{"id":1235909,"date":"2025-12-17T11:44:12","date_gmt":"2025-12-17T08:44:12","guid":{"rendered":"https:\/\/analyse.optim.biz\/?p=1235909"},"modified":"2025-12-17T11:44:12","modified_gmt":"2025-12-17T08:44:12","slug":"meloni-alla-camera-europa-e-usa-non-sono-competitor-sullucraina-lintervento-integrale-della-premier","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/analyse.optim.biz\/?p=1235909","title":{"rendered":"Meloni alla Camera: &#8220;Europa e Usa non sono competitor sull&#8217;Ucraina&#8221;. L&#8217;intervento integrale della premier"},"content":{"rendered":"<article id=\"post-1512603\" class=\"post-1512603 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-politica posizione-editoriale-apertura posizione-editoriale-apertura-secondaria posizione-editoriale-centro-pagina\">\n<div>\n<figure class=\"evidence-wrapper\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"860\" height=\"358\" src=\"https:\/\/www.secoloditalia.it\/files\/2025\/12\/Screenshot-2025-12-17-115736-2-860x358.png\" class=\"attachment-single size-single wp-post-image\" alt=\"Meloni alla Camera: \u201cEuropa e Usa non sono competitor sull\u2019Ucraina\u201d. L\u2019intervento integrale della premier\" title=\"Meloni alla Camera: \u201cEuropa e Usa non sono competitor sull\u2019Ucraina\u201d. L\u2019intervento integrale della premier\"><\/figure>\n<p class=\"occhiello\">In vista del Consiglio Ue<\/p>\n<h1>Meloni alla Camera: \u201cEuropa e Usa non sono competitor sull\u2019Ucraina\u201d. L\u2019intervento integrale della premier<\/h1>\n<p class=\"sottotitolo\">Il testo integrale dell&#8217;intervento pronunciato dal presidente del Consiglio a Montecitorio, in vista dell&#8217;incontro Ue che si concluder\u00e0 venerd\u00ec. Tra i temi principali c&#8217;\u00e8 l&#8217;invasione della Russia in Ucraina<\/p>\n<div class=\"info-condivisione\">\n<div>\n<p><span class=\"categoria\">Politica<\/span><\/p>\n<p>\t\t\t\t\t &#8211; di <span class=\"autore\">Redazione<\/span> &#8211; <span class=\"data\">17 Dicembre 2025 alle 12:44<\/span><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"contenuto\">\n<p><em>Di seguito il testo integrale delle Comunicazioni alla Camera del Presidente del Consiglio dei Ministri, Giorgia Meloni, in vista del Consiglio Europeo a Bruxelles del 17 e 18 dicembre<\/em><\/p>\n<p>Grazie Presidente, Onorevoli colleghi,<br \/>\nil Consiglio Europeo del 18 e 19 dicembre ha in agenda diversi temi di estrema rilevanza per l\u2019Italia e l\u2019Europa, ma ad occupare un ruolo di primo piano nella discussione sar\u00e0, ancora una volta, la guerra di invasione Russa all\u2019 Ucraina.<\/p>\n<div class=\"code-block code-block-6\"><\/div>\n<p>Come sapete, nella serata di luned\u00ec ho partecipato al vertice di Berlino, insieme al Presidente Zelensky, a diversi colleghi europei, e ai negoziatori americani Steve Witkoff e Jared Kushner, in un clima costruttivo e unitario che vale la pena di sottolineare.<br \/>\nNe \u00e8 scaturita una dichiarazione finale dei leader europei che riprende tutte le priorit\u00e0 che l\u2019Italia ha sostenuto in questi mesi difficili, e che ho ribadito anche marted\u00ec scorso accogliendo a Roma il Presidente Zelensky.<\/p>\n<h2>Cammino di Pace per noi non pu\u00f2 prescindere da quattro fattori<\/h2>\n<p>Il cammino verso la pace, dal nostro punto di vista, non pu\u00f2 prescindere da quattro fattori fondamentali: lo stretto legame tra Europa e Stati Uniti, che non sono competitor in questa vicenda, atteso che condividono lo stesso obiettivo, ma hanno sicuramente angoli di visuale non sovrapponibili, dati soprattutto dalla loro differente posizione geografica. Il rafforzamento della posizione negoziale ucraina, che si ottiene soprattutto mantenendo chiaro che non intendiamo abbandonare l\u2019Ucraina al suo destino nella fase pi\u00f9 delicata degli ultimi anni. La tutela degli interessi dell\u2019Europa, che per il sostegno garantito dall\u2019inizio del conflitto, e per i rischi che correrebbe se la Russia ne uscisse rafforzata, non possono essere ignorati e il mantenimento della pressione sulla Russia, ovvero la nostra capacit\u00e0 di costruire deterrenza, di rendere cio\u00e8 la guerra non vantaggiosa per Mosca.<br \/>\nCome sta, nei fatti, accadendo, perch\u00e9, oltre la cortina fumogena della propaganda russa, la realt\u00e0 sul campo \u00e8 che Mosca si \u00e8 impantanata in una durissima guerra di posizione, tanto che, dalla fine del 2022 ad oggi, \u00e8 riuscita a conquistare appena l\u20191,45% del territorio ucraino, peraltro a costo di enormi sacrifici in termini di uomini e mezzi. \u00c8 questa difficolt\u00e0 l\u2019unica cosa che pu\u00f2 costringere Mosca a un accordo, ed \u00e8 una difficolt\u00e0 che, lo voglio ricordare, \u00e8 stata garantita dal coraggio degli ucraini e dal sostegno occidentale alla nazione aggredita.<br \/>\nCome sapete, il processo negoziale \u00e8 in una fase in cui si sta consolidando un pacchetto che si sviluppa su tre binari paralleli: un piano di pace, un impegno internazionale per garantire all\u2019Ucraina solide e credibili garanzie di sicurezza, e intese sulla futura ricostruzione della Nazione aggredita.<br \/>\n\u00c8 chiaramente una trattativa estremamente complessa, che per arrivare a compimento non pu\u00f2, per\u00f2, prescindere dalla volont\u00e0 della Russia di contribuire al percorso negoziale in maniera equa, credibile e costruttiva. Purtroppo, ad oggi, tutto sembra raccontare che questa volont\u00e0 non sia ancora maturata. Lo dimostrano i continui bombardamenti su citt\u00e0 e infrastrutture ucraini, nonch\u00e9 sulla popolazione inerme, e lo confermano le pretese irragionevoli che Mosca sta veicolando ai suoi interlocutori. La principale delle quali riguarda la porzione di Donbass non conquistata dai russi.