{"id":1425775,"date":"2026-01-23T09:46:16","date_gmt":"2026-01-23T06:46:16","guid":{"rendered":"https:\/\/analyse.optim.biz\/?p=1425775"},"modified":"2026-01-23T09:46:16","modified_gmt":"2026-01-23T06:46:16","slug":"gomorra-le-origini-antonio-buono-grazie-a-mimi-sono-tornato-a-napoli-ora-vivo-il-periodo-piu-bello-della-mia-vita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/analyse.optim.biz\/?p=1425775","title":{"rendered":"&#8220;Gomorra &#8211; Le origini&#8221;, Antonio Buono: &#8220;Grazie a &#8216;Mim\u00ec&#8217; sono tornato a Napoli, ora vivo il periodo pi\u00f9 bello della mia vita&#8221;"},"content":{"rendered":"<div class=\"testo_articolo testo testoResize\">\n<p>\u201cIl periodo pi\u00f9 bello della mia vita\u201d. Cos\u00ec <b>Antonio Buono<\/b> riassume in poche parole le emozioni di queste settimane che lo hanno visto esordire come attore professionista tra i protagonisti dell\u2019atteso prequel <b>Gomorra-Le Origini,<\/b> in onda su Sky e in streaming solo su Now, nei panni di Mim\u00ec, uno dei giovani che insieme a Tresette (Ciro Burzo) e \u2018A Macchietta (Luigi Cardone) compone il gruppo di amici di Angelo \u2018A Sirena (Francesco Pellegrino), il criminale che introdurr\u00e0 l\u2019adolescente Pietro Savastano nella malavita della Napoli degli anni &#8217;70.<\/p>\n<p>La serie diretta da Marco D\u2019Amore e Francesco Ghiaccio, prodotta da Sky Studios e da Cattleya, sta appassionando il pubblico settimana dopo settimana e venerd\u00ec 23 gennaio arriva al suo quarto appuntamento. Per Antonio Buono, classe 1992, \u00e8 un sogno diventato realt\u00e0: una scommessa vinta con s\u00e9 stesso in cui nessuno credeva. \u201cMio padre \u00e8 della \u2018vecchia scuola\u2019 per lui era inconcepibile che io intraprendessi un percorso artistico. Oggi anche lui comincia a credere in me e nel mio lavoro e questo significa davvero tanto\u201d.<\/p>\n<p><b>Il tuo primo ruolo da professionista arriva in una serie prequel di una saga diventata un cult. Come stai vivendo questo periodo? <\/b><\/p>\n<p>Le emozioni sono tante e sono felice di vedere che tutti i sacrifici fatti e il lavoro svolto fuori e dentro il set siano serviti e siano stati apprezzati. Per la prima volta mi capita di essere riconosciuto per strada e questo per me \u00e8 molto gratificante perch\u00e9 d\u00f2 molta importanza alle persone e all&#8217;amore che mi stanno dimostrando, non solo dal vivo, ma anche sui social. Non smetter\u00f2 mai di ringraziare chi trova un pochino del proprio tempo per scrivermi qualche parere sulla serie o sul mio personaggio o per dirmi semplicemente qualche parola gentile. Avere avuto la possibilit\u00e0 e il privilegio di arrivare al cuore delle persone mi riempie di gioia.<\/p>\n<p><b>La serie \u00e8 l\u2019affresco della Napoli criminale degli anni Settanta e Ottanta. Tu non hai vissuto quegli anni, che immagine avevi di quel periodo? <\/b><\/p>\n<p>Molto romantica. Mi sembrava un periodo bello, coloratissimo, ma studiando il mio personaggio, informandomi e guardando documentari dell\u2019epoca, ho scoperto che non era affatto cos\u00ec. Per conoscere meglio quegli anni mi \u00e8 stato molto utile confrontarmi con i miei genitori. Mia madre, in particolare, mi \u00e8 stata di grande supporto perch\u00e9 nel 1977 lei aveva 15 anni e con i suoi racconti mi ha fatto immergere nella vita e nei pensieri di un adolescente dell\u2019epoca. Lei \u00e8 cresciuta in un quartiere molto