{"id":1428262,"date":"2026-01-26T09:15:01","date_gmt":"2026-01-26T06:15:01","guid":{"rendered":"https:\/\/analyse.optim.biz\/?p=1428262"},"modified":"2026-01-26T09:15:01","modified_gmt":"2026-01-26T06:15:01","slug":"tanti-al-lavoro-pochi-davvero-coinvolti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/analyse.optim.biz\/?p=1428262","title":{"rendered":"Tanti al lavoro, pochi davvero coinvolti"},"content":{"rendered":"<div class=\"article-body\">\n<p>Il lavoro continua a occupare le giornate, ma sempre meno le menti. \u00c8 in questo scarto silenzioso che si gioca oggi una delle partite pi\u00f9 decisive per il futuro delle imprese italiane. Una distanza che non riguarda soltanto il benessere individuale, ma che incide direttamente sulla produttivit\u00e0, sulla capacit\u00e0 di trattenere competenze e sulla tenuta complessiva del sistema economico. \u00c8 da qui che prende le mosse la ricerca \u00abEngagement e produttivit\u00e0. Pi\u00f9 produttivit\u00e0 attraverso la leva della motivazione e del coinvolgimento sul posto di lavoro\u00bb, realizzata dal Censis e commissionata da Philip Morris Italia, che prova a riportare al centro una variabile spesso evocata, ma raramente affrontata fino in fondo: il coinvolgimento reale delle persone nel lavoro che svolgono.<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"article-body\" id=\"scroll1\">\n<h3> La contraddizione<\/h3>\n<\/div>\n<div class=\"article-body\">\n<p>Il contesto \u00e8 quello di un Paese che lavora molto e rende poco. Da oltre quindici anni la produttivit\u00e0 italiana cresce a fatica, mentre aumentano le ore lavorate e si intensifica la pressione organizzativa. A livello internazionale, le ricerche Gallup del 2024 e del 2025 collocano l\u2019Italia tra i Paesi con i livelli di engagement pi\u00f9 bassi. \u00ab\u00c8 stato proprio questo dato a far scattare la riflessione &#8211; spiega Fulvia Santini, ricercatrice del Censis -. Ci siamo chiesti cosa accade quando l\u2019engagement viene meno e abbiamo deciso di analizzare il disengagement non come una fragilit\u00e0 individuale, ma come un processo strutturale che riguarda organizzazioni, modelli di lavoro e aspettative generazionali\u00bb.<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"article-body\">\n<div class=\"float-img-article-cont left\">\n<figure class=\"zoom-gallery new libera left\"><a data-title=\"Fulvia Santini, ricercatrice del Censis\" href=\"https:\/\/storage.ecodibergamo.it\/media\/photologue\/2026\/1\/26\/photos\/tanti-al-lavoro-pochi-davvero-coinvolti-la-frattura-che-pesa-sulla-produt_33ef176e-fa97-11f0-b4a1-45a31a2180f5_1920_1279.jpeg\" title=\"Fulvia Santini, ricercatrice del Censis\"><img decoding=\"async\" alt=\"Fulvia Santini, ricercatrice del Censis\" class=\"lozad\" src=\"https:\/\/analyse.optim.biz\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/tanti-al-lavoro-pochi-davvero-coinvolti-la-frattura-che-pesa-sulla-produt_33ef176e-fa97-11f0-b4a1-45a31a2180f5_1920_1279_v3_large_libera.jpeg\" title=\"Fulvia Santini, ricercatrice del Censis\" width=\"100%\"><\/a><figcaption>\n        Fulvia Santini, ricercatrice del Censis<\/p>\n<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n<p>Il Rapporto restituisce un quadro complesso, fatto di apparenti contraddizioni. Il 79,3% degli occupati dichiara di sentirsi molto o abbastanza motivato. Ma questa media nasconde fratture profonde. Tra i 18 e i 44 anni solo il 24,3% afferma di essere davvero interessato al proprio lavoro. E per il 54,1% dei giovani il lavoro ha perso centralit\u00e0 nella vita o non \u00e8 mai stato una priorit\u00e0. \u00abNon \u00e8 una disaffezione verso il lavoro in s\u00e9 &#8211; chiarisce Santini &#8211; ma il rifiuto di un modello che non risponde pi\u00f9 alle esigenze delle nuove generazioni, sempre pi\u00f9 orientate alla ricerca di equilibrio tra vita privata e vita professionale\u00bb.