{"id":1253528,"date":"2025-12-14T02:40:04","date_gmt":"2025-12-13T23:40:04","guid":{"rendered":"https:\/\/analyse.optim.biz\/?p=1253528"},"modified":"2025-12-14T02:40:04","modified_gmt":"2025-12-13T23:40:04","slug":"marco-morosini-lart-designer-creatore-di-brandina-nato-al-boncio-le-sperimentazioni-ho-iniziato-nella-mia-cameretta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/analyse.optim.biz\/?p=1253528","title":{"rendered":"Marco Morosini, l&#8217;art designer creatore di Brandina nato al Boncio: \u00abLe sperimentazioni? Ho iniziato nella mia cameretta\u00bb"},"content":{"rendered":"<div class=\"body-text\">\n<p>Difficile trovare un\u2019unica definizione per raccontare <a href=\"http:\/\/corriereadriatico.it\/t\/marco-morosini\">Marco Morosini<\/a>, un libero pensatore capace di muoversi tra arte, graphic design, moda e musica con estrema disinvoltura. Un ragazzo cresciuto sapendosela cavare in molte situazioni: \u00abSono nato al Boncio, che \u00e8 una terra di confine tra le Marche e la Romagna. Un posto che mi \u00e8 sempre piaciuto tantissimo, dove ho abitato fino ai miei 18 anni. Una grande palestra all\u2019aria aperta, dove ho avuto sia la possibilit\u00e0 di annoiarmi tantissimo che quella di vivere a contatto con la natura e l\u2019arte di arrangiarsi. Pochissimi i vicini, tra cui un altro ragazzo come me con cui ho passato anni bellissimi. Certo non potevamo usare le biciclette e cos\u00ec ci muovevamo con i motorini, gi\u00e0 a 6 anni, senza avere l\u2019et\u00e0 per guidarli. A questo isolamento \u201cforzato\u201d o reagivi o lo subivi e quindi dovevamo inventarci sempre qualcosa\u00bb.<span class=\"end_preview\">\u00a0<\/span><\/p>\n<h3>Il giovane \u201cesploratore\u201d<\/h3>\n<p>Esplorazioni anche di notte: \u00abAbbiamo guidato sia i motorini che le auto senza avere l\u2019et\u00e0: andavamo ad esplorare i terreni circostanti anche di notte. Mangiavo con un piede fuori dal tavolo, raggiungevo il mio amico e partivamo alla scoperta dei boschi e dei sentieri. I miei nonni erano contadini e andavo spesso a lavorare la terra con loro. La mia stagione preferita \u00e8 sempre stata l\u2019autunno: passare intere giornate a pulire il giardino, potare gli alberi, bruciare gli arbusti. Sono sensazioni bellissime\u00bb. E non \u00e8 un caso che abbia scelto di vivere in campagna: \u00abAdesso, quando sono in mezzo a queste cose \u00e8 come se facessi un salto indietro, nel ricordo di quegli odori, di quelle emozioni. Valori ancestrali come il fuoco e la terra, sono fondamentali perch\u00e9 ti tengono legato alla natura. Non credo avrei mai resistito in un condominio in citt\u00e0. O forse non sarei quello che sono oggi\u00bb. Creativo e uomo libero fin da ragazzino, difficile incastrarlo anche in un banco di scuola: \u00abDicevano alla mia mamma che ero intelligente, ma non mi impegnavo (ride) le solite cose, ma anche che ero molto, forse troppo, vivace\u00bb. Alle medie pi\u00f9 o meno uguale: \u00abUn giorno tornai a casa tutto felice per aver preso \u201cmediocre\u201d nel compito di italiano. Avevo semplicemente scambiato mediocre per discreto. L\u2019italiano non era la mia materia preferita. Ma capit\u00f2 anche che la prof di inglese non si preoccup\u00f2 di farmi recuperare le prime lezioni perse e cos\u00ec non riuscii mai a mettermi in pari. Questo per\u00f2 condizion\u00f2 moltissimo la mia scelta delle superiori che and\u00f2 verso l\u2019Istituto d\u2019Arte, dove di sicuro non c\u2019era l\u2019inglese\u00bb. Una scelta che \u00e8 risultata vincente per la sua manualit\u00e0: \u00abHo fatto tutti i laboratori possibili, sperimentavo ceramica, metalli, arredamento. Alla fine ho imparato il tedesco prima dell\u2019inglese\u00bb. E a proposito di arredamento: \u00abLa mia \u201ccameretta\u201d era il luogo delle sperimentazioni pi\u00f9 incredibili, la mia prima palestra per gli allestimenti. La svuotavo tutta e la trasformavo: \u00e8 stata una falegnameria, ma anche una centrale elettrica, dove con il pongo avevo cosparso i muri di fili multicolori con un camioncino che correva per fare le riparazioni. Per un periodo \u00e8 stata anche una discoteca e per un altro una chiesa e con lo stampino per fare i ravioli realizzavo le ostie, invitando i miei genitori a messa e attendendo le loro \u201cofferte\u201d vestito da prete. Non credo che molte famiglie permetterebbero una cosa simile, nelle case di oggi soprattutto, con le camerate belle ordinate e perfettine (ride)\u00bb. Marco racconta la sua infanzia con una luce brillante negli occhi: \u00abE poi c\u2019era il Lego. Ho consumato quei mattoncini, ma non seguivo mai le immagini, mi divertivo a fare costruzioni fantastiche\u00bb.<\/p>\n<h3>L\u2019ispirazione da Antonelli<\/h3>\n<p>Molte delle sue originali idee arrivano da quell\u2019infanzia cos\u00ec fantasiosa: \u00abCredo che dai quadri di Mattia Antonelli di cui era piena la mia casa, ho preso quegli uomini in solitudine in cima a un dirupo o in fondo ad una montagna. Non so se sarei stato la stessa persona che sono oggi se non avessi avuto un imprinting simile. E poi l\u2019incontro con Massimo Dolcini e l\u2019amicizia con Oliviero Toscani hanno decisamente influenzato la mia vita\u00bb. Dall\u2019Istituto d\u2019Arte all\u2019universit\u00e0 come Graphic Designer il passo \u00e8 stato breve: \u00abA me \u00e8 sempre piaciuto lavorare con le mani. Dalle riparazioni dei motorini al pongo, al Lego. Quando avevo 11 anni, mio padre compr\u00f2 una discoteca, il Derby, e io l\u00ec dentro facevo tutto, dall\u2019elettricista all\u2019arredatore, dal barman al dj e ancora oggi non mi tiro mai indietro se mi si propone una sfida\u00bb. <\/p>\n<\/div>\n<p> Source URL: http:\/\/corriereadriatico.it\/pesaro\/marco_morosini_boncio_brandina_sperimentazioni_nella_cameretta_oliviero_toscani-9243528.html<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Difficile trovare un\u2019unica definizione per raccontare Marco Morosini, un libero pensatore capace di muoversi tra arte, graphic design, moda e musica con estrema disinvoltura. 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