{"id":1253940,"date":"2025-12-13T04:00:04","date_gmt":"2025-12-13T01:00:04","guid":{"rendered":"https:\/\/analyse.optim.biz\/?p=1253940"},"modified":"2025-12-13T04:00:04","modified_gmt":"2025-12-13T01:00:04","slug":"boschi-e-alberi-monumentali-eccellenze-da-salvaguardare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/analyse.optim.biz\/?p=1253940","title":{"rendered":"Boschi e alberi monumentali: eccellenze da salvaguardare"},"content":{"rendered":"<div class=\"body-text\">\n<p>Boschi vetusti e Alberi monumentali rappresentano le eccellenze di quel patrimonio forestale nazionale che il Testo Unico in materia di Foreste e Filiere forestali del 2018, all\u2019articolo 1, riconosce come bene di rilevante interesse pubblico da tutelare e valorizzare per la stabilit\u00e0 e il benessere delle generazioni presenti e future. Sono lo Stato e le regioni che promuovono in modo coordinato la tutela, la gestione e la valorizzazione attiva del patrimonio forestale nel rispetto degli impegni assunti a livello internazionale ed europeo.<\/p>\n<p>L\u2019Italia prima in Europa, ha attivato una rete nazionale di Boschi Vetusti, ovvero con caratteristiche di particolare pregio in base a quattro parametri: 1) composizione di specie arboree autoctone, 2) assenza di intervento umano da almeno 60 anni, 3) presenza contemporanea di alberi in diversi stadi di sviluppo, dalla rinnovazione alle piante senescenti e legno morto, 4) estensione di almeno 10 ettari. In linea con la Strategia Forestale Nazionale, il Ministero Agricoltura, Sovranit\u00e0 Alimentare e Foreste (Masaf) ha trasferito alle Regioni risorse finanziarie per procedere all\u2019individuazione, l\u2019analisi e la tutela di questi rari ecosistemi di grande rilevanza ecologica.<\/p>\n<p>L\u2019area Sistemi Forestali del Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari e Ambientali di Univpm da oltre 20 anni al servizio del territorio, ha recentemente portato a termine tale incarico affidatole dalla Regione Marche. La presenza di boschi vetusti in aree fortemente antropizzate come l\u2019Italia \u00e8 particolarmente esigua. Nelle Marche, dove fino agli anni \u201970 i boschi di latifoglie sono stati estensivamente e intensamente utilizzati per ottenere combustibile (legno energia e carbone da legna), individuare Boschi Vetusti \u00e8 stato un po&#8217; come cercare aghi in un pagliaio, considerando un patrimonio forestale di oltre 300.000 ettari (pi\u00f9 di un terzo del territorio regionale) che in grandissima parte \u00e8 ubicato in aree montane spesso poco accessibili.<\/p>\n<p>La loro individuazione \u00e8 iniziata sia con una ricerca cartografica e documentale sia con una richiesta di segnalazioni, mediante un&#8217;apposita scheda ministeriale, a tutti i comandi stazione dei Carabinieri Forestali e alle Unioni Montane della Regione, nonch\u00e9 a esperti e associazioni. Sono stati selezionati 23 boschi distribuiti in tutto il territorio regionale, che poi hanno richiesto specifici sopralluoghi e campionamenti per verificare la rispondenza ai quattro criteri di riferimento. Al termine di analisi e verifiche dei dati raccolti, solo due formazioni sono risultate conformi a tutti i requisiti, mentre una terza lo era solo in parte.<\/p>\n<p>I due boschi segnalati alla Regione Marche come potenziali Boschi Vetusti da inserire nella rete nazionale sono faggete appenniniche e ubicate in provincia di Pesaro e Urbino e di Macerata, in contesti un po&#8217; diversi, ma ambedue caratterizzate da un grande fascino oltre che da un enorme valore biologico. Sono stati datati alberi vivi con oltre 300 anni di et\u00e0 e individui morti di quasi mezzo millennio, estese aree in rinnovazione naturale spontanea, nonch\u00e9 la presenza di licheni molto rari e legati proprio alla presenza di alberi senescenti. Ora si stanno prendendo accordi con i rispettivi proprietari per concordare le modalit\u00e0 di tutela.