{"id":1491862,"date":"2026-01-22T09:22:34","date_gmt":"2026-01-22T06:22:34","guid":{"rendered":"https:\/\/analyse.optim.biz\/?p=1491862"},"modified":"2026-01-22T09:22:34","modified_gmt":"2026-01-22T06:22:34","slug":"il-marco-aurelio-capitolino-e-il-suo-gemello-scene-da-un-restauro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/analyse.optim.biz\/?p=1491862","title":{"rendered":"Il Marco Aurelio capitolino e il suo gemello: scene da un restauro"},"content":{"rendered":"<div class=\"body-text\">\n<p>Rilievi laser scanner e sensori per rivelare dati e condizioni dell\u2019ambiente. Campagne di rilievo fotogrammetrico, termografico e acquisizioni ad alta frequenza per creare una copia virtuale del monumento.<\/p>\n<div class=\"embed_audio\" data-titolo=\"Milano-Cortina 2026, Olimpiadi invernali con l'IA. E gli spettatori si divertiranno ancora di pi\u00f9\"><a class=\"spreaker-player\" data-height=\"150px\" data-hide-comments=\"false\" data-hide-likes=\"false\" data-hide-logo=\"true\" data-hide-sharing=\"false\" data-resource=\"episode_id=69542065\" data-width=\"100%\" href=\"https:\/\/www.spreaker.com\">Ascolta: Milano-Cortina 2026, Olimpiadi invernali con l&#039;IA. E gli spettatori si divertiranno ancora di pi&ugrave;<\/a><\/div>\n<p>C\u2019\u00e8 un gemello digitale della statua di <a href=\"http:\/\/corriereadriatico.it\/t\/marco-aurelio\">Marco Aurelio<\/a>, conservata ai <a href=\"http:\/\/corriereadriatico.it\/t\/musei-capitolini\">Musei Capitolini<\/a>, a Roma, nel cuore del progetto Eris, raccontato nel volume Marco Aurelio nell\u2019Era Digitale, appena pubblicato da Gangemi, nato dalla collaborazione tra i Capitolini e <a href=\"http:\/\/corriereadriatico.it\/t\/sapienza\">Sapienza<\/a> Universit\u00e0 di Roma, nel ventennale dell\u2019inaugurazione della Sala dell\u2019Esedra, progettata da Carlo Aymonino per ospitare il monumento bronzeo.<\/p>\n<p> \u00abDel monumento equestre dedicato all\u2019imperatore Marco Aurelio non troviamo alcuna menzione nelle fonti letterarie antiche ma \u00e8 verosimile che sia stato innalzato nel 176 d.C., insieme ai numerosi altri onori tributatigli in occasione del trionfo sulle popolazioni germaniche, o nel 180, subito dopo la morte dell\u2019imperatore\u00bb, sottolinea il sovrintendente Capitolino Claudio Parisi Presicce, curatore del volume con Vincenzo Gattulli, ordinario di Scienza delle Costruzioni, e Spartaco Paris, ordinario di Tecnologia dell\u2019Architettura. \u00abIn quei tempi a Roma, le statue equestri erano numerose: le descrizioni tardoimperiali della citt\u00e0 ne enumerano 22 maggiori del vero, come Marco Aurelio. Quest\u2019ultimo tuttavia \u00e8 l\u2019unico giunto fino a noi e in virt\u00f9 della sua integrit\u00e0 ha assunto ben presto un valore simbolico per tutti coloro che intendevano proporsi come eredi dell\u2019antica Roma imperiale\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p><strong>LA COPIA<\/strong><br \/> Emblema della citt\u00e0 \u2013 tradizione vuole che la sua durata sia legata a quella della statua \u2013 l\u2019opera, dopo l\u2019attentato terroristico del 1979, fu sottoposta a un importante restauro e poi, per musealizzarla mantenendo per\u00f2 la sua \u201cpresenza\u201d in piazza, ne fu realizzata una copia in bronzo. Anche per quest\u2019intervento furono utilizzati strumenti innovativi e una combinazione di tecniche. \u00c8 anche per questa storia all\u2019avanguardia e per il suo valore emblematico, ovviamente, che ora \u00e8 stato realizzato un gemello digitale dell\u2019opera, come nuova frontiera e occasione di studio. Di norma le copie digitali vengono utilizzate nei progetti immersivi di realt\u00e0 aumentata, dunque per intrattenimento. Qui, invece, l\u2019obiettivo \u00e8 lo studio. Non a caso, particolare attenzione \u00e8 stata data alla riproduzione di tutte le tracce sulla superficie della statua, che raccontano la sua storia, tra segni del tempo e tracce di interventi e restauri di epoche differenti. Poche e scarsamente indagate, le antiche statue in bronzo potrebbero avere nel gemello del Marco Aurelio un \u201cmodello\u201d di analisi. La collaborazione multidisciplinare tra ingegneri, architetti, storici dell\u2019arte e restauratori attraverso l\u2019uso di