{"id":1404041,"date":"2026-01-26T08:32:13","date_gmt":"2026-01-26T05:32:13","guid":{"rendered":"https:\/\/analyse.optim.biz\/?p=1404041"},"modified":"2026-01-26T08:32:13","modified_gmt":"2026-01-26T05:32:13","slug":"il-vero-nodo-del-voto-e-il-sorteggio-nel-csm","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/analyse.optim.biz\/?p=1404041","title":{"rendered":"Il vero nodo del voto \u00e8 il sorteggio nel Csm"},"content":{"rendered":"<div class=\"testo_articolo testo testoResize\">\n<p>Pi\u00f9 i giorni trascorrono, pi\u00f9 si rende chiaro che la vera posta in gioco nella battaglia referendaria non \u00e8 affatto nella separazione delle carriere tra pubblico ministero e organo giudicante, bens\u00ec neltemutissimo sorteggio dei magistrati chiamati a comporre il Consiglio superiore della magistratura. Non che la separazione non infastidisca i nostri giudici; tutt\u2019altro. Quella commistione tra giudicante e requirente torna comoda sotto molti profili, tutti ben descritti nell\u2019ultimo libro del ministro Carlo Nordio, Una nuova giustizia, un volume da leggere per la completezza e \u00a0lucidit\u00e0 d\u2019analisi.<\/p>\n<p>Ma non \u00e8 su questo che desidero fermarmi. La posta in gioco \u00e8 il governo della Magistratura, attraverso l\u2019azione del suo sistema di potere \u2013 concentrato nella dialettica tra le correnti dell\u2019Associazione nazionale magistrati \u2013 che, eleggendo i componenti del Csm, ha il dominio sulle carriere dei magistrati e sulla distribuzione tra loro delle pi\u00f9 influenti cariche. La scorsa settimana, il nostro Procuratore della Repubblica, il dr. Nicola Gratteri, \u00e8 giunto addirittura a minacciare denunce nei confronti di chi avesse utilizzato un suo intervento d\u2019un paio d\u2019anni fa, nel corso del quale prendeva posizione a favore del sorteggio nell\u2019elezione dei componenti del Csm. Ed ha dovuto farsi carico di giustificare quella oggi rinnegata scelta, attraverso una serie d\u2019alquanto sottili distinzioni tra il suo dire d\u2019allora e l\u2019attuale riforma costituzionale.<\/p>\n<p>Ma non c\u2019\u00e8 dubbio che \u00e8 proprio la questione del sorteggio ad urticare oltre ogni segno la magistratura pi\u00f9 intraprendente sul piano dell\u2019associazionismo. Il gioco \u00e8 assai semplice: attraverso le intese correntizie, si eleggono i due terzi (i togati) del Csm; successivamente, costoro, elevati in base agli accordi suddetti, si comportano di conseguenza, come molteplici prove possono dimostrare, soprattutto quelle relative alle votazioni perle cariche pi\u00f9 rilevanti della magistratura, per le quali il costante ricorrere degli allineamenti \u2013 e gli scambi nei voti \u2013 sono noti a tutti. In un nuovo libro di recente pubblicato dal noto dr. Luca Palamara, ancora una volta in proficuo colloquio con il giornalista Alessandro Sallusti, lo sperimentato ex magistrato \u2013 gi\u00e0 capro espiatorio delle nequizie del sistema \u2013 si \u00e8 prodotto in un\u2019efficacissima definizione delle dinamiche correntizie. Le ha qualificate \u2018ecosistema\u2019.<\/p>\n<p>Cos\u00ec ha spiegato la cosa: \u00ab\u00c8 un sistema che difende i suoi organismi pi\u00f9 importanti e rappresentativi. Appartenere a una corrente, per un magistrato, \u00e8 garanzia di sopravvivenza, \u00e8 una rete di protezione reciproca. Chi appartiene a una corrente ha dirigenti che ne sostengono la carriera, consiglieri al Csm che ne difendono le scelte, ha colleghi pronti a minimizzare i suoi errori, ha un apparato mediatico che ne amplifica i meriti e ne riduce le criticit\u00e0\u00bb. In altre parole, l\u2019abbinata Anm\/Csm \u00e8 in grado di condizionare in modo serio la funzione del secondo, indirizzandone, sulla base delle appartenenze correntizie \u2013 che sono i mezzi di suddivisione del potere e delle risorse all\u2019interno della magistratura \u2013 quasi ogni decisione, con la conseguenza che non \u00e8 il merito delle vicende decise dal Csm, bens\u00ec l\u2019appartenenza a quelle organizzazioni o sott\u2019organizzazioni a fare il bello ed il cattivo tempo.