{"id":1404113,"date":"2025-12-28T10:00:02","date_gmt":"2025-12-28T07:00:02","guid":{"rendered":"https:\/\/analyse.optim.biz\/?p=1404113"},"modified":"2025-12-28T10:00:02","modified_gmt":"2025-12-28T07:00:02","slug":"claudio-calabrese-e-la-magia-degli-scacchi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/analyse.optim.biz\/?p=1404113","title":{"rendered":"Claudio Calabrese e la magia degli scacchi"},"content":{"rendered":"<div class=\"testo_articolo testo testoResize\">\n<p>Troppo complessi per essere un gioco e troppo semplici per essere un\u2019arte. Parliamo degli scacchi, che forse potremmo definire una \u201cdisciplina\u201d, giacch\u00e9 anche sport non appare precipuo. Del fascino degli scacchi e delle loro dinamiche discutiamo con un super esperto, abilissimo giocatore, collezionista e conoscitore profondo. \u00c8 Claudio Calabrese, consulente finanziario, \u201ccandidato maestro\u201d di scacchi, che da giovanissimo scopr\u00ec il feeling con i 32 pezzi sulle 64 \u201ccase\u201d.<\/p>\n<p>\u00abDei vicini di casa \u201crifacevano\u201d le partite Fisher-Spasski, un confronto che non fu soltanto una finale di campionato del mondo. Segn\u00f2 un\u2019epoca, perch\u00e9 in piena guerra fredda tra Usa e Urss quel match sembrava travalicare la semplice abilit\u00e0 scacchistica per acquisire significati ulteriori\u00bb.<br \/>\u2028<\/p>\n<p><strong>Bobby Fischer divenne un eroe nazionale e sappiamo che occupa da sempre un posto speciale nel tuo cuore. Giusto?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abFin da allora, parliamo del 1972, data di quella mitica sfida a Reykjavik, mi colp\u00ec come un singolo potesse confrontarsi con una vera e propria scuola, della quale Spasski rappresentava la pi\u00f9 evoluta espressione. Fischer invece era un cane sciolto, negli Stati Uniti non c\u2019era una scuola che potesse reggere il confronto con quella sovietica, ma lui era un genio e vinse quella partita, sorprendendo il mondo\u00bb.<\/p>\n<p><strong>\u2028Di lui si diceva fosse parecchio stravagante\u2026<\/strong><\/p>\n<p>\u00abTutti i geni hanno certamente qualche singolarit\u00e0 che li distingue dalla massa e Fischer pu\u00f2 essere sicuramente annoverato nella categoria. Riusc\u00ec a rifiutare la pubblicit\u00e0 a un latte, all\u2019apogeo della sua popolarit\u00e0, solo perch\u00e9 quel latte non gli piaceva. Non \u00e8 proprio un comportamento comune. Pare fosse persino affetto da sindrome di Asperger ma come giocatore di scacchi \u00e8 stato straordinario, tanto che ancora risulta presente nelle classifiche ELO\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Ci fu anche un episodio molto particolare durante quella sfida in Islanda&#8230;<\/strong><\/p>\n<p>\u00abS\u00ec, le mosse di Fischer erano talmente geniali ed imprevedibili che alla sesta partita Spasski si alz\u00f2 in piedi e lo applaud\u00ec. Considerate che era ancora un\u2019epoca in cui l\u2019estro giocava un ruolo determinante. Oggi molto \u00e8 cambiato. Anche per le fragilit\u00e0 e le problematiche che possono insorgere in dipendenza di \u201cuna vita con gli scacchi\u201d la medicina \u00e8 subentrata ed ha molto aiutato in termini di stabilit\u00e0 e di controllo\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Parliamo della tua esperienza da giocatore, perch\u00e9 anche in quella veste non eri proprio uno qualunque\u2026<\/strong><\/p>\n<p>\u00abQualche soddisfazione sicuramente me la sono presa. Dal punto di vista prettamente agonistico probabilmente il mio exploit pi\u00f9 significativo resta quello dell\u2019Open di Mendrisio nel 1986, un torneo molto prestigioso, che chiusi al quindicesimo posto su 128 partecipanti. Per dare un\u2019idea del tipo di competizione, basti pensare che a vincere fu Host, allora candidato al titolo mondiale\u00bb.<br \/>\u2028<\/p>\n<p><strong>E peraltro a quell\u2019exploit \u00e8 legata anche una piccola recriminazione?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abS\u00ec. A torneo concluso incontrai il maestro ad honorem Enrico Paoli, grande esperto e scrittore di libri sulla materia, e lui mi fece notare come avessi mancato alcune occasioni ghiotte per ottenere un risultato ancor pi\u00f9 prestigioso\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Hai ottenuto per\u00f2 anche altri risultati prestigiosi?