<br \/>\nA differenza di quanto narrato dalla propaganda, il principale ostacolo a un accordo di pace \u00e8 l\u2019incapacit\u00e0 della Russia di conquistare le quattro regioni ucraine che ha unilateralmente dichiarato come annesse gi\u00e0 alla fine del 2022, addirittura inserendole nella costituzione russa come parte integrante del proprio territorio. Questo azzardo ha portato al paradosso che territori formalmente inseriti nella costituzione della Federazione russa siano oggi sotto controllo ucraino. Da qui la richiesta russa che l\u2019Ucraina si ritiri quantomeno dall\u2019intero Donbass.<br \/>\n\u00c8 chiaramente questo, oggi, lo scoglio pi\u00f9 difficile da superare nella trattativa, e penso che tutti dovremmo riconoscere la buona fede del presidente ucraino, che \u00e8 arrivato a proporre un referendum per dirimere questa controversia, proposta, per\u00f2, respinta dalla Russia. In ogni caso, sul tema dei territori, ogni decisione dovr\u00e0 essere presa tra le parti e nessuno pu\u00f2 imporre da fuori la sua volont\u00e0.<br \/>\nPer quello che concerne l\u2019altro elemento dirimente della trattativa, ovvero le garanzie di sicurezza per l\u2019Ucraina, come strumento per scongiurare guerre future, sono tre gli elementi dei quali si sta discutendo. La garanzia di un solido esercito ucraino; l\u2019ipotesi di dispiegamento di una forza multinazionale, in Ucraina, per la rigenerazione delle forze armate, guidata dalla cosiddetta coalizione dei volenterosi, ma con partecipazione volontaria di ciascun paese (e approfitto per ribadire che l\u2019Italia non intende inviare soldati in Ucraina); e garanzie da parte degli alleati internazionali \u2013 a partire dagli Stati Uniti \u2013 sul modello dell\u2019articolo 5 del patto atlantico, opzione che tutti ricordate essere stata proposta proprio dall\u2019Italia, a dimostrazione del contributo fattivo della nostra Nazione all\u2019obiettivo di una pace giusta e duratura.<br \/>\nIl tema delle garanzie di sicurezza \u00e8, certamente, quello sul quale si sono registrati i maggiori passi in avanti durante il vertice di Berlino.<br \/>\nInsieme a numerosi partner, a partire da quelli G7 ed europei, l\u2019Italia resta impegnata anche a mantenere la pressione economica sulla Russia, con l\u2019obiettivo di limitare le risorse che alimentano la sua macchina bellica.<br \/>\nRiteniamo che qualunque strumento \u2013 di sostegno a Kiev o di pressione su Mosca \u2013 debba sempre rispettare i nostri valori, principi e le regole su cui poggia lo Stato di diritto. Questo vale sicuramente per le prospettive europee dell\u2019Ucraina.<br \/>\nStiamo vigilando attentamente e incoraggiando ogni sforzo per assicurare il rispetto degli impegni che Kiev ha assunto in termini di riforme e di contrasto alla corruzione. Ma, sul tema della corruzione, voglio dire che consideriamo molto incoraggianti gli anticorpi mostrati in queste settimane dalle istituzioni ucraine.<br \/>\nE questo ragionamento si applica anche al dibattito sulle modalit\u00e0 con cui l\u2019Unione Europea sar\u00e0 chiamata a reperire le risorse per aiutare finanziariamente Kiev, con l\u2019obiettivo di evitare un collasso che rappresenterebbe un grave danno per tutti noi.<br \/>\nSiamo chiamati a scelte politiche che richiedono visione e responsabilit\u00e0, e che vanno ben oltre il dibattito su come trovare le risorse per sostenere l\u2019Ucraina. Perch\u00e9 in gioco non ci sono solo la dignit\u00e0, la libert\u00e0 e l\u2019indipendenza dell\u2019Ucraina, ma anche la sicurezza dell\u2019Europa nel senso pi\u00f9 ampio del termine.<\/p>\n<h2>Linea del governo coerente<\/h2>\n<p>Questo dibattito sar\u00e0 il tema principale del prossimo Consiglio europeo, e trovare una soluzione sostenibile sar\u00e0 tutt\u2019altro che semplice.<br \/>\nCome sapete, l\u2019Italia ha deciso venerd\u00ec scorso di non far mancare il proprio appoggio al Regolamento che ha fissato l\u2019immobilizzazione dei beni russi senza, tuttavia \u2013 lo voglio sottolineare con chiarezza \u2013 ancora avallare, ancora, alcuna decisione sul loro utilizzo.<br \/>\nLo abbiamo fatto \u2013 pur non condividendo il metodo utilizzato \u2013 perch\u00e9 non vi siano dubbi sulla linea coerente di sostegno che il Governo ha sempre mantenuto nei confronti dell\u2019Ucraina.<br \/>\nNell\u2019approvare il regolamento abbiamo, infatti, voluto ribadire un principio che consideriamo fondamentale: decisioni di tale portata giuridica, finanziaria e istituzionale \u2013 come anche quella dell\u2019eventuale utilizzo degli asset congelati \u2013 non possono che essere prese al livello dei leader.<br \/>\nSar\u00e0 questo il compito che spetta al Consiglio Europeo di domani, chiamato ad assicurare la continuit\u00e0 del sostegno finanziario all\u2019Ucraina per il prossimo biennio, individuando la soluzione complessivamente pi\u00f9 sostenibile, per gli Stati membri, nel breve e nel lungo periodo. L\u2019Italia considera, ovviamente, sacrosanto il principio secondo cui debba essere prioritariamente la Russia a pagare per la ricostruzione della Nazione che ha aggredito, ma questo risultato deve essere raggiunto con una base legale solida. Intendiamo, inoltre, chiedere chiarezza rispetto ai possibili rischi connessi alla proposta di utilizzo della liquidit\u00e0 generata dall\u2019immobilizzazione degli asset, particolarmente quelli reputazionali, di ritorsione o legati a nuovi, pesanti, fardelli per i bilanci nazionali.<br \/>\nLo voglio ribadire, in un momento in cui il Governo \u00e8 impegnato \u2013 con seriet\u00e0 e determinazione \u2013 a portare l\u2019Italia fuori dalla procedura per deficit eccessivo, ereditata grazie alle allegre politiche di bilancio dei governi che ci hanno preceduto.<br \/>\nCos\u00ec come riteniamo che, se si decide di andare verso questa direzione, sia miope rivolgere le attenzioni su un unico soggetto detentore dei beni sovrani russi congelati, cio\u00e8 il Belgio, quando anche altre Nazioni partner hanno asset immobilizzati nei rispettivi sistemi finanziari.