{"id":1232535,"date":"2025-11-04T15:02:28","date_gmt":"2025-11-04T12:02:28","guid":{"rendered":"https:\/\/analyse.optim.biz\/?p=1232535"},"modified":"2025-11-04T15:02:28","modified_gmt":"2025-11-04T12:02:28","slug":"i-monumenti-industriali-della-ex-citta-fabbrica-di-isola-del-liri-la-conferenza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/analyse.optim.biz\/?p=1232535","title":{"rendered":"\u201cI monumenti industriali della ex citt\u00e0-fabbrica di Isola del Liri\u201d: la conferenza"},"content":{"rendered":"<div class=\"testo_articolo testo testoResize\">\n<p>Si \u00e8 tenuta nei giorni scorsi, nella stupenda cornice dell\u2019Aula Magna del Liceo Classico \u201cTorquato Tasso\u201d di Salerno, un\u2019interessante conferenza del professor architetto <strong>Stefano Manlio Mancini<\/strong>, gi\u00e0 docente di Storia dell\u2019Arte presso la stessa scuola e originario di Isola del Liri (cittadina laziale in provincia di Frosinone, ma fino al 1927 in provincia di Caserta e, prima dell\u2019Unit\u00e0 d\u2019Italia, facente parte del Regno delle Due Sicilie e che prende, inoltre, il suo nome dalla caratteristica forma del nucleo pi\u00f9 antico, racchiuso fra due rami del fiume Liri, ciascuno dei quali presenta una spettacolare cascata), ma da diversi anni residente a Salerno, sul tema \u201cI monumenti industriali della ex citt\u00e0-fabbrica di Isola del Liri\u201d.<\/p>\n<p>Dopo i saluti del Dirigente Scolastico, preside prof. Ida Lenza, ed una breve relazione introduttiva del prof. Alfonso Di Muro, docente di Storia dell\u2019Arte presso il medesimo istituto scolastico, a prendere la parola \u00e8 stato il prof. Mancini \u2013 autore di studi e saggi di storia dell\u2019arte, di storia dell\u2019architettura e, in particolare, sull\u2019Archeologia Industriale nel Mezzogiorno d\u2019Italia \u2013 che nei giorni precedenti all\u2019evento ha tenuto una lezione propedeutica, alle quattro classi partecipanti alla manifestazione (5A, 5B, 5F e 5H), sulla definizione, sui limiti cronologici della suddetta materia e sul concetto di monumento industriale e che ha illustrato, con una serie di interessanti stampe ed immagini d\u2019epoca (di cui alcune degli inizi del \u2018900), un centro, la ex \u201ccitt\u00e0 \u2013 fabbrica\u201d di Isola del Liri \u2013 un complesso organismo industriale attualmente quasi in disuso, legato al ricco sistema idrico e alle sue valenze produttive \u2013 la cui connotazione caratteristica \u00e8 difficilmente riscontrabile in altre realt\u00e0 del Meridione.<\/p>\n<p>Lo stesso docente ha cominciato il suo intervento proiettando inizialmente un video sulla citt\u00e0 delle cascate e della musica (gemellata con New Orleans e nella quale, agli inizi di luglio di ogni anno si tiene il \u201cLiri Blues Festival\u201d, importante rassegna di musica Blues che vede la partecipazione anche di musicisti statunitensi), prodotto in occasione della partecipazione del centro lirino al concorso nazionale \u201cIl borgo dei borghi\u201d (promosso dalla trasmissione televisiva \u201cKilimangiaro\u201d, in onda la domenica pomeriggio su Rai Tre), per il quale la cittadina che rappresentava la Regione Lazio, si \u00e8 classificata al quarto posto nell\u2019edizione dello scorso anno. Gli studenti partecipanti alla conferenza hanno potuto cos\u00ec conoscere i monumenti industriali di un centro \u2013 sorto in epoca medioevale sulle sponde del fiume Liri \u2013 unico esempio nel Basso Lazio di un tipo di sviluppo insediativo, caratteristico soprattutto delle regioni industrializzate del Nord. In particolare: l\u2019ex Cartonificio Bottaro (l\u2019attuale Centro commerciale), un opificio che in passato vedeva integrate alle funzioni produttive la residenza dei proprietari; la spettacolare Cascata del Valcatoio e il vecchio complesso industriale laniero dell\u2019ex convento di San