{"id":1427060,"date":"2026-01-22T15:17:00","date_gmt":"2026-01-22T12:17:00","guid":{"rendered":"https:\/\/analyse.optim.biz\/?p=1427060"},"modified":"2026-01-22T15:17:00","modified_gmt":"2026-01-22T12:17:00","slug":"sebastiano-seby-berlato-una-giornata-a-chelsea-con-i-colori-della-squadra-tua","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/analyse.optim.biz\/?p=1427060","title":{"rendered":"Sebastiano &#8220;Seby&#8221; Berlato: una giornata a Chelsea con i colori della squadra tua"},"content":{"rendered":"<div class=\"content-body \">\n<p><em>\u201cUna giornata a Chelsea con i colori della squadra tua\u201d:<\/em>\u00a0da quasi trent\u2019anni questo ritornello presente nella canzone\u00a0<strong><em>Fedeli alla Trib\u00f9<\/em><\/strong>\u00a0della punk rock band vicentina\u00a0<strong>Derozer<\/strong>\u00a0\u00e8 diventato una hit per i tifosi biancorossi. La canzone scritta da\u00a0<strong>Sebastiano \u201cSeby\u201d Berlato<\/strong>\u00a0vocalist della band \u00e8 stata incisa dopo l\u2019indimenticabile partita giocata allo stadio Stamford Bridge di Londra il\u00a0<strong>16 aprile del 1998 contro il Chelsea<\/strong>\u00a0che vide la squadra di Guidolin uscire dalla Coppa delle Coppe dopo una sfida combattutissima. Quella giornata nonostante la sconfitta rimase incisa nel cuore dei tifosi biancorossi che quasi trent\u2019anni fa raggiunsero con tutti i mezzi possibili la capitale britannica.<\/p>\n<h2>Sebastiano &#8220;Seby&#8221; Berlato (Derozer) e la trasferta a Londra<\/h2>\n<p><strong>Sebastiano Berlato con che gruppo eri?<\/strong><br \/>\nEro chiaramente con tutti i ragazzi del mio quartiere San Felice. Alla fine degli anni Novanta avevamo un bel gruppo ci chiamavamo Nukleo San Felice. Eravamo un gruppo importante, ogni domenica facevamo le trasferte organizzando un pullman. A Londra andammo in quindici.<\/p>\n<p><strong>Con che mezzo siete andati?<\/strong>\u00a0<br \/>\nIn aereo perch\u00e9 per motivi di lavoro per noi era difficile affrontare un viaggio cos\u00ec lungo.<\/p>\n<p><strong>Che trasferta \u00e8 stata?<\/strong><br \/>\nLa trasferta fu incredibile, per me si coronava un sogno; il mio sogno era sempre stato quello di giocare allo Stamford Bridge di Londra, lo dicevo sempre ai miei amici e quindi eravamo molto entusiasti.<\/p>\n<p><strong>Da dove siete partiti?<\/strong><br \/>\nLa giornata fu veramente incredibile. Partimmo dall\u2019aeroporto Catullo di Verona che pian piano si riempiva di sciarpe biancorosse, un\u2019emozione indescrivibile.<\/p>\n<p><strong>Poi l\u2019arrivo a Londra&#8230;<\/strong><br \/>\nArrivammo a Londra Gatwick e l\u00ec trovammo dei pullman organizzati che ci portarono in centro,\u00a0 a Camden Town; l\u00ec ci diedero delle ore di libert\u00e0 e poi ci avrebbero portati allo stadio.<\/p>\n<p><strong>E una volta in centro citt\u00e0?<\/strong><br \/>\nNoi c\u2019eravamo segnati delle tappe importanti, erano dei pub che volevamo visitare.<\/p>\n<p><strong>Londra, si sa, \u00e8 una citt\u00e0 piena di pub e molti dei quali legati anche al tifo calcistico. Che pub avevate deciso di vistare?<\/strong><br \/>\nIl pi\u00f9 importante il Cheshire Cheese nei pressi di San Peter. In Inghilterra non si pu\u00f2 entrare con i colori della propria squadra nei pub, all\u2019esterno del locale vi sono dei cartelli con scritto\u00a0<em>&#8220;No color inside&#8221;<\/em>\u00a0<em>(no colori all\u2019interno, ndr)<\/em>\u00a0ma noi entrammo tutti con le sciarpe al collo. Il gestore ci vide e ci disse di toglierle, spiegandoci che ogni giorno a Londra ci sono circa 40 derby tra squadre di Premier e tutte le altre categorie sino alle pi\u00f9 basse, paragonabili alle nostre Eccellenza e Promozione, dove ogni squadra ha il suo folto gruppo di tifosi. Cos\u00ec ci levammo le sciarpe per rispettare la tradizione che vuole che i pub siano luoghi neutri\u00a0<em>(almeno che non sia un flag bar ovvero un luogo frequentato abitualmente dai tifosi).