<br \/>\nLa nostra volont\u00e0 di aiutare il popolo ucraino non \u00e8 mai stata, e non sar\u00e0 mai, in discussione. E desidero ricordare in questa sede che proprio sotto la Presidenza italiana del G7 \u00e8 stato raggiunto un primo, storico \u2013 ma allo stesso tempo solido giuridicamente e finanziariamente \u2013 compromesso per fare leva sui frutti dei fondi congelati russi. Ma, oggi come ieri, abbiamo il dovere cercare la soluzione pi\u00f9 efficace per preservare l\u2019equilibrio tra la fornitura di un\u2019assistenza concreta all\u2019Ucraina da un lato, e il rispetto dei principi di legalit\u00e0, sostenibilit\u00e0 e stabilit\u00e0 finanziaria, e monetaria, dall\u2019altro.<br \/>\nSiamo aperti a tutte le soluzioni, e intendiamo privilegiare quella che meglio pu\u00f2 garantire questo equilibrio. Ma si tratta decisioni complesse, che non possono essere forzate.<\/p>\n<h2>Italia determinata a fare la propria parte anche in Medio Oriente<\/h2>\n<p>L\u2019Italia \u00e8 determinata a fare la propria parte non solo a sostegno del popolo ucraino ma anche in Medio Oriente, dove sta partecipando attivamente agli sforzi internazionali per raggiungere pace, e stabilit\u00e0, nella regione.<br \/>\nPermettetemi di ribadire, anche in questa sede, il cordoglio del governo per il brutale attacco antisemita a Sidney, la nostra vicinanza al popolo australiano e alla comunit\u00e0 ebraica presa di mira da terroristi probabilmente affiliati all\u2019ISIS, il nostro pensiero alle molte vittime e ai molti feriti.<br \/>\nLa nostra gratitudine va a quel cittadino, anche lui musulmano, che con il suo intervento ha evitato che la strage fosse addirittura peggiore. Nel suo gesto eroico sta un messaggio potentissimo: la pace \u00e9 difficile, i nemici della pace proveranno a sabotarla in ogni modo, spetta agli uomini di buona volont\u00e0, di qualunque fede e origine, fare di tutto per costruirla e preservarla.<br \/>\nAlla politica e alle istituzioni, spetta invece il compito di rafforzare le misure di sicurezza e di protezione delle comunit\u00e0 ebraiche, che hanno il diritto di vivere in libert\u00e0 nelle nostre citt\u00e0 senza divenire bersaglio di intollerabili attacchi terroristici per il solo fatto di esistere.<br \/>\n\u00c8 tempo di non ammettere pi\u00f9 distinguo o reticenze nella condanna di ogni forma di antisemitismo. Perch\u00e9, da lungo tempo, si assiste a una inaccettabile sottovalutazione dell\u2019antisemitismo di stampo islamista e di quello connesso alla volont\u00e0 di cancellazione dello Stato di Israele.<br \/>\nMa approfitto per dire ance che alla politica e alle istituzioni, spetterebbe anche il compito di preservare la Repubblica dai rischi per la propria sicurezza, inclusi quelli derivanti dalle predicazioni violente di autoproclamati imam che, come nel caso di Shahim, fanno addirittura apologia del pogrom del 7 ottobre. Un impegno che dovrebbe valere per tutte le istituzioni, magistratura compresa. E credo che a nessuno sfugga la sfacciata ipocrisia di chi riesce, nelle stesse ore, a chiedere la censura delle case editrici di libri non graditi e a invocare la libert\u00e0 di espressione a difesa di chi inneggia ai terroristi di Hamas e alla strage del 7 ottobre.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<h2>Vertice Bahrein riconoscimento importante per l\u2019Italia<\/h2>\n<p>In ogni caso, come sapete, pochi giorni fa ho partecipato, su invito del Re del Bahrein, al Vertice del Consiglio di Cooperazione del Golfo. Si \u00e8 trattato di un riconoscimento importante del ruolo dell\u2019Italia nello scenario mediorientale e del Mediterraneo allargato.<br \/>\nUn ruolo che il Governo ha voluto e saputo costruire nel tempo, attraverso un dialogo attento e costante con i leader di quella regione. L\u2019idea che condividiamo con tutti i leader del Golfo \u00e8 quella di un Medio Oriente prospero e in pace, che si concentri sulle relazioni economiche e culturali piuttosto che doverlo fare sugli aiuti umanitari, sulla strategia piuttosto che sull\u2019emergenza, sulla stabilit\u00e0 piuttosto che sulla precariet\u00e0. E, nell\u2019Italia, il Golfo vede sempre di pi\u00f9 una porta verso l\u2019Europa: una porta diplomatica, fisica, e geografica, per le grandi interconnessioni infrastrutturali, logistiche, digitali ed energetiche, ma anche una porta politica per costruire uno spazio di cooperazione orientato allo sviluppo economico e tecnologico.<br \/>\nAnche per questo, a Manama, ho lanciato l\u2019idea \u2013 accolta con grande interesse \u2013 di creare un nuovo foro di dialogo e cooperazione. Un foro che unisca due spazi geografici, il Mediterraneo e il Golfo, non soltanto geograficamente vicini, ma potenzialmente in grado di condividere una vocazione globale.<br \/>\nSe ci pensate, insieme, pur rappresentando uno spazio geografico relativamente contenuto, custodiamo alcuni dei passaggi pi\u00f9 strategici dell\u2019intero commercio mondiale: lo stretto di Hormuz, Bab el Mandeb, il canale di Suez, lo stretto di Gibilterra.<\/p>\n<h2>Creare una piattaforma operativa<\/h2>\n<p>La mia idea \u00e8 quella di creare una piattaforma operativa che si focalizzi sulle sfide nelle quali possiamo fare la differenza: le interconnessioni economiche, le connessioni digitali, la diplomazia energetica. Una cooperazione rafforzata da costruire, attraverso la quale l\u2019Italia, l\u2019Europa e le Nazioni del Golfo, ma anche il Nord Africa e il Medio Oriente, possono dare vita a qualcosa di completamente inedito, con l\u2019obiettivo di costruire uno spazio geopolitico sempre pi\u00f9 sicuro, stabile e prospero.<br \/>\nMa io credo che l\u2019invito a partecipare al Summit di Manama come ospiti d\u2019onore sia anche un riconoscimento, da parte di quei leader, dell\u2019impegno fondamentale, che l\u2019Italia ha dimostrato, negli sforzi per riportare la pace a Gaza. Un riconoscimento che viene anche dagli Stati Uniti, con un apprezzamento specifico per quanto fatto negli anni dai nostri Carabinieri nella formazione delle forze di sicurezza palestinesi, come da Israele, che sa di trovare nell\u2019Italia un partner che, in questi anni difficili, ha sempre tenuto la barra dritta, richiamando le troppo spesso dimenticate responsabilit\u00e0 di Hamas nel conflitto, a partire proprio dall\u2019efferato attacco del 7 ottobre 2023.