{"id":1511024,"date":"2026-01-21T17:09:48","date_gmt":"2026-01-21T14:09:48","guid":{"rendered":"https:\/\/analyse.optim.biz\/?p=1511024"},"modified":"2026-01-21T17:09:48","modified_gmt":"2026-01-21T14:09:48","slug":"parkinson-uno-studio-italiano-potrebbe-cambiare-il-modo-in-cui-viene-diagnosticata-e-trattata-la-malattia-ecco-in-che-modo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/analyse.optim.biz\/?p=1511024","title":{"rendered":"Parkinson, uno studio italiano potrebbe cambiare il modo in cui viene diagnosticata e trattata la malattia: ecco in che modo"},"content":{"rendered":"<div class=\"body-text\">\n<p>Pubblicato sulla rivista del gruppo <strong>Nature-PNJ Parkinson\u2019s Disease<\/strong> lo studio tutto italiano\u00a0che per la prima volta rileva nel plasma l\u2019enzima <strong>JNK3<\/strong> come indicatore di danno neuronale, in grado di guidare la diagnosi <strong>precoce<\/strong>, monitorare l\u2019<strong>evoluzione<\/strong> della malattia e aprire nuove strade <strong>terapeutiche<\/strong>. La ricerca \u00e8 stata coordinata dall\u2019<u>Universit\u00e0 Statale di Milano <\/u>e dall\u2019<u>Istituto Mario Negri<\/u>, con il contributo di ricercatori della <u>Sapienza di Roma<\/u>.<\/p>\n<aside class=\"slider-articoli-orizzontale in-article\">\n<div class=\"testatabox default\"><span>APPROFONDIMENTI<\/span><\/div>\n<div class=\"slider-items\" data-slidestoshow=\"3\" data-slidestoscroll=\"2\" data-slidedots data-slidearrows=\"1\">\n<article class=\"col-xs html_base_bottom salute alimentazione \">\n<div class=\"item_content\"><span class=\"testatina testatina-articolo\"><a href=\"http:\/\/corriereadriatico.it\/salute\/alimentazione\/tumore_cosa_mangiare_colazione_cena_prevenire_malattia_cerali_integrali_olio_fa_male_dieta-9309783.html\">LO STUDIO<\/a><\/span><\/p>\n<figure class=\"medium\"><a href=\"http:\/\/corriereadriatico.it\/salute\/alimentazione\/tumore_cosa_mangiare_colazione_cena_prevenire_malattia_cerali_integrali_olio_fa_male_dieta-9309783.html\" title=\"Tumore, cosa mangiare per prevenire la malattia\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/analyse.optim.biz\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/9309783_21071316_food_1524546_1920-2.jpg\" title=\"Tumore, cosa mangiare per prevenire la malattia\" width=\"264\" height=\"144\"><\/a><\/figure>\n<div class=\"titolo\"><a href=\"http:\/\/corriereadriatico.it\/salute\/alimentazione\/tumore_cosa_mangiare_colazione_cena_prevenire_malattia_cerali_integrali_olio_fa_male_dieta-9309783.html\" title=\"Tumore, cosa mangiare per prevenire la malattia\">Tumore, cosa mangiare per prevenire la malattia<\/a><\/div>\n<\/div>\n<\/article>\n<article class=\"col-xs html_base_bottom salute focus \">\n<div class=\"item_content\"><span class=\"testatina testatina-articolo\"><a href=\"http:\/\/corriereadriatico.it\/salute\/focus\/cibi_peggiori_intestino_quali_sono_gelato_pane_confezionato-9309454.html\">DIETA<\/a><\/span><\/p>\n<figure class=\"medium\"><a href=\"http:\/\/corriereadriatico.it\/salute\/focus\/cibi_peggiori_intestino_quali_sono_gelato_pane_confezionato-9309454.html\" title=\"I sei cibi peggiori per l'intestino\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/analyse.optim.biz\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/9309454_20185136_alimenti-2.jpg\" title=\"I sei cibi peggiori per l'intestino\" width=\"264\" height=\"144\"><\/a><\/figure>\n<div class=\"titolo\"><a href=\"http:\/\/corriereadriatico.it\/salute\/focus\/cibi_peggiori_intestino_quali_sono_gelato_pane_confezionato-9309454.html\" title=\"I sei cibi peggiori per l'intestino\">I sei cibi peggiori per l&#8217;intestino<\/a><\/div>\n<\/div>\n<\/article>\n<article class=\"col-xs html_base_bottom salute ricerca \">\n<div class=\"item_content\"><span class=\"testatina testatina-articolo\"><a href=\"http:\/\/corriereadriatico.it\/salute\/ricerca\/emofilia_a_nuova_profilassi_settimanale-9311369.html\">SALUTE<\/a><\/span><\/p>\n<figure class=\"medium\"><a href=\"http:\/\/corriereadriatico.it\/salute\/ricerca\/emofilia_a_nuova_profilassi_settimanale-9311369.html\" title=\"Emofilia