{"id":1403961,"date":"2026-01-17T09:00:00","date_gmt":"2026-01-17T06:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/analyse.optim.biz\/?p=1403961"},"modified":"2026-01-17T09:00:00","modified_gmt":"2026-01-17T06:00:00","slug":"pietro-volpari-si-racconta-tennis-ciclismo-vita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/analyse.optim.biz\/?p=1403961","title":{"rendered":"Pietro Volpari si racconta: tennis, ciclismo, vita&#8230;"},"content":{"rendered":"<div class=\"testo_articolo testo testoResize\">\n<p>Toga d\u2019oro nel 2004 e stella d\u2019oro del Coni al merito sportivo nel 2009: un\u2019applicazione pratica, nonch\u00e9 una sintesi ideale, del detto latino \u201cmens sana in corpore sana\u201d. A fregiarsi di entrambe le onorificenze e a incarnare la figura di colui che coltiva con pari incisivit\u00e0 mente e corpo \u00e8 l\u2019avvocato Pietro Volpari, stimato professionista del foro di Frosinone che ha trovato nello sport qualcosa di pi\u00f9 di un semplice hobby. Con lui lo sport si eleva a strumento di conoscenza e di crescita, a elemento culturale a tutto tondo, a filosofia di vita.<\/p>\n<p><strong>\u00c8 una storia che parte dal 1955, quando Pietro Volpari \u00e8 a Latina e comincia a flirtare con la racchetta da tennis&#8230;<\/strong><\/p>\n<p>\u00abEro molto giovane quando subii il fascino della racchetta. Galeotti furono gli Internazionali di Roma e segnatamente la finale tra Beppe Merlo e Fausto Gardini, alla quale assistetti dal vivo. Beppe Merlo aveva uno stile molto particolare, con un\u2019impugnatura a mezzo manico, davvero personalissima. Io provai ad imitarlo e devo dire che fu una scelta soddisfacente, alla luce dei risultati che poi ottenni come agonista\u00bb.<br \/>\u2028<\/p>\n<p><strong>Veniamo agli anni dal 1959 al 1966, quando \u00e8 dirigente del Circolo Enal di Frosinone. Ricordi particolari?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abC\u2019era tanto fermento a Frosinone in quegli anni. Ricordo Tonino Rasicci, poi direttore della scuola nazionale dei maestri di Roma, con il quale ancora oggi ho rapporti di amicizia e di stima reciproche. In quegli anni si form\u00f2 tennisticamente proprio a Frosinone, insieme a Massimo Annicchiarico, Walter Binetti e poi Gaetano Tin\u00e8, Ugo Forti, i fratelli Di Menna. Tin\u00e8 fu quello che ottenne i risultati pi\u00f9 importanti, ma il movimento era vivo e pulsante e la Ciociaria esprimeva valori davvero consistenti\u00bb.<\/p>\n<p><strong>\u2028Veniamo alla sua \u201ccreatura\u201d, il Circolo Tennis Alatri, che vede la luce nel luglio del 1967. Cosa accadde?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abCon Enzo Pietrobono e il professor Ciarrapica fondammo questo circolo, perch\u00e9 anche ad Alatri cominciavano ad essere tanti gli appassionati, ansiosi di mettersi alla prova. Fu un\u2019esperienza bellissima dal punto di vista umano ma anche agonistico, perch\u00e9 vennero fuori ragazzi davvero talentuosi ed aiutarli a crescere fu bello e stimolante. Al \u201cGiardino dello Sport\u201d, con Pietro D\u2019Onorio e la sua famiglia a gestire gli impianti, giorno dopo giorno il tennis crebbe e con esso i rapporti sociali\u00bb. <br \/>\u2028<\/p>\n<p><strong>Ci fu una risposta anche al di fuori della ristretta cerchia degli addetti ai lavori e degli agonisti?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abS\u00ec, una risposta che non esito a definire entusiastica. Basti pensare che subito ci furono tabelloni molto nutriti. Mi viene in mente un torneo che fu vinto da Domenico Bruselles su Roberto Papitto e ricordo la grande curiosit\u00e0 con la quale un po\u2019 tutti seguivano questi primi vagiti del nostro giovane circolo. Inizialmente per allestire una squadra in grado di figurare degnamente nelle competizioni regionali ci avvalemmo della collaborazione di qualche tennista frusinate, poi i nostri crebbero\u00bb. <br \/>\u2028<\/p>\n<p><strong>Poi arrivano Fabio Gatta e Roberto Mangiapelo&#8230;<\/strong><\/p>\n<p>\u00abEsatto. Dal gruppo di agonisti emersero presto dei giovani talenti che ci portarono a conquistare risultati importanti tanto nelle manifestazioni individuali che in quelle a squadre. Non solo Gatta e Mangiapelo, ragazzi dotati di tecnica e di grandi capacit\u00e0 atletiche, ma anche Gianni La Bella, Ettore Del Greco, Pino Papetti. Dopo di loro arrivarono tanti altri interpreti credibili e convincenti di questa disciplina. Impossibile raccontare in poche righe tanti anni, ma la vicenda del CT Alatri fu una storia di vita, di crescita, di condivisione, una piccola favola quotidiana raccontata da innamorati di questo sport. Di recente i miei ex allievi hanno organizzato una premiazione a sorpresa per ringraziarmi del mio operato. \u00c8 stato bello ed emozionante, ma sono io a ringraziare loro per quei momenti indelebili e quelle storie di sport e di vita\u00bb.