{"id":1443661,"date":"2026-01-19T08:22:37","date_gmt":"2026-01-19T05:22:37","guid":{"rendered":"https:\/\/analyse.optim.biz\/?p=1443661"},"modified":"2026-01-19T08:22:37","modified_gmt":"2026-01-19T05:22:37","slug":"loccidente-impassibile-di-fronte-alla-mattanza-iraniana","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/analyse.optim.biz\/?p=1443661","title":{"rendered":"L\u2019Occidente impassibile di fronte alla mattanza iraniana"},"content":{"rendered":"<div class=\"testo_articolo testo testoResize\">\n<p>La mattanza iraniana va avanti da settimane. I macellai di Teheran hanno ucciso circa duemila dimostranti, secondo i dati forniti dalla Fondazione della Premio Nobel Narges Mohammadi (ancora detenuta), mentre gli arrestati sarebbero decine di migliaia.<\/p>\n<p>Il Paese \u00e8 in rivolta. Nel 2022 le manifestazioni delle giovani donne che si ribellavano all\u2019imposizione del velo e chiedevano un minimo di libert\u00e0 nei comportamenti pubblici portarono all\u2019arresto ed all\u2019assassinio della giovanissima Mahsa Amini nella fortezza carceraria di Evin. Il crimine fece scalpore in tutto mondo.<\/p>\n<p>Poi la rivolta venne sedata ma sull\u2019asfalto delle grandi citt\u00e0 iraniane rimasero le impronte sanguinanti della violenza dei Guardiani della Rivoluzione e dei Basij, i massacratori agli ordini del delinquente Al\u00ec Khamenei, Guida spirituale del regime che, codardamente, negli ultimi tempi, si \u00e8 rifugiato, tranne che per apparire nelle occasioni ufficiali, in un bunker inviolabile, a dimostrazione del suo coraggio.<\/p>\n<p>La rivolta delle ragazze, cui si aggreg\u00f2 una consistente parte della popolazione, non fin\u00ec in un mare di sangue, ma negli ultimi quattro anni ha vissuto sotto traccia fino a riesplodere nel dicembre scorso con motivazioni condivise dalla maggioranza degli iraniani: la mancanza della libert\u00e0, l\u2019accentuarsi delle persecuzioni, la povert\u00e0 a cui gli ayatollah hanno ridotto il Paese per spostare ingenti risorse\u00a0 nella velleitaria costruzione dell\u2019arsenale atomico che dovrebbe far tremare il mondo.<\/p>\n<p>Oggi l\u2019opposizione ai mullah non \u00e8 costituita da sparute minoranze prive di organizzazione che ritengono di rovesciare il regime come pure hanno tentato nel passato. C\u2019\u00e8 un popolo in rivolta che non sar\u00e0 facile domare; un popolo che si para a mani nude davanti ai carnefici facendo ben intendere di aver messo da parte paure e flagellazioni continue.<\/p>\n<p>Sfida la morte, anzi ad essa sembra affidarsi per sollevare quanto pi\u00f9 possibile, dalle grandi citt\u00e0 fino ai pi\u00f9 piccoli centri, le coscienze incerte o sopite mettendo davanti al mondo i corpi straziati di chi chiede l\u2019elemosina delle armi letali, in primis alla Russia di Vladimir Putin, per arginare o addirittura salvare il salvabile del regime criminale instaurato nel 1979 dal losco figuro che tornava trionfante a Teheran dopo il lungo esilio parigino: Ruollah Komeini, il grande capo di una setta criminale che non perse molto tempo a mettere l\u2019Iran a ferro e fuoco, prima con la strategia dell\u2019appeasament e del finto moderatismo, poi, una volta consolidato il potere, con i suoi seguaci e l\u2019ingenuo comportamento dello Sci\u00e0 Reza Pahlavi, diede vita alla strategia del terrore che dura da quarantasette anni.<\/p>\n<p>I \u201cfigli\u201d del komeinismo hanno consolidato le basi del sistema fino ad oggi: i \u201cmoderati\u201d sono stati messi da parte, chi ha provato a ribellarsi non \u00e8 morto nel suo letto. Davanti allo scempio iraniano sta purtroppo un Occidente attonito e disinteressato. Le classi politiche sembrano incuranti, a parte gli Stati Uniti e Israele (nemico mortale degli ayatollah), nessun governo ritiene di scagliarsi duramente e platealmente contro il grande massacro in atto in Iran.