{"id":1150772,"date":"2025-12-17T07:10:00","date_gmt":"2025-12-17T04:10:00","guid":{"rendered":"https:\/\/analyse.optim.biz\/?p=1150772"},"modified":"2025-12-17T07:10:00","modified_gmt":"2025-12-17T04:10:00","slug":"azzerata-la-holding-delle-truffe-sua-figlia-rischia-quattro-anni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/analyse.optim.biz\/?p=1150772","title":{"rendered":"Azzerata la holding delle truffe: \u00abSua figlia rischia quattro anni\u00bb"},"content":{"rendered":"<div class=\"testo_articolo testo testoResize\">\n<p><strong>NAPOLI.<\/strong> Senza piet\u00e0 per le vittime, viste come polli da spennare in barba a ogni sentimento. \u00abSua figlia rischia da due a quattro anni di carcere\u00bb. Poi si sentiva un finto grido disperato, registrato da un complice dell\u2019organizzazione: \u00abAiutami\u00bb.<\/p>\n<p>Gli specialisti delle truffe agli anziani agivano come un solo uomo: tutti per uno, uno per tutti. Cos\u00ec erano riusciti a spillare alle vittime almeno 300mila euro tra danaro contante e oggetti di valore, 120mila recuperati in uno scaldabagno dov\u2019erano stati nascosti.<\/p>\n<p>A capo della gang c\u2019era una coppia, Alessandro D\u2019Errico e Antonietta Mascitelli detta \u201cAntonella\u201d. I due si occupavano della logistica, anticipavano le spese per le trasferte e si assicuravano la funzionalit\u00e0 del call center con base all\u2019Arenaccia da cui partivano le telefonate ingannevoli. Nel gruppo c\u2019era anche un minorenne.<\/p>\n<p>Paventavano alle vittime incidenti stradali gravissimi in cui erano coinvolti familiari, che avrebbero addirittura potuto comportare gravi condanne evitabili solo pagando ad horas. Ma ieri \u00e8 arrivata la resa dei conti per i truffatori, con i carabinieri che hanno eseguito 21 misure cautelari al termine di un\u2019indagine coordinata dalla procura di Napoli.<\/p>\n<p>La banda aveva base il centro storico di Napoli, dove c&#8217;erano i trasfertisti, ma si muoveva in tutto il Paese: in Liguria soprattutto, ma anche in Lombardia, Lazio, Calabria, Sicilia. I militari dell\u2019Arma di Genova, in sinergia con quelli di Napoli, hanno documentato 33 truffe per un giro di affari di circa 300mila euro: 27 risultano consumate e sei tentate. I componenti l&#8217;associazione a delinquere comunicavano tra loro solo via social e in chat, anche quando erano ai domiciliari, in violazione delle prescrizioni del giudice.<\/p>\n<p>Alessandro D\u2019Errico e Antonietta Mascitelli sono ritenuti \u00absoggetti di riferimento per tutti consociati, ai quali fornivano indicazioni sui compiti da assolvere; si occupavano di pagare in anticipo tutte le spese necessarie alle trasferte e in particolare di reperire utenze telefoniche intestate fittiziamente a cittadini extracomunitari, utilizzate per contattare le vittime e per comunicare con i trasfertisti con un sistema a circuito chiuso\u00bb.<\/p>\n<p>L&#8217;organizzazione si assicurava anche la disponibilit\u00e0 de i locali in cui realizzare dei call center per contattare gli anziani e istruire e dirigere gli spostamenti di chi fisicamente si recava poi a casa delle vittime. Nei call center, spesso in b&amp;b, erano impegnate, in modo stabile e quotidiano, almeno tre o quattro persone che avevano il ruolo di telefonisti, che dovevano contattare il numero pi\u00f9 ampio possibile di persone.<\/p>\n<p>Anche fino a 500 contatti al giorno, in localit\u00e0\u00a0preventivamente individuata dai promotori giorno per giorno. I numeri venivano recuperati dai vecchi elenchi distribuiti dai gestori di telefonia fissa. I truffatori infatti si presentavano parlando velocemente, facendo accavallare la voce di presunti parenti nei guai, per far andare in panico le vittime contattate ed esercitando una forte pressione e violenza psicologica.<\/p>\n<p>\u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA<\/p>\n<\/div>\n<p> Source URL: https:\/\/www.ilroma.net\/news\/cronaca\/856439\/azzerata-la-holding-delle-truffe-sua-figlia-rischia-quattro-anni.html<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>NAPOLI. 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