<\/p>\n<p>Gli Alberi Monumentali d\u2019Italia (AMI) sono alberi ad alto fusto isolati o facenti parte di formazioni boschive naturali o artificiali ovunque ubicate con caratteristiche di maestosit\u00e0 e longevit\u00e0, per et\u00e0 o dimensioni, o di particolare pregio naturalistico, per rarit\u00e0 botanica e peculiarit\u00e0 della specie, o che recano un preciso riferimento ad eventi o memorie rilevanti dal punto di vista storico-culturale. <\/p>\n<p>Sono inclusi anche i filari e le alberate di particolare pregio paesaggistico, monumentale, storico e culturale, presenti anche nei centri urbani, nonch\u00e9 gli alberi ad alto fusto inseriti in particolari complessi architettonici di importanza storica e culturale (ville, monasteri, chiese, orti botanici, ecc.).<\/p>\n<p>Essi sono una testimonianza vivente della storia e dell\u2019identit\u00e0 di un territorio, nonch\u00e9 un patrimonio naturale di grande valore ecologico e paesaggistico. In base alla legge n.10\/2013 (Norme per lo sviluppo degli spazi verdi urbani) alcuni anni fa \u00e8 stato realizzato, a cura dei comuni, il primo censimento nazionale. Questo in parte si \u00e8 sovrapposto ad inventari regionali gi\u00e0 in essere, e che nelle Marche era stato realizzato nel 2013 a cura del Corpo Forestale dello Stato.<\/p>\n<p>La regione Marche ha quindi incaricato l\u2019Area Sistemi Forestali di Univpm di svolgere un monitoraggio per valutare le condizioni vegetative degli Ami censiti e attuare misure di tutela e valorizzazione. Nelle Marche, oltre alla presenza di alberi monumentali in ambiti urbani o in parchi di ville storiche, \u00e8 evidente la diffusione di esemplari, isolati e\/o in filari, di specie autoctone come la Roverella (Quercus pubescens), che conferiscono un carattere distintivo al paesaggio regionale. Sui 121 Ami gi\u00e0 censiti nel territorio regionale, \u00e8 stato condotto un monitoraggio individuale per verificare le loro condizioni strutturali e funzionali, registrando le eventuali anomalie visibili come cavit\u00e0, fessurazioni, carie, lesioni o deformazioni, in relazione alla loro posizione (radici, fusto, chioma) e alla possibile origine (naturale, meccanica o patologica).<\/p>\n<p>Ulteriori annotazioni hanno integrato la diagnosi visiva con elementi contestuali (ambiente urbano, peri-urbano, rurale, ecc.) o la storia dell\u2019esemplare, consentendo di orientare le decisioni gestionali in modo pi\u00f9 consapevole. In alcuni casi si \u00e8 proceduto anche con indagini diagnostiche pi\u00f9 approfondite per determinare con maggiore sicurezza le condizioni di rischio di cedimento.<\/p>\n<p>I risultati evidenziano che il 49% degli individui si trova nella Classe B di propensione al cedimento (cedimento basso; stabilit\u00e0 discreta, ma con potenziali criticit\u00e0 future) e il 43% in classe C (cedimento moderato; presenza di difetti che compromettono la stabilit\u00e0 e che richiedono eventuali interventi di consolidamento, soprattutto in ambienti antropizzati). Ora anche in questo caso la Regione Marche dovr\u00e0 attivarsi con i singoli proprietari per mettere in atto le specifiche prescrizioni fornite.\u00a0<\/p>\n<p>*\u00a0Ha curato l\u2019intervento insieme\u00a0\u00a0agli insegnanti Alessandro Vitali\u00a0\u00a0e Fabio Gennaretti\u00a0\u00a0<br \/>\ndell\u2019Area Sistemi Forestali\u00a0D3A (Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari e Ambientali)\u00a0<br \/>\nUniversit\u00e0 politecnica\u00a0delle Marche<\/p>\n<\/div>\n<p> Source URL: http:\/\/corriereadriatico.it\/editoriali\/boschi_alberi_monumentali_eccellenze_da_salvaguardare_editoriale_carlo_urbinati-9241717.html<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Boschi vetusti e Alberi monumentali rappresentano le eccellenze di quel patrimonio forestale nazionale che il Testo Unico in materia di Foreste e Filiere forestali del 2018, all\u2019articolo 1, riconosce come bene di rilevante interesse pubblico da tutelare e valorizzare per la stabilit\u00e0 e il benessere delle generazioni presenti e future. 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