{"id":1426153,"date":"2026-01-19T08:12:33","date_gmt":"2026-01-19T05:12:33","guid":{"rendered":"https:\/\/analyse.optim.biz\/?p=1426153"},"modified":"2026-01-19T08:12:33","modified_gmt":"2026-01-19T05:12:33","slug":"antonio-giasi-eclettico-amministrativista","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/analyse.optim.biz\/?p=1426153","title":{"rendered":"Antonio Giasi, eclettico amministrativista"},"content":{"rendered":"<div class=\"testo_articolo testo testoResize\">\n<p>Antonio, Toto, Giasi \u00e8 avvocato specializzato in diritto amministrativo. \u00c8 abilitato al patrocinio innanzi alla Cassazione e alle altre magistrature superiori. Ha collaborato con Riccardo Marone presso l\u2019Universit\u00e0 Suor Orsola Benincasa nella cattedra di Legislazione dei Centri Storici.<\/p>\n<p>\u00abSono vomerese dalla nascita e ho frequentato tutte le scuole nel quartiere collinare. Allo studio affiancavo lo sport. Ho iniziato con il calcio con una societ\u00e0 legata all\u2019istituto Nazareth; successivamente ho giocato, per poco tempo, a basket con la Libertas Juvenilis allo Stadio Collana, poi a tennis ai campi di via San Domenico. Ma lo sport pi\u00f9 importante della mia vita scolastica \u00e8 stata la pallamano, che ho praticato sia alle medie sia al liceo, con una squadra forte con la quale, oltre a divertirci tra amici, abbiamo ottenuto ottimi risultati\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Dopo la maturit\u00e0 classica si \u00e8 iscritto a Giurisprudenza. Perch\u00e9 questa scelta?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abDirei per motivi di opportunit\u00e0. In famiglia ero l\u2019unico figlio maschio con tre sorelle pi\u00f9 piccole: Anna, cardiologa, Daniela, logopedista, e Fabiana avvocato. Mio padre Michele, gi\u00e0 primario di Cardiologia e UTIC al San Giovanni Bosco e docente di Farmacologia clinica nella scuola di specializzazione della II\u00aa Facolt\u00e0 di Medicina e Chirurgia dell\u2019Universit\u00e0 di Napoli, era (quasi) completamente dedito al lavoro; viveva praticamente in ospedale. Per inciso, esercita ancora la professione. Vedendo il suo stile di vita, mi resi conto che non volevo fare il suo lavoro. Non avendo le idee chiare, pensai che Giurisprudenza potesse essere una facolt\u00e0 in grado di aprirmi pi\u00f9 strade. Questa decisione cre\u00f2 un piccolo conflitto con lui. Era dispiaciuto perch\u00e8 non avevo seguito le sue orme e, anche per altre ragioni, si oppose all\u2019acquisto di una moto che desideravo molto. Per raggiungere il mio obiettivo e, anche come gesto di ribellione, decisi di andare a fare il cameriere nel pub Alexander che da poco aveva aperto sotto casa. Il proprietario, notando la mia seriet\u00e0, mi affid\u00f2 anche la gestione dei rapporti con i rappresentanti. Era un lavoro massacrante: iniziavo alle 5 del pomeriggio e finivamo alle 3 di notte\u00bb.<\/p>\n<p><strong>\u00c8 riuscito a comprare la moto?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abS\u00ec, ma non solo con i guadagni del pub. Dopo circa tre mesi mia madre cap\u00ec il tempo che sottraevo allo studio e mi aiut\u00f2 con la cifra che mancava. Da quel momento ho passato i mesi successivi a girare in moto con gli amici, in modo anche un po\u2019 spericolato, devo ammetterlo, trascurando gli studi. Per questo motivo mio padre una sera mi affront\u00f2 e mi mise di fronte a una scelta: o iniziare a studiare seriamente, oppure trovarmi un lavoro. Quella conversazione fu un campanello d\u2019allarme decisivo. Riposi la moto in garage e iniziai a studiare\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Come \u00e8 stato l\u2019impatto con l\u2019universit\u00e0?