<br \/>\u2028<\/p>\n<p><strong>Nell\u2019ottobre del 1969 Alatri ospit\u00f2 una manifestazione tennistica molto particolare, con partecipanti d\u2019eccezione. Ce la pu\u00f2 raccontare?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abEh, s\u00ec, in quel sabato di ottobre il nostro circolo ebbe l\u2019onore di ospitare un torneo di esibizione che vide all\u2019opera un giovanissimo Adriano Panatta, Nicola Pietrangeli, Eugenio Castigliano ed il mio \u201cidolo\u201d Giuseppe Merlo. Erano di fatto i migliori tennisti d\u2019Italia e quella data \u00e8 rimasta a lungo impressa nella memoria di coloro che seguirono l\u2019evento\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Lei nell\u2019ambito del tennis \u00e8 stato anche giudice arbitro internazionale?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abS\u00ec, ho svolto anche questa mansione. Il primo ricordo che mi viene in mente al riguardo \u00e8 un match tra Germania Occidentale e Italia a Gaeta, a livello di compagini Under 23. Sono stato inoltre membro del Comitato Regionale Laziale con una delega al settore giovanile, nonch\u00e9 componente del Comitato Gare\u00bb.<\/p>\n<p><strong>C\u2019\u00e8 poi un altro sport che rapisce d\u2019improvviso la sua anima&#8230;<\/strong><\/p>\n<p>\u00abS\u00ec. Pur continuando a praticare il tennis, dal 1973 scopro la passione per il ciclismo, ed \u00e8 una cosa davvero travolgente\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Quali sensazioni durante le prime gare?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abNon ho difficolt\u00e0 a confidarti che inizialmente per me, come per tutti coloro che hanno iniziato il percorso in bici in et\u00e0 non giovanissima, ci fu un impatto in qualche modo traumatico. Non era per niente semplice. Durante una gara in localit\u00e0 Pantanaccio, presso Latina, un concorrente mi avvicin\u00f2 e mi chiese: \u201cMa tu non bevi mai?\u201d. In realt\u00e0 le mie mani erano cos\u00ec impegnate a tener fermo il manubrio che l\u2019idea di prendere la borraccia nemmeno mi sfior\u00f2. Si procede per gradi\u00bb.<\/p>\n<p><strong>La soddisfazione di competere in una gara con dei professionisti del ciclismo per\u00f2 se l\u2019\u00e8 tolta&#8230;<\/strong><\/p>\n<p>\u00abNel 1993, ad Agliana, in provincia di Pistoia, ho preso parte al Memorial Tinchella, una cronometro a coppie dedicata alla memoria del fratello di Daniele Tinchella, ex ciclista professionista. La gara si svolgeva su un circuito di 5 chilometri da ripetere 4 volte. Io ho corso in coppia con Franco Vona, che da anni mi onora della sua amicizia. C\u2019erano anche Moser, Chiappucci e altri assi del ciclismo. La gara la vinse Dimitri Konyshev con un amatore, perch\u00e9 la formula prevedeva appunto che ogni ciclista professionista fosse affiancato da un amatore. Io e Franco arrivammo a met\u00e0 classifica, ma fu una bella esperienza\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Ci racconta la nascita dell\u2019Aimanc?<\/strong><\/p>\n<p>\u00ab\u00c8 un\u2019associazione cui aderiscono magistrati, avvocati e notai che praticano il ciclismo. Fu fondata a Grosseto nel 1998 e tuttora ne sono presidente onorario\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Lei ha fatto incetta di titoli italiani in quest\u2019ambito?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abS\u00ec, ho conquistato 10 titoli italiani di categoria nelle gare in linea su strada. Negli anni ha raccolto un notevole successo in termini di adesioni e non \u00e8 per nulla semplice prevalere su una concorrenza sempre pi\u00f9 agguerrita\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Anche nel ciclismo \u00e8 stato un pioniere nella sua citt\u00e0?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abNel 1977, con Giancarlo Rossi, Ettore Sarandrea ed Enzo Mazzocchia creammo l\u2019Unione Ciclistica Alatri. Ora non esiste pi\u00f9, ma purtroppo ad Alatri tante associazioni, sportive e non, negli anni hanno cessato di esistere\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Cosa le ha insegnato il ciclismo, al di l\u00e0 dei riflessi agonistici?