Francesco, inattivo da diversi anni e attualmente sede distaccata degli uffici comunali e del teatro comunale \u201cCostanzo Costantini\u201d; l\u2019imponente Cascata Verticale e l\u2019isolotto della cartiera Angelo Mancini (gi\u00e0 Courrier), la cui peculiarit\u00e0 \u00e8 in un certo senso l\u2019unit\u00e0 tipologica fabbrica \u2013 villa: la fabbrica, infatti, con il suo fronte residenziale rappresentativo e il retrostante nucleo industriale (ormai inattivo da alcuni anni) con le relative attrezzature idrauliche, costituisce un particolare esempio di quella compenetrazione tra le funzioni della residenza e della produzione, alla stessa stregua dei manufatti del tessuto urbano che al piano stradale avevano \u2018la bottega artigiana\u2019 e al piano superiore la residenza; il castello Boncompagni (oggi Viscogliosi), che<br \/>costituisce il simbolo pi\u00f9 espressivo di una tipica e locale ambivalenza insediativa: l\u2019originaria rocca trecentesca costruita a controllo del fiume presso le cascate che qui si formano, e i successivi ampliamenti architettonici hanno dato vita ad un complesso organismo residenziale \u2013 produttivo, il quale collega all\u2019imponente palazzo signorile le strutture proprie di un impianto industriale ancora in uso, anticipando a scala ridotta il carattere dell\u2019ottocentesco sviluppo cittadino; l\u2019abitato di Isola Superiore e il complesso \u201cFibreno\u201d (gi\u00e0 \u201cCartiera del Fibreno\u201d), uno degli elementi pi\u00f9 significativi dell\u2019espansione<br \/>ottocentesca lungo l\u2019asse stradale per Sora, sorto su di un preesistente convento cinquecentesco dei Carmelitani di Santa Maria delle Forme. (Il complesso, infatti, conserva stretti rapporti con le costruzioni limitrofe, costituenti il primo nucleo di case<br \/>operaie e le infrastrutture edificate a servizio delle maestranze della fabbrica, secondo un programma teso ad associare le abitazioni della comunit\u00e0 operaia ai luoghi della produzione). Ai discenti \u00e8 stata anche illustrata quella parte della \u201cFibreno\u201d, anticamente denominata \u201cSoffondo\u201d che in questi ultimi anni, per iniziativa dell\u2019Amministrazione Comunale di Isola del Liri, \u00e8 stata oggetto di un progetto \u2013 finanziato con fondi C.E.E. e poi abbandonato \u2013 di restauro e riuso a spazi museali e a sede del \u201cCentro Europeo della Civilt\u00e0 della Carta e delle Telecomunicazioni\u201d; infine, l\u2019impianto della ex Cartiera Emilio Boimond, che conserva ancora oggi l\u2019assetto tipico del complesso industriale degli inizi del \u2018900 e, in uno degli edifici, una grande macchina continua per la fabbricazione della carta. La struttura di quest\u2019ultimo stabilimento \u00e8 in conglomerato cementizio armato: le forme plastiche dei vari manufatti, le soluzioni figurative, il rapporto fra i volumi e quello fra l\u2019ordito strutturale e le tamponature, alludono con forza ad espressivit\u00e0 dal carattere protorazionalista, anche se affiorano motivi decorativi tardo-liberty. Sono stati poi analizzati anche i processi di lavorazione della carta nelle fabbriche isolane, evidenziando la vocazione industriale e produttiva del territorio lirino.<\/p>\n<p>Il docente, infine, ha proiettato e commentato il documentario d\u2019archivio \u201cL\u2019industria della carta nell\u2019isola di Liri\u201d (questo \u00e8 il titolo originale), un eccezionale filmato del 1910, girato all\u2019interno della \u201cCartiera del Liri\u201d, all\u2019epoca di propriet\u00e0 della Societ\u00e0 delle Cartiere Meridionali, il pi\u00f9 importante impianto industriale cartario dell\u2019Italia centromeridionale in quel periodo. Il cortometraggio di notevole interesse e realizzato in quell\u2019anno dalla casa cinematografica romana \u201cCines\u201d, \u00e8 stato rinvenuto alcuni anni fa nella Cineteca