difficile e mi ha raccontato i disagi, la fatica e le enormi difficolt\u00e0 che incontrava nel quotidiano, quando era difficile anche avere un piatto a tavola soprattutto se si viveva in una famiglia numerosa. E poi mi ha confidato di quando ha dovuto interrompere gli studi perch\u00e9 doveva lavorare per provvedere ai bisogni della famiglia. Insomma gli adolescenti in quegli anni a Napoli non erano adolescenti: non potevano permetterselo e conoscere tutto questo mi \u00e8 stato di grande aiuto per entrare in empatia con i personaggi della serie e con le loro storie.<\/p>\n<p><b>C&#8217;\u00e8 qualcosa che ti ha affascinato di quel periodo? <\/b><\/p>\n<p>Il modo di vestire, le auto, le canzoni, gli artisti. Ci sono tanti aspetti che mi piacciono degli anni Settanta. E poi il fatto che non ci fossero i social o i cellulari. Era tutto pi\u00f9 genuino secondo me, i rapporti tra le persone erano meno filtrati, pi\u00f9 autentici. Quando si andava a casa di qualcuno per una tazza di caff\u00e8, lo si faceva perch\u00e9 era una cosa realmente \u201csentita\u201d e si chiacchierava per ore, senza interruzioni come invece accade oggi dove c\u2019\u00e8 sempre una notifica pronta a distrarti. Oggi capita di andare a cena fuori, in compagnia e di restare attaccati ad uno schermo a scrollare. Aver avuto la possibilit\u00e0 di \u201cvivere\u201d quell&#8217;epoca mi ha dato l\u2019impressione che prima le relazioni e i rapporti umani fossero molto pi\u00f9 importanti rispetto ad oggi.<\/p>\n<p><b>E con la tua citt\u00e0, Napoli, che rapporto hai? <\/b><\/p>\n<p>Napoli per me \u00e8 tutto. Nonostante per un periodo sia stato costretto a lasciarla, l&#8217;ho sempre portata dentro. Ammetto che ci sono dei momenti in cui ci litigo, per via di tante cose \u201cstorte\u201d che vedo e che proprio non riesco ad accettare. Ho con Napoli un rapporto sentimentale fatto di odio e di amore ma una cosa \u00e8 certa: Napoli \u00e8 una grandissima fonte di ispirazione per me. Spesso, quando ho bisogno di scavare dentro di me, di riflettere, mi metto seduto di fronte al mare. \u00c8 quello il mio posto preferito in assoluto.<\/p>\n<p><b>Quando hai capito che volevi diventare un attore e come \u00e8 stata accolta la tua scelta in famiglia?<\/b><\/p>\n<p>Fin da bambino, giocando, ho capito che recitare mi rendeva felice. Poi crescendo ho maturato la consapevolezza che recitare fosse l\u2019unico percorso che veramente volevo intraprendere. Il mio primo lavoro davanti alla macchina da presa risale al 2015, ma per anni \u00e8 rimasto un sogno chiuso in un cassetto. Mi mancavano la sicurezza e la consapevolezza che ho adesso. Studiare recitazione ha poi fatto la differenza, ma serve tempo e denaro da dedicare allo studio e lavorando per mantenermi non sono riuscito a permettermelo per tanto tempo. Quando poi ho deciso che volevo diventare un attore professionista, la mia scelta non \u00e8 stata accolta nel migliore dei modi dalla mia famiglia: i miei genitori erano molto scettici e per nulla fiduciosi. Mio padre \u00e8 della \u201cvecchia scuola\u201d, ha cominciato a lavorare da piccolissimo, per lui era inconcepibile che io intraprendessi un percorso artistico.<\/p>\n<p><b>Oggi lo \u00e8 ancora?<\/b><\/p>\n<p>Le cose sono molto cambiate, non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 scetticismo da parte sua, ma ci \u00e8 voluto un po\u2019 di tempo. Adesso anche lui ha cominciato a credere in me e nel mio lavoro e tutto ci\u00f2 significa davvero tanto per me.Ogni padre dovrebbe credere nei propri figli, la sua fiducia pu\u00f2 diventare un motore in pi\u00f9 per loro.