<\/strong><\/p>\n<p>\u00ab\u00c8 una straordinaria palestra di vita. A volte, quando si \u00e8 impegnati in gare molto dure, e mi viene in mente ad esempio la Guarcino-Campocatino, ci sono attimi in cui la tentazione di mollare, di arrendersi, \u00e8 presente in modo evidente. Poi per\u00f2 vedi che un avversario perde le tue ruote e scatta un meccanismo magico; un\u2019energia, che nemmeno immaginavi di possedere, torna a soccorrerti e ti consente di proseguire. Sono meccanismi della mente, perch\u00e9 il motore \u00e8 l\u00ec. Io dico sempre che si deve essere atleti prima nella testa e poi nel fisico. Il campione spesso \u00e8 colui che riesce a soffrire un attimo di pi\u00f9\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Usciamo dal campo e trasferiamoci&#8230; sulla poltrona, come addetto ai lavori ma anche come tifoso. Il momento del tennis italiano?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abSicuramente esaltante, non devo scoprirlo io. Se mi chiedi per\u00f2 quanto merito ci sia della Federazione in questo boom, allora devo dirti che Sinner non \u00e8 figlio della programmazione della Fit, ma del suo talento, di Riccardo Piatti e di tutte le scelte corrette che ha fatto. Lui abbina una predisposizione straordinaria a una testa non comune, poco italiana nella mentalit\u00e0. Musetti forse \u00e8 addirittura pi\u00f9 dotato di talento ma non ha la testa di Sinner e probabilmente non l\u2019avr\u00e0 mai. Di certo \u00e8 bellissimo vedere i nostri ragazzi ai vertici delle classifiche mondiali. Inimmaginabile fino a poco tempo fa\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Il campione che l\u2019ha pi\u00f9 entusiasmata in assoluto?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abDevo tornare al ciclismo e citarti il campionissimo, Fausto Coppi. In proposito devo svelarti una cosa curiosa. Mio padre, Giuseppe, era un bartaliano convinto ed io almeno nella scelta dell\u2019idolo ciclistico tradii i suoi insegnamenti. Non andavamo d\u2019accordo nemmeno sulla squadra di calcio, lui laziale ed io romanista. Insomma, la passione per lo sport me l\u2019ha sicuramente trasmessa, ma poi ho scelto autonomamente atleti e squadre da amare\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Una storia d\u2019amore lunghissima quella tra l\u2019avvocato Volpari e lo sport. Si \u00e8 sempre sentito ricambiato?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abDirei proprio di s\u00ec, perch\u00e9 la pratica sportiva mi ha consentito di arrivare a 90 anni in buona salute e in discrete condizioni di forma. Sono pertanto grato allo sport, alle emozioni che mi ha trasmesso e agli insegnamenti quotidiani che mi ha dato\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Avvocato, tennista, ciclista, insegnante. Ma il tempo per ulteriori hobby riesce a trovarlo?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abDevo dire che le mie letture in prevalenza sono collegate alle materie giuridiche ed economiche che ho insegnato oltre che alla passione sportiva di cui abbiamo parlato pi\u00f9 diffusamente. Poi per cultura personale mi \u00e8 capitato di leggere un po\u2019 di tutto, perch\u00e9 ritengo che informarsi sia sempre utile in qualsiasi ambito\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Qualche brano musicale che ascolta con particolare emozione?<\/strong><\/p>\n<p>La musica \u00e8 una bella espressione dell\u2019anima e di conseguenza mi capita spesso di ascoltarla con piacere. Mi piace citare Franco Califano, un cantante che ho sempre apprezzato per testi e sonorit\u00e0. Altro artista per me impareggiabile \u00e8 Renzo Arbore, in tutte le sue sfaccettature. Da poliedrico qual \u00e8, eccelle sia quale conduttore di programmi Tv che in versione musicista con la sua \u201cOrchestra italiana\u201d, un \u201ccampione dello spettacolo\u00bb.<\/p>\n<p>La chiacchierata finisce qui, l\u2019avvocato dopo le foto di rito pu\u00f2 tornare alla sua quotidianit\u00e0 fatta di tennis, di eventi sportivi, di ricordi e di progetti. Perch\u00e9 si \u00e8 sportivi e campioni anzitutto nella testa.<\/p>\n<\/div>\n<p> Source URL: https:\/\/www.ciociariaoggi.it\/news\/cronaca\/313419\/pietro-volpari-si-racconta-tennis-ciclismo-vita.html<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Toga d\u2019oro nel 2004 e stella d\u2019oro del Coni al merito sportivo nel 2009: un\u2019applicazione pratica, nonch\u00e9 una sintesi ideale, del detto latino \u201cmens sana in corpore sana\u201d. 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