<\/em>\u00a0<\/p>\n<p><strong>Poi? Avete aspettato il pullman per andare allo stadio?\u00a0<\/strong><br \/>\nNo, ci arrangiammo prendendo la metropolitana dopo aver fatto un altro giro per i pub della citt\u00e0.<\/p>\n<p><strong>E come fu il viaggio in metro?<\/strong><br \/>\nCi portava direttamente a Stamford Bridge\u00a0<em>(il tutto \u00e8 descritto molto bene nel libro Gradinata Sud uscito nel 2006, ndr).\u00a0<\/em>Partimmo in una quindicina, ammassati in fondo al vagone, tutti con la nostra birretta in mano. La metro era totalmente vuota, poi a dieci fermate da Stamford Bridge cominci\u00f2 piano piano a popolarsi; entravano tifosi del Chelsea con le loro sciarpe, bandierine e altro. Rimase uno spazio abbastanza ampio tra loro e noi, una decina di metri, finch\u00e9 il caro compianto Valerio Cusinato, titolare del bar Vittoria, si avvicin\u00f2 loro e stapp\u00f2 una birra.<\/p>\n<p><strong>E i tifosi come la presero?<\/strong>\u00a0<br \/>\nDa quel momento inizi\u00f2 una festa incredibile: tutti incuriositi si avvicinarono a noi tifosi del Lanerossi e ci riempirono di domande e ci portarono poi allo stadio.<\/p>\n<p><strong>E nella tana dei Blues come and\u00f2?<\/strong><br \/>\nFu un\u2019emozione indescrivibile, era la prima volta che ci recavamo in uno stadio cos\u00ec organizzato. In Inghilterra trent\u2019anni fa facevano quello che si fa oggi in Italia, tornelli, documenti e c\u2019erano gi\u00e0 gli steward. La cosa curiosa era che allo stadio bisognava stare assolutamente seduti, ma noi non rimanemmo seduti. Eravamo in tantissimi e l\u2019ambiente dentro era caloroso, quando partivano i cori del Chelsea poi erano veramente dei boati pazzeschi che raramente si sentono. Gli stadi inglesi sono tutti chiusi, quindi c\u2019\u00e8 un eco incredibile, cantava tutto lo stadio.<\/p>\n<p><strong>Prima arriv\u00f2 il gol del Vicenza, con Luiso. Poi per\u00f2&#8230;<\/strong><br \/>\nAndare in vantaggio in quello stadio fu una cosa favolosa, incredibile, un\u2019esultanza che penso di non aver mai provato in vita mia, mi \u00e8 scesa anche qualche lacrima. Poi la partita \u00e8 finita come sapete. Io non ho visto neanche pi\u00f9 un frame di quella partita, penso sia l\u2019unica partita della mia vita che non ho mai pi\u00f9 voluto rivedere. Al netto della delusione, per\u00f2, fu un\u2019esperienza incredibile e auguro a tutti i tifosi del Vicenza, specialmente quelli pi\u00f9 giovani, di provarla quanto prima, perch\u00e9 \u00e8 indelebile nella mente e nel cuore di ogni tifoso biancorosso.<\/p>\n<p><strong>Dopo quella trasferta fu composta una canzone entrata di diritto nel cuore di tutti i tifosi:\u00a0<em>&#8220;Fedeli alla Trib\u00f9&#8221;<\/em>.<\/strong>\u00a0<br \/>\nAvendo vissuto un\u2019esperienza cos\u00ec fantastica ed essendo quasi tutte le canzoni dei Derozer autobiografiche ho pensato di dedicarne una a questa esperienza incredibile. Ho scelto\u00a0<em>Fedeli alla trib\u00f9<\/em>\u00a0perch\u00e9 all\u2019epoca uscivano i libri dello scrittore inglese John King\u00a0<em>(la leggende narra che fosse a Vicenza nella gara d\u2019andata)<\/em>, autore del libro\u00a0<em>The Football Factory<\/em>\u00a0e la traduzione italiana del titolo era proprio\u00a0<em>Fedeli alla Trib\u00f9<\/em>\u00a0<em>(esiste anche la versione inglese della canzone)<\/em>.<\/p>\n<p><strong>In questa canzone non \u00e8 menzionato il Lane&#8230;<\/strong><br \/>\nNon \u00e8 menzionato il Lanerossi perch\u00e9 mi piaceva l&#8217;idea di fare un pezzo dove tutti i tifosi potessero indentificarsi. Chi \u00e8 tifoso, al netto della rivalit\u00e0 di squadra, prova le stesse emozioni che provano tutti i tifosi e vive le stesse esperienze quindi \u00e8 un augurio per i tifosi che amano la propria squadra di vivere una giornata cos\u00ec memorabile appunto Una giornata a Chelsea con i colori della squadra tua.