{"id":1475228,"date":"2025-12-29T05:55:02","date_gmt":"2025-12-29T02:55:02","guid":{"rendered":"https:\/\/analyse.optim.biz\/?p=1475228"},"modified":"2025-12-29T05:55:02","modified_gmt":"2025-12-29T02:55:02","slug":"arte-listallazione-composta-da-due-fenici-creata-con-le-donne-del-carcere-di-rebibbia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/analyse.optim.biz\/?p=1475228","title":{"rendered":"Arte, l&#8217;istallazione composta da due fenici creata con le donne del carcere di Rebibbia"},"content":{"rendered":"<div class=\"body-text\">\n<p><span>&#8220;Benu\u201d \u00e8 il nome dell\u2019installazione permanente di Eugenio Tibaldi, inaugurata il 10 dicembre scorso alla presenza del presidente della Repubblica <a href=\"http:\/\/corriereadriatico.it\/t\/sergio-mattarella\">Sergio Mattarella<\/a>, dalla Fondazione Severino e dalla Fondazione Pastificio Cerere, a <a href=\"http:\/\/corriereadriatico.it\/t\/roma\">Roma<\/a>, presso la Casa circondariale femminile di Rebibbia \u201cGermana Stefanini\u201d ed entrata nel suo patrimonio. <\/span><\/p>\n<aside class=\"slider-articoli-orizzontale in-article\">\n<div class=\"testatabox default\"><span>APPROFONDIMENTI<\/span><\/div>\n<div class=\"slider-items\" data-slidestoshow=\"3\" data-slidestoscroll=\"3\" data-slidedots data-slidearrows=\"1\">\n<article class=\"col-xs html_base_bottom  donna moltodonna \">\n<div class=\"item_content\"><span class=\"testatina testatina-articolo\"><a href=\"http:\/\/corriereadriatico.it\/donna\/moltodonna\/natale_design_regali_a_tema-9210567.html\">COSE DI CASA<\/a><\/span><\/p>\n<figure class=\"medium\"><a href=\"http:\/\/corriereadriatico.it\/donna\/moltodonna\/natale_design_regali_a_tema-9210567.html\" title=\"Design, il Natale ripensa stile e forme degli arredi. E offre idee regalo\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/analyse.optim.biz\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/9210567_25191240_191-1.jpg\" title=\"Design, il Natale ripensa stile e forme degli arredi. E offre idee regalo\" width=\"264\" height=\"144\"><\/a><\/figure>\n<div class=\"titolo\"><a href=\"http:\/\/corriereadriatico.it\/donna\/moltodonna\/natale_design_regali_a_tema-9210567.html\" title=\"Design, il Natale ripensa stile e forme degli arredi. E offre idee regalo\">Design, il Natale ripensa stile e forme degli arredi. E offre idee regalo<\/a><\/div>\n<\/div>\n<\/article>\n<article class=\"col-xs html_base_bottom  donna moltodonna \">\n<div class=\"item_content\"><span class=\"testatina testatina-articolo\"><a href=\"http:\/\/corriereadriatico.it\/donna\/moltodonna\/amiche_storie_di_donne_undici_racconti_libro-9140701.html\">L&#8217;APPROFONDIMENTO<\/a><\/span><\/p>\n<figure class=\"medium\"><a href=\"http:\/\/corriereadriatico.it\/donna\/moltodonna\/amiche_storie_di_donne_undici_racconti_libro-9140701.html\" title=\"Amiche, due come noi: l'empatia e la sorellanza tra donne cambiano il mondo\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/analyse.optim.biz\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/9140701_21164447_libro-1.jpg\" title=\"Amiche, due come noi: l'empatia e la sorellanza tra donne cambiano il mondo\" width=\"264\" height=\"144\"><\/a><\/figure>\n<div class=\"titolo\"><a href=\"http:\/\/corriereadriatico.it\/donna\/moltodonna\/amiche_storie_di_donne_undici_racconti_libro-9140701.html\" title=\"Amiche, due come noi: l'empatia e