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abAll\u2019inizio ho provato a seguire i corsi, ma c\u2019era una grande disorganizzazione e le lezioni si tenevano persino nei cinema. La mia fortuna \u00e8 stata ritrovare un caro amico della pallamano, Stefano Testa, appartenente ad una famiglia di avvocati da generazioni. Abbiamo iniziato a studiare insieme e cos\u00ec abbiamo fatto fino alla laurea. Avevamo capito che il segreto era impegnarsi con continuit\u00e0 e costanza\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Dopo la laurea quale orientamento ha preso?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abHo pensato di studiare per il concorso in magistratura, ma dopo avere frequentato per un po\u2019 di tempo un corso di preparazione mi sono reso conto che non faceva per me: sembrava di essere tornato a scuola. Nel frattempo iniziai ad interessarmi al diritto amministrativo. Mio padre era molto amico di Giampiero Marone, primario di gastroenterologia. Gli chiese di accreditarmi ai suoi fratelli Gherardo e Riccardo, noti amministrativisti. Fui convocato per un colloquio, e tra la fine del 1989 e l\u2019inizio del 1990, iniziai a frequentare lo studio de Luca e Marone in via Cesario Console\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Che ambiente professionale trov\u00f2?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abFui accolto da persone formidabili. Gherardo e Riccardo Marone, oltre ad essere avvocati eccezionali, sono persone di grandissimo affetto. Lo studio, anche per me che ero appena arrivato, era una vera e propria famiglia. A loro devo tutto. In particolare all\u2019avvocato Riccardo che \u00e8 stato il mio vero maestro sul campo. Un grande contributo alla mia crescita professionale lo devo anche all\u2019altro socio, l\u2019avvocato Lucio de Luca, professionista eccellente oltre che un gran signore, nonch\u00e8 al professore Vincenzo Cocozza, ordinario di diritto costituzionale che, per un periodo, \u00e8 stato associato allo studio de Luca e Marone\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Riccardo Marone affiancava alla professione un intenso impegno politico. Questa circostanza ha inciso sulla sua carriera?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abIl fatto che divenne una figura chiave nell\u2019amministrazione di Antonio Bassolino, ricoprendo ruoli come assessore, vicesindaco e poi sindaco, \u00e8 stata la mia fortuna. I suoi molteplici impegni lo portavano ad essere meno presente in studio e di conseguenza a me, che ero il suo \u201callievo\u201d, ha affidato molte \u201cattivit\u00e0 e responsabilit\u00e0\u201d che mi hanno fatto crescere professionalmente in fretta. Riccardo mi ha dato una fiducia enorme, e di questo gli sar\u00f2 grato per sempre. Dopo qualche anno \u00e8 arrivato allo studio anche il mio attuale socio, l\u2019avvocato Giuseppe Russo, con cui \u00e8 nato subito un grande feeling professionale, che nel tempo \u00e8 divenuta un\u2019amicizia fraterna e insostituibile\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Siete due nomi affermati nel campo forense del diritto amministrativo. Qual \u00e8 stata l\u2019arma vincente dei fratelli Marone nel vostro percorso formativo?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abSono stati entrambi grandi maestri non solo nella redazione degli atti e nella ricerca giuridica, ma soprattutto nella fase della discussione in udienza, alle quali partecipavo sempre. Il processo amministrativo, a differenza di quello civile o penale, vive molto della discussione in diritto. E proprio la fondamentale attivit\u00e0 in udienza mi ha consentito di conoscere i pi\u00f9 famosi e bravi avvocati amministrativisti italiani. Capitava spesso, infatti, di partecipare alle udienze a Roma, in Consiglio di Stato, e assistere a discussioni con formidabili avvocati come il prof. Abbamonte, gli avvocati Sanino, Scoca, Acquarone, Guarino; il massimo per un giovane avvocato come me\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Sotto l\u2019aspetto professionale, secondo lei, in che cosa si differenziano principalmente i due fratelli Marone?