<\/p>\n<p><b>E cos\u00ec, dopo aver preso atto che volevi diventare un attore, cosa ha fatto? <\/b><\/p>\n<p>Dopo un periodo di lunga riflessione, ho deciso di ascoltarmi e di provarci. Mi sono trasferito in Svizzera con pochi soldi in tasca e i primi giorni sono stati decisamente duri, dato che non avevo n\u00e9 una casa n\u00e9 un lavoro. Ho trovato ospitalit\u00e0 per un breve periodo da un conoscente, poi ho trovato un lavoro e sono riuscito a sistemarmi in un appartamento al confine, in Francia. Da l\u00ec in poi ho vissuto sia in Francia che in Svizzera, facendo vari lavoretti. L\u2019obiettivo era risparmiare per poi pagarmi gli studi di recitazione. E cos\u00ec ho fatto.<\/p>\n<p><b>Come sei stato accolto all\u2019estero? <\/b><\/p>\n<p>Sono stato accolto come un figlio e questo mi ha molto stupito. Quel posto mi ha fatto crescere molto dal punto di vista caratteriale. Ricordo che per risparmiare cenavo con pancarr\u00e9 e marmellata. Ma una volta tornato a Napoli, quell\u2019esperienza mi ha permesso di dedicarmi totalmente allo studio.<\/p>\n<p><b>Cosa ti ha insegnato?<\/b><\/p>\n<p>\u00c8 stata altamente formativa e se tornassi indietro rifarei ogni cosa. Ho ampliato i miei orizzonti, conosciuto persone nuove, una cultura diversa dalla mia, un\u2019altra lingua, altre tradizioni. Credo sia fondamentale provare, almeno una volta nella propria vita, ad uscire dalla propria zona di comfort per capire di che pasta si \u00e8 fatti.<\/p>\n<p><b>Una volta tornato a Napoli, dopo quanto tempo \u00e8 arrivato il primo casting per Gomorra- Le Origini? <\/b><\/p>\n<p>A Napoli ho studiato recitazione in due diverse accademie e dopo qualche anno ho fatto il primo provino per la serie. In totale credo siano stati 7 o 8 provini nell\u2019arco di sei mesi. Sono stati provini intensi e molto duri che per\u00f2 mi hanno insegnato tanto e mi hanno dato l\u2019occasione di conoscere persone straordinarie come Davide Zurolo e Alessia Foraggio che hanno reso quel periodo indimenticabile.<\/p>\n<p><b>Cosa li ha convinti di te?<\/b><\/p>\n<p>Non saprei, \u00e8 una domanda che noi attori ci poniamo in continuazione, ma a cui raramente troviamo risposta. Sono tante le dinamiche e i fattori in gioco: l\u2019aspetto, il carattere, la disponibilit\u00e0, il modo di lavorare e poi la propria interpretazione naturalmente.\u00a0<\/p>\n<p><b>Come descriveresti il tuo personaggio, Mim\u00ec? <\/b><\/p>\n<p>Mim\u00ec \u00e8 un personaggio che bisogna cercare di capire attraverso i suoi sguardi, i suoi gesti, le sue movenze. \u00c8 un ragazzo di poche parole, ma credo che sia un personaggio a cui le parole servono poco o forse non servono affatto. \u00c8 introspettivo, dotato di una forte profondit\u00e0 e umanit\u00e0. In Mim\u00ec ci ho messo veramente poco di mio, soltanto il lato positivo, perch\u00e9 lui non \u00e8 solo ombre ma anche luce. Come se avesse dentro di s\u00e9 due forze primordiali contrastanti, lo Yin e lo Yang. Lavorare su questo personaggio non \u00e8 stato affatto semplice perch\u00e9 ha caratteristiche completamente differenti dalle mie e ho dovuto ricreare un mio nuovo \u201cmondo\u201d interiore per poterlo incarnare pienamente.