di Bologna dal sorano Luca Rea, autore televisivo e regista di Rai Due. Non sono mancate, alla fine della relazione del prof. Mancini, le domande di alcuni studenti, in particolare: Diego Maria Maiellaro, classe 5A: Quanto reputa importante al giorno d\u2019oggi la storia locale e la cura del patrimonio industriale in un\u2019epoca in cui le industrie sono state<br \/>trasferite in altre aree, spesso lontane dai centri abitati? Stefano Manlio Mancini: Ritengo che la storia locale, la conservazione, la tutela, il restauro ed il riuso dei monumenti industriali siano imprescindibili affinch\u00e9 lo straordinario patrimonio di memorie, di cultura, di attivit\u00e0 di una realt\u00e0 che ha visto nascere e svilupparsi il processo dell\u2019industrializzazione, non vada dimenticato, compromesso o addirittura cancellato. E questo \u00e8 il caso di Isola del Liri, dove sono state individuate dal Piano Regolatore Generale del 1973, lo strumento urbanistico tuttora vigente, le zone destinate a nuovi insediamenti industriali, quali le localit\u00e0 Tremoletto, Magnene e la vasta area compresa fra Selva e Barca San Domenico, liberando cos\u00ec il centro storico ed i quartieri nati con l\u2019espansione ottocentesca della cittadina dalla presenza, ormai divenuta ingombrante, delle varie fabbriche. Tale scelta \u00e8 stata dovuta al fatto che le suddette aree costituiscono ancor oggi \u2013 compatibilmente con le compromissioni dovute alla edificazione sparsa avvenuta negli ultimi anni \u2013 \u201cil massimo contributo in termini di territorio pianeggiante che il Comune di Isola del Liri \u2013 per dirla con Federico Malusardi, il progettista di tale piano \u2013 pu\u00f2 fornire in maniera organica allo sviluppo dell\u2019agglomerato industriale di Isola del Liri-Sora, previsto dal Consorzio per l\u2019area di sviluppo industriale di Frosinone\u201d.<\/p>\n<p>Demetra Giordano, classe 5B: Cosa ne pensa del fatto che il paesaggio naturale idilliaco della cittadina isolana sia stato completamente trasformato dallo sviluppo industriale che ha portato a dei cambiamenti drastici del suo territorio? S.M. Mancini: Indubbiamente il paesaggio naturale di Isola del Liri (gi\u00e0 Isola di Sora) con le due spettacolari cascate Verticale e del Valcatoio, immortalato da artisti quali il pittore\u00a0tedesco Jakob Philipp Hackert, i francesi Jean-Joseph-Xavier Bidauld e Florent Fid\u00e8le Constant Bourgeois, il tedesco Ernst Fries e i napoletani Raffaele Carelli e Salvatore Fergola, questi ultimi autorevoli esponenti della ben nota della\u00a0Scuola di Posillipo, tanto per citarne i maggiori che, all\u2019epoca del Grand Tour, abbiano visitato e rappresentato nelle loro opere la cittadina isolana, ha subito una radicale e brutale trasformazione con la rivoluzione industriale, iniziata nella Media Valle del Liri a partire dal Decennio francese (1806-1815). Proprio in questo periodo furono soppressi, con infelici trasformazioni di edifici gi\u00e0 esistenti, il convento dei frati minori conventuali di San Francesco, nel nucleo storico, dato in censuazione dal Governo Napoletano all\u2019industriale laniero Gioacchino Manna, e quello cinquecentesco dei carmelitani di Santa Maria delle Forme, in localit\u00e0 Tavernanova, offerto in concessione nel 1812 al francese Carlo Antonio Beranger, il pioniere e l\u2019animatore della moderna industria della carta meridionale, che vi impiant\u00f2 una cartiera all\u2019olandese \u2013 la prima nel Mezzogiorno \u2013 poi rilevata nel 1822 dall\u2019altro connazionale, l\u2019imprenditore Carlo Lefebvre di Pontarlier, che in breve vi fece prosperare l\u2019attivit\u00e0 cartaria, venendo cos\u00ec ad occupare un posto di primaria importanza<br \/>nella storia della carta del Mezzogiorno.