<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"article-body\">\n<p>L\u2019et\u00e0 emerge come uno spartiacque netto. Gli over 55, cresciuti in un\u2019epoca in cui il lavoro rappresentava un valore identitario e una fonte primaria di riconoscimento sociale, risultano i pi\u00f9 coinvolti: il 37,5% si dichiara molto motivato e il 66,3% continua a considerare il lavoro un pilastro centrale della propria esistenza. All\u2019estremo opposto, tra i pi\u00f9 giovani prende forma una sensazione diffusa di disincanto. Pi\u00f9 della met\u00e0 degli under 35, il 53,9%, si sente poco o per nulla coinvolta nelle attivit\u00e0 quotidiane, contro il 34,4% degli over 55. Una distanza emotiva che non nasce all\u2019improvviso, ma che si costruisce nel tempo.<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"article-body\" id=\"scroll2\">\n<h3> I tre passaggi chiave<\/h3>\n<\/div>\n<div class=\"article-body\">\n<p>Per descrivere questo scivolamento progressivo, il Censis individua tre passaggi chiave, le cosiddette \u00abtre D\u00bb del disengagement: disallineamento, disincanto e distacco. Il primo nodo \u00e8 il disallineamento tra competenze e ruolo. Solo il 27,2% dei lavoratori percepisce una piena coerenza tra ci\u00f2 che sa fare e ci\u00f2 che gli viene richiesto, mentre il 13,7% segnala un forte scarto. Il fenomeno colpisce soprattutto i giovani: tra i 18 e i 34 anni il disallineamento sale al 16,8%, quasi tre volte il dato degli over 55. \u00abMolti giovani entrano nel mondo del lavoro con aspettative elevate di apprendimento e di contributo &#8211; osserva Santini -. Ma spesso si ritrovano in ruoli poco coerenti, ripetitivi o privi di percorsi chiari. Questo scarto iniziale genera frustrazione, che nel tempo si trasforma in disincanto e poi in distacco\u00bb.<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"article-body\">\n<p>Il disengagement non resta confinato nella sfera emotiva. Produce effetti concreti e misurabili sulle organizzazioni. Il 44,3% dei lavoratori dipendenti ha considerato di cambiare occupazione, percentuale che sale al 64,6% tra gli under 35. Le motivazioni sono eloquenti: aumento del reddito (39,5%), stress o carico di lavoro eccessivo (28,7%), ricerca di una maggiore soddisfazione professionale (21,5%). \u00abNon si tratta semplicemente di instabilit\u00e0 o di strategia di carriera &#8211; sottolinea Santini &#8211; ma della ricerca di condizioni di lavoro migliori, pi\u00f9 sostenibili e pi\u00f9 coerenti con le proprie aspettative\u00bb.<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"article-body\">\n<figure class=\"zoom-gallery new libera medium\"><a href=\"https:\/\/storage.ecodibergamo.it\/media\/photologue\/2026\/1\/26\/photos\/tanti-al-lavoro-pochi-davvero-coinvolti-la-frattura-che-pesa-sulla-produt_34e9d67c-fa97-11f0-b4a1-45a31a2180f5_1920_1751.