{"id":1405164,"date":"2026-01-24T04:04:31","date_gmt":"2026-01-24T01:04:31","guid":{"rendered":"https:\/\/analyse.optim.biz\/?p=1405164"},"modified":"2026-01-24T04:04:31","modified_gmt":"2026-01-24T01:04:31","slug":"gigliola-cinquetti-a-londra-non-riconobbi-i-rolling-stones-non-ho-leta-lho-rivalutata","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/analyse.optim.biz\/?p=1405164","title":{"rendered":"Gigliola Cinquetti: \u00abA Londra non riconobbi i Rolling Stones. &#8220;Non ho l\u2019et\u00e0&#8221; l\u2019ho rivalutata\u00bb"},"content":{"rendered":"<div class=\"content-body \">\n<p>Gigliola Cinquetti, 62 anni dalla canzone che l\u2019ha lanciata \u201cNon ho l\u2019et\u00e0\u201d, come sta? Bene. Ormai la distanza da quel periodo \u00e8 diventata siderale, sono cambiate molte cose. Adesso, ad essere sincera, sono diventa anch\u2019io una fan di quel brano.<\/p>\n<p><strong>Perch\u00e9 prima non lo era?<\/strong><br \/>\nDiciamo che all\u2019inizio non capivo che cosa diavolo ci trovassero in quelle strofe.\u00a0<\/p>\n<p><strong>Ora, invece?\u00a0<\/strong><br \/>\nPenso rappresenti una donna del futuro, che pensa e sogna un rapporto alla pari con un uomo che non deve insegnarle niente.<\/p>\n<p><strong>Un messaggio che negli Anni Sessanta era improponibile?<\/strong><br \/>\nDiciamo che in quella canzone c\u2019era \u201cin nuce\u201d la donna del futuro. Perch\u00e9 di fatto \u00e8 una ragazza che chiede tempo. Anzi, che chiede e che rifiuta. Dice no con molta determinazione, garbo e gentilezza. E rimane irremovibile.\u00a0<\/p>\n<p><strong>Il successo per lei arriva velocemente: Sanremo, l\u2019Eurovision Song Contest con milioni e milioni di dischi venduti in tutto il mondo, non era troppo a 16 anni?<\/strong><br \/>\nBeh, fu sicuramente difficile. Per certi versi traumatico. Per\u00f2 fu anche un\u2019opportunit\u00e0 straordinaria. Da giovani si hanno grandi risorse emotive. Ci sono forza ed incoscienza che ti permettono di andare avanti anche nello sberleffo, nell\u2019ironia. Non prendevo niente e nessuno sul serio. Da buona veneta e, soprattutto, da veronese.<\/p>\n<p><strong>I suoi genitori?<\/strong><br \/>\nMio padre viveva tutto con naturalezza perch\u00e9, a suo dire, l\u2019aveva sempre previsto. Mia madre, invece, che non aveva presagito nulla, diciamo che si adatt\u00f2 con una forza straordinaria. Lei abituata a starsene a letto fino a tardi, a giocare le sue partite a poker fino a notte inoltrata, non le interessava n\u00e9 fare la parte della madre devota n\u00e9 l\u2019angelo del focolare. Viveva in un mondo tutto suo fatto di cinema, romanzi. Improvvisamente per me si \u00e8 trasformata in una sorta di compagna di viaggio alla Thelma &amp; Louise. Con lei ho avuto avventure pazzesche in giro per il mondo. Anche se a volte era difficile dividere i ruoli.\u00a0<\/p>\n<p><strong>A lei questo successo stava stretto?<\/strong><br \/>\nIl successo \u00e8 una cosa abnorme. Allora, non potevo uscire di casa. Si creavano assembramenti, ingorghi, isteria. Tutti mi correvano dietro solo perch\u00e9 ero un fenomeno. \u201cDa baraccone\u201d come sottolineava mia sorella. Spesso mi faceva notare con quali facce mi guardavano per strada come se avessero visto un mostro: restavano con la bocca aperta , gli occhi strabuzzati. A Sanremo, la mattina dopo la prima esibizione, una ragazzina mi vide ed inizi\u00f2 a strillare come un\u2019ossessa, me la trovai appesa al collo, assieme a sua madre che mi scuoteva come fanno i bambini con i giocattoli. Tutti volevamo toccarmi, stringermi. Capii allora che qualcosa era cambiato nella mia vita. Se c\u2019\u00e8 un momento in cui ho dubitato del mio talento \u00e8 stato all\u2019apice del successo, perch\u00e8 proprio quest\u2019ultimo disturba la tua consapevolezza.