<\/p>\n<p><b>In che modo Marco D&#8217;Amore e Francesco Ghiaccio ti hanno aiutato nella costruzione del tuo personaggio? <\/b><\/p>\n<p>Il laboratorio a cui ho preso parte assieme agli altri protagonisti prima di girare \u00e8 stato illuminante per me e mi ha aiutato moltissimo a costruire il mio personaggio. Tutti noi abbiamo svolto un lavoro intenso per due settimane e Marco D\u2019Amore era sempre disponibile, pronto a supportarci e a confrontarsi. \u00c8 capitato anche che improvvisassimo durante qualche scena. \u00c8 un regista che sa essere \u201cautoritario\u201d ma anche permissivo quando serve, molto esigente ma sempre molto equilibrato. Lavorare con lui \u00e8 stata un&#8217;esperienza che mi ha arricchito tanto dal punto di vista umano e artistico.<\/p>\n<p><b>Qual \u00e8 stata la scena pi\u00f9 difficile che hai girato? <\/b><\/p>\n<p>Credo che la scena pi\u00f9 complessa sia stata nel primo episodio, in casa di Enza. Mantenere un certo tipo di emozione come la collera, il senso di colpa o il senso di frustrazione perch\u00e9 non si vorrebbe commettere un\u2019azione che invece deve essere fatta, \u00e8 molto impegnativo. Mi riferisco soprattutto a quando il mio personaggio di fronte a A\u2019 Macchietta piange e abbassa lo sguardo. Ecco, mantenere certi stati emotivi in scena per otto ore o pi\u00f9 consecutivamente non \u00e8 proprio una passeggiata.<\/p>\n<p><b>E quella pi\u00f9 divertente? <\/b><\/p>\n<p>Senza dubbio la scena iniziale quando arriviamo con le auto al bar America e quando compaiono le famose \u201cpalle &#8216;e riso\u201d: ci siamo divertiti come non mai.<\/p>\n<p><b>Hai dovuto lavorare anche sul tuo aspetto fisico? <\/b><\/p>\n<p>S\u00ec, Marco mi ha chiesto di mantenere la linea ma io ho voluto alzare un po\u2019 il tiro e perdere ancora pi\u00f9 peso per dare a Mim\u00ec un aspetto esile che rendesse \u201cgiustizia\u201d al nome che porta. In fondo Mim\u00ec \u00e8 un diminutivo. E poi volevo che fosse l\u2019opposto di Tresette anche come immagine.<\/p>\n<p><b>C&#8217;\u00e8 qualche attore che ti ha ispirato? <\/b><\/p>\n<p>Non mi sono ispirato a nessun attore in particolare: mi sono affidato alla mia creativit\u00e0 costruendo la postura di Mim\u00ec, il suo modo di camminare, di mangiare e di fumare, tentando di dare vita ad un personaggio autentico. Spero tanto di esserci riuscito.<\/p>\n<p><b>Tra gli attori napoletani o un regista di oggi e di ieri, con chi andresti a cena per parlare di cinema o magari a chi chiederesti un suggerimento per la tua carriera? <\/b><\/p>\n<p>I primi che mi vengono in mente sono Sophia Loren e Massimo Troisi che purtroppo non c\u2019\u00e8 pi\u00f9. Ma mi piacerebbe anche parlare con Toni Servillo o Luisa Ranieri: interpreti che mi affascinano come artisti e che vorrei conoscere anche come persone.<\/p>\n<p><b>Andresti di nuovo a lavorare all\u2019estero se ti offrissero delle nuove opportunit\u00e0 nel cinema?<\/b><\/p>\n<p>Assolutamente s\u00ec. Sogno di riuscire a farmi spazio nel cinema anche fuori dall\u2019Italia, magari negli Stati Uniti, in Francia o Inghilterra. Sto perfezionando il mio inglese proprio per questo. <\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<\/div>\n<p> Source URL: https:\/\/www.ilroma.net\/news\/curiosita\/857497\/gomorra-le-origini-antonio-buono-grazie-a-mimi-sono-tornato-a-napoli-ora-vivo-il-periodo-piu-bello-della-mia-vita.html<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cIl periodo pi\u00f9 bello della mia vita\u201d. 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