{"id":1475474,"date":"2025-12-29T05:05:02","date_gmt":"2025-12-29T02:05:02","guid":{"rendered":"https:\/\/analyse.optim.biz\/?p=1475474"},"modified":"2025-12-29T05:05:02","modified_gmt":"2025-12-29T02:05:02","slug":"caro-2026-non-farci-diventare-persone-ciniche","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/analyse.optim.biz\/?p=1475474","title":{"rendered":"Caro 2026, non farci diventare persone ciniche"},"content":{"rendered":"<div class=\"body-text\">\n<p>Per scrivere a Michela Andreozzi: molto@ilmessaggero.it<\/p>\n<p>Come immaginate il<strong> tempo che passa<\/strong>? Cos\u2019\u00e8 per voi un anno? Lo immaginate come un\u2019autostrada, un posto, un sentimento, una linea astratta, una figura geometrica? Per me assomiglia a un <strong>gioco dell\u2019oc<\/strong>a: una specie di percorso ovale che si ripete ogni anno.\u00a0<\/p>\n<aside class=\"slider-articoli-orizzontale in-article\">\n<div class=\"testatabox default\"><span>APPROFONDIMENTI<\/span><\/div>\n<div class=\"slider-items\" data-slidestoshow=\"1\" data-slidestoscroll=\"3\" data-slidedots data-slidearrows=\"1\">\n<article class=\"col-xs html_base_right rubriche posta_del_cuore \">\n<div class=\"item_content\">\n<div class=\"row\">\n<div class=\"col-xs-6\">\n<figure class=\"medium\"><a href=\"http:\/\/corriereadriatico.it\/rubriche\/posta_del_cuore\/posta_del_cuore_michela_andreozzi_stalking_scuola-9210401.html\" title=\"La posta del cuore di Michela Andreozzi: \u00abRagazzi consapevoli ma fragili. La scuola deve essere un pilastro\u00bb\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/analyse.optim.biz\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/9210401_25170239_posta_del_cuore.jpg\" title=\"La posta del cuore di Michela Andreozzi: \u00abRagazzi consapevoli ma fragili. La scuola deve essere un pilastro\u00bb\" width=\"264\" height=\"144\"><\/a><\/figure>\n<\/div>\n<div class=\"col-xs-6\">\n<div class=\"valign__content\">\n<div class=\"valign\"><span class=\"testatina testatina-articolo\"><a href=\"http:\/\/corriereadriatico.it\/rubriche\/posta_del_cuore\/posta_del_cuore_michela_andreozzi_stalking_scuola-9210401.html\">LA POSTA DEL CUORE <\/a><\/span><\/p>\n<div class=\"titolo\"><a href=\"http:\/\/corriereadriatico.it\/rubriche\/posta_del_cuore\/posta_del_cuore_michela_andreozzi_stalking_scuola-9210401.html\" title=\"La posta del cuore di Michela Andreozzi: \u00abRagazzi consapevoli ma fragili. 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La scuola deve essere un pilastro\u00bb<\/a><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/article>\n<\/div>\n<\/aside>\n<div class=\"embed_audio\" data-titolo=\"Emanuela Fanelli (e C'\u00e8 ancora domani): mi emozionano le scene con Paola Cortellesi, siamo proprio io e lei\"><a class=\"spreaker-player\" data-height=\"150px\" data-hide-comments=\"false\" data-hide-likes=\"false\" data-hide-logo=\"true\" data-hide-sharing=\"false\" data-resource=\"episode_id=69224042\" data-width=\"100%\" href=\"https:\/\/www.spreaker.com\">Ascolta: Emanuela Fanelli (e C&#8217;\u00e8 ancora domani): mi emozionano le scene con Paola Cortellesi, siamo proprio io e lei<\/a><\/div>\n<p> Mentre scrivo (sul tavolo della tombola tra briciole di frutta secca e cartelle di plastica a cui manca qualche finestrella) le giornate hanno gi\u00e0 ripreso impercettibilmente ad allungarsi e mi chiedo perch\u00e9 ogni nuovo anno ci costringa sempre a misurarci con bilanci, aspettative e speranze che a volte non siamo nemmeno in grado di concederci. Sei stato un anno tondo e pertanto pieno di aspettative, caro 2025, ma comunque un anno difficile, soprattutto per noi romani: il <a href=\"http:\/\/corriereadriatico.it\/t\/giubileo\">Giubileo<\/a>, i lavori infiniti, la perdita di un pontefice amato, la crisi degli affitti.