<br \/>\nMa \u00e8 un ruolo, quello dell\u2019Italia, che \u00e8 cercato e voluto anche da parte palestinese. Pochi giorni fa, ho ricevuto qui a Roma il Presidente Abu Mazen, per la seconda volta in poco pi\u00f9 di un mese. Il Presidente palestinese ha chiesto, con convinzione, un impegno italiano forte e ambizioso, nei passaggi necessari a fissare il piano di pace proposto dagli Stati Uniti e sottoscritto da tutti i protagonisti.<br \/>\nE io credo che l\u2019Italia non si debba sottrarre a questo impegno, che le viene richiesto da pi\u00f9 parti, in un momento tanto decisivo.<\/p>\n<h2>Assicurato ad Abu Mazen pieno sostegno dell\u2019Italia<\/h2>\n<p>Il Piano di pace del Presidente Trump ha avuto il grande merito di porre fine al conflitto a Gaza. Un conflitto che aveva provocato un numero di vittime civili e una crisi umanitaria ingiustificabili, che non lasciano indifferente nessuno di noi. Ma si tratta di una tregua fragile e di un percorso complesso e ambizioso, e credo che ogni persona di buona volont\u00e0, chiunque abbia sinceramente a cuore il futuro di Israele e della Palestina, e la stabilit\u00e0 in una regione cos\u00ec strategica, sia chiamato a fare la sua parte per consolidare la cessazione delle ostilit\u00e0, che possa durare nel tempo e aprire la strada alla stabilizzazione a lungo termine della Striscia, fino a realizzare la prospettiva dei due stati.<br \/>\nTutto questo richiede un pieno accesso umanitario per far fronte ai bisogni enormi della popolazione civile, l\u2019avvio della ricostruzione, ma anche il disarmo di Hamas, che deve cessare di essere una minaccia per Israele e, in ultima analisi, per gli stessi palestinesi.<br \/>\nNe ho discusso a lungo con il Presidente Abu Mazen, al quale ho assicurato il pieno sostegno dell\u2019Italia anche nel percorso di riforme che \u00e8 necessario per raggiungere questi obiettivi. E, permettetemi un inciso. Vorrei chiedere a chi ha vergognosamente sostenuto, e continua a sostenere, che il Governo fosse complice in genocidio, se si reputa che anche il Presidente dell\u2019Autorit\u00e0 nazionale palestinese lo sia, viste la considerazione e l\u2019amicizia che dimostra verso questo governo.<br \/>\nSi tratta, dicevo, di un percorso non privo di difficolt\u00e0 e di rischi, ma in cui l\u2019Italia, per storia, per proiezione geografica, per il sentimento di solidariet\u00e0 che il popolo italiano nutre nei confronti dei popoli di questa regione, non pu\u00f2 rinunciare a giocare un ruolo di primo piano.<br \/>\nGli Stati Uniti ci hanno chiesto di contribuire a un progetto pilota per l\u2019addestramento di cinquanta unit\u00e0 della polizia palestinese da dispiegare a Gaza in tempi rapidi. \u00c8 un\u2019attivit\u00e0 in linea con l\u2019impegno gi\u00e0 in atto e che quindi siamo pronti a realizzare. Ma guardiamo con attenzione anche al contributo che potremmo assicurare alla Forza Internazionale di Stabilizzazione che sar\u00e0 dispiegata sulla base della Risoluzione 2803 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Una forza il cui ruolo a sostegno della stabilizzazione e della ricostruzione di Gaza \u00e8 ritenuto fondamentale anche dall\u2019Autorit\u00e0 nazionale.<br \/>\nMa su questo, a tempo debito, discuteremo con questo Parlamento. Intanto, abbiamo gi\u00e0 approvato un primo pacchetto di aiuti, che intendiamo, ora, integrare ulteriormente per portare un credibile impegno italiano alla conferenza sulla ricostruzione che dovrebbe svolgersi all\u2019inizio dell\u2019anno prossimo.<\/p>\n<p>Da settimane, inoltre, siamo presenti nel Centro di Coordinamento Civile-Militare con nostri militari e con personale civile, anche diplomatico, per contribuire agli sforzi di pianificazione e per offrire la nostra esperienza nell\u2019individuare le migliori risposte alle sfide inedite che la ricostruzione e la stabilizzazione di Gaza pongono.<br \/>\nUn impegno, insomma, a tutto campo, per fare la nostra parte, per la stabilit\u00e0 dell\u2019intero Medio Oriente, nel lungo termine.<\/p>\n<h2>Al prossimo Consiglio europeo si parla anche del bilancio dell\u2019Ue<\/h2>\n<p>Il prossimo Consiglio Europeo sar\u00e0 anche l\u2019occasione per una prima discussione a livello Leader sulla proposta avanzata dalla Commissione Europea, il 16 luglio scorso, sul prossimo Quadro Finanziario Pluriennale, ovvero il bilancio dell\u2019Unione Europa, per il periodo 2028-2034.<br \/>\nLa proposta della Commissione si fonda su due assi principali:<br \/>\n\u2013 Cambiare in modo radicale la struttura e le modalit\u00e0 di erogazione dei fondi, con lo scopo di semplificare e rendere pi\u00f9 flessibile il bilancio;<br \/>\n\u2013 Aumentare le dimensioni del bilancio, soprattutto per far fronte alle nuove priorit\u00e0 legate alla sicurezza e alla competitivit\u00e0.<br \/>\nParto dal primo. Davanti alle sfide che l\u2019Europa ha di fronte, nessuno pu\u00f2 pensare di andare avanti con strumenti complessi e rigidi. Serve un\u2019azione dell\u2019Unione pi\u00f9 snella, pi\u00f9 chiara, pi\u00f9 rapida. E riconosciamo lo sforzo della Commissione in questa direzione.<br \/>\nMa la semplificazione deve essere autentica. Non pu\u00f2 essere uno slogan. Non pu\u00f2 trasformarsi nell\u2019ennesima complicazione per cittadini, imprese e Pubblica amministrazione. E su questo intendiamo essere fermi.<br \/>\nPer quanto riguarda la dimensione del bilancio, i prossimi anni ci vedranno impegnati su un numero crescente di priorit\u00e0 strategiche, mentre allo stesso tempo inizieremo a rimborsare i prestiti legati al Piano NextGenerationEU. \u00c8 dunque probabile che sar\u00e0 necessario aumentare le dimensioni del bilancio. Non siamo in principio contrari, ma lo si potr\u00e0 fare solo a determinate condizioni.