robotica, sensoristica e digitalizzazione consente una comprensione pi\u00f9 profonda dell\u2019opera, offrendo nuovi strumenti per la sua tutela e anche per la manutenzione predittiva del monumento. Non solo. Un gemello, infatti, \u00e8 stato realizzato anche per l\u2019Esedra, assicurando il puntuale monitoraggio ambientale e strutturale dell\u2019intero ambiente. Ci\u00f2 significa: rilievo e realizzazione tridimensionale dell\u2019esistente ma anche organizzazione dei dati geometrici, storici, tecnici e diagnostici in un\u2019unica piattaforma. Questi sistemi sono alla base di un approccio predittivo a conservazione, gestione e valorizzazione del patrimonio, che permette analisi simulate, monitoraggi automatizzati e molto altro. Una diagnostica non invasiva.<\/p>\n<p>\u00a0<br \/><strong>LE PROSPETTIVE<\/strong><br \/> Il potenziale \u00e8 decisamente ampio e interessa anche gli aspetti museali. Attraverso un display collocato accanto alla statua il visitatore potrebbe approfondire \u201csegni\u201d e storia delle trentadue sezioni che compongono l\u2019opera, da leggere come una sorta di atlante della metallurgia \u2013 e delle sue lavorazioni \u2013 nei secoli. Un esempio di questa differente modalit\u00e0 di fruizione, si pu\u00f2 vedere fino al 12 aprile, sempre ai Capitolini, nel progetto Il non finito: fra poetica e tecnica esecutiva, appena inaugurato. Curato da Costanza Barbieri, coordinatrice del Work Package 2 di Ear &#8211; Enacting Artistic Research e docente dell\u2019Accademia di Belle Arti di Roma, e Claudio Seccaroni di Enea, attraverso una serie di installazioni multimediali rivela i segreti del processo creativo dietro alcune opere non finite, appunto, portando in primo piano ripensamenti, modifiche e soluzioni adottate dai vari artisti. Cornici digitali giustapposte ai dipinti consentono di sfogliare in modo virtuale le fotografie del disegno preparatorio e i risultati di radiografia digitale, riflettografia infrarossa, fluorescenza Uv e Ma-Xrf.\u00a0<\/p>\n<p> \u00abUtilizzando alcune tecniche scientifiche di indagine, abbiamo aperto un varco sul non conosciuto, svelando aspetti diversi, poi celati e modificati e resi unici delle opere selezionate \u2013 dice Barbieri \u2013 Con questo progetto permettiamo allo spettatore in visita di partecipare in modo dinamico, perch\u00e9 i quadri analizzati non sono pi\u00f9 opere statiche, congelate, semplicemente da osservare ma includono elementi in itinere che permettono di comprenderne il processo, l&#8217;azione creativa e i cambiamenti, i ripensamenti dell&#8217;autore\u00bb. Insomma, di vederle \u201cvivere\u201d. Cos\u00ec la diagnostica diventa un nuovo linguaggio, tutto da indagare, partendo da Roma.\u00a0<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"articleBody\" data-key=\"articleBody\">Rilievi laser scanner e sensori per rivelare dati e condizioni dell\u2019ambiente. Campagne di rilievo fotogrammetrico, termografico e acquisizioni ad alta frequenza per creare una copia virtuale del monumento. Ascolta: Milano-Cortina 2026, Olimpiadi invernali con l&#8217;IA. E gli spettatori si divertiranno ancora di pi\u00f9 C\u2019\u00e8 un gemello digitale della statua di Marco Aurelio, conservata ai Musei Capitolini, a Roma, nel cuore del progetto Eris, raccontato nel volume Marco Aurelio nell\u2019Era Digitale, appena pubblicato da Gangemi, nato dalla collaborazione tra i Capitolini e Sapienza Universit\u00e0 di Roma, nel ventennale dell\u2019inaugurazione della Sala dell\u2019Esedra, progettata da Carlo Aymonino per ospitare il monumento bronzeo. \u00abDel monumento equestre dedicato all\u2019imperatore Marco Aurelio non troviamo alcuna menzione nelle fonti letterarie antiche ma \u00e8 verosimile che sia stato innalzato nel 176 d.C., insieme ai numerosi altri onori tributatigli in occasione del trionfo sulle popolazioni germaniche, o nel 180, subito dopo la morte dell\u2019imperatore\u00bb, sottolinea il sovrintendente Capitolino Claudio Parisi Presicce, curatore del volume con Vincenzo Gattulli, ordinario di Scienza delle Costruzioni, e Spartaco Paris, ordinario di Tecnologia dell\u2019Architettura. \u00abIn quei tempi a Roma, le statue equestri erano numerose: le descrizioni tardoimperiali della citt\u00e0 ne enumerano 22 maggiori del vero, come Marco Aurelio. Quest\u2019ultimo tuttavia \u00e8 l\u2019unico giunto fino a noi e in virt\u00f9 della sua integrit\u00e0 ha assunto ben presto un valore simbolico per tutti coloro che intendevano proporsi come eredi dell\u2019antica Roma imperiale\u00bb.