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abGherardo \u00e8 un perfezionista nella redazione degli atti ed \u00e8 un uomo di straordinaria cultura, non solo giuridica. Riccardo, eccellente anche in tale attivit\u00e0, \u201cbrilla\u201d in udienza. \u00c8 un vero talento sotto il profilo dialettico, ma soprattutto \u00e8 intuitivo e pronto: respira l\u2019aria dell\u2019aula, coglie i dubbi dei magistrati e li anticipa, fugandoli subito. Insomma, un grande maestro\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Pu\u00f2 raccontarci qual \u00e8 stata la prima causa importante che ricorda ai suoi esordi?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abEro un giovane avvocato, con solo due o tre anni di esperienza nello studio Marone. Il padre del mio caro amico Stefano Testa mi contatt\u00f2 perch\u00e9 aveva bisogno di un amministrativista per un suo cliente, il villaggio turistico \u201cBaia Azzurra\u201d. Con l\u2019aiuto del mio maestro Riccardo iniziai questo giudizio, riguardante una complessa questione urbanistico-ambientale. Vincemmo sia al Tar che in Consiglio di Stato. Quel villaggio \u00e8 rimasto mio cliente fino ad oggi e, da quella vittoria, \u00e8 nato un rilevante contenzioso\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Per quanto tempo \u00e8 rimasto nello studio Marone?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abPer circa diciassette anni, fino al 2006. Ho iniziato l\u00ec la mia carriera e ho lavorato a lungo con Riccardo e Gherardo Marone, affrontando problematiche di altissimo livello, arbitrati, collegi tecnici, giudizi nei vari Tar d\u2019Italia, in Consiglio di Stato e consulenze con numerose amministrazioni locali. Un\u2019esperienza lavorativa fenomenale che ha segnato tutta la mia vita\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Cosa vi ha spinto nel 2006 a mettervi in proprio?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abNel 2006 avevo appena compiuto quarant\u2019anni, Peppe ed io sentivamo l\u2019esigenza di avere maggiore autonomia. Nello studio erano entrati anche i figli dei due fondatori, Lorenzo e Francesco, ed era giusto che loro avessero le opportunit\u00e0 di apprendimento che avevamo avuto noi. Si cre\u00f2, quindi, la condizione ideale per un cambiamento. Io e Peppe, che gi\u00e0 condividevamo le nostre attivit\u00e0 in una sorta di associazione informale, decidemmo di fare il grande passo. Affittammo uno studio nello stesso palazzo di via Cesario Console, dove ancora oggi esercitiamo la nostra professione in associazione\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Ha fatto esperienze accademiche. In quale campo?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abHo collaborato con l\u2019avvocato Riccardo Marone nel corso di laurea in Conservazione dei Beni Storici presso l\u2019Istituto Suor Orsola Benincasa. Riccardo teneva le lezioni e gli esami, ma quando non poteva andavo io. \u00c8 stato un periodo importante e formativo durato qualche anno\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Oltre a questa esperienza ne ha fatta un\u2019altra altrettanto significativa con l\u2019amministrazione pubblica regionale. Di cosa si trattava?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abHo svolto una consulenza per la giunta regionale guidata da Antonio Bassolino, in particolare per l\u2019assessore alle Pari Opportunit\u00e0, Maria Fortuna Incostante, una donna perbene e preparatissima. Per circa quattro anni il mio compito (con altri due colleghi) era verificare la \u201clegittimit\u00e0\u201d delle delibere proposte dai vari assessori, prima che andassero in giunta. Inviavo la mia valutazione all\u2019assessore Incostante e poi, naturalmente, la giunta decideva. Anche questa \u00e8 stata un\u2019esperienza molto intensa e formativa\u00bb.