{"id":1474729,"date":"2026-01-27T07:25:34","date_gmt":"2026-01-27T04:25:34","guid":{"rendered":"https:\/\/analyse.optim.biz\/?p=1474729"},"modified":"2026-01-27T07:25:34","modified_gmt":"2026-01-27T04:25:34","slug":"leffervescenza-intellettuale-e-il-conformismo-politico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/analyse.optim.biz\/?p=1474729","title":{"rendered":"L\u2019effervescenza intellettuale e il conformismo politico"},"content":{"rendered":"<div class=\"testo_articolo testo testoResize\">\n<p>Il progetto \u00e8 stato coltivato a lungo. Il sogno \u00e8 addirittura antico. Nel corso del tempo soltanto chi ha voluto negarla per motivi puramente ideologici si \u00e8 ostinato a decretare l\u2019inesistenza della cultura della destra in Italia.<\/p>\n<p>Ma il progetto ed il sogno &#8211; nonostante l\u2019ignoranza proterva di una sinistra senza miti e senza idee &#8211; non sono mai venuti meno, neppure quando, nell\u2019oscurit\u00e0 mediatica, si elaboravano idee e generazioni di intellettuali si avvicendavano per tener desta, con mezzi a dir poco scarsi, ma tutt\u2019altro che scadenti, quella cultura che contestava in radice il radicalismo progressista, il relativismo ottuso, il sistema della menzogna (soprattutto di marca socialcomunista).<\/p>\n<p>L\u2019idea lanciata da Mario Bozzi Sentieri (Il Manifesto culturale della destra) tra lo sconcerto degli orfani di una sinistra agonizzante nelle dimore dorate, dove si \u00e8 rinserrata ad elaborare il lutto, rinasce a nuova vita, e finalmente se ne parla per l\u2019ovvio motivo che quella cultura negletta non pu\u00f2 essere pi\u00f9 sottovalutata per il semplice fatto che \u00e8 la cultura del governo del Paese o, almeno, l\u2019ispiratrice, a grandi linee, della sua azione.<\/p>\n<p>E che l\u2019 \u201cassalto\u201d, come qualcuno lo qualifica, della destra culturale alle istituzioni formative \u00e8 un atto che si consuma senza il permesso di alcuno, non mi pare davvero contestabile. La mitezza nella fattispecie non si addice al governo della destra che pur senza vantare egemonie che ripugnano al suo modo di essere imperniato attorno al civile concetto di pluralit\u00e0 (accidente storico mai condiviso a sinistra dove il disconoscimento dell\u2019avversario si \u00e8 sempre espresso come dileggio sistematico) .<\/p>\n<p>E allora se l\u2019elettorato ha deciso che questa parte di \u201cinfedeli\u201d del conformismo e del pensiero unico debba prendersi quel che le spetta, non \u00e8 un abuso, ma una naturale acquisizione di spazi nei quali praticare il dialogo ed il confronto, senza esclusive, senza arroccamenti, lontani da ubbie vetero-gramsciane o neo-globaliste.<\/p>\n<p>Le donne e gli uomini che si riconoscono qualche qualit\u00e0 ed operano nell\u2019ambito della destra politica \u00e8 fin troppo logico che non avranno l\u2019impudicizia di certi politici del centrodestra del passato che hanno lasciato in ogni dove chi vi avevano trovato, ereditandoli dalla sinistra che aveva riempito ministeri e anfratti underground del suo personale militante, sopratutto nei luoghi dove alberga l\u2019amministrazione della cultura.<\/p>\n<p>E ci\u00f2 a taluno fa orrore, a talaltro schifo, ma la realt\u00e0 di una politica della \u201cpresenza doverosa\u201d, senza voler togliere a nessuno il diritto di coltivare il suo orto, \u00e8 non soltanto logica, ma perfino utile nella visione di un\u2019Italia pi\u00f9 colorata, nella quale oltre al pensiero conforme, alla cancel culture, alla cultura woke (ultimo spregevole tentativo di buttarla sul razzismo e l\u2019intolleranza quando non si condividono i precetti del politically correct), sia attiva e riconosciuta nell\u2019offerta pubblica innanzitutto ci\u00f2 che a vario titolo \u00e8 cultura di destra.