\u00a0<br \/> Un anno di guerre impossibili da raccontare ai bambini, di lotte per i diritti umani, di violenze di genere e di emergenze climatiche. <\/p>\n<p>Ma sei stato anche un anno di riqualificazioni, di rinascita di una coscienza collettiva, di manifestazioni partecipate, di nuove generazioni che stanno crescendo in autonomia coltivando rispetto e consapevolezza e che hanno iniziato a far sentire la loro voce pulita. Perci\u00f2, al netto degli improperi che ti abbiamo lanciato durante tutto il tuo mandato, ti ringrazio perch\u00e9 sei stato un anno in cui la gentilezza, se pure mai abbastanza praticata, quanto meno \u00e8 tornata di moda. Un anno in cui gli sportivi hanno finalmente iniziato a raccontarci la loro imperfetta umanit\u00e0 e lo sport ha ricominciato ad avere il suo prezioso valore.\u00a0<\/p>\n<p> Abbiamo tutti perso qualcosa, tutti fallito. O forse abbiamo imparato nonostante noi. Abbiamo tutti salutato persone che non volevamo lasciare. Ma qualche volta ne abbiamo ritrovate altre che pensavamo sparite. Abbiamo mangiato troppo sapendo che ci saremmo allenati il giorno dopo, ma ogni tanto ce ne siamo fregati. Ci siamo guardati allo specchio un giorno s\u00ec e uno no sperando che il tempo rallentasse la sua corsa, ma qualche volta, alla fine, abbiamo smesso di voler piacere a tutti. Sei stato l\u2019anno in cui molti hanno capito che la carriera non \u00e8 tutto, che la salute non \u00e8 negoziabile e che il tempo a disposizione \u00e8 troppo prezioso per regalarlo, gettarlo via o barattarlo male. Per quanto mi riguarda, sei stato un anno speciale, in cui ho scoperto di poter fare le cose cos\u00ec come le avrei sempre volute fare.\u00a0<\/p>\n<p> Al tuo fratello minore, il 2026, chiedo solo di non farci diventare cinici. In un mondo polarizzato in cui chi ha privilegi accumula altri privilegi e chi sta indietro resta indietro \u00e8 difficile credere nelle opportunit\u00e0, ma dobbiamo e possiamo attingere alla nostra umanit\u00e0, capace di sopravvivere ma puntando a vivere. Il mio pensiero va, come sempre, alle donne, soprattutto quelle che hanno perso autonomia, stabilit\u00e0, salute, famiglia, casa, progetti e futuro con l\u2019augurio di trovare aiuto, comprensione e una via per rinascere, a cui dare valore. Un\u2019immagine del tempo fuori dal buio. Una luce lungo il percorso, non importa quanto piccola, ma che sia solo vostra, e illumini la voglia di ricominciare e la forza di proteggere e nutrire ci\u00f2 che conta: l\u2019evoluzione personale, i progetti, i figli.<\/p>\n<p>E buone idee per trasformare quello a cui \u00e8 difficile rinunciare. Infine, auguro a tutte noi di imparare a dire no: una parola potentissima quando non abbiamo la forza di dire s\u00ec. Basta un no a cambiare strada, ne basta uno piccolissimo. Non rispondere a una telefonata che sappiamo gi\u00e0 che ci toglier\u00e0 la pace, gettare via qualcosa che non useremo pi\u00f9, rifiutare un consiglio, rinunciare a un giudizio affrettato. Dire no all\u2019urgenza di avere sempre ragione. Non \u00e8 obbligatorio corrispondere all\u2019idea che qualcun altro si \u00e8 fatto di noi, essere accettate o comprese. Non dobbiamo assomigliare a nessun\u2019altra se non a noi stesse. Ma soprattutto, ricordiamoci di desiderare. Desiderare \u00e8 un verbo bellissimo. Viene dal latino: de- (privativo) e s\u012bdus cio\u00e8 \u201cstella\u201d, e significa letteralmente &#8220;sentire la mancanza delle stelle&#8221;. Il desiderio \u00e8 l\u2019unico motore che ci porta fuori dalla sopravvivenza. E noi ci meritiamo di vivere.\u00a0<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"articleBody\" data-key=\"articleBody\">\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 Per scrivere a Michela Andreozzi: molto@ilmessaggero.it \u00a0 Come immaginate il tempo che passa? Cos\u2019\u00e8 per voi un anno? Lo immaginate come un\u2019autostrada, un posto, un sentimento, una linea astratta, una figura geometrica? Per me assomiglia a un gioco dell\u2019oca: una specie di percorso ovale che si ripete ogni anno.