<\/p>\n<p><strong>A Londra i Rolling Stones le chiesero una foto, ma lei non sapeva nemmeno chi fossero?<\/strong><br \/>\nEra il 1964. All\u2019interno della casa discografica Decca, si avvicinarono questi ragazzi chiedendo se potevano scattare una foto con me. Dico di s\u00ec, ma solo perch\u00e9 la star ero io, anzi pensai ma che razza di cafoni che volevano fare i trasgressivi a mie spese e me ne andai. La stessa sera si intrufolarono anche in una festa che era stata organizzata per me, pensavo solo che cercassero visibilit\u00e0. Capii chi erano solo molto tempo dopo, guardando la celebre immagine di Mick Jagger che fa la linguaccia. E infatti di quella sera c\u2019\u00e8 una foto che nella didascalia recita \u201cCinquetti meet The Stones\u201d. Invece i Beatles li incrociavo sempre, il loro tour precedeva sempre il mio. E una volta intervistai a Londra Paul McCartney.<\/p>\n<p><strong>Come riusc\u00ec a gestire tutta questa fama?<\/strong><br \/>\nCon mia sorella, aveva un atteggiamento ironico, scherzoso, dissacrante. Poi c\u2019era la scuola a Verona anche se ero un po\u2019 antipaticuccia ai miei compagni, l\u00ec c\u2019era un\u2019aria normale. E a volte erano loro a proteggermi.\u00a0<\/p>\n<p>Adesso?<br \/>\nDiciamo che mi sono avvicinata al pubblico, il rapporto \u00e8 pi\u00f9 autentico. Se qualcuno si avvicina \u00e8 pi\u00f9 rispettoso, affettuoso con le parole, pi\u00f9 discreto. L\u2019approccio \u00e8 piacevole, rilassato. Adesso sono io ad essere riconoscente se una persona mi saluta, mi sorride, fa un commento. Sono momenti magici. Ed \u00e8 quello che cerco negli spettacoli dal vivo a teatro.\u00a0<\/p>\n<p><strong>Ha cantato al teatro Remondini di Bassano, il 3 febbraio sar\u00e0 al teatro Camploy di Verona le piace quello che sta facendo?<\/strong><br \/>\nS\u00ec, perch\u00e9 finalmente mi esibisco senza dover dimostrare nulla, senza dover pensare \u201coddio adesso che cosa accade\u201d. Senza paura, senza per forza dover alzare l\u2019asticella, senza giudizi da affrontare. Ora c\u2019\u00e8 soltanto il piacere, la gioia di cantare per me stessa. Accanto a me non vedo pi\u00f9 l\u2019euforia di un tempo, ora guardo persone in silenzio che si concentrano ascoltando la mia voce. E questa \u00e8 una bellissima sensazione. Una sorta di magia che si ripete. Poi, nel concerto ci sono anche canzoni di Roberto Vecchioni, Lucio Battisti, Enrico Ruggeri, Charles Aznavour, per citarne solo alcuni.<\/p>\n<p><strong>Ha mai avuto soggezione di qualche sua coetanea?<\/strong><br \/>\nSoggezione mai, non ho mai avuto il mito dell\u2019arte. Credo appartenga all\u2019essere umano e che sia un\u2019espressione assolutamente naturale e quindi la considero scontata. Poi, certo, ci sono state artiste che mi hanno ispirata su tutte Francoise Hardy, Maria Callas, Brigitte Bardot. L\u2019attrice Ingrid Bergman e mi riferisco alla sua aura, alla sua luminosit\u00e0. Ho sempre guardato ai dettagli.