<\/p>\n<p>La destra, senza infingimenti, ma esplicitandolo con chiarezza, sembra voler valorizzare ci\u00f2 che \u00e8 dominante nel sentimento di appartenenza nazionale, testimoniato dal recente esito elettorale, ma al quale finora non \u00e8 stata data voce. E non ci pare una bestemmia.<\/p>\n<p>Dalle tradizioni tradite alla cultura del merito; dal riconoscimento dei corpi intermedi alla visione sacrale della vita; dalla modernizzazione sostenibile alla tutela della natura (che nulla ha a che fare con certo ambientalismo ideologico); da un\u2019idea di dignit\u00e0 e appartenenza nazionale al riconoscimento dell\u2019Europa delle culture e delle genti; dal differentismo all\u2019inegalitarismo qualitativo (che non vuol dire negare le possibilit\u00e0 di affermazione a nessuno: proprio per questo il merito &#8211; svillaneggiato dai sostenitori dell\u2019accattonaggio di Stato &#8211; \u00e8 un asset della cultura della destra che si fa governo delle particolarit\u00e0).<\/p>\n<p>E poi, molto altro ancora nel campo dell\u2019arte e delle scienze umane, non meno che in quelle tecnicoscientifiche con l\u2019avvertenza che il totalitarismo scientista e tecnologico \u00e8 da avversare piuttosto che da incoraggiare. Insomma, per farla breve, la cultura della destra che non intende dare l\u2019assalto al cielo, ma limitarsi a costruire i presupposti di un nuovo rinascimento comprensibile e fruibile riuscir\u00e0 a non imporsi egemonicamente, ma molto pi\u00f9 civilmente come un modello critico intessuto di molte parole e concetti fin qui negati allo scopo di rendere fruibile la Bellezza e farne un caposaldo della sua politica tesa al ripristino dei canoni civili a cui conformare l\u2019esistenza della comunit\u00e0.<\/p>\n<p>L\u2019 effervescenza intellettuale come risposta al conformismo politico. Il bagliore delle idee che acceca la noia del vuoto televisivo e generalmente mediatico. Le riscoperte mondate dalla retorica come vendetta postuma contro tutti coloro che hanno negato il fervore culturale di tempi gremiti da autentici geni che hanno completato la costruzione dell\u2019Italia con lo sfavillio dell\u2019intelligenza. Questi gli elementi di una prospettiva ambiziosa.<\/p>\n<p>E poi rimander\u00e0 agli epigoni della sconfitta della fantasia l\u2019insulto ostinato per decenni indirizzato a chi non si \u00e8 riconosciuto nella vulgata del cretinismo italico intessuto di velleit\u00e0 abrogazioniste della memoria e della trasgressione intellettuale seppellendo scrittori, saggisti, artisti, poeti, creativi anticonformisti e avversari del modernismo sotto le fredde coltri dell\u2019indifferenza quando non della dannazione sistematica.<\/p>\n<p>La reazione all\u2019acquiescenza davanti al colonialismo culturale, firmata con sangue annacquato la resa dell\u2019Occidente, \u00e8 lo sbocco naturale di una destra che ha nel suo codice genetico i principi dell\u2019orgoglio nazionale e la propensione alla difesa spirituale della comunit\u00e0 nazionale. E se nulla vuole imporre, certamente non intende abdicare a se stessa disconoscendo le sue radici e appiattendo il suo carattere.<\/p>\n<p>Non \u00e8 tracotante usurpazione, ma vitale disposizione in ossequio al mandato ricevuto. E non si limita a razzolare nel proprio recinto. La cultura che veniva definita dei \u201cvinti\u201d, in verit\u00e0, dilata la propria influenza anche a partibus infidelium; mentre quella dei \u201cvincitori\u201d di un tempo, sembra di capire, si trincera dietro le paratie dell\u2019odio elementare , esplicitato dagli \u201caddetti ai livori\u201d per non mostrarsi nuda, come certi scrittorelli che hanno goduto di fama immeritata monopolizzando salotti televisivi e lo star system editoriale per oltre mezzo secolo.