<br \/>\nDovremo anzitutto evitare che un bilancio europeo pi\u00f9 grande pesi eccessivamente sulle nostre finanze. La sostenibilit\u00e0 dei conti pubblici \u00e8 per questo Governo una priorit\u00e0 assoluta, come dimostra il lavoro fatto negli ultimi anni, e lo \u00e8 ancor pi\u00f9 alla luce del ruolo di contributori netti al bilancio UE, quali siamo da oltre 20 anni.<br \/>\nA questo si aggiunge il fatto che la proposta della Commissione prevede da un lato maggiori contributi, e dall\u2019altro minori allocazioni a politiche tradizionali e per noi fondamentali come la Politica Agricola Comune e la Coesione, veri e propri pilastri dell\u2019Unione Europea e dei suoi Trattati. Lo dir\u00f2 senza giri di parole: non accetteremo di pagare di pi\u00f9 per ottenere di meno.<br \/>\nPari attenzione intendiamo rivolgere al pacchetto sulle risorse proprie, ovvero le fonti di finanziamento dirette della UE, su cui si regge l\u2019equilibrio del bilancio e soprattutto la possibilit\u00e0 di contenere gli esborsi diretti da parte degli Stati membri, che ammontano attualmente a circa il 60% del finanziamento totale.<br \/>\n\u00c8 una proposta complessa, che richiede un\u2019analisi seria e che, su diversi punti, solleva problemi potenzialmente rilevanti perch\u00e9 non intendiamo in alcun modo gravare sulle tasche dei cittadini italiani con ulteriori tasse europee, il cui effetto sulla competitivit\u00e0 a lungo termine e sulla sostenibilit\u00e0 sociale potrebbe essere fortemente negativo.<br \/>\nAd ogni modo, questa prima discussione in Consiglio Europeo non si concentrer\u00e0 tanto sugli aspetti finanziari della proposta quanto sull\u2019architettura del nuovo bilancio, che si comporr\u00e0 di tre pilastri principali.<br \/>\nDi questi, il secondo cio\u00e8 il Fondo europeo per la competitivit\u00e0 e il terzo, cio\u00e8 Europa globale, sono quelli che, pur con alcuni elementi di attenzione, ci vedono pi\u00f9 favorevoli.<\/p>\n<h2>Nostra visione di parternariato incarnata dal Piano Mattei<\/h2>\n<p>Di competitivit\u00e0 torner\u00f2 a parlare tra poco. Quanto all\u2019azione esterna dell\u2019UE, riteniamo che il nuovo strumento per l\u2019Europa globale possa diventare una leva efficace per realizzare la nostra visione di partenariato, incarnata dal Piano Mattei. Presteremo attenzione affinch\u00e9 la dimensione esterna delle migrazioni, le politiche di allargamento, il Mediterraneo, siano adeguatamente sostenute.<br \/>\n\u00c8 il primo pilastro, che accorpa nei Piani di partenariato nazionali e regionali la Politica agricola, la Coesione e i fondi in materia di sicurezza, asilo e migrazioni, a presentare invece criticit\u00e0 evidenti. Apprezziamo l\u2019aumento delle risorse per la migrazione e un approccio di spesa pi\u00f9 orientato ai risultati, ma la proposta non tutela abbastanza Agricoltura e Coesione, n\u00e9 in termini di visibilit\u00e0 n\u00e9 di allocazioni.<br \/>\nDopo le critiche emerse sulla proposta originaria di luglio, la Commissione ha presentato alcuni giorni fa una proposta parzialmente migliorativa, che va certamente nella giusta direzione per quanto attiene le politiche regionali, ma che reputiamo ancora insoddisfacente sui capitoli agricoli.<\/p>\n<h2>Politiche che toccano i nostri territori direttamente non possono essere sacrificate<\/h2>\n<p>Siamo ovviamente pronti a discutere con spirito costruttivo, ma le politiche che toccano direttamente il benessere dei nostri territori, dei nostri agricoltori, dei nostri pescatori e delle nostre imprese non possono essere sacrificate. Da loro dipende la coesione della nostra societ\u00e0, la manutenzione dei nostri territori, la nostra stessa sovranit\u00e0 alimentare in tempi di minacce ibride che coinvolgono anche il cibo: in poche parole, non il nostro passato, ma il nostro futuro.<br \/>\nIn quest\u2019ottica, potremo accettare una nuova architettura solo a fronte di chiare garanzie per la PAC e la Coesione, cos\u00ec come qualsiasi riforma della struttura del bilancio dovr\u00e0 garantire prevedibilit\u00e0, trasparenza e un adeguato coinvolgimento degli Stati membri.<br \/>\nNon siamo disposti ad accettare meccanismi che riducano la nostra capacit\u00e0 di incidere sulle decisioni che riguardano risorse fondamentali per la nostra Nazione. Anche su questo aspetto, ci sembra che la proposta abbia bisogno di essere migliorata.<br \/>\nVoglio anche specificare che durante il negoziato saremo molto attenti nel vaglio delle spese di funzionamento dell\u2019Unione Europea. Esattamente come in Italia siamo chiamati a razionalizzare le spese delle nostre amministrazioni pubbliche, cos\u00ec esigeremo la stessa disciplina finanziaria da parte delle Istituzioni europee.<br \/>\nAd esempio, insieme a diversi altri Stati membri l\u2019Italia ha recentemente chiesto di rivedere il piano di ristrutturazione di uno dei Palazzi del Consiglio dell\u2019Unione Europea a Bruxelles, con un costo stimato in oltre 800 milioni di euro. Non \u00e8 questo il tipo di investimenti europei che ci pare prioritario in questa fase.<br \/>\nInsomma, intendiamo affrontare questo lungo negoziato con seriet\u00e0 e determinazione. Vogliamo un bilancio europeo pi\u00f9 moderno, pi\u00f9 efficace e pi\u00f9 vicino alle esigenze reali dei cittadini. E questo richiede equilibrio e responsabilit\u00e0.<\/p>\n<h2>Il tema immigrazione \u00e8 ormai la regola da quando ci siamo insediati<\/h2>\n<p>Come ormai divenuto regola dall\u2019insediamento di questo governo, al Consiglio Europeo parleremo di immigrazione, dell\u2019attuazione di quanto deciso e di come migliorare ulteriormente le politiche europee in materia, basandoci sull\u2019ormai consueta lettera di aggiornamento della Presidente von der Leyen.<br \/>\nA margine del Consiglio Europeo, riuniremo, come sempre, i Leader degli Stati membri pi\u00f9 interessati alle soluzioni innovative nella gestione del fenomeno migratorio.<br \/>\nUn tema che, come sapete, ha visto l\u2019Italia fare da apripista ma che raccoglie sempre pi\u00f9 interesse. Voglio citare la recentissima lettera sottoscritta dai Ministri degli Esteri e dell\u2019Interno di 19 Stati membri UE, ma anche la posizione comune adottata dai Ministri dell\u2019Interno UE sulle proposte di nuovo concetto di Paese terzo sicuro, di lista UE di paesi sicuri di origine e di nuovo Regolamento \u201crimpatri\u201d, che prevede proprio la possibilit\u00e0 di istituire nei Paesi terzi dei cosiddetti \u201creturn hubs\u201d.