A, arriva una nuova profilassi settimanale\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/analyse.optim.biz\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/9311369_21162443_1000397609.jpg\" title=\"Emofilia A, arriva una nuova profilassi settimanale\" width=\"264\" height=\"144\"><\/a><\/figure>\n<div class=\"titolo\"><a href=\"http:\/\/corriereadriatico.it\/salute\/ricerca\/emofilia_a_nuova_profilassi_settimanale-9311369.html\" title=\"Emofilia A, arriva una nuova profilassi settimanale\">Emofilia A, arriva una nuova profilassi settimanale<\/a><\/div>\n<\/div>\n<\/article>\n<\/div>\n<\/aside>\n<h4>L&#8217;enzima JNK3<\/h4>\n<p>Lo studio si incentra sul ruolo dell&#8217;enzima JNK3 (c-Jun N-terminal kinase 3), una proteina\u00a0appartenente alla famiglia delle <strong>chinasi<\/strong>, cio\u00e8 un enzima che modifica altre proteine aggiungendo gruppi fosfato, che include anche le isoforme JNK1 e JNK2. A differenza delle sue &#8216;sorelle&#8217;, presenti in molti tessuti, JNK3 \u00e8 espressa quasi esclusivamente nel cervello e in parte minore in cuore e testicoli. Per questo motivo \u00e8\u00a0molto studiata nelle malattie neurodegenerative.<\/p>\n<p>L&#8217;enzima \u00e8\u00a0un attore chiave nei processi di <u>morte neuronale<\/u> e nella regolazione del &#8220;<strong>danno sinaptico<\/strong>&#8220;, che \u00e8 riconosciuto come uno degli eventi neurodegenerativi pi\u00f9 precoci e comuni. JNK3 si attiva quando l&#8217;organismo subisce un forte <strong>stress\u00a0<\/strong>dovuto a infiammazione, danno mitocondriale,\u00a0accumulo di proteine tossiche e stress ossidativo. In caso di attivazione, in risposta allo stress mette in moto i geni coinvolti nell&#8217;<strong>apoptosi <\/strong>(morte cellulare programmata), fungendo come una sorta di &#8220;interruttore molecolare\u201d che pu\u00f2 spingere il neurone verso la morte quando il danno \u00e8 troppo grande.<\/p>\n<h4>Lo studio<\/h4>\n<p>La ricerca condotta dall&#8217;Universit\u00e0\u00a0degli studi di Milano, l&#8217;Istituto Mario Negri e la Sapienza, ha posto un tassello in pi\u00f9 nella conoscenza dell&#8217;enzima JNK3. Se finora era classificato solo come\u00a0target molecolare nei processi degenerativi, grazie a questo studio si \u00e8 potuto\u00a0identificare\u00a0anche nel <strong>plasma<\/strong> come indicatore del danno neuronale, aprendo cos\u00ec la strada a nuove applicazioni <strong>diagnostiche <\/strong>e <strong>cliniche<\/strong>.\u00a0<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/statics.cedscdn.it\/uploads\/ckfile\/202601\/s41531_025_01224_4_21180014.pdf\" target=\"_blank\">Il testo integrale dello studio<\/a><\/p>\n<p>La ricerca,\u00a0coordinata da <strong>Tiziana Borsello<\/strong>, docente\u00a0dell\u2019Universit\u00e0\u00a0degli studi di Milano e\u00a0responsabile del Laboratorio Morte neuronale e neuroprotezione all\u2019Istituto\u00a0Mario Negri,\u00a0\u00e8 frutto di una collaborazione interdisciplinare con <strong>Domenico Raimondo<\/strong> della\u00a0Sapienza Universit\u00e0 di Roma, <strong>Mariaelena Repici<\/strong> dell\u2019Universit\u00e0 di Aston UK, <strong>Nunzio Perta<\/strong> dell\u2019Universit\u00e0 Politecnica delle Marche e <strong>Giorgia Melli<\/strong> dell\u2019Universit\u00e0 della Svizzera Italiana.<\/p>\n<p><b>I commenti dei ricercatori<\/b><\/p>\n<p>\u00abQuesti risultati rappresentano una svolta nella comprensione del Parkinson e delle malattie neurodegenerative. JNK3, conosciuta finora come un target molecolare cruciale nei processi degenerativi, emerge oggi come un nuovo <strong>biomarcatore<\/strong>, in grado di guidare la diagnosi <strong>precoce<\/strong>, monitorare l\u2019evoluzione della malattia e potenzialmente aprire nuove strade terapeutiche\u00bb,\u00a0spiega\u00a0Tiziana\u00a0Borsello, il cui gruppo di ricerca \u00e8 stato tra i primi a ipotizzare che JNK3 potesse\u00a0rappresentare non solo un bersaglio terapeutico, ma anche un\u00a0<strong>segnale<\/strong> tangibile della disfunzione neuronale.