00e8 una scelta implicita a favore della dipendenza esterna, che pu\u00f2 anche determinare perdita di opportunit\u00e0 e di crescita. Quello che si staglia all\u2019orizzonte potrebbe davvero essere un nuovo entusiastico e futurista \u201cassalto al cielo\u201d attraverso il quale recuperare la nostra indipendenza e rilanciare la nostra industria. Un cambio di passo utile per l\u2019intero sistema-Paese, ma ancor di pi\u00f9 per mettere in discussione a nostro vantaggio i rapporti di forza internazionali.<\/p>\n<h3>Ricerca pubblica e azione industriale per un futurista \u201cassalto al cielo\u201d<\/h3>\n<p>In questo contesto \u00e8 utile sottolineare che il sistema pubblico della ricerca dispone del know-how necessario a sviluppare e innovare, seguendo un approccio integrato, prodotti, processi e soluzioni innovative; e il sistema privato italiano dispone di eccellenze tecnologiche, spirito di innovazione, avanguardia industriale e soprattutto voglia di fare. E l\u2019accelerazione del percorso verso il nucleare italiano parte proprio dalla sintesi e dalla sinergia tra la ricerca pubblica e l\u2019azione industriale, e dalla necessaria costruzione di una solida catena del valore nazionale.<\/p>\n<p>Serviranno impegno, entusiasmo, equilibrio e soprattutto visione, per affrontare con lucidit\u00e0 il tempo necessario a superare ostacoli culturali, tecnici e burocratici, rafforzare i centri di ricerca, rilanciare le filiere industriali e innovare la governance del settore. Si tratta di una sfida decisiva per l\u2019Italia: non solo per riconquistare l\u2019indipendenza energetica, ma per avviare una vera rinascita industriale fondata su tecnologia, conoscenza e capacit\u00e0 di pensare nel lungo periodo. Il varo del disegno di legge sul nucleare nel 2025 ha segnato una svolta nella politica energetica e industriale nazionale. Il 2026 sar\u00e0 un anno decisivo per il futuro energetico nazionale: quello in cui l\u2019Italia dovr\u00e0 dimostrare se \u00e8 pronta a trasformare la visione in scelta e azione, e il tempo lungo in strategia.<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"commentSectionContainer\">\n<p class=\"comments-title\">Non ci sono commenti, inizia una discussione<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"comments\" class=\"comments-area closed\">\n<div id=\"respond\" class=\"comment-respond\">\n<h3 id=\"reply-title\" class=\"comment-reply-title\">Lascia un commento <small><a rel=\"nofollow\" id=\"cancel-comment-reply-link\" href=\"https:\/\/www.secoloditalia.it\/2026\/01\/il-tempo-e-energia-litalia-e-la-via-del-nucleare-avanzato-e-sostenibile-la-vera-sfida-e-scegliere-un-orizzonte\/#respond\">Annulla risposta<\/a><\/small><\/h3>\n<p class=\"comment-notes\"><span id=\"email-notes\">Il tuo indirizzo email non sar\u00e0 pubblicato.<\/span><span class=\"required-field-message\">I campi obbligatori sono contrassegnati <span class=\"required\">*<\/span><\/span><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"info-condivisione bottom\">\n<div>\n<p>di <span class=\"autore\">Gian Piero Joime<\/span> &#8211; <span class=\"data\">4 Gennaio 2026<\/span><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"tags\">\n<ul>\n<li><a href=\"https:\/\/www.secoloditalia.it\/tag\/2026\/\">2026<\/a><\/li>\n<\/ul>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/article>\n<article>\n<figure class=\"special\"><a href=\"https:\/\/www.secoloditalia.it\/2026\/01\/referendum-pesante-mazzata-per-il-no-respinto-il-ridicolo-ricorso-per-far-slittare-il-voto\/\" aria-label=\"Referendum, pesante