{"id":1127853,"date":"2025-12-15T12:48:00","date_gmt":"2025-12-15T09:48:00","guid":{"rendered":"https:\/\/analyse.optim.biz\/?p=1127853"},"modified":"2025-12-15T12:48:00","modified_gmt":"2025-12-15T09:48:00","slug":"marevivo-anche-i-coralli-del-mediterraneo-rischiano-estinzione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/analyse.optim.biz\/?p=1127853","title":{"rendered":"Marevivo: anche i coralli del Mediterraneo rischiano estinzione"},"content":{"rendered":"<div class=\"testo_articolo testo testoResize\">\n<p><span>La scomparsa delle barriere coralline non \u00e8 solo un dramma ecologico, ma il primo \u201cpunto di non ritorno&#8217; climatico a livello globale: coprono solo l&#8217;1% dei fondali ma pi\u00f9 del 25% della vita marina dipende da questi preziosi organismi e la loro scomparsa sta mettendo in pericolo l&#8217;equilibrio dell&#8217;intero ecosistema marino. <\/span><\/p>\n<p><span>Tra gli animali pi\u00f9 antichi del Pianeta, i coralli hanno resistito a ben cinque estinzioni di massa, eppure, rischiano di non sopravvivere all&#8217;attuale crisi climatica. L&#8217;allarme arriva da Fondazione Marevivo che, per contrastare questa emergenza, ha lanciato \u201cMedCoral Guardians&#8221;, progetto di tutela dei coralli del Mediterraneo. <\/span><\/p>\n<p><span>Obiettivo: promuovere pi\u00f9 consapevolezza tra cittadini, studenti, turisti e subacquei mediante attivit\u00e0 di sensibilizzazione, educazione ambientale e iniziative di ricerca scientifica. Nell&#8217;ambito del progetto, gi\u00e0 realizzato nell&#8217;Amp di Ustica con il supporto di The Nando and Elsa Peretti Foundation, Marevivo, in collaborazione con il Dipartimento di Biologia dell&#8217;Universit\u00e0 di\u00a0<\/span><span>Napoli<\/span><span>\u00a0Federico II, ha avviato nell&#8217;Area Marina Protetta di Punta Campanella un&#8217;attivit\u00e0 di monitoraggio e restauro della Cladocora caespitosa, una specie endemica del Mediterraneo nota come &#8216;madrepora a cuscino&#8217;, tra i principali organismi costruttori dell&#8217;ecosistema marino. <\/span><\/p>\n<p><span>Stamani, presso il Centro Recupero Tartarughe e Biologia Marina dell&#8217;Amp, situato al porto Marina della Lobra a Massa Lubrense, \u00e8 stato presentato il progetto e mostrato dal vivo il primo impianto, contenente 13 frammenti di Cladocora, che verr\u00e0 posizionato oggi stesso in un sito idoneo gi\u00e0 individuato. L&#8217;operazione prevede in tutto 12 impianti, per un totale di 156 frammenti di corallo che verranno ripristinati attraverso delicate operazioni di restauro.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span>Tra i presenti, anche una scolaresca di Massa Lubrense in rappresentanza degli oltre 700 studenti delle scuole secondarie di primo grado del territorio che, durante l&#8217;anno scolastico, prenderanno parte ai laboratori didattici organizzati nell&#8217;ambito del progetto \u201cMedCoral Guardians&#8221;. <\/span><\/p>\n<p><span>Guidati dagli operatori di educazione ambientale dell&#8217;Area Marina Protetta, alunni e alunne potranno approfondire la conoscenza dei coralli del Mediterraneo, le minacce che ne mettono a rischio la sopravvivenza e riflettere sui comportamenti virtuosi da adottare per preservare questi delicati organismi. <\/span><\/p>\n<p><span>In particolare, l&#8217;iniziativa nell&#8217;Amp di Punta Campanella intende salvaguardare, oltre ai coralli, anche le foreste di Cystoseira, un&#8217;alga bruna molto importante dal punto di vista ecologico, in netta regressione in tutto il Mediterraneo a causa delle forti pressioni antropiche e di fattori come inquinamento, urbanizzazione, sviluppo costiero, eutrofizzazione, surriscaldamento globale e arrivo di specie invasive. <\/span><\/p>\n<p><span>\u00abNegli ultimi decenni circa la met\u00e0 delle barriere coralline del pianeta \u00e8 stata gravemente danneggiata e lo stesso fenomeno sta colpendo il Mediterraneo che ospita coralli preziosi ancora poco noti. Questa perdita continuer\u00e0 ad aggravarsi se non verranno adottate misure urgenti per la loro