<\/p>\n<p>Barbara Lamberti, classe 5F: In che modo le cascate hanno influenzato l\u2019urbanistica e l\u2019architettura della citt\u00e0 di Isola del Liri? S.M. Mancini: Le cascate della cittadina isolana sono da sempre una risorsa per l\u2019intero paese. Molto probabilmente, come afferma il mio carissimo amico Alessandro Viscogliosi nel video che ho proiettato all\u2019inizio del mio intervento, la Cascata Verticale fu creata nel Medioevo, quando fu deviato il corso del fiume Liri, per consentire una pi\u00f9 sicura difesa del Castello che fu costruito sulla rupe collocata in quel punto, per contrastare la minaccia delle possibili invasioni dei barbari e dei saraceni che risalivano il corso fluviale con le loro imbarcazioni, tesi questa sostenuta precedentemente dallo storico locale Arduino Carbone, secondo il quale l\u2019acqua, pi\u00f9 di duemila anni fa, \u201cpoteva ben defluire tutta tra le rocce di quella che oggi chiamiamo Cascata del Valcatoio, nascosta dagli alberi, priva di apparenza spettacolare.<\/p>\n<p>Fu lavoro facilissimo quello di incidere il travertino spugnoso, carico di acqua, e di rimuovere i tronchi e la melma accumulati dalle piene contro la riva sinistra: ed ecco miracolosamente o intelligentemente create dagli ingegneri idraulici dell\u2019alto medio evo la cascata grande e l\u2019isola. In alto si metter\u00e0 un castello e nell\u2019isola staranno bene le abitazioni e le chiese per i sudditi!\u201d. Lo stesso autore poi si sofferma sulla \u201clotta titanica\u201d sostenuta dal Comune isolano e da tutta la sua popolazione contro la soppressione o la diminuzione di portata della \u201cloro cascata monumentale e vitale\u201d. Tale strenuo conflitto culmin\u00f2 nel decennio 1949-1959, quando \u201cdue societ\u00e0 per la produzione ed il commercio dell\u2019energia elettrica, la S.I.A.L. (Societ\u00e0 Idroelettrica Alto Liri) e la S.R.E. (Societ\u00e0 Romana Elettricit\u00e0), presentarono al Ministero dei Lavori Pubblici un progetto che prevedeva la creazione di un grande bacino di raccolta sull\u2019ampliato lago Fibreno e la deviazione delle acque, mediante canalizzazione anche in galleria, da Balsorano al lago Fibreno e da questo [alla vicina] Anitrella, lasciando cos\u00ec privi di acque il fiume Fibreno per tutto il suo corso ed il Liri tra Balsorano ed Anitrella\u201d.<\/p>\n<p>Insorsero fermamente i 14 Comuni coinvolti nel progetto, insieme con i dirigenti delle diverse industrie dell\u2019intero territorio, organizzando scioperi, proteste e manifestazioni varie che raggiunsero l&#8217;apice nel grande convegno, tenutosi ad Isola del Liri nel Cinemateatro del conte Mangoni di Santo Stefano il 27 luglio 1958, al quale parteciparono fraternamente tutte le forze politiche, gli Enti e le autorit\u00e0 provinciali, gli industriali e gli operai e la popolazione intera. Seguirono forti opposizioni ufficiali che fecero s\u00ec che il \u201cprogetto delittuoso \u2013 come afferma sempre il Carbone \u2013 dopo aver subito in sede istruttoria l\u2019unanime opposizione da parte di tutti, direttamente interessati o non, fu clamorosamente bocciato e le cascate isolane furono salve per sempre\u201d: Giulia Giardullo, classe 5H: In che modo l\u2019Archeologia Industriale si differenzia dalla tradizionale Storia dell\u2019arte? S.M. Mancini: L\u2019Archeologia Industriale si pu\u00f2 considerare in sostanza una branca della Storia dell\u2019arte, essendo una disciplina che si interessa dell\u2019investigazione, della catalogazione, della conservazione, del restauro e del riuso di particolari monumenti, e<br \/>cio\u00e8 quelli industriali, presi in esame nel contesto della storia socio-economica e tecnologica. Ma poich\u00e9 il desiderio di circoscrivere l\u2019approccio di tale materia alla sola componente estetica del processo di analisi si \u00e8 dimostrato ben presto irrealizzabile sul piano operativo, \u201cdobbiamo convenire che l\u2019A.I. \u2013 scrive Gregorio Rubino \u2013 deve considerarsi, pi\u00f9 in generale, un campo di studi aperto alla problematica storica del mondo del lavoro e della cultura materiale, al cui approccio sono interessate discipline le pi\u00f9 diverse e studiosi di varia formazione, dalla economia alla sociologia, dalla tecnologia al design, dalla geologia all\u2019urbanistica, dall\u2019architettura al restauro etc.