\u00a0 LA COPIA Emblema della citt\u00e0 \u2013 tradizione vuole che la sua durata sia legata a quella della statua \u2013 l\u2019opera, dopo l\u2019attentato terroristico del 1979, fu sottoposta a un importante restauro e poi, per musealizzarla mantenendo per\u00f2 la sua \u201cpresenza\u201d in piazza, ne fu realizzata una copia in bronzo. Anche per quest\u2019intervento furono utilizzati strumenti innovativi e una combinazione di tecniche. \u00c8 anche per questa storia all\u2019avanguardia e per il suo valore emblematico, ovviamente, che ora \u00e8 stato realizzato un gemello digitale dell\u2019opera, come nuova frontiera e occasione di studio. Di norma le copie digitali vengono utilizzate nei progetti immersivi di realt\u00e0 aumentata, dunque per intrattenimento. Qui, invece, l\u2019obiettivo \u00e8 lo studio. Non a caso, particolare attenzione \u00e8 stata data alla riproduzione di tutte le tracce sulla superficie della statua, che raccontano la sua storia, tra segni del tempo e tracce di interventi e restauri di epoche differenti. Poche e scarsamente indagate, le antiche statue in bronzo potrebbero avere nel gemello del Marco Aurelio un \u201cmodello\u201d di analisi. La collaborazione multidisciplinare tra ingegneri, architetti, storici dell\u2019arte e restauratori attraverso l\u2019uso di robotica, sensoristica e digitalizzazione consente una comprensione pi\u00f9 profonda dell\u2019opera, offrendo nuovi strumenti per la sua tutela e anche per la manutenzione predittiva del monumento. Non solo. Un gemello, infatti, \u00e8 stato realizzato anche per l\u2019Esedra, assicurando il puntuale monitoraggio ambientale e strutturale dell\u2019intero ambiente. Ci\u00f2 significa: rilievo e realizzazione tridimensionale dell\u2019esistente ma anche organizzazione dei dati geometrici, storici, tecnici e diagnostici in un\u2019unica piattaforma. Questi sistemi sono alla base di un approccio predittivo a conservazione, gestione e valorizzazione del patrimonio, che permette analisi simulate, monitoraggi automatizzati e molto altro. Una diagnostica non invasiva. \u00a0 LE PROSPETTIVE Il potenziale \u00e8 decisamente ampio e interessa anche gli aspetti museali. Attraverso un display collocato accanto alla statua il visitatore potrebbe approfondire \u201csegni\u201d e storia delle trentadue sezioni che compongono l\u2019opera, da leggere come una sorta di atlante della metallurgia \u2013 e delle sue lavorazioni \u2013 nei secoli. Un esempio di questa differente modalit\u00e0 di fruizione, si pu\u00f2 vedere fino al 12 aprile, sempre ai Capitolini, nel progetto Il non finito: fra poetica e tecnica esecutiva, appena inaugurato. Curato da Costanza Barbieri, coordinatrice del Work Package 2 di Ear &#8211; Enacting Artistic Research e docente dell\u2019Accademia di Belle Arti di Roma, e Claudio Seccaroni di Enea, attraverso una serie di installazioni multimediali rivela i segreti del processo creativo dietro alcune opere non finite, appunto, portando in primo piano ripensamenti, modifiche e soluzioni adottate dai vari artisti. Cornici digitali giustapposte ai dipinti consentono di sfogliare in modo virtuale le fotografie del disegno preparatorio e i risultati di radiografia digitale, riflettografia infrarossa, fluorescenza Uv e Ma-Xrf.\u00a0 \u00abUtilizzando alcune tecniche scientifiche di indagine, abbiamo aperto un varco sul non conosciuto, svelando aspetti diversi, poi celati e modificati e resi unici delle opere selezionate \u2013 dice Barbieri \u2013 Con questo progetto permettiamo allo spettatore in visita di partecipare in modo dinamico, perch\u00e9 i quadri analizzati non sono pi\u00f9 opere statiche, congelate, semplicemente da osservare ma includono elementi in itinere che permettono di comprenderne il processo, l&#8217;azione creativa e i cambiamenti, i ripensamenti dell&#8217;autore\u00bb. Insomma, di vederle \u201cvivere\u201d. 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