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abLe altre perle della mia carriera agonistica sono Spoleto e Ischia. In entrambi i casi conclusi sul podio, e si trattava di manifestazioni importanti a partecipazione internazionale. Devo dire per\u00f2 che vado particolarmente fiero del mio rendimento ai campionati provinciali: in dieci anni di partecipazioni ho disputato 78 partite e ne ho persa una sola, ovviamente al netto di alcune gare finite in parit\u00e0. Per tre volte ho vinto il titolo provinciale, sfiorando almeno altre 4 vittorie. Se poi allarghiamo la statistica anche ai sociali e all\u2019Open Citt\u00e0 di Alatri ho complessivamente giocato 194 partite, con 108 vittorie, 79 pareggi e 5 sconfitte\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Della tua attivit\u00e0 parli anche in un libro autobiografico&#8230;<\/strong><\/p>\n<p>\u00abHo raccontato le mie pi\u00f9 significative esperienze agonistiche negli scacchi e i miei due anni vissuti a Pordenone in un libro cui sono molto affezionato perch\u00e9 tratteggia tra l\u2019altro la figura di mio padre, al quale ero legatissimo\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Se avessi avuto la possibilit\u00e0 di dedicarti totalmente agli scacchi dove saresti arrivato?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abDifficile dirlo, perch\u00e9 si entra nel campo del possibile o anche del probabile ma non v\u2019\u00e8 certezza. La sola cosa evidente \u00e8 che avrei fatto ancora meglio. Quanto non sta a me dirlo. Di certo posso dire che nell\u2019anno in cui ad allenarmi c\u2019era Stefano Tatai, pluricampione italiano, i miei progressi furono esponenziali\u00bb.<br \/>\u2028<\/p>\n<p><strong>Tra i tuoi successi ce n\u2019\u00e8 uno di cui sei particolarmente orgoglioso?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abS\u00ec, risale al 2012. Giocavo le fasi eliminatorie della Coppa del Mondo per corrispondenza e in una partita contro un maestro polacco una mia mossa, definibile quale novit\u00e0 teorica, fin\u00ec ne \u201cL\u2019Informatore Scacchistico\u201d, un\u2019autentica bibbia della disciplina. Nel numero successivo la mia mossa fu inserita tra le 10 novit\u00e0 teoriche pi\u00f9 importanti dell\u2019anno. Il mio nome fin\u00ec accanto a quelli di celebrati e straordinari maestri. Faticavo a crederlo, ma davvero quella fu un\u2019incursione, sorprendente e bellissima, nel gotha di questo gioco\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Quanta affinit\u00e0 e quante analogie esistono tra una partita a scacchi e l\u2019esistenza nella sua globalit\u00e0?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abCe ne sono tante, la vita \u00e8 una partita a scacchi con il destino, giocata attraverso la nostra sensibilit\u00e0, le nostre capacit\u00e0 e le nostre debolezze\u00bb.<\/p>\n<p><strong>In cosa la pratica scacchistica pu\u00f2 aiutare nella quotidianit\u00e0?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abPu\u00f2 aiutare in modo consistente nel vedere le cose pi\u00f9 in profondit\u00e0, e non solo in apparenza. Manca spesso, in questa societ\u00e0 un po\u2019 superficiale, la capacit\u00e0 di approfondire, di entrare nel dettaglio. Tutti parlano di tutto, anche di argomenti in merito ai quali sono eruditi in modo superficiale. Gli scacchi possono essere un antidoto all\u2019approssimazione\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Oggi l\u2019intelligenza artificiale pu\u00f2 un po\u2019 svilire la creativit\u00e0 e in qualche modo sostituirla?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abIl pericolo \u00e8 latente, ma allo stato attuale ritengo che i grandi maestri possano ancora vincere le partite contro l\u2019IA. Al programma manca il colpo d\u2019occhio, manca l\u2019estro. Per ora le gerarchie sono ancora queste, e non dimentichiamo che comunque sono sempre gli esseri umani a inserire i dati. In una societ\u00e0 futura e distopica non so, preferisco non pensarci&#8230;\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Oltre che valente giocatore, sei un collezionista molto importante di tutto ci\u00f2 che attiene al mondo degli scacchi&#8230;<\/strong><\/p>\n<p>\u00abSe fino a qualche anno fa mi ritenevo pi\u00f9 un giocatore, ora l\u2019aspetto del collezionista \u00e8 diventato quello preminente\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Sappiamo che nella tua personale biblioteca hai volumi antichissimi&#8230;<\/strong><\/p>\n<p>\u00abS\u00ec, coltivo questo hobby da molti anni e le mie ricerche sono state fruttuose. Posso dire con un pizzico di orgoglio di essere un collezionista di buon livello. Ho 2.500 volumi e circa 700 sono decisamente datati\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Custodisci gelosamente anche una cartolina della famosa sfida di Reykjavik con firme originali dei due grandi contendenti?