<br \/>\nScelte nelle quali abbiamo creduto fin dall\u2019inizio, perch\u00e9 siamo convinti che garantiranno procedure pi\u00f9 rapide e certe, oltre che rappresentare un efficace strumento di deterrenza nei confronti di chi ha fatto della tratta di esseri umani un business ignobile.<br \/>\nUn quadro giuridico europeo pi\u00f9 solido ci consentir\u00e0 di mettere a riparo iniziative nazionali di grande importanza, come i centri in Albania, da pronunce ideologiche di una certa magistratura politicizzata che ne hanno bloccato l\u2019attuazione, ostacolando l\u2019azione di contrasto, da parte del Governo, all\u2019immigrazione illegale di massa. La normativa italiana \u00e8 stata disapplicata interpretando in modo forzato quella europea. Ebbene, stiamo risolvendo, intervenendo direttamente sulla normativa europea.<\/p>\n<h2>\u201cModello Albania\u201d e riduzione dei flussi irregolari<\/h2>\n<p>Come ho gi\u00e0 avuto modo di dire, il \u201cmodello Albania\u201d, a cui molti altri Paesi europei guardano con grande interesse, funzioner\u00e0 e sono convinta che ci aiuter\u00e0 concretamente a ridurre ulteriormente i flussi irregolari e a esercitare quella deterrenza necessaria all\u2019interno di una politica multidimensionale di contrasto alla tratta di esseri umani. Piaccia o no alla sinistra di ogni ordine e grado.<br \/>\nDi lotta al traffico di migranti abbiamo parlato anche lo scorso 10 dicembre, in occasione del Vertice della Coalizione Globale contro il traffico di migranti di Bruxelles dove oltre 50, tra Nazioni e Organizzazioni Internazionali, hanno concordato di lavorare insieme sui tre pilastri fondamentali: la prevenzione, anche attraverso campagne on-line mirate; il contrasto \u2013 inclusa la possibile istituzione di un nuovo e specifico regime sanzionatorio UE \u2013 e le alternative all\u2019immigrazione illegale.<\/p>\n<p>Un ulteriore ambito su cui l\u2019Italia ha fatto da apripista, mi piace condividerlo con voi, \u00e8 la riflessione sulla capacit\u00e0 delle Convenzioni internazionali, scritte molti decenni or sono, di affrontare le sfide della moderna migrazione irregolare e della sicurezza. L\u2019appello lanciato insieme alla Danimarca ha man mano raccolto adesioni, fino ad arrivare, pochi giorni fa, ad una dichiarazione politica, che fa seguito alla lettera aperta dello scorso maggio, sottoscritta da 27 Stati membri del Consiglio d\u2019Europa, cio\u00e8 dalla maggioranza dei suoi paesi membri. Questo amplissimo sostegno, ci ha ora consentito di avviare, in piena collaborazione con il Segretariato Generale dello stesso Consiglio d\u2019Europa, un processo che dovrebbe portare ad una applicazione della Convenzione Europea dei diritti dell\u2019Uomo pi\u00f9 efficace e pi\u00f9 in linea con il contesto attuale.<br \/>\nQuando io e il Primo Ministro socialista Mette Friedriksen abbiamo lanciato questa iniziativa, per molti era considerata quasi uno scandalo.<br \/>\nMa io penso che non si debba mai temere di porre questioni di buon senso, perch\u00e9 se sono di buon senso altri seguiranno. Questa iniziativa, ancora una volta, lo ha dimostrato ampiamente.<\/p>\n<h2>Piano Mattei \u00e8 ormai una strategia europea e internazionale<\/h2>\n<p>Ultimo ma non meno importante, l\u2019impegno italiano nella dimensione esterna delle politiche migratorie. Oggi il Piano Mattei per l\u2019Africa non \u00e8 pi\u00f9 un\u2019iniziativa solo italiana, ma, come avevamo immaginato, \u00e8 diventata una strategia europea e internazionale, che pu\u00f2 contare su sinergie strutturate a vario livello. Come quella che abbiamo consolidato con il Global Gateway e pi\u00f9 recentemente con il Patto per il Mediterraneo dell\u2019Unione Europea. \u00c8 una cooperazione che vale gi\u00e0 oltre un miliardo e 200 milioni di euro e che si pone l\u2019obiettivo di realizzare nel Continente africano progetti e investimenti capaci di generare uno sviluppo economico e sociale stabile e duraturo nel tempo.<br \/>\nI risultati raggiunti in questi anni ci incoraggiano ad andare avanti, e ci dicono che la strada intrapresa sia la pi\u00f9 corretta. La riduzione dei flussi migratori illegali verso l\u2019Europa registrata in questi anni, la parallela sensibile riduzione dei morti e dei dispersi nel Mediterraneo, insieme a progetti di formazione e migrazione legale, sono la prova che la nostra cooperazione funziona. Dobbiamo ora lavorare per consolidare questi sforzi, perch\u00e9 non ci accontentiamo ancora e non intendiamo indietreggiare.<br \/>\nInsieme agli altri Leader faremo anche il punto sul processo di allargamento e sulle riforme necessarie perch\u00e9 questo investimento geopolitico si trasformi in un successo.<br \/>\nPerch\u00e9 solo un\u2019Europa riunificata pu\u00f2 raggiungere la massa critica necessaria per competere e restare influente, e sicura, nel mondo di oggi.<br \/>\nL\u2019Italia \u00e8 pienamente impegnata ad assicurare che il Consiglio Europeo di domani veicoli un messaggio politico forte sull\u2019allargamento, per dare un segnale di unit\u00e0 e credibilit\u00e0 collettiva. Viceversa, senza progressi nel percorso di adesione all\u2019UE dei nostri partner, rischiamo di consegnarli ai nostri rivali sistemici, destabilizzando in modo permanente il nostro vicinato e consegnando la UE all\u2019irrilevanza.<\/p>\n<h2>Dopo il dibattito mi recher\u00f2 al Vertice Ue-Balcani<\/h2>\n<p>Non possiamo, in particolare, permetterci di rimandare ulteriormente l\u2019adesione dei Balcani occidentali, che fanno gi\u00e0 parte della famiglia europea e sono fondamentali per la nostra autonomia strategica. Lo ribadir\u00f2 anche questa sera al Vertice UE-Balcani, dove mi recher\u00f2 subito dopo la fine del dibattito in aula.