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"lozad\" src=\"https:\/\/analyse.optim.biz\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/tanti-al-lavoro-pochi-davvero-coinvolti-la-frattura-che-pesa-sulla-produt_34e9d67c-fa97-11f0-b4a1-45a31a2180f5_1920_1751_v3_large_libera.jpg\" width=\"100%\" title=\"tanti-al-lavoro-pochi-davvero-coinvolti-la-frattura-che-pesa-sulla-produt_34e9d67c-fa97-11f0-b4a1-45a31a2180f5_1920_1751_v3_large_libera\"><\/a><\/figure>\n<p>Il costo del disengagement \u00e8 percepito anche dai lavoratori stessi. Un occupato su tre ritiene che il disimpegno riduca in modo significativo la produttivit\u00e0 dell\u2019azienda in cui lavora, una convinzione particolarmente diffusa tra i senior, pi\u00f9 consapevoli del legame tra coinvolgimento e risultati. Turnover elevato, perdita di competenze, calo della qualit\u00e0 delle prestazioni e impoverimento del clima organizzativo sono alcune delle conseguenze di questa distanza crescente.<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"article-body\">\n<p>Alla domanda su cosa potrebbe aumentare il coinvolgimento, il 54% degli occupati indica una retribuzione pi\u00f9 competitiva. Ma fermarsi al salario sarebbe riduttivo. Quattro lavoratori su dieci chiedono pi\u00f9 benessere e migliori condizioni di lavoro, il 32% benefit aziendali e il 26,9% maggiore flessibilit\u00e0 oraria e smart working. Tra i giovani emergono anche la richiesta di percorsi di crescita pi\u00f9 chiari e di un investimento strutturale nella formazione continua. \u00abL\u2019engagement non si costruisce solo con lo stipendio &#8211; ribadisce Santini -. \u00c8 il risultato di un equilibrio tra riconoscimento economico, benessere psicologico, qualit\u00e0 delle relazioni e possibilit\u00e0 di sviluppo\u00bb.<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"article-body\" id=\"scroll3\">\n<h3> Dal welfare al wellness<\/h3>\n<\/div>\n<div class=\"article-body\">\n<p>Da qui il passaggio, sempre pi\u00f9 evidente, dal welfare al wellness. Non pi\u00f9 solo bonus e misure economiche, ma un\u2019attenzione pi\u00f9 profonda alla dimensione emotiva e organizzativa del lavoro. La parte qualitativa della ricerca, basata su interviste a responsabili HR di aziende inserite nelle classifiche Best Place to Work, mostra come le realt\u00e0 pi\u00f9 avanzate stiano investendo su sistemi di monitoraggio continuo dell\u2019engagement, sulla valorizzazione dei feedback, su una comunicazione pi\u00f9 trasparente tra manager e collaboratori e su iniziative concrete per ridurre il carico mentale. \u00abUn esempio che ci ha colpito molto &#8211; racconta Santini &#8211; \u00e8 quello di aziende che hanno introdotto il \u201cFree Friday\u201d, una giornata senza call o riunioni per permettere alle persone di chiudere la settimana lavorativa senza portarsi dietro il peso mentale del lavoro nel fine settimana\u00bb.<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"article-body\">\n<p>Accanto al benessere, la formazione emerge come uno snodo decisivo. Non solo corsi o budget dedicati, ma formazione on the job, mentoring e accompagnamento reale nei percorsi di crescita.<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"article-body\">\n<p>Il messaggio finale del Rapporto \u00e8 netto: senza motivazione non c\u2019\u00e8 impresa, e senza coinvolgimento non c\u2019\u00e8 futuro. \u00abIl lavoro non \u00e8 solo ci\u00f2 che faccio &#8211; conclude Santini &#8211; ma ci\u00f2 che mi permette di sentirmi parte di qualcosa\u00bb. Quando questa connessione si spezza, si inceppa il motore della produttivit\u00e0.