{"id":1252115,"date":"2025-12-17T15:42:23","date_gmt":"2025-12-17T12:42:23","guid":{"rendered":"https:\/\/analyse.optim.biz\/?p=1252115"},"modified":"2025-12-17T15:42:23","modified_gmt":"2025-12-17T12:42:23","slug":"catanzaro-antonello-talerico-il-bullismo-che-tutti-vedono-ma-nessuno-ferma","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/analyse.optim.biz\/?p=1252115","title":{"rendered":"Catanzaro, Antonello Talerico: il bullismo che tutti vedono ma nessuno ferma"},"content":{"rendered":"<div class=\"formatted-text \">\n<p>&#8220;Il bullismo nelle scuole non \u00e8 un\u2019eccezione n\u00e9 un fenomeno marginale. A Catanzaro, come altrove, \u00e8 diffuso, strutturale e spesso invisibile solo perch\u00e9 si sceglie di non guardare. La convinzione che \u201csono solo ragazzi\u201d continua a rappresentare l\u2019alibi pi\u00f9 comodo per l\u2019inerzia, mentre le vittime restano sole a fronteggiare violenze quotidiane&#8221;. L\u2019intervento \u00e8 di Antonello Talerico, avvocato e consigliere comunale di Catanzaro, che invita a non minimizzare e a non voltarsi dall\u2019altra parte di fronte a episodi di bullismo, soprattutto quando coinvolgono minori sotto i 14 anni.<\/p>\n<p>Un appello netto, che chiama in causa scuola, famiglie e istituzioni: denunciare non \u00e8 criminalizzare, ma proteggere. Perch\u00e9 ignorare oggi significa essere moralmente responsabili domani. La verit\u00e0 pi\u00f9 scomoda \u00e8 che il bullismo pi\u00f9 insidioso prospera sotto i 14 anni, quando non c\u2019\u00e8 responsabilit\u00e0 penale e il sistema educativo e istituzionale arretra, si blocca, minimizza. \u00c8 proprio in questa zona grigia che il fenomeno attecchisce con maggiore forza.<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"formatted-text\">\n<h2>Il caso di un tredicenne catanzarese<\/h2>\n<p>&#8220;A far emergere con forza il problema \u00e8 la vicenda di un ragazzo di 13 anni che frequenta una scuola media di Catanzaro. I suoi genitori, inizialmente, hanno scelto la via pi\u00f9 discreta e responsabile: segnalazioni informali, colloqui, tentativi di risolvere la situazione senza esporre il figlio a ulteriori traumi.<\/p>\n<p>Una scelta dettata dalla speranza che il buon senso prevalesse. Ma non \u00e8 stato cos\u00ec.<\/p>\n<p>Gli episodi si sono ripetuti e aggravati: spintoni, accerchiamenti nello spogliatoio, intimidazioni, provocazioni continue durante le ore di lezione. Tutto sotto gli occhi di compagni e adulti, con interventi sporadici e spesso risolti con un superficiale \u201cignorali\u201d&#8221;.<\/p>\n<h2>Il grido rimasto senza risposta<\/h2>\n<p>&#8220;In una chat di classe, la madre del ragazzo ha trovato il coraggio di raccontare quanto stava accadendo. Parole misurate, senza accuse, con una richiesta semplice: maggiore attenzione.<\/p>\n<p>\u201cBasta poco\u201d, ha scritto.<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"formatted-text\">\n<p>Quel \u201cbasta poco\u201d, per\u00f2, \u00e8 rimasto un grido nel vuoto. Alla richiesta non sono seguite azioni concrete, ma silenzio, rimozione e, in alcuni casi, persino attacchi personali. Un segnale inquietante di quanto il problema venga ancora percepito come fastidioso pi\u00f9 che urgente&#8221;.<\/p>\n<h2>Quando denunciare diventa un atto di protezione<\/h2>\n<p>&#8220;Dopo mesi di segnalazioni ignorate, i genitori hanno deciso di denunciare tutto. Non per spirito punitivo, ma per necessit\u00e0. Il rischio maggiore non era pi\u00f9 l\u2019esposizione del figlio, ma la sua solitudine.<\/p>\n<p>Il bullismo non \u00e8 una ragazzata. \u00c8 una dinamica di potere, una forma di violenza reiterata, un\u2019umiliazione sistematica che, se ignorata, lascia ferite profonde. E quando avviene tra minori di 14 anni, diventa terreno fertile per l\u2019irresponsabilit\u00e0 collettiva: nessuno \u00e8 colpevole, nessuno interviene davvero, tutti aspettano.<\/p>\n<p>Ma aspettare \u00e8 il vero pericolo.&#8221;<\/p>\n<h2>I segnali ci sono sempre<\/h2>\n<p>&#8220;Le cronache nazionali raccontano con drammatica regolarit\u00e0 storie di adolescenti ignorati fino al punto di compiere gesti estremi, contro s\u00e9 stessi o contro altri. Ogni volta si ripete lo stesso copione: \u201cnon si era capito\u201d, \u201cnon c\u2019erano segnali\u201d.<\/p>\n<p>\u00c8 falso. I segnali ci sono sempre. Semplicemente si sceglie di non vederli.&#8221;<\/p>\n<h2>Serve una risposta concreta e immediata<\/h2>\n<p>Secondo Talerico &#8220;occorre intervenire prima, non dopo. Serve coraggio, ma soprattutto responsabilit\u00e0. Da parte delle istituzioni scolastiche, delle famiglie, dei dirigenti, dei servizi sociali. Servono formazione reale per docenti e studenti, protocolli operativi efficaci, interventi immediati.<\/p>\n<p>La prevenzione \u00e8 fondamentale, ma non basta senza sanzioni adeguate e senza una presa di posizione chiara. Ignorare un episodio di bullismo oggi significa preparare una tragedia domani&#8221;.<\/p>\n<h2>Denunciare non \u00e8 criminalizzare<\/h2>\n<p>&#8220;Denunciare non significa criminalizzare, come qualcuno vorrebbe far credere. Significa proteggere. Significa dire che certi comportamenti non sono accettabili. Difendere a spada tratta i propri figli senza educarli al rispetto non \u00e8 amore, \u00e8 complicit\u00e0.<\/p>\n<p>Ancora pi\u00f9 grave \u00e8 l\u2019atteggiamento di chi, dopo aver agito da carnefice, prova a vestirsi da vittima&#8221;.<\/p>\n<h2>Un invito a non tacere<\/h2>\n<p>&#8220;I genitori del giovane tredicenne catanzarese hanno trovato il coraggio di non sottovalutare ci\u00f2 che il figlio subiva ogni giorno, come uno stillicidio. Dovrebbero farlo tutti. Non domani. Non dopo. Ora&#8221;.<\/p>\n<\/div>\n<p> Source URL: https:\/\/catanzaro.gazzettadelsud.it\/articoli\/cronaca\/2025\/12\/17\/catanzaro-antonello-talerico-il-bullismo-che-tutti-vedono-ma-nessuno-ferma-5aa792f4-c993-4d8f-be07-d29543406807\/<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Il bullismo nelle scuole non \u00e8 un\u2019eccezione n\u00e9 un fenomeno marginale. A Catanzaro, come altrove, \u00e8 diffuso, strutturale e spesso invisibile solo perch\u00e9 si sceglie di non guardare. La convinzione che \u201csono solo ragazzi\u201d continua a rappresentare l\u2019alibi pi\u00f9 comodo per l\u2019inerzia, mentre le vittime restano sole a fronteggiare violenze quotidiane&#8221;. 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