<br \/>\nI risultati ottenuti da Albania e Montenegro nel corso dell\u2019ultimo anno sono infatti molto incoraggianti e dimostrano che i due paesi hanno concrete possibilit\u00e0 di adesione in un futuro molto prossimo.<br \/>\nAnche se il tema non \u00e8 strettamente in agenda al Consiglio Europeo, voglio fornire un aggiornamento sulla conclusione formale, e l\u2019entrata in vigore, dell\u2019Accordo Commerciale UE-Mercosur.<br \/>\nCome sapete, l\u2019Italia ha sempre guardato con interesse a questa intesa, sia per il significato politico di ponte tra l\u2019Europa e l\u2019America Latina, sia per quello commerciale, con importanti e positive ricadute attese sul fronte delle esportazioni italiane, sia nel settore industriale che in quello alimentare, dato che l\u2019accordo prevede la tutela di oltre 50 denominazioni di origine geografica italiane.<\/p>\n<h2>Rispondere a preoccupazione dei nostri agricoltori<\/h2>\n<p>Ci\u00f2 non di meno, il governo italiano \u00e8 sempre stato chiaro nel dire che l\u2019accordo dovr\u00e0 essere positivo per tutti i settori e che quindi \u00e8 necessario rispondere, in particolare, alle preoccupazioni dei nostri agricoltori.<br \/>\nNegli scorsi mesi abbiamo quindi lavorato molto intensamente con la Commissione e ottenuto passi in avanti significativi, in particolare con l\u2019introduzione di un meccanismo specifico di salvaguardia, di un fondo adeguato di compensazione cui attingere in caso di necessit\u00e0 e, pi\u00f9 recentemente, di un significativo rafforzamento dei controlli fitosanitari in entrata. Tutte queste misure, seppur presentate, non sono ancora del tutto finalizzate.<br \/>\nRiteniamo, quindi, che firmare l\u2019accordo nei prossimi giorni, come \u00e8 stato ipotizzato, sia ancora prematuro. Per noi \u00e8 necessario attendere che il pacchetto di misure aggiuntive a tutela del settore agricolo sia perfezionato, e \u2013 allo stesso tempo \u2013 illustrarlo e discuterlo con i nostri agricoltori.<br \/>\nQuesto non significa che l\u2019Italia intenda bloccare o opporsi all\u2019accordo nel suo complesso ma, come abbiamo sempre detto, intendiamo approvarlo solo nel momento in cui saranno incluse adeguate garanzie di reciprocit\u00e0 per il nostro settore agricolo. E sono molto fiduciosa che con l\u2019inizio del prossimo anno, tutte queste condizioni possano realizzarsi.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<h2>Faremo il punto su competitivit\u00e0 e situazione geoeconomica<\/h2>\n<p>Al Consiglio europeo faremo, infine, il punto sulla competitivit\u00e0 europea, anche alla luce dall\u2019attuale situazione geoeconomica: un tema fondamentale per affrontare le sfide che l\u2019Unione si trova di fronte, inclusa quella della sicurezza e della difesa.<br \/>\nSiamo convinti che la complessit\u00e0 di questo momento imponga uno sguardo ampio e pragmatico, capace di abbandonare i dannosi dogmatismi ideologici che hanno ispirato le scelte passate, di cui oggi vediamo limiti e contraddizioni.<br \/>\n\u00c8 io penso che questa sia la strada maestra anche per rispondere alle sfide poste dalla nuova Strategia di sicurezza americana. Personalmente penso che sia inutile, o meglio dannoso, lanciare strali contro un nemico immaginario, perch\u00e9 il vero nemico da combattere \u00e8 la nostra incapacit\u00e0 di decidere, e l\u2019ideologia del declino che l\u2019Ue ha, drammaticamente, sposato negli ultimi anni.<\/p>\n<h2>Intervenire su inverno demografico<\/h2>\n<p>Un continente che non riesce a invertire il suo inverno demografico, che ha scelto la strada della iper-regolamentazione asfissiante a scapito dell\u2019innovazione, che si rassegna alla dipendenza militare dagli Stati Uniti e a quella tecnologica dalla Cina, \u00e8 un continente che sembra essersi arreso.<br \/>\nMa il declino, ancora una volta, non \u00e8 un destino. \u00c8 una scelta. Invertire quel destino \u00e8 una scelta, ed \u00e8 la nostra. Reagire, decidere, scegliere. Perch\u00e9 l\u2019Europa che amiamo \u00e8 certo un continente, ma \u00e8 soprattutto un contenuto. Valori, identit\u00e0, visione, innovazione, competitivit\u00e0. Tutto ci\u00f2 che ha reso grande l\u2019Europa nei secoli deve essere aggiornato e rilanciato.<br \/>\nE quello che non funziona, si cambia.<br \/>\nNe sono un chiaro esempio le politiche green degli ultimi anni.<br \/>\nDa subito, questo Governo si \u00e8 impegnato, senza sosta, per garantire che il percorso di decarbonizzazione fosse sostenibile per le imprese e per la societ\u00e0, e per evitare che la neutralit\u00e0 climatica andasse a scapito della competitivit\u00e0, portando alla deindustrializzazione de facto del nostro continente.<br \/>\nIn questa ottica stiamo lavorando sulla base di un approccio pragmatico e non ideologico, metodo premiato in occasione dell\u2019ultimo Consiglio europeo che ha aperto la strada al significativo successo raccolto al Consiglio Ambiente di novembre scorso, dove l\u2019Italia ha assunto un ruolo di rilievo ponendosi alla guida di una inedita coalizione di 10 Stati membri.<\/p>\n<h2>Da Italia approccio concreto e inclusivo<\/h2>\n<p>Lavoro che ha permesso di raggiungere un accordo equilibrato e pragmatico, nel rispetto della competitivit\u00e0. Si tratta di un risultato politicamente molto rilevante, che dimostra quanto l\u2019Italia, con il suo approccio concreto e inclusivo, possa essere fondamentale per correggere le troppe politiche dannose portate avanti negli ultimi anni. Ragione per cui siamo determinati a consolidare e allargare questo gruppo di lavoro, sul modello gi\u00e0 seguito in materia di immigrazione.<br \/>\nL\u2019approccio italiano continua a fondarsi sul principio di neutralit\u00e0 tecnologica e su una visione pragmatica.<br \/>\nPosizioni che cominciano a farsi spazio, a partire dalle proposte presentate ieri dalla Commissione europea nell\u2019ambito del nuovo \u201cpacchetto automotive\u201d, fortemente richiesto dall\u2019Italia.<br \/>\nPrendiamo atto, con soddisfazione, che gli sforzi profusi dal nostro governo negli ultimi mesi hanno portato ad aprire una breccia nel muro del dogmatismo green che ha caratterizzato gli ultimi anni.