mazzata per il \u201cNo\u201d: respinto il ridicolo ricorso per far slittare il voto\" class=\"lower\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"370\" height=\"154\" src=\"https:\/\/analyse.optim.biz\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/referendum_tar-voto-370x154-1-21.jpg\" class=\"attachment-standard-lower size-standard-lower wp-post-image\" alt=\"Referendum, pesante mazzata per il \u201cNo\u201d: respinto il ridicolo ricorso per far slittare il voto\" title=\"Referendum, pesante mazzata per il \u201cNo\u201d: respinto il ridicolo ricorso per far slittare il voto\"><\/a><\/figure>\n<p class=\"occhiello\">Alle urne 22 e 23 marzo<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.secoloditalia.it\/2026\/01\/referendum-pesante-mazzata-per-il-no-respinto-il-ridicolo-ricorso-per-far-slittare-il-voto\/\"><\/p>\n<h4 class=\"titolo\">Referendum, <strong>pesante mazzata<\/strong> per il &#8220;No&#8221;: respinto il ridicolo ricorso per far slittare il voto<\/h4>\n<p><\/a><\/article>\n<article>\n<p class=\"occhiello\">Aperte tutte le piste<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.secoloditalia.it\/2026\/01\/la-battuta-di-caccia-finisce-in-tragedia-morti-tre-uomini-in-provincia-di-messina\/\"><\/p>\n<h4 class=\"titolo\">La battuta di caccia finisce in tragedia: morti tre uomini in provincia di Messina<\/h4>\n<p><\/a><\/article>\n<article>\n<p class=\"occhiello\">Persi tre appelli su tre<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.secoloditalia.it\/2026\/01\/renzi-fa-il-triplete-di-sconfitte-in-tribunale-travaglio-gode-babbo-tiziano-gli-deve-100mila-euro\/\"><\/p>\n<h4 class=\"titolo\"><strong> Renzi fa il triplete di sconfitte in tribunale:<\/strong> Travaglio gode, babbo Tiziano gli deve 100mila euro<\/h4>\n<p><\/a><\/article>\n<article>\n<p class=\"categoria\">Economia<\/p>\n<figure class=\"special\"><a href=\"https:\/\/www.secoloditalia.it\/2026\/01\/germania-bufera-sul-colosso-deutsche-bank-perquisizioni-e-ipotesi-di-riciclaggio-con-pista-russa\/\" aria-label=\"Germania, bufera sul colosso Deutsche Bank: perquisizioni e ipotesi di riciclaggio con pista \u201crussa\u201d\" class=\"lower\"><img decoding=\"async\" width=\"370\" height=\"154\" src=\"https:\/\/analyse.optim.biz\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/deutsche-bank-370x154-20.jpg\" class=\"attachment-standard-lower size-standard-lower wp-post-image\" alt=\"Germania, bufera sul colosso Deutsche Bank: perquisizioni e ipotesi di riciclaggio con pista \u201crussa\u201d\" loading=\"lazy\" title=\"Germania, bufera sul colosso Deutsche Bank: perquisizioni e ipotesi di riciclaggio con pista \u201crussa\u201d\"><\/a><\/figure>\n<p class=\"occhiello\">L&#8217;indagine della Procura<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.secoloditalia.it\/2026\/01\/germania-bufera-sul-colosso-deutsche-bank-perquisizioni-e-ipotesi-di-riciclaggio-con-pista-russa\/\"><\/p>\n<h4 class=\"titolo\">Germania, bufera sul colosso Deutsche Bank: perquisizioni e ipotesi di riciclaggio con pista \u201crussa\u201d<\/h4>\n<p><\/a><\/article>\n<p> Source URL: https:\/\/www.secoloditalia.it\/2026\/01\/il-tempo-e-energia-litalia-e-la-via-del-nucleare-avanzato-e-sostenibile-la-vera-sfida-e-scegliere-un-orizzonte\/<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il 2026 della transizione Il tempo \u00e8 energia: l\u2019Italia e la via del nucleare avanzato e sostenibile. 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