<\/p>\n<p>Cinquant\u2019anni fa ci fu chi invoc\u00f2 l\u2019istituzione di una sorta di \u201ccordone sanitario\u201d attorno a quella che venne chiamata, definita, elogiata e dileggiata come \u201ccultura di destra\u201d. Dopo tanto tempo non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 bisogno di difendersi dagli affronti e dalle volgarit\u00e0 meschine di saltimbanchi che da Berkeley a Francoforte celebravano patetici sabba intellettuali nel nome del progressismo. Hanno saltato nel cerchio di fuoco del comunismo morente e si sono bruciati.<\/p>\n<p>Non resta pi\u00f9 niente del freudo-marxismo o del libertarismo teso a legittimare la distruzione di tutto ci\u00f2 che \u00e8 naturale: dall\u2019aborto alla distruzione della famiglia, alla fine della genitorialit\u00e0, alla costruzione di un roveto di perversioni che disegnano la modernit\u00e0 decadente, l\u2019approdo nichilista.<\/p>\n<p>Il \u201cmondo peggiore\u201d, come lo definiva Vintila Horia, sta avendo quel che si merita. Almeno sul piano culturale. Egemoni del nulla vedono grandi editori pubblicare autori infamati per decenni; ignoranti appesi alla scuola \u201clibera\u201d quanto indecente si devono sorbire romanzieri e saggisti di ieri e di oggi che diventano \u201ccasi\u201d culturali come Jean Raspail, che ci lasci\u00f2 due anni fa, con il suo Campo dei Santi o Dominique Venner con la sua atroce testimonianza di francese, europeo, occidentale e tutti gli iconoclastie rivoluzionario-conservatori che nietzescheanamente si sono posti al di l\u00e0 del bene e del male nel contrastare, sfidando isolamento ed empiet\u00e0, il conformismo intellettuale.<\/p>\n<p>Davanti allo scompiglio, piccole, nel senso delle dimensioni, realt\u00e0 editoriali ed intellettuali stanno facendo tornare la destra plurale ricca di proposte e di suggestioni che fanno intuire i segni di una rinascita che pochi consideravano possibile soltanto qualche tempo fa.<\/p>\n<p>Ed \u00e8 naturalmente plurale la destra &#8211; comunque la si voglia declinare, ma un nome bisogner\u00e0 pur darglielo ! &#8211; perch\u00e9 le sue facce, come un solido poliedro, sono molteplici ancorch\u00e9 ispirate ad un principio unico ed unitario. tradizionalista e reazionaria, conservatrice e spiritualista, nazionalista e solidarista, perfino etologica ed ecologista: le definizioni connotano la ricchezza della destra plurale e diffusa.<\/p>\n<p>Non ci si lasci ingannare, tuttavia, da chi pretende l\u2019esclusiva del marchio. Sarebbe un\u2019onta per un pensiero fecondo che oggi sta conoscendo, grazie soprattutto a giovani intellettuali, una stagione di \u201critorno\u201d nella quale non s\u2019intravedono le contrapposizioni di un tempo, ma piuttosto la ricerca della composizione di una \u201cnuova cultura\u201d nella quale, con intelligenza tutto si tiene poich\u00e9 per affermare un\u2019idea ispirata al diritto naturale, come fondamento del futuro, non si pu\u00f2 prescindere da apporti diversi tendenti ad un unico obiettivo.<\/p>\n<p>Mezzo secolo dopo la coltivazione della dannazione sistematica, i frutti di quella cultura di destra, cos\u00ec ingenuamente da taluni riguardata e da altri vilipesa, forse stanno maturando. E saranno raccolti per tempo. Non sembra ci sia nessuna intenzione di farli marcire.<\/p>\n<p>\u00a9RIPRODUZIONE RISERVATA<\/p>\n<\/div>\n<p> Source URL: https:\/\/www.ilroma.net\/news\/opinioni\/857636\/leffervescenza-intellettuale-e-il-conformismo-politico.html<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il progetto \u00e8 stato coltivato a lungo. Il sogno \u00e8 addirittura antico. Nel corso del tempo soltanto chi ha voluto negarla per motivi puramente ideologici si \u00e8 ostinato a decretare l\u2019inesistenza della cultura della destra in Italia. 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