<br \/>\nBen vengano dunque i passi avanti in termini di maggiore flessibilit\u00e0 per i costruttori di veicoli pesanti; ben venga la rinnovata spinta per un\u2019alleanza europea sulle batterie; ben venga l\u2019esclusione dei veicoli pesanti e delle piccole e medie imprese, nonch\u00e9 i target nazionali e non pi\u00f9 aziendali, nel provvedimento sulle flotte aziendali verdi; e ben vengano il superamento del \u201ctutto elettrico\u201d per auto e furgoni al 2035 nonch\u00e9 l\u2019affermazione del principio di neutralit\u00e0 tecnologica.<br \/>\nSono tutte posizioni che avevamo fortemente sollecitato nel corso degli ultimi mesi, da ultimo indirizzando, insieme ad altri cinque Stati Membri, una lettera alla Presidente della Commissione europea, e coordinando la nostra azione con la Germania, che ha inviato a sua volta una propria lettera, dello stesso tenore, a firma del Cancelliere Merz e ha poi sottoscritto un documento italo-tedesco firmato dai ministri dell\u2019industria Urso e Reiche.<br \/>\n\u00c8 proprio sul pieno recepimento di questi principi che si concentreranno i nostri sforzi negoziali nei prossimi mesi, a partire da una piena attuazione della neutralit\u00e0 tecnologica. Senza appesantimenti burocratici eccessivi e senza limiti sproporzionati per i biocarburanti, che devono poter rappresentare una concreta prospettiva industriale anche oltre il 2035, e non soltanto un piccolo correttivo al precedente impianto normativo.<br \/>\nLavoreremo insieme ai governi maggiormente allineati con le nostre posizioni, affinch\u00e9 queste possano affermarsi con maggiore forza e il settore possa recuperare una proiezione industriale di medio termine anzich\u00e9 condannarsi alla desertificazione industriale.<br \/>\nIn tema di semplificazione, nei giorni scorsi, nel quadro dei pacchetti Omnibus, l\u2019Italia \u00e8 riuscita ad ottenere \u2013 anche grazie ad una significativa e pragmatica posizione adottata dal Parlamento Europeo- la cancellazione dell\u2019obbligo per le imprese europee sopra una certa soglia, di redigere dei piani di transizione per la mitigazione dei cambiamenti climatici che, visto il considerevole aggravio procedurale, avrebbe potuto compromettere le forniture energetiche dall\u2019estero.<\/p>\n<h2>Rinvio del regolamento su deforestazione va nel solco della posizione dell\u2019Italia<\/h2>\n<p>Analogamente, anche il rinvio del regolamento deforestazione \u2013 con una contestuale clausola di revisione entro aprile 2026 \u2013 va nel solco della posizione che l\u2019Italia ha sostenuto, con l\u2019intento di bilanciare la preservazione del patrimonio forestale mondiale con le esigenze di competitivit\u00e0 delle nostre imprese.<\/p>\n<h2>Non accetteremo che su imballaggi i risultati siano inficiati da qualche burocrate<\/h2>\n<p>Di contro, non accetteremo che gli straordinari risultati raggiunti sul finire della scorsa legislatura europea sul regolamento imballaggi, grazie a una inedita quanto virtuosa mobilitazione dell\u2019intero \u201csistema Italia\u201d, vengano inficiati da interpretazioni tecniche infondate da parte di qualche burocrate europeo. Difenderemo il voto espresso dai governi e dai parlamentari europei, per garantire un modello di economia circolare fondato sull\u2019innovazione e sulla neutralit\u00e0 tecnologica, che ha fatto dell\u2019Italia un esempio da seguire a livello europeo.<br \/>\nIn conclusione, colleghi. Come avete visto, si tratta di un Consiglio europeo denso di temi delicati, denso di sfide, che approcceremo come sempre con grande responsabilit\u00e0 e allo stesso tempo con grande determinazione, come si conviene al governo di una grande Nazione, che sta in Europa non da comprimaria ma da protagonista. La forza del mandato che il Parlamento mi ha conferito, prima di ogni Consiglio, mi ha sempre consentito di svolgere questo ruolo sapendo che ho le spalle coperte, non soltanto da un voto parlamentare ma da ci\u00f2 che l\u2019Italia rappresenta.<\/p>\n<h2>L\u2019Italia conta grazie alla forza del suo tessuto sociale<\/h2>\n<p>Perch\u00e9 l\u2019Italia esiste, e conta, in Europa non per gentile concessione di qualcuno, ma per la straordinaria forza del suo tessuto sociale, delle sue famiglie, dei suoi lavoratori e delle sue imprese. Non dimentichiamolo mai. Per quanto mi riguarda, porto con me questa forza a Bruxelles come ovunque nel mondo, con orgoglio e responsabilit\u00e0. E lo considero il privilegio pi\u00f9 grande che ho. Vi ringrazio.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"commentSectionContainer\">\n<p class=\"comments-title\">Non ci sono commenti, inizia una discussione<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"comments\" class=\"comments-area closed\">\n<div id=\"respond\" class=\"comment-respond\">\n<h3 id=\"reply-title\" class=\"comment-reply-title\">Lascia un commento <small><a rel=\"nofollow\" id=\"cancel-comment-reply-link\" href=\"https:\/\/www.secoloditalia.it\/2025\/12\/meloni-alla-camera-europa-e-usa-non-sono-competitor-sullucraina-lintervento-integrale-della-premier\/#respond\">Annulla risposta<\/a><\/small><\/h3>\n<p class=\"comment-notes\"><span id=\"email-notes\">Il tuo indirizzo email non sar\u00e0 pubblicato.<\/span><span class=\"required-field-message\">I campi obbligatori sono contrassegnati <span class=\"required\">*<\/span><\/span><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"info-condivisione bottom\">\n<div>\n<p>di <span class=\"autore\">Redazione<\/span> &#8211; <span class=\"data\">17 Dicembre 2025<\/span><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/article>\n<p> Source URL: https:\/\/www.secoloditalia.it\/2025\/12\/meloni-alla-camera-europa-e-usa-non-sono-competitor-sullucraina-lintervento-integrale-della-premier\/<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In vista del Consiglio Ue Meloni alla Camera: \u201cEuropa e Usa non sono competitor sull\u2019Ucraina\u201d. 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