<\/p>\n<h2>Chelsea-Vicenza, il racconto degli altri tifosi biancorossi<\/h2>\n<p>Come detto, i tifosi del Vicenza per raggiungere Londra utilizzarono tutti i mezzi a disposizione. Tra i gruppi la\u00a0<strong>Caneva Berica<\/strong>\u00a0organizz\u00f2 due pullman. \u00abAll\u2019epoca tranne che per l\u2019Ucraina avevamo organizzato degli autobus per ogni trasferta europea &#8211; raccontano i ragazzi della Caneva -,\u00a0eravamo stati a Varsavia e a Roda. Per l\u2019occasione organizzammo due pullman. Partimmo dalla nostra vecchia sede di Malo. Il viaggio fu lunghissimo, passammo tutta la Francia e attraversammo la Manica per arrivare in Inghilterra ventidue ore dopo\u00bb. E in Inghilterra che esperienza fu? \u00abEravamo in cento tifosi e avevamo prenotato un albergo, oltre alla partita ci fermammo qualche giorno per visitare la citt\u00e0. Fu una trasferta memorabile, un senso di novit\u00e0 rispetto alla prima di Varsavia dove eravamo in trentatr\u00e9, a Londra in cento c\u2019era una bella differenza. La partita fin\u00ec come sappiamo, All\u2019epoca potevi fare ventidue ore di pullman senza stancarti, adesso sarebbe impensabile, sono passati ventotto anni, eravamo pi\u00f9 giovani\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Cinzia Toniolo<\/strong>, invece,\u00a0and\u00f2 in aereo. \u00abAvendo due figli a casa non potevo andare con i pullman organizzati dai Vigilantes, quindi feci andata e ritorno in aereo. Ci trovammo in aeroporto a Verona, c\u2019era una marea di gente con la sciarpa del Vicenza, la societ\u00e0 aveva organizzato i pullman che ci portarono in aeroporto: una giornata a Londra con i nostri colori era una cosa fantastica\u00bb. \u00abIo quel giorno mi ero messa la sciarpa della Brigata Belfast &#8211; continua Cinzia Toniolo &#8211; per me indossare quella sciarpa fu come portare l\u2019indimenticabile Moreno (Toniolo, ndr) a Londra\u00bb. Una volta in aeroporto a Londra, direzione Stamford Bridge. \u00abUn&#8217;atmosfera surreale, per me era fantascienza, con i tifosi del Chelsea che mi fermavano per chiedere di scambiare la sciarpa. E fantascienza per me era anche entrare nello store della squadra dove vendevano di tutto, dalle mutande alle automobili con scritto Chelsea\u00bb. E dentro lo stadio? \u00abNell\u2019entrare un\u2019altra cosa che mi stup\u00ec molto furono i tornelli e le telecamere, poi il fatto che non c\u2019erano n\u00e9 reti divisorie n\u00e9 altro. Ricordo i poliziotti a cavallo che continuavano a dirci di sederci, perch\u00e9 per loro il calcio era gi\u00e0 restare seduti come in un teatro\u00bb. E la partita?\u00a0 \u00abPer noi era un\u2019atmosfera diversa dalla partita d\u2019andata vinta grazie alla rete di Zauli quando eravamo tutti in piedi in curva sud. Al gol di Luiso fu un\u2019emozione indescrivibile: io ero posizionata dietro le panchine e ricordo Fabio Firmani che continuava a chiedermi l\u2019ora per calcolare quanto mancava al recupero\u00bb. Alla fine della partita? \u00abTornammo a prendere l\u2019aereo e in aeroporto trovammo i giocatori del Vicenza e Luiso mi abbracci\u00f2. Londra fu un\u2019esperienza unica\u00bb.<\/p>\n<\/div>\n<p> Source URL: https:\/\/www.ilgiornaledivicenza.it\/argomenti\/sport\/solo-calcio\/l-angolo-dei-tifosi\/chelsea-vicenza-trasferta-tifosi-testimonianze-fedeli-alla-tribu-derozer-1.12903815<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cUna giornata a Chelsea con i colori della squadra tua\u201d:\u00a0da quasi trent\u2019anni questo ritornello presente nella canzone\u00a0Fedeli alla Trib\u00f9\u00a0della punk rock band vicentina\u00a0Derozer\u00a0\u00e8 diventato una hit per i tifosi biancorossi. 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