la sorellanza tra donne cambiano il mondo\">Amiche, due come noi: l&#8217;empatia e la sorellanza tra donne cambiano il mondo<\/a><\/div>\n<\/div>\n<\/article>\n<article class=\"col-xs html_base_bottom  donna moltodonna \">\n<div class=\"item_content\"><span class=\"testatina testatina-articolo\"><a href=\"http:\/\/corriereadriatico.it\/donna\/moltodonna\/la_fortuna_bussa_alla_porta-9261972.html\">COSE DI CASA<\/a><\/span><\/p>\n<figure class=\"medium\"><a href=\"http:\/\/corriereadriatico.it\/donna\/moltodonna\/la_fortuna_bussa_alla_porta-9261972.html\" title=\"La fortuna bussa alla porta\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/analyse.optim.biz\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/9261972_23151540_fortuna-3.jpg\" title=\"La fortuna bussa alla porta\" width=\"264\" height=\"144\"><\/a><\/figure>\n<div class=\"titolo\"><a href=\"http:\/\/corriereadriatico.it\/donna\/moltodonna\/la_fortuna_bussa_alla_porta-9261972.html\" title=\"La fortuna bussa alla porta\">La fortuna bussa alla porta<\/a><\/div>\n<\/div>\n<\/article>\n<\/div>\n<\/aside>\n<div class=\"embed_audio\" data-titolo=\"Emanuela Fanelli (e C'\u00e8 ancora domani): mi emozionano le scene con Paola Cortellesi, siamo proprio io e lei\"><a class=\"spreaker-player\" data-height=\"150px\" data-hide-comments=\"false\" data-hide-likes=\"false\" data-hide-logo=\"true\" data-hide-sharing=\"false\" data-resource=\"episode_id=69224042\" data-width=\"100%\" href=\"https:\/\/www.spreaker.com\">Ascolta: Emanuela Fanelli (e C&#039;&egrave; ancora domani): mi emozionano le scene con Paola Cortellesi, siamo proprio io e lei<\/a><\/div>\n<p><span>Visibile anche dall\u2019esterno \u2013 a stabilire un nuovo legame con la citt\u00e0 \u2013 l\u2019installazione, a cura di Marcello Smarrelli, \u00e8 composta da due fenici, riprodotte in altrettante sculture luminose poste a otto metri di altezza. <\/span><\/p>\n<p>Non solo un\u2019opera. Le fenici sono nate dal lavoro fatto da Tibaldi con le recluse in un articolato percorso di laboratori. Un programma che le ha portate a mettersi in gioco, immaginarsi diverse, ripensarsi. <\/p>\n<figure class=\"image\"><img alt class=\"wnv-lazy\" data-src=\"https:\/\/statics.cedscdn.it\/uploads\/ckfile\/202512\/carcere_23191936.jpg\"><figcaption>Nadia Fontana\u00a0(foto di Lorenzo Morandi)<\/figcaption><\/figure>\n<h4><span>LA FILOSOFIA <\/span><\/h4>\n<p><span>\u00abL\u2019arte e la cultura in genere sono gli strumenti che servono per operare un cambiamento nelle persone e soprattutto tra la popolazione detenuta assumono ancor pi\u00f9 un valore di trasformazione, poich\u00e9 sintetizza la conoscenza, la tecnica, la creativit\u00e0 e l\u2019emozione\u00bb, spiega Nadia Fontana, direttrice della casa circondariale femminile. \u00abI benefici che quest\u2019attivit\u00e0 porta insieme a tante altre che promuoviamo all\u2019interno dell\u2019istituto penitenziario, sono quelli di far conoscere un\u2019altra realt\u00e0, un altro modo di vedere la vita e di affrontarla, fornire a tutti loro gli strumenti necessari per intraprendere un percorso diverso, di rinascita come rappresentato nell\u2019opera di Benu\u00bb. Nei laboratori, le detenute, attraverso il lavoro creativo, hanno indagato anche le loro fragilit\u00e0. \u00abLe detenute hanno collaborato con l\u2019artista nell\u2019ideazione dell\u2019opera, contribuendo con i loro racconti e i loro