tutela &#8211; spiega Raffaella Giugni, segretario generale\u00a0Marevivo &#8211; I coralli svolgono un ruolo fondamentale per la salute degli ecosistemi marini: forniscono habitat e riparo a numerose specie, ospitano circa il 25% della fauna marina e attenuano la forza delle onde, contribuendo a limitare l&#8217;erosione costiera. Oggi, per\u00f2, la loro sopravvivenza \u00e8 messa a repentaglio, vittima dei cambiamenti climatici, delle ondate di calore, dell&#8217;acidificazione degli oceani, delle attivit\u00e0 antropiche e dell&#8217;ancoraggio selvaggio delle imbarcazioni che pu\u00f2 distruggere intere colonie\u00bb.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span>\u00abUn progetto molto importante per la conservazione di una specie fondamentale per la biodiversit\u00e0 degli ecosistemi &#8211; sottolinea Carmela Guidone, direttrice Amp Punta Campanella &#8211; La sinergia con istituzioni e associazioni, come in questo caso\u00a0Marevivo\u00a0e l&#8217;Universit\u00e0 Federico II, fa parte del nostro modo di agire e rappresenta lo strumento pi\u00f9 efficace per ottenere i risultati migliori per la sostenibilit\u00e0 del mare. Anche diving e associazioni subacquee che operano nell&#8217;area protetta supporteranno l&#8217;iniziativa, attraverso visite guidate nei futuri siti di impianto per sensibilizzare tutti sull&#8217;importanza di tutelare questa specie cos\u00ec preziosa. Inoltre, due centri diving, \u201cCapri e Amalfi Coast&#8221; e \u201cPunta Campanella&#8221;, hanno gi\u00e0 inviato segnalazioni e foto di Cladocora caespitosa in alcune zone dei nostri fondali e saranno molto utili per individuare i siti nei quali \u00e8 presente il corallo mediterraneo\u00bb. <\/span><\/p>\n<p><span>\u00abMedCoral Guardians offre un&#8217;importante opportunit\u00e0 per mappare la distribuzione di Cladocora caespitosa nell&#8217;Area Marina Protetta di Punta Campanella, consentendo un monitoraggio a lungo termine del suo stato di conservazione, in presenza di pressioni locali e globali &#8211; dichiara Simona Fraschetti, professore ordinario di Ecologia presso l&#8217;Universit\u00e0 Federico II di Napoli &#8211; L&#8217;Amp si configura come un vero e proprio laboratorio naturale che ci consentir\u00e0 di implementare e perfezionare le conoscenze di base e protocolli di restauro gi\u00e0 sviluppati per questa ed altre specie. Il protocollo prevede la raccolta di frammenti di Cladocora caespitosa gi\u00e0 staccati dalla roccia, spesso a causa di impatti meccanici come gli ancoraggi. I frammenti verranno adesi a piccoli supporti che saranno posizionati nelle zone A, B e C dell&#8217;Area Marina Protetta in modo da valutare le possibili interazioni fra restauro attivo e conservazione. I supporti verranno posizionati dentro e fuori le foreste a Cystoseira, per testare i benefici di questa interazione, fornendo cos\u00ec nuove conoscenze fondamentali per la tutela e la valorizzazione di entrambe le specie\u00bb. <\/span><\/p>\n<p><span>L&#8217;attivit\u00e0 \u00e8 stata condotta seguendo le metodologie gi\u00e0 adottate nell&#8217;ambito dello stesso progetto dall&#8217;Universit\u00e0 Politecnica delle Marche &#8211; Dipartimento di Scienze della Vita e dell&#8217;Ambiente (Disva). Nei prossimi anni l&#8217;obiettivo sar\u00e0 quello di tutelare la Cladocora caespitosa anche in altre aree del Mediterraneo, sviluppando un modello replicabile per il monitoraggio e la sua conservazione.<\/span><\/p>\n<\/div>\n<p> Source URL: https:\/\/www.ilroma.net\/news\/cronaca\/856373\/marevivo-anche-i-coralli-del-mediterraneo-rischiano-estinzione.html<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La scomparsa delle barriere coralline non \u00e8 solo un dramma ecologico, ma il primo \u201cpunto di non ritorno&#8217; climatico a livello globale: coprono solo l&#8217;1% dei fondali ma pi\u00f9 del 25% della vita marina dipende da questi preziosi organismi e la loro scomparsa sta mettendo in pericolo l&#8217;equilibrio dell&#8217;intero ecosistema marino. 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