<\/p>\n<p>E quel che maggiormente sorprende sono i giovani ad essere interessati: non una manifestazione, non un grido di dolore, non una levata di scudi, neppure un assembramento scolastico\u00a0 per chi muore o \u00e8 perseguitato a Teheran, a Isfahan, a Shiraz, a Qom, a Bam e perfino nei luoghi pi\u00f9 sacri dell\u2019Islam. Si invoca la libert\u00e0 per Maduro, ma non per quanti vengono privati della vita e della libert\u00e0. E\u2019 scandaloso come in Occidente non ci si mobiliti per un popolo che soffre e che \u00e8 erede di una delle pi\u00f9 grandi civilt\u00e0.<\/p>\n<p>Cosa accadr\u00e0 nelle prossime settimane? C\u2019\u00e8 chi dice che il regime ha i giorni contati. Ci credo poco se il mondo libero non si mobilita facendo crescere in tutti gli iraniani una speranza ed una coscienza civile. Secondo l\u2019intellettuale ed economista persiana (come ama definirsi) Nilufar Amir Djafari Rezaieh in Iran occorre una \u201crivoluzione culturale\u201d nel senso che\u00a0 \u201cintendo che una rivoluzione politica, senza un cambiamento profondo delle coscienze, rischia di essere solo un cambio di potere.<\/p>\n<p>Il regime si regge anche su una cultura interiorizzata di obbedienza e controllo imposta e alimentata dagli ayatollah: una struttura invisibile che plasma l\u2019educazione, il rapporto con l\u2019autorit\u00e0 e soprattutto il ruolo delle donne. Smantellare questa cultura, attraverso la libert\u00e0 di pensiero e una nuova consapevolezza collettiva, \u00e8 l\u2019unico modo perch\u00e9 un vero cambiamento in Iran possa essere duraturo\u201d (AdHoc News, 12.1.2026).<\/p>\n<p>Difficile non essere d\u2019accordo. Come \u00e8 impossibile che il sogno sanguinoso degli iraniani non venga spezzato se l\u2019Occidente non far\u00e0 la sua parte.<\/p>\n<p>Comunque il regime, per quanto violento, vive una drammatica crisi interna. Gruppi di potere si fanno la guerra e, per quanto uniti nello stroncare la rivolta, sono gi\u00e0 in fermento per la successione a Khamenei, vecchio e malato. Sul Corriere della sera (12.1.2026) Guido Olimpio ha scritto che gli \u201c esperti, dopo aver messo in guardia sulla disinformazione e le notizie inverificabili, concordano su una lenta decomposizione della Repubblica, con una situazione senza precedenti, ma sottolineano anche come i mullah abbiano sempre una loro base in una parte della societ\u00e0\u201d.<\/p>\n<p>Ed ha aggiunto che \u201cKarim Sadjadpour su Atlantic ricorda cinque punti che possono portare a un collasso totale di un regime: crisi monetaria, \u00e9lite divisa, un\u2019opposizione vasta, una narrativa convincente di resistenza, un momento internazionale favorevole. A suo giudizio questi parametri sono davanti ai nostri occhi, nelle strade di Teheran e delle altre localit\u00e0 in rivolta\u201d.<\/p>\n<p>Dovrebbe bastare, a meno che i pochi, ma potenti amici dell\u2019Iran non soccorrano il regime moribondo e la rivolta non venga spenta come in altre occasioni. O questa volta o mai pi\u00f9, insomma, per scacciare Satana dall\u2019antica Persia.<\/p>\n<p>\u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA<\/p>\n<\/div>\n<p> Source URL: https:\/\/www.ilroma.net\/news\/opinioni\/857353\/loccidente-impassibile-di-fronte-alla-mattanza-iraniana.html<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La mattanza iraniana va avanti da settimane. I macellai di Teheran hanno ucciso circa duemila dimostranti, secondo i dati forniti dalla Fondazione della Premio Nobel Narges Mohammadi (ancora detenuta), mentre gli arrestati sarebbero decine di migliaia. Il Paese \u00e8 in rivolta. 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