<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"article-body\">\n<p><strong class=\"gsto\">Per approfondire il tema del rapporto tra AZIENDE e GENERAZIONE Z collegarsi al sito dell\u2019<a href=\"http:\/\/www.deltaindex.it\" target=\"_blank\">Osservatorio Delta Index<\/a> e di <a href=\"http:\/\/www.skillherz.com\" target=\"_blank\">Skillherz<\/a><\/strong><\/p>\n<\/div>\n<div class=\"article-body\">\n<p class=\"articolo-riservato\">\n                            \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA\n                        <\/p>\n<\/div>\n<div class=\"article-body\">\n<div class=\"tags-cont\"><a href=\"http:\/\/ecodibergamo.it\/stories\/local\/mondo\/italia\/1\/\"><\/p>\n<div class=\"tag-item\">italia<\/div>\n<p><\/a><a href=\"http:\/\/ecodibergamo.it\/classification\/argomento\/lavoro_39_855\/\"><\/p>\n<div class=\"tag-item\">Lavoro<\/div>\n<p><\/a><a href=\"http:\/\/ecodibergamo.it\/classification\/argomento\/impiego_282_855\/\"><\/p>\n<div class=\"tag-item\">Impiego<\/div>\n<p><\/a><a href=\"http:\/\/ecodibergamo.it\/classification\/argomento\/economia-affari-e-finanza_118_855\/\"><\/p>\n<div class=\"tag-item\">Economia, affari e finanza<\/div>\n<p><\/a><a href=\"http:\/\/ecodibergamo.it\/classification\/argomento\/economia-generico_627_855\/\"><\/p>\n<div class=\"tag-item\">Economia (generico)<\/div>\n<p><\/a><a href=\"http:\/\/ecodibergamo.it\/classification\/argomento\/sociale_125_855\/\"><\/p>\n<div class=\"tag-item\">Sociale<\/div>\n<p><\/a><a href=\"http:\/\/ecodibergamo.it\/classification\/argomento\/questioni-sociali-generico_135_855\/\"><\/p>\n<div class=\"tag-item\">Questioni sociali (generico)<\/div>\n<p><\/a><a href=\"http:\/\/ecodibergamo.it\/classification\/argomento\/politica_1_855\/\"><\/p>\n<div class=\"tag-item\">Politica<\/div>\n<p><\/a><a href=\"http:\/\/ecodibergamo.it\/classification\/argomento\/politica-interna_5_855\/\"><\/p>\n<div class=\"tag-item\">politica interna<\/div>\n<p><\/a><a href=\"http:\/\/ecodibergamo.it\/classification\/argomento\/generazione-z_13419_855\/\"><\/p>\n<div class=\"tag-item\">Generazione Z<\/div>\n<p><\/a><a href=\"http:\/\/ecodibergamo.it\/classification\/person\/francesca-lai_127778_854\/\"><\/p>\n<div class=\"tag-item\">Francesca Lai<\/div>\n<p><\/a><a href=\"http:\/\/ecodibergamo.it\/classification\/person\/fulvia-santini_476984_854\/\"><\/p>\n<div class=\"tag-item\">Fulvia Santini<\/div>\n<p><\/a><a href=\"http:\/\/ecodibergamo.it\/classification\/organization\/censis_10698_856\/\"><\/p>\n<div class=\"tag-item\">censis<\/div>\n<p><\/a><a href=\"http:\/\/ecodibergamo.it\/classification\/organization\/philip-morris-italia_169109_856\/\"><\/p>\n<div class=\"tag-item\">Philip Morris Italia<\/div>\n<p><\/a><a href=\"http:\/\/ecodibergamo.it\/classification\/organization\/gallup_131360_856\/\"><\/p>\n<div class=\"tag-item\">Gallup<\/div>\n<p><\/a><a href=\"http:\/\/ecodibergamo.it\/classification\/organization\/osservatorio-delta-index_96971_856\/\"><\/p>\n<div class=\"tag-item\">Osservatorio Delta Index<\/div>\n<p><\/a><\/div>\n<\/div>\n<p> Source URL: http:\/\/ecodibergamo.it\/stories\/delta-index\/tanti-al-lavoro-pochi-davvero-coinvolti-la-frattura-che-pesa-sulla-produttivit-o_3612818_11\/<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il lavoro continua a occupare le giornate, ma sempre meno le menti. \u00c8 in questo scarto silenzioso che si gioca oggi una delle partite pi\u00f9 decisive per il futuro delle imprese italiane. 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