<\/p>\n<p>\u00abQuesta scoperta si inserisce in una visione pi\u00f9 <strong>ampia<\/strong>: comprendere come vie di risposta allo stress, disfunzione e vulnerabilit\u00e0 neuronale si intreccino nelle diverse malattie del cervello siano esse croniche come il Parkinson e l\u2019Alzheimer, che acute come l\u2019ischemia cerebrale\u00bb, aggiunge\u00a0Domenico Raimondo\u00a0del Dipartimento di Medicina molecolare della Sapienza.<\/p>\n<p>\u00abBiomarcatori come JNK3, insieme a strategie terapeutiche <strong>innovative<\/strong>, permetteranno di <strong>accelerare <\/strong>la traduzione clinica e di aprire la strada a una medicina realmente personalizzata per i pazienti affetti da malattie del cervello.\u00a0Per accelerare la translazione di terapie innovative abbiamo fondato <strong>PepTiDa<\/strong>, start-up innovativa e spin-off dell\u2019Universit\u00e0 di Milano\u00bb,\u00a0conclude\u00a0Tiziana Borsello.<\/p>\n<p><strong>L&#8217;importanza del lavoro di squadra<\/strong><\/p>\n<p>Questa intuizione ha preso forma concreta grazie alla collaborazione con il gruppo di Giorgia Melli,\u00a0che ha fornito una coorte di <strong>pazienti<\/strong> attentamente selezionata per testare l\u2019ipotesi in ambito clinico, riuscendo a\u00a0traslare per la prima volta la biologia di JNK3 dalla ricerca di laboratorio alla ricerca clinica, e costruendo quindi una relazione tra sperimentazione scientifica e applicazioni mediche concrete.\u00a0<\/p>\n<p>Il lavoro <strong>sinergico <\/strong>dell\u2019intero team ha consentito di contribuire ad una visione pi\u00f9 completa dei meccanismi patologici coinvolti nelle malattie neurologiche degenerative:\u00a0JNK3 emerge infatti come\u00a0un nuovo biomarcatore ematico associato alla neurodegenerazione,\u00a0mostra\u00a0alta specificit\u00e0 nel distinguere pazienti con Parkinson da soggetti sani, \u00e8\u00a0rilevabile tramite un semplice <strong>prelievo <\/strong>di sangue\u00a0ed \u00e8 quindi potenzialmente utile per la\u00a0diagnosi precoce,\u00a0la stratificazione dei pazienti e la selezione dei pazienti per trial clinici.<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"articleBody\" data-key=\"articleBody\">Pubblicato sulla rivista del gruppo Nature-PNJ Parkinson\u2019s Disease lo studio tutto italiano\u00a0che per la prima volta rileva nel plasma l\u2019enzima JNK3 come indicatore di danno neuronale, in grado di guidare la diagnosi precoce, monitorare l\u2019evoluzione della malattia e aprire nuove strade terapeutiche. La ricerca \u00e8 stata coordinata dall\u2019Universit\u00e0 Statale di Milano e dall\u2019Istituto Mario Negri, con il contributo di ricercatori della Sapienza di Roma. L&#8217;enzima JNK3 Lo studio si incentra sul ruolo dell&#8217;enzima JNK3 (c-Jun N-terminal kinase 3), una proteina\u00a0appartenente alla famiglia delle chinasi, cio\u00e8 un enzima che modifica altre proteine aggiungendo gruppi fosfato, che include anche le isoforme JNK1 e JNK2. A differenza delle sue &#8216;sorelle&#8217;, presenti in molti tessuti, JNK3 \u00e8 espressa quasi esclusivamente nel cervello e in parte minore in cuore e testicoli. Per questo motivo \u00e8\u00a0molto studiata nelle malattie neurodegenerative. L&#8217;enzima \u00e8\u00a0un attore chiave nei processi di morte neuronale e nella regolazione del &#8220;danno sinaptico&#8221;, che \u00e8 riconosciuto come uno degli eventi neurodegenerativi pi\u00f9 precoci e comuni. JNK3 si attiva quando l&#8217;organismo subisce un forte stress\u00a0dovuto a infiammazione, danno mitocondriale,\u00a0accumulo di proteine tossiche e stress ossidativo. In caso di attivazione, in risposta allo stress mette in moto i geni coinvolti nell&#8217;apoptosi (morte cellulare programmata), fungendo come una sorta di &#8220;interruttore molecolare\u201d che pu\u00f2 spingere il neurone verso la morte quando il danno \u00e8 troppo grande. Lo studio La ricerca condotta dall&#8217;Universit\u00e0\u00a0degli studi di Milano, l&#8217;Istituto Mario Negri e la Sapienza, ha posto un tassello in pi\u00f9 nella conoscenza dell&#8217;enzima JNK3. Se finora era classificato solo come\u00a0target molecolare nei processi degenerativi, grazie a questo studio si \u00e8 potuto\u00a0identificare\u00a0anche nel plasma come indicatore del danno neuronale, aprendo cos\u00ec la strada a nuove applicazioni diagnostiche e cliniche.