disegni a rappresentare le proprie emozioni \u2013 prosegue Fontana \u2013 Il disegno doveva esprimere il loro miglior pregio e il peggior difetto. Hanno maggiormente rappresentato i loro difetti\u00bb. Quelli di Tibaldi non sono stati gli unici laboratori creativi ai quali hanno partecipato le detenute, nel corso del tempo. L\u2019arte, infatti, viene spesso proposta come attivit\u00e0 in carcere, cos\u00ec anche tutte quelle attivit\u00e0 che consentono di esprimere la propria creativit\u00e0. Le detenute \u00abreagiscono sempre con grande curiosit\u00e0 ed entusiasmo, che necessita per\u00f2 di un coinvolgimento partecipato da parte di chi promuove l\u2019attivit\u00e0\u00bb. L\u2019attenzione, in un certo senso, va guadagnata. \u00c8 quello che ha fatto Tibaldi: raccontando il progetto, condividendo visione ed emozioni, ha ottenuto una partecipazione superiore alle aspettative \u2013 ben cento detenute \u2013 che ha portato ad aumentare le occasioni di incontro e lavoro. \u00abIl consenso \u00e8 dipeso dalla bravura dell\u2019artista nell\u2019essere riuscito a entrare in relazione con le persone, in un rapporto di scambio culturale, di conoscenza, scevro da qualsiasi giudizio. Ognuna di loro si \u00e8 sentita parte necessaria per la riuscita del progetto\u00bb. \u00c8 stato cos\u00ec nella creazione dell\u2019opera ed \u00e8 cos\u00ec anche ora per la sua visibilit\u00e0. Le installazioni luminose sono alimentate dalle detenute stesse attraverso un sistema di sette cyclette collegate a generatori e accumulatori di energia. Un messaggio chiaro. \u00abL\u2019opera ha rappresentato per le detenute la possibilit\u00e0 di essere viste, non per quello che hanno fatto, ma per quello che sono \u2013 spiega Fontana \u2013 Ha permesso loro di raccontarsi attraverso delle immagini iconografiche, di conoscersi per raccontarsi e di ritrovarsi. Benu \u00e8 un invito a non dimenticare chi \u00e8 recluso e sta provando a ricostruire dalle macerie della propria vita\u00bb. <\/span><\/p>\n<p><span>\u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA<\/span><\/p>\n<\/div>\n<div class=\"articleBody\" data-key=\"articleBody\">&#8220;Benu\u201d \u00e8 il nome dell\u2019installazione permanente di Eugenio Tibaldi, inaugurata il 10 dicembre scorso alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, dalla Fondazione Severino e dalla Fondazione Pastificio Cerere, a Roma, presso la Casa circondariale femminile di Rebibbia \u201cGermana Stefanini\u201d ed entrata nel suo patrimonio. Ascolta: Emanuela Fanelli (e C&#8217;\u00e8 ancora domani): mi emozionano le scene con Paola Cortellesi, siamo proprio io e lei Visibile anche dall\u2019esterno \u2013 a stabilire un nuovo legame con la citt\u00e0 \u2013 l\u2019installazione, a cura di Marcello Smarrelli, \u00e8 composta da due fenici, riprodotte in altrettante sculture luminose poste a otto metri di altezza. Non solo un\u2019opera. Le fenici sono nate dal lavoro fatto da Tibaldi con le recluse in un articolato percorso di laboratori. Un programma che le ha portate a mettersi in gioco, immaginarsi diverse, ripensarsi. Nadia Fontana\u00a0(foto di Lorenzo Morandi) LA FILOSOFIA \u00abL\u2019arte e la cultura in genere sono gli strumenti che servono per operare un cambiamento nelle persone e soprattutto tra la popolazione detenuta assumono ancor pi\u00f9 un valore di trasformazione, poich\u00e9 sintetizza la conoscenza, la