{"id":1257245,"date":"2025-12-16T17:28:18","date_gmt":"2025-12-16T14:28:18","guid":{"rendered":"https:\/\/analyse.optim.biz\/?p=1257245"},"modified":"2025-12-16T17:28:18","modified_gmt":"2025-12-16T14:28:18","slug":"disturbo-cognitivo-lieve-il-10-evolve-in-demenza-in-due-anni-lo-studio-condotto-su-1-022-persone","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/analyse.optim.biz\/?p=1257245","title":{"rendered":"Disturbo cognitivo lieve, il 10% evolve in demenza in due anni: lo studio condotto su 1.022 persone"},"content":{"rendered":"<div class=\"body-text\">\n<p>In occasione dell\u2019XI e ultima Assemblea Generale del progetto europeo Artificial Intelligence MIND, tenutosi a Roma, \u00e8 stato rivelato l&#8217;esito di uno studio condotto su\u00a01.022 persone. Il risultato finale \u00e8 significativo:\u00a0circa il 10% dei soggetti con disturbo cognitivo lieve (Mild Cognitive Impairment, MCI) arruolati nello studio europeo AI-MIND \u00e8 progredito verso una forma di demenza nell\u2019arco di 24 mesi, mentre circa il 20% ha mostrato un declino cognitivo consistente rispetto al tempo 0, pur permanendo ancora in una condizione di MCI.<\/p>\n<aside class=\"slider-articoli-orizzontale in-article\">\n<div class=\"testatabox default\"><span>APPROFONDIMENTI<\/span><\/div>\n<div class=\"slider-items\" data-slidestoshow=\"2\" data-slidestoscroll=\"3\" data-slidedots data-slidearrows=\"1\">\n<article class=\"col-xs html_base_bottom  roma metropoli \">\n<div class=\"item_content\"><span class=\"testatina testatina-articolo\"><a href=\"http:\/\/corriereadriatico.it\/roma\/metropoli\/influenza_2025_picco_a_natale_quanto_dura_sintomi_boom_contagi-9245425.html\">L&#8217;EPIDEMIA<\/a><\/span><\/p>\n<figure class=\"medium\"><a href=\"http:\/\/corriereadriatico.it\/roma\/metropoli\/influenza_2025_picco_a_natale_quanto_dura_sintomi_boom_contagi-9245425.html\" title=\"Influenza, picco a Natale\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/statics.cedscdn.it\/photos\/MED_LOW\/2025\/12\/15\/9245425_15061221_influenza.jpg\" title=\"Influenza, picco a Natale\" width=\"264\" height=\"144\"><\/a><\/figure>\n<div class=\"titolo\"><a href=\"http:\/\/corriereadriatico.it\/roma\/metropoli\/influenza_2025_picco_a_natale_quanto_dura_sintomi_boom_contagi-9245425.html\" title=\"Influenza, picco a Natale\">Influenza, picco a Natale<\/a><\/div>\n<\/div>\n<\/article>\n<article class=\"col-xs html_base_bottom  salute medicina \">\n<div class=\"item_content\"><span class=\"testatina testatina-articolo\"><a href=\"http:\/\/corriereadriatico.it\/salute\/medicina\/alzheimer_obesita_correlazione_progessione_demenza_studio-9222254.html\">LA RICERCA<\/a><\/span><\/p>\n<figure class=\"medium\"><a href=\"http:\/\/corriereadriatico.it\/salute\/medicina\/alzheimer_obesita_correlazione_progessione_demenza_studio-9222254.html\" title=\"Alzheimer, c'\u00e8 correlazione con l'obesit\u00e0\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/statics.cedscdn.it\/photos\/MED_LOW\/2025\/12\/02\/9222254_02171111_laboratory_3827739_1280.jpg\" title=\"Alzheimer, c'\u00e8 correlazione con l'obesit\u00e0\" width=\"264\" height=\"144\"><\/a><\/figure>\n<div class=\"titolo\"><a href=\"http:\/\/corriereadriatico.it\/salute\/medicina\/alzheimer_obesita_correlazione_progessione_demenza_studio-9222254.html\" title=\"Alzheimer, c'\u00e8 correlazione con l'obesit\u00e0\">Alzheimer, c&#8217;\u00e8 correlazione con l&#8217;obesit\u00e0<\/a><\/div>\n<\/div>\n<\/article>\n<\/div>\n<\/aside>\n<h4>Lo studio<\/h4>\n<p>Si tratta dei primi risultati emersi dall\u2019analisi di una coorte di 1.022 soggetti seguiti in quattro centri clinici europei (Madrid, Oslo, Helsinki e Roma), presentati oggi a Roma in occasione dell\u2019XI ed ultima Assemblea Generale del progetto europeo Artificial Intelligence MIND (AI-MIND) organizzata da IRCCS San Raffaele Roma, Universit\u00e0 Cattolica del Sacro Cuore (Prof.ssa Rossella Di Bidino), IRCCS Fondazione Policlinico A. <\/p>\n<p>Gemelli (Prof. Camillo Marra) e dalla start-up\/spin-off accademico Neuroconnect (Prof. Fabrizio Vecchio). \u00abIl disturbo cognitivo lieve rappresenta uno stadio intermedio tra un normale e fisiologico invecchiamento del cervello e una degenerazione patologica come quella