\u00a0 Ascolta: Emanuela Fanelli (e C&#8217;\u00e8 ancora domani): mi emozionano le scene con Paola Cortellesi, siamo proprio io e lei Mentre scrivo (sul tavolo della tombola tra briciole di frutta secca e cartelle di plastica a cui manca qualche finestrella) le giornate hanno gi\u00e0 ripreso impercettibilmente ad allungarsi e mi chiedo perch\u00e9 ogni nuovo anno ci costringa sempre a misurarci con bilanci, aspettative e speranze che a volte non siamo nemmeno in grado di concederci. Sei stato un anno tondo e pertanto pieno di aspettative, caro 2025, ma comunque un anno difficile, soprattutto per noi romani: il Giubileo, i lavori infiniti, la perdita di un pontefice amato, la crisi degli affitti.\u00a0 Un anno di guerre impossibili da raccontare ai bambini, di lotte per i diritti umani, di violenze di genere e di emergenze climatiche. Ma sei stato anche un anno di riqualificazioni, di rinascita di una coscienza collettiva, di manifestazioni partecipate, di nuove generazioni che stanno crescendo in autonomia coltivando rispetto e consapevolezza e che hanno iniziato a far sentire la loro voce pulita. Perci\u00f2, al netto degli improperi che ti abbiamo lanciato durante tutto il tuo mandato, ti ringrazio perch\u00e9 sei stato un anno in cui la gentilezza, se pure mai abbastanza praticata, quanto meno \u00e8 tornata di moda. Un anno in cui gli sportivi hanno finalmente iniziato a raccontarci la loro imperfetta umanit\u00e0 e lo sport ha ricominciato ad avere il suo prezioso valore.\u00a0 Abbiamo tutti perso qualcosa, tutti fallito. O forse abbiamo imparato nonostante noi. Abbiamo tutti salutato persone che non volevamo lasciare. Ma qualche volta ne abbiamo ritrovate altre che pensavamo sparite. Abbiamo mangiato troppo sapendo che ci saremmo allenati il giorno dopo, ma ogni tanto ce ne siamo fregati. Ci siamo guardati allo specchio un giorno s\u00ec e uno no sperando che il tempo rallentasse la sua corsa, ma qualche volta, alla fine, abbiamo smesso di voler piacere a tutti. Sei stato l\u2019anno in cui molti hanno capito che la carriera non \u00e8 tutto, che la salute non \u00e8 negoziabile e che il tempo a disposizione \u00e8 troppo prezioso per regalarlo, gettarlo via o barattarlo male. Per quanto mi riguarda, sei stato un anno speciale, in cui ho scoperto di poter fare le cose cos\u00ec come le avrei sempre volute fare.\u00a0 Al tuo fratello minore, il 2026, chiedo solo di non farci diventare cinici. In un mondo polarizzato in cui chi ha privilegi accumula altri privilegi e chi sta indietro resta indietro \u00e8 difficile credere nelle opportunit\u00e0, ma dobbiamo e possiamo attingere alla nostra umanit\u00e0, capace di sopravvivere ma puntando a vivere. Il mio pensiero va, come sempre, alle donne, soprattutto quelle che hanno perso autonomia, stabilit\u00e0, salute, famiglia, casa, progetti e futuro con l\u2019augurio di trovare aiuto, comprensione e una via per rinascere, a cui dare valore. Un\u2019immagine del tempo fuori dal buio. Una luce lungo il percorso, non importa quanto piccola, ma che sia solo vostra, e illumini la voglia di ricominciare e la forza di proteggere e nutrire ci\u00f2 che conta: l\u2019evoluzione personale, i progetti, i figli. E buone idee per trasformare quello a cui \u00e8 difficile rinunciare. Infine, auguro a tutte noi di imparare a dire no: una parola potentissima quando non abbiamo la forza di dire s\u00ec. Basta un no a cambiare strada, ne basta uno piccolissimo. Non rispondere a una telefonata che sappiamo gi\u00e0 che ci toglier\u00e0 la pace, gettare via qualcosa che non useremo pi\u00f9, rifiutare un consiglio, rinunciare a un giudizio affrettato. Dire no all\u2019urgenza di avere sempre ragione. 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