tecnica, la creativit\u00e0 e l\u2019emozione\u00bb, spiega Nadia Fontana, direttrice della casa circondariale femminile. \u00abI benefici che quest\u2019attivit\u00e0 porta insieme a tante altre che promuoviamo all\u2019interno dell\u2019istituto penitenziario, sono quelli di far conoscere un\u2019altra realt\u00e0, un altro modo di vedere la vita e di affrontarla, fornire a tutti loro gli strumenti necessari per intraprendere un percorso diverso, di rinascita come rappresentato nell\u2019opera di Benu\u00bb. Nei laboratori, le detenute, attraverso il lavoro creativo, hanno indagato anche le loro fragilit\u00e0. \u00abLe detenute hanno collaborato con l\u2019artista nell\u2019ideazione dell\u2019opera, contribuendo con i loro racconti e i loro disegni a rappresentare le proprie emozioni \u2013 prosegue Fontana \u2013 Il disegno doveva esprimere il loro miglior pregio e il peggior difetto. Hanno maggiormente rappresentato i loro difetti\u00bb. Quelli di Tibaldi non sono stati gli unici laboratori creativi ai quali hanno partecipato le detenute, nel corso del tempo. L\u2019arte, infatti, viene spesso proposta come attivit\u00e0 in carcere, cos\u00ec anche tutte quelle attivit\u00e0 che consentono di esprimere la propria creativit\u00e0. Le detenute \u00abreagiscono sempre con grande curiosit\u00e0 ed entusiasmo, che necessita per\u00f2 di un coinvolgimento partecipato da parte di chi promuove l\u2019attivit\u00e0\u00bb. L\u2019attenzione, in un certo senso, va guadagnata. \u00c8 quello che ha fatto Tibaldi: raccontando il progetto, condividendo visione ed emozioni, ha ottenuto una partecipazione superiore alle aspettative \u2013 ben cento detenute \u2013 che ha portato ad aumentare le occasioni di incontro e lavoro. \u00abIl consenso \u00e8 dipeso dalla bravura dell\u2019artista nell\u2019essere riuscito a entrare in relazione con le persone, in un rapporto di scambio culturale, di conoscenza, scevro da qualsiasi giudizio. Ognuna di loro si \u00e8 sentita parte necessaria per la riuscita del progetto\u00bb. \u00c8 stato cos\u00ec nella creazione dell\u2019opera ed \u00e8 cos\u00ec anche ora per la sua visibilit\u00e0. Le installazioni luminose sono alimentate dalle detenute stesse attraverso un sistema di sette cyclette collegate a generatori e accumulatori di energia. Un messaggio chiaro. \u00abL\u2019opera ha rappresentato per le detenute la possibilit\u00e0 di essere viste, non per quello che hanno fatto, ma per quello che sono \u2013 spiega Fontana \u2013 Ha permesso loro di raccontarsi attraverso delle immagini iconografiche, di conoscersi per raccontarsi e di ritrovarsi. Benu \u00e8 un invito a non dimenticare chi \u00e8 recluso e sta provando a ricostruire dalle macerie della propria vita\u00bb. \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA<\/div>\n<p> Source URL: http:\/\/corriereadriatico.it\/moltodonna\/arte_detenute_carcere_rebibbia_opera_tibaldi_moltodonna-9263605.html<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Benu\u201d \u00e8 il nome dell\u2019installazione permanente di Eugenio Tibaldi, inaugurata il 10 dicembre scorso alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, dalla Fondazione Severino e dalla Fondazione Pastificio Cerere, a Roma, presso la Casa circondariale femminile di Rebibbia \u201cGermana Stefanini\u201d ed entrata nel suo patrimonio. 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