osservata nelle demenze\u00bb, spiega il Prof. Paolo Maria Rossini, Direttore del Dipartimento di Neuroscienze e Neuroriabilitazione dell\u2019IRCCS San Raffaele di Roma, \u00abquesta condizione configura un rischio nettamente aumentato di sviluppare demenza, ma solo in una parte dei soggetti, che nei vari studi fluttua tra il 30 e il 50%, si osserva una reale progressione negli anni successivi\u00bb. Il progetto AI-MIND, avviato nel 2021 e finanziato dalla Commissione Europea con circa 14 milioni di euro nell\u2019ambito del programma Horizon 2020, coinvolge 15 partner provenienti da 8 Paesi europei e oltre 100 ricercatori, tra neurologi, geriatri, bioingegneri, statistici, informatici ed esperti di Health Technology Assessment, con la partecipazione di Alzheimer Europe. Nel nostro Paese la condizione di MCI riguarda oltre 950.000 persone, mentre in Europa si stimano circa 10 milioni di soggetti. \u00abPoich\u00e9 il quadro di MCI di per s\u00e9 non implica una perdita di autonomia o deficit clinicamente rilevanti, sarebbe estremamente importante poter identificare il prima possibile chi, all\u2019interno di questa popolazione, ha un rischio elevato di sviluppare demenza e chi no\u00bb sottolinea Rossini.\u00a0Al tempo 0, tra il 2021 e il 2023, i soggetti arruolati, oltre 275 dei quali in Italia, il contingente pi\u00f9 ampio dello studio, sono stati sottoposti a valutazioni neuropsicologiche, genetiche e strumentali, inclusi i biomarcatori plasmatici dell\u2019amiloide ed un elettroencefalogramma ad alta densit\u00e0, ripetuti poi ogni 8 mesi durante il follow-up.<\/p>\n<h4>Il focus sui Paesi del Nord Europa<\/h4>\n<p>\u00abUn dato di particolare interesse \u00e8 rappresentato dalle evidenti differenze osservate tra le popolazioni del Nord Europa e quelle dell\u2019area mediterranea\u00bb, evidenzia il neurologo \u00abdifferenze che riguardano i profili di rischio geneticamente determinati, la presenza di amiloide nel plasma, ma anche la definizione e la stadiazione clinica del MCI e l\u2019organizzazione dei sistemi sanitari, con importanti ricadute sulla capacit\u00e0 di diagnosi precoce\u00bb. In particolare, nei Paesi del Nord Europa \u00e8 pi\u00f9 frequente la presenza di una variante genetica, chiamata APOE \u03b54, nota per aumentare il rischio di sviluppare la malattia di Alzheimer. In queste stesse popolazioni si riscontrano anche livelli pi\u00f9 elevati nel sangue di alcuni biomarcatori associati ai processi neurodegenerativi (p-tau181 e p-tau217), indipendentemente dall\u2019et\u00e0, dal sesso e dal livello di istruzione. Sia la predisposizione genetica sia questi marcatori biologici sono oggi considerati indicatori di un rischio pi\u00f9 alto di evoluzione verso l\u2019Alzheimer. Queste differenze geografiche persistono anche dopo il controllo per i principali fattori demografici e suggeriscono che, oltre al background genetico, entrino in gioco variabili legate al livello educativo, alle strategie diagnostiche e ai percorsi di pratica clinica propri dei diversi sistemi sanitari. Osservazioni che \u00abrimarcano con forza l\u2019importanza di armonizzare le procedure e i percorsi dei cittadini europei\u00bb, aggiunge Rossini, \u00abper arrivare a una diagnosi precoce e accurata di una delle principali malattie del terzo millennio\u00bb. La vasta mole di dati socio-demografici, clinici, genetici, biologici, neuropsicologici e neurofisiologici raccolti nell\u2019ambito del progetto sar\u00e0 ora sottoposta ad analisi mediante algoritmi avanzati di intelligenza artificiale. \u00abCi aspettiamo\u00bb, conclude lo scienziato, \u201cl\u2019identificazione di caratteristiche in grado di individuare con precisione i soggetti ad alto rischio di sviluppare demenza in generale e malattia di Alzheimer in particolare\u00bb.<\/p>\n<\/div>\n<p> Source URL: http:\/\/corriereadriatico.it\/salute\/medicina\/disturbo_cognitivo_lieve_evolve_in_demenza_lo_studio-9248870.html<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In occasione dell\u2019XI e ultima Assemblea Generale del progetto europeo Artificial Intelligence MIND, tenutosi a Roma, \u00e8 stato rivelato l&#8217;esito di uno studio condotto su\u00a01.022 persone. 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