<\/p>\n<p><strong> Spostiamoci sulla sua vita privata. Come ha conosciuto sua moglie Lucia?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abSui banchi di scuola, al liceo Pansini. Avevamo 16 anni e da allora stiamo insieme. Recentemente abbiamo festeggiato 25 anni di matrimonio. Lei era tra le migliori della classe, una donna della quale mi sono innamorato subito. Mi ha colpito per la bellezza, la dolcezza e l\u2019eleganza innata. Inizi\u00f2 a studiare Lettere, ma poi si rese conto che non voleva fare l\u2019insegnante. Si appassion\u00f2 al mondo della chimica e della cosmetica grazie a uno zio che produceva fanghi e prodotti estetici. Si iscrisse a Farmacia, dove era tra le pi\u00f9 brave, ma a quattro esami dalla laurea decise di smettere, occupandosi completamente del nostro amatissimo figlio, Gabriele, che oggi studia Scienze della Comunicazione. E cos\u00ec ho potuto dedicarmi quasi completamente al mio lavoro, proprio come accadeva a mio padre\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Parlando della sua famiglia ha menzionato sua madre, Paola Mastandrea, e sua nonna materna Anna Liardi. Che ruolo ha avuto la loro dedizione al volontariato nella sua crescita?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abMia madre, e prima di lei mia nonna, sono state un esempio di vita dedicata agli altri, anche sostenendo direttamente missionari in Africa e Brasile. Erano responsabili dell\u2019Opera Parrocchiale di Assistenza (OPA) nella chiesa di Santa Maria della Libera al Vomero. Organizzavano, a favore dei pi\u00f9 bisognosi, la raccolta di generi alimentari (olio, pasta, zucchero) donati dai parrocchiani. Ricordo che, sin da bambino, accompagnavo nonna e poi mamma a consegnare questi pacchi direttamente a casa delle famiglie disagiate con grande rispetto e discrezione. In quelle occasioni ho appreso e consolidato i valori della generosit\u00e0 e della solidariet\u00e0. Mia madre (scomparsa purtroppo qualche mese fa) \u00e8 stata un riferimento insostituibile per tutta la famiglia, insegnando e trasmettendo a me e alle mie tre sorelle principi fondamentali come l\u2019amore, l\u2019altruismo, la sensibilit\u00e0 e la tolleranza\u00bb.<\/p>\n<p><strong>I suoi interessi oltre il lavoro?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abPratico prevalentemente nuoto al Circolo Canottieri insieme ad amici, molti dei quali (non io) eccellenti nuotatori, uno sport che ho scoperto a quasi 30 anni e che \u00e8 importantissimo per il mio equilibrio fisico e mentale. Gioco un po\u2019 a tennis e, quando \u00e8 possibile, vado a sciare. Il \u201cpoco\u201d tempo che resta, dopo il lavoro e lo sport che mi \u201ccoinvolge\u201d quasi 2 ore al giorno, lo trascorro con gli amici condividendo la passione per il cinema, il teatro, i viaggi e qualche (per la verit\u00e0 non molte) partecipazione a opere di volontariato\u00bb.<\/p>\n<p>\u00a9RIPRODUZIONE RISERVATA<\/p>\n<\/div>\n<p> Source URL: https:\/\/www.ilroma.net\/news\/rubriche\/857352\/antonio-giasi-eclettico-amministrativista.html<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Antonio, Toto, Giasi \u00e8 avvocato specializzato in diritto amministrativo. \u00c8 abilitato al patrocinio innanzi alla Cassazione e alle altre magistrature superiori. Ha collaborato con Riccardo Marone presso l\u2019Universit\u00e0 Suor Orsola Benincasa nella cattedra di Legislazione dei Centri Storici. \u00abSono vomerese dalla nascita e ho frequentato tutte le scuole nel quartiere collinare. 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