\u00a0 Il testo integrale dello studio La ricerca,\u00a0coordinata da Tiziana Borsello, docente\u00a0dell\u2019Universit\u00e0\u00a0degli studi di Milano e\u00a0responsabile del Laboratorio Morte neuronale e neuroprotezione all\u2019Istituto\u00a0Mario Negri,\u00a0\u00e8 frutto di una collaborazione interdisciplinare con Domenico Raimondo della\u00a0Sapienza Universit\u00e0 di Roma, Mariaelena Repici dell\u2019Universit\u00e0 di Aston UK, Nunzio Perta dell\u2019Universit\u00e0 Politecnica delle Marche e Giorgia Melli dell\u2019Universit\u00e0 della Svizzera Italiana. I commenti dei ricercatori \u00abQuesti risultati rappresentano una svolta nella comprensione del Parkinson e delle malattie neurodegenerative. JNK3, conosciuta finora come un target molecolare cruciale nei processi degenerativi, emerge oggi come un nuovo biomarcatore, in grado di guidare la diagnosi precoce, monitorare l\u2019evoluzione della malattia e potenzialmente aprire nuove strade terapeutiche\u00bb,\u00a0spiega\u00a0Tiziana\u00a0Borsello, il cui gruppo di ricerca \u00e8 stato tra i primi a ipotizzare che JNK3 potesse\u00a0rappresentare non solo un bersaglio terapeutico, ma anche un\u00a0segnale tangibile della disfunzione neuronale. \u00abQuesta scoperta si inserisce in una visione pi\u00f9 ampia: comprendere come vie di risposta allo stress, disfunzione e vulnerabilit\u00e0 neuronale si intreccino nelle diverse malattie del cervello siano esse croniche come il Parkinson e l\u2019Alzheimer, che acute come l\u2019ischemia cerebrale\u00bb, aggiunge\u00a0Domenico Raimondo\u00a0del Dipartimento di Medicina molecolare della Sapienza. \u00abBiomarcatori come JNK3, insieme a strategie terapeutiche innovative, permetteranno di accelerare la traduzione clinica e di aprire la strada a una medicina realmente personalizzata per i pazienti affetti da malattie del cervello.\u00a0Per accelerare la translazione di terapie innovative abbiamo fondato PepTiDa, start-up innovativa e spin-off dell\u2019Universit\u00e0 di Milano\u00bb,\u00a0conclude\u00a0Tiziana Borsello. L&#8217;importanza del lavoro di squadra Questa intuizione ha preso forma concreta grazie alla collaborazione con il gruppo di Giorgia Melli,\u00a0che ha fornito una coorte di pazienti attentamente selezionata per testare l\u2019ipotesi in ambito clinico, riuscendo a\u00a0traslare per la prima volta la biologia di JNK3 dalla ricerca di laboratorio alla ricerca clinica, e costruendo quindi una relazione tra sperimentazione scientifica e applicazioni mediche concrete.\u00a0 Il lavoro sinergico dell\u2019intero team ha consentito di contribuire ad una visione pi\u00f9 completa dei meccanismi patologici coinvolti nelle malattie neurologiche degenerative:\u00a0JNK3 emerge infatti come\u00a0un nuovo biomarcatore ematico associato alla neurodegenerazione,\u00a0mostra\u00a0alta specificit\u00e0 nel distinguere pazienti con Parkinson da soggetti sani, \u00e8\u00a0rilevabile tramite un semplice prelievo di sangue\u00a0ed \u00e8 quindi potenzialmente utile per la\u00a0diagnosi precoce,\u00a0la stratificazione dei pazienti e la selezione dei pazienti per trial clinici.<\/div>\n<p> Source URL: http:\/\/corriereadriatico.it\/salute\/medicina\/parkinson_nuovo_studio_italiano_diagnosticare_e_monitorare_la_malattia_come_cosa_sappiamo_ultime_notizie-9311427.html<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pubblicato sulla rivista del gruppo Nature-PNJ Parkinson\u2019s Disease lo studio tutto italiano\u00a0che per la prima volta rileva nel plasma l\u2019enzima JNK3 come indicatore di danno neuronale, in grado di guidare la diagnosi precoce, monitorare l\u2019evoluzione della malattia e aprire nuove strade terapeutiche. 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