\u201d.<\/p>\n<p>Maria Teresa Mauro, classe 5H: Qual \u00e8 il rischio nel separare l\u2019oggetto industriale dal contesto storico e sociale? S.M. Mancini: La risposta a questa domanda \u00e8 univoca e cio\u00e8 che bisogna convenire che, facendo riferimento alle esperienze dapprima maturate in altri paesi europei, quali ad esempio i casi di Coalbrokdale e dell\u2019Ironbridge Gorge Museum di Telford in Gran<br \/>Bretagna e quello dell\u2019Eco-Museo di Le Creusot in Francia (sorti intorno alla fine degli anni \u201960 del secolo scorso), e successivamente anche in Italia, oggetto dell\u2019intervento di protezione non potr\u00e0 essere il singolo episodio industriale \u2013 il manufatto architettonico o la \u201cmacchina\u201d \u2013 esaminato caso per caso ed estrapolato dal suo contesto, quanto il sistema di fabbrica, cio\u00e8 il complesso delle risorse idrogeologiche e paesistiche, minerarie e forestali, infrastrutturali e produttive che hanno interessato una determinata area geografica, in una particolare epoca, e con precisi risvolti di carattere storico, politico,<br \/>economico e tecnologico. \u00c8 necessario poi fare una distinzione \u2013 sempre secondo il Rubino \u2013 fra \u201cpaesaggio industriale, inteso come paesaggio artificiale prodotto dai modi di produzione della Grande Industria\u201d, e \u201cambiente industriale che \u00e8 ad un tempo luogo fisico (ecosistema) e culturale (usi, costumi, folclore\u2026)\u201d, concludendo come la tutela dei monumenti industriali non sembri differire dalla tutela monumenti-ambiente propria della moderna metodologia del Restauro.<\/p>\n<\/div>\n<p> Source URL: https:\/\/www.ciociariaoggi.it\/gallery\/cronaca\/311900\/i-monumenti-industriali-della-ex-citta-fabbrica-di-isola-del-liri-la-conferenza.html<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Si \u00e8 tenuta nei giorni scorsi, nella stupenda cornice dell\u2019Aula Magna del Liceo Classico \u201cTorquato Tasso\u201d di Salerno, un\u2019interessante conferenza del professor architetto Stefano Manlio Mancini, gi\u00e0 docente di Storia dell\u2019Arte presso la stessa scuola e originario di Isola del Liri (cittadina laziale in provincia di Frosinone, ma fino al 1927 in provincia di Caserta [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[87],"tags":[158],"class_list":["post-1232535","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-italy","tag-ciociariaoggi-it"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/analyse.optim.biz\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1232535","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/analyse.optim.biz\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/analyse.optim.biz\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/analyse.optim.biz\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/analyse.optim.biz\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1232535"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/analyse.optim.biz\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1232535\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/analyse.optim.biz\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1232535"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/analyse.optim.biz\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1232535"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/analyse.optim.biz\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1232535"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}