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abS\u00ec, ho anche questo importante documento, del quale \u00e8 stata ufficialmente riconosciuta l\u2019originalit\u00e0. Un \u201cpezzo\u201d pregiato, ma devo dirvi che non \u00e8 il solo. Per me gli scacchi sono una passione autentica e come tale la vivo in ogni suo frammento\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Ma per essere un buon giocatore di scacchi basta essere una persona intelligente ed intuitiva?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abNo, non basta. Al di l\u00e0 di un elevato quoziente intellettivo, che come in ogni altro campo acquisisce certamente una sua valenza, bisogna possedere determinate qualit\u00e0. A mio modo di vedere la principale virt\u00f9 di un giocatore di scacchi deve essere la freddezza, intesa come capacit\u00e0 di tenere a bada l\u2019emotivit\u00e0\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Per questo i russi erano e sono ancora tra i pi\u00f9 apprezzati protagonisti?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abEsatto. Il nostro temperamento latino e passionale in qualche misura bisticcia con l\u2019identikit ideale dello scacchista perfetto\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Puoi farci un esempio pratico?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abCertamente. Vi basti pensare che nella gara migliore della mia vita, quella dell\u2019Open di Mendrisio, di cui ho gi\u00e0 parlato, io impiegai tre partite per calarmi nella condizione di concentrazione ideale. Nelle prime due la mia attenzione era in qualche misura rivolta alla location, a ci\u00f2 che mi circondava e non riuscivo ad introdurmi in quella ideale campana di vetro che deve ospitare il giocatore durante le partite. I maestri invece partirono subito con la concentrazione ottimale\u00bb.<\/p>\n<p><strong>In cosa consiste per te il fascino degli scacchi?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abMi piace l\u2019idea che non esista una soluzione, ma che ci siano invece tanti modi di cercare il meglio. In questo l\u2019accostamento alla vita \u00e8 evidente: nessuno possiede la pietra filosofale, ma tutti lottiamo ogni giorno per migliorarci e per cercare soluzioni ai problemi che la vita ci presenta\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Sappiamo che hai praticato anche altri sport a livello agonistico. Ci dici quali?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abUn\u2019altra mia passione sono i motori e ho frequentato scuole di pilotaggio e preso parte a gare a cronometro. Da giovane, come tanti altri connazionali, ho giocato anche al calcio. Ero un portiere di discreto livello, ma poi dopo la trafila nel settore giovanile ho preso altre strade\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Sei un tifoso juventino, nemmeno tiepido&#8230;<\/strong><\/p>\n<p>\u00abLa Vecchia Signora mi ha rapito fin da bambino, ai tempi di Bettega e Anastasi. E in amore non si cambia, anche se adesso ammiro il Frosinone e il suo percorso virtuoso e sorprendente nel calcio che conta\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Cosa pensi del boom del tennis in Italia?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abHo praticato il tennis a livello non agonistico, ma l\u2019ho sempre seguito con grande passione. Ora che abbiamo un giocatore capace di stare per 60 settimane al comando del ranking ATP \u00e8 ancora pi\u00f9 piacevole seguire i grandi eventi. Dietro Sinner sta venendo fuori un movimento di primissimo piano. Credo si debba esserne orgogliosi\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Tra i tuoi hobby c\u2019\u00e8 anche la musica?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abMi piacerebbe tanto saper suonare qualche strumento, ma in questo caso sono&#8230; attore non protagonista, o per meglio dire appassionato ascoltatore. Ascolto un po\u2019 di tutto, dalla musica classica a quella leggera, per\u00f2 le mie preferenze sono per i gruppi rock degli anni 80 e 90. Mi piacciono i Led Zeppelin, i Pink Floyd e i Genesis, dei quali conservo vinili e musicassette\u00bb.<\/p>\n<p>Scacchi come filosofia di vita, vecchi volumi e una curiosit\u00e0 insaziabile. Claudio Calabrese, 64 \u201ccase\u201d per un solo grande sogno.<\/p>\n<\/div>\n<p> Source URL: https:\/\/www.ciociariaoggi.it\/news\/cronaca\/313054\/claudio-calabrese-e-la-magia-degli-scacchi.html<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Troppo complessi per essere un gioco e troppo semplici per essere un\u2019arte. 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