<\/p>\n<p><strong>Cantanti italiane?<\/strong><br \/>\nHo ammirato tantissimo Gianna Nannini che a mio avviso \u00e8 la pi\u00f9 grande autrice di canzoni autenticamente popolari.<\/p>\n<p><strong>E quando ha iniziato?<\/strong><br \/>\nMina era un fuoriclasse che ho sempre considerato tale, una persona a parte. E ancora Ornella Vanoni, Patty Pravo, Loredana Bert\u00e8, ma non erano persone con le quali mi confrontavo, da loro assorbivo sensazioni particolari, mi emozionavano, per\u00f2 su piani differenti. Non c\u2019\u00e8 mai stata invidia, ognuno faceva il suo, avevamo caratteristiche differenti.<\/p>\n<p><strong>Come sta a rimpianti?<\/strong><br \/>\nE chi lo sa! Mi verrebbe da dire di no, anche se ho mancato molte occasioni. Comunque preferisco pensare a quelle che ho colto, sufficienti per soddisfarmi. E poi, se potessi tornare indietro, magari farei esattamente il contrario \u201cper vedere di nascosto l\u2019effetto che fa\u201d come cantava Enzo Jannacci.\u00a0<\/p>\n<p><strong>Per\u00f2, a rinunciato al cinema ad Hollywood?<\/strong><br \/>\nSe \u00e8 per questo ho rinunciato anche vivere a Parigi e tante altre cose, ma ho scritto libri, ho recitato in Italia, ho fatto la presentatrice. Insomma, non mi posso lamentare. Se c\u2019\u00e8 una cosa che vorrei fare ora \u00e8 la doppiatrice. Dare la voce ad attrici internazionali, ma si tratta di una fantasia.<\/p>\n<p><strong>A Verona ci torna?<\/strong><br \/>\nDa quando \u00e8 morta mia sorella Rosabianca nel marzo dello scorso anno, no. Lei che era un pittrice mi accompagna con il suo tocco, i colori, la variet\u00e0 delle sue opere.\u00a0<\/p>\n<p><strong>Torniamo a quel Sanremo: il pubblico era diviso tra lei e Bobby Solo, anche se poi non pot\u00e9 esibirsi a causa di una raucedine.<\/strong><br \/>\nNon pensavo di vincere. Volevo solamente cavarmela, ricordarmi le parole, non fare brutta figura e poi sentivo addosso tutta la responsabilit\u00e0 della casa discografica.\u00a0<\/p>\n<p><strong>Quante lingue parla?<\/strong><br \/>\nIl dialetto veronese benissimo, l\u2019italiano, l\u2019inglese.<\/p>\n<p><strong>Ma come ha inciso in moltissime lingue?<\/strong><br \/>\nFrancese, spagnolo, tedesco, giapponese, greco, fiammingo, islandese solo per citarne alcune. Mi mettevo sempre di buzzo buono, studiavo con una persona di lingua madre finch\u00e9 non imparavo bene la pronuncia e poi incidevo.\u00a0<\/p>\n<p><strong>I momenti che ricorda pi\u00f9 volentieri?<\/strong><br \/>\nQuelli da semplice spettatrice ai concerti di Jacques Brel oppure Georges Brassen a Parigi, entrambi con un magnetismo straordinario. Indimenticabile.\u00a0<\/p>\n<p><strong>Si piace come persona?<\/strong><br \/>\nDirei di s\u00ec, sto al mondo volentieri.\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<\/div>\n<p> Source URL: https:\/\/www.ilgiornaledivicenza.it\/argomenti\/spettacoli\/spettacoli\/intervista-gigliola-cinquetti-giornale-di-vicenza-1.12907243<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Gigliola Cinquetti, 62 anni dalla canzone che l\u2019ha lanciata \u201cNon ho l\u2019et\u00e0\u201d, come sta? Bene. Ormai la distanza da quel periodo \u00e8 diventata siderale, sono cambiate molte cose. Adesso, ad essere sincera, sono diventa anch\u2019io una fan di quel brano. Perch\u00e9 prima non lo era? 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