<\/p>\n<p>Ora, come si faccia a difendere un meccanismo di tal sorta, ad un comune mortale non \u00e8 dato comprendere. A meno di non voler ritenere che queste strenue difese dipendano dalla volont\u00e0 di perpetuare un sistema di potere che fa non poco comodo a chi lo detiene e non poco per\u00f2 danneggia ad un tempo la funzione giudiziaria. I nostri pi\u00f9 attivi giudici non fanno che rivendicare la loro autonomia ed indipendenza, non fanno che lanciare appelli alla costituzione e strali al ministro della Giustizia ed al Governo tutto per avere attentato ad uno dei pi\u00f9 sacri valori repubblicani. Ed \u00e8 vero, che l\u2019indipendenza per chi deve giudicare costituisce una condizione imprescindibile perch\u00e9 l\u2019imparzialit\u00e0 della decisione sia garantita. \u00c8 ovvio, infatti, che se al momento della scelta il giudice non debba solo dover rispondere alla propria coscienza ed alla capacit\u00e0 tecnica di leggere con competenza nelle leggi e nei fatti da vagliare sulla scorta di esse, un po\u2019 tutto va in malora: perch\u00e9 dietro le pagine della decisione, apparentemente intestata alla Repubblica italiana e sotto le toghe che ancora rivestono simbolicamente il corpo dei giudici, potrebbe nascondersi la gorgone del potere, insomma l\u2019abuso che strumentalizza la giustizia per fini deviati.<\/p>\n<p>Ma se questo \u00e8 vero, non \u00a0\u00e8 men vero che il potere non \u00e8 solo quello politico, bens\u00ec ogni fonte d\u2019influenza in grado di condizionare il comportamento altrui, in questo caso quello dei giudici e dei pubblici ministeri, magari decidendo di perseguitare qualcuno sommergendolo di processi, anche di qualche centinaio di processi, non perch\u00e9 colpevole, bens\u00ec solo per impedirgli d\u2019agire o per distruggerlo. Ora, questo potere pu\u00f2 essere esterno all\u2019ordine giudiziario, ma nulla esclude possa annidarsi anche all\u2019interno dell\u2019ordine stesso, magari proprio in quell\u2019ecosistema di correnti che, governando l\u2019organo di cosiddetto autogoverno, condiziona i singoli giudici e pubblici ministeri, facendo leva sulle loro legittime aspettative di carriera e su parecchio d\u2019altro: carriera e altro, che sonocertamente nelle mani delle decisioni del Csm, che \u00e8 a sua volta nelle mani dell\u2019Anm.<\/p>\n<p>Resta un gran dilemma: com\u2019\u00e8 possibile che soggetti i quali dichiarano da mane a sera assai impensieriti dell\u2019indipendenza della magistratura \u2013 che si risolve in un mero esercizio retorico, se non si realizza nell\u2019indipendenza dei singoli magistrati da orchestrate influenze esterne alla loro volont\u00e0 \u2013 non si pongano il problema che lo scandalo dell\u2019attivit\u00e0 correntizia, allo stato inestirpabile ed inestirpato, sia la forma storicamente pi\u00f9 vissuta e sperimentata della vita giudiziaria? Com\u2019\u00e8 possibile che costoro temano a tal punto d\u2019essere sottoposti al potere politico (peraltro la riforma non lo fa per nulla), ma non facciano una piega rispetto al gravissimo, evidente sistema di condizionamento che \u00e8 invece quello che ha effettivamente caratterizzato la vicenda storica della magistratura italiana negli ultimi quaranta anni, vale a dire l\u2019ecosistema delle correnti? In qualche prossima puntata, forse ci cimenteremo per scoprire l\u2019arcano.<\/p>\n<\/div>\n<p> Source URL: https:\/\/www.ilroma.net\/news\/opinioni\/857591\/il-vero-nodo-del-voto-e-il-sorteggio-nel-csm.html<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pi\u00f9 i giorni trascorrono, pi\u00f9 si rende chiaro che la vera posta in gioco nella battaglia referendaria non \u00e8 affatto nella separazione delle carriere tra pubblico ministero e organo giudicante, bens\u00ec neltemutissimo sorteggio dei magistrati chiamati a comporre il Consiglio superiore della magistratura. 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