{"id":1047295,"date":"2025-12-03T09:12:02","date_gmt":"2025-12-03T06:12:02","guid":{"rendered":"https:\/\/analyse.optim.biz\/?p=1047295"},"modified":"2025-12-03T09:12:02","modified_gmt":"2025-12-03T06:12:02","slug":"case-famiglia-e-bambini-affari-e-doppia-morale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/analyse.optim.biz\/?p=1047295","title":{"rendered":"Case famiglia e bambini: affari e doppia morale"},"content":{"rendered":"<div class=\"testo_articolo testo testoResize\">\n<p>In Italia ogni anno sono in media oltre 32mila i casi di allontanamento di bambini dalla loro famiglia per essere affidati a \u201ccase famiglia\u201d: un numero in drammatica quanto costante crescita. \u00c8 un fenomeno inquietante, non solo per le dimensioni, ma anche per il \u201csistema\u201d che lo rende possibile, in cui non mancano evidenti storture. Il silenzio che, da sempre, accompagna questi drammi negli ultimi giorni \u00e8 stato squarciato dalla vicenda di una famiglia anglo-australiana che finora aveva vissuto con i tre figli minorenni &#8211; una bimba di otto anni e due gemelli di sei &#8211; in un casolare nei boschi di Palmoli, in provincia di Chieti. Il Tribunale per i minorenni dell\u2019Aquila ha disposto l\u2019allontanamento urgente dei bambini perch\u00e9, secondo i magistrati, questo originale stile di vita avrebbe messo a rischio le loro relazioni sociali oltre che la loro incolumit\u00e0 fisica. Ma grazie alla mobilitazione dell\u2019opinione pubblica ci si sta avviando verso una soluzione rapida e positiva della vicenda, perch\u00e9 il Tribunale ha dovuto prendere atto della disponibilit\u00e0 di un privato a garantire una casa \u201ctradizionale\u201d a questa famiglia.<\/p>\n<p>Resta comunque il fatto che il bilanciamento degli interessi dei minori in casi del genere viene gestito con logiche sovente incomprensibili. Per un bimbo in tenera et\u00e0 conta di pi\u00f9 una casa in citt\u00e0 e non nel bosco o l\u2019affetto dei genitori? L\u2019istruzione a casa e non a scuola &#8211; se effettivamente garantita &#8211; \u00e8 solo un\u2019astrazione costituzionale destinata a restare sulla carta oppure \u00e8 un diritto che, con tutte le cautele del caso, pu\u00f2 essere responsabilmente esercitata laddove non ci sono le condizioni per fare altro? Alcuni beni materiali &#8211; tv, computer, cellulare, ad esempio &#8211; sono un elemento indispensabile per la crescita di un bambino oppure &#8211; di fronte ad una responsabilit\u00e0 consapevole &#8211; questa scelta deve essere lasciata dallo Stato ai genitori? L\u2019accesso alla socialit\u00e0 per un minore si traduce nella astratta possibilit\u00e0 di fruire di luoghi e spazi di gioco e crescita, servizi pubblici ovvero conta che queste attivit\u00e0 siano garantite nei fatti? I servizi sociali dell\u2019Ente locale &#8211; che sono le sentinelle territoriali che la legge ha individuato per queste vicende &#8211; stanno offrendo un sostegno concreto e operativo al nucleo familiare in difficolt\u00e0 per garantire questi \u201cbeni\u201d primari allo sviluppo di un bambino, oppure si stanno limitando ad esercitare una funzione burocratica di segnalazione della vicenda al Tribunale?<\/p>\n<p>Ecco, una risposta netta e decisa a interrogativi come questi dovrebbe essere la precondizione prima di adottare la decisione di affidare un bimbo ad una \u201ccasa famiglia\u201d interrompendo nei fatti il legame tra genitore e figlio, quantomeno nella quotidianit\u00e0. L\u2019esperienza concreta, purtroppo, ci consegna che il contrario accade in molti casi, ponendo in essere patologie, prima ancora che fisiche, di natura psicologica, dolori e drammi che possono durare anni lasciando traumi irrisolti in chi ne \u00e8 restato vittima. Per una \u201cfamiglia del bosco\u201d il cui caso sfonda il muro del silenzio ci sono migliaia di vicende di famiglie separate senza che ci\u00f2 fosse realmente necessario.<\/p>\n<p>Per non parlare del numero impressionante di padri o madri che ogni anno, nell\u2019ambito delle cause di separazione e divorzio, vedono il contrasto col coniuge tradursi nel divieto o nella difficolt\u00e0 di incontrare i figli, spesso in ragione di ciniche strategie processuali. Oppure, al contrario, succede che non si intervenga per sottrarre i figli a genitori con acclarate patologie psichiche e comportamenti violenti, laddove il meccanismo familiare, per disponibilit\u00e0 economiche o peso sociale del nucleo, anestetizza gli interventi pubblici. La cronaca \u00e8 piena di episodi che danno la cifra delle \u201cfalle\u201d del sistema e che in molti casi hanno avuto epiloghi tragici.<\/p>\n<p>Al contempo, \u00e8 insopportabile la sensazione che l\u2019esercizio di questi interventi si realizzi soprattutto rispetto a vicende individuali, nelle quali l\u2019azione \u201cforte\u201d dello Stato pu\u00f2 essere agevolmente dispiegata senza che chi la subisce abbia gli strumenti per difendersi adeguatamente. Insomma, \u00e8 un sistema malato e mal funzionante quello che regola il tema della tutela del minore e che trova le sue causali in una serie di fattori, di cui i principali sono, a mio avviso, l\u2019inadeguatezza dei servizi sociali territoriali, l\u2019approccio burocratico dei Tribunali e, in generale, la poca voglia del sistema di affrontare le questioni pi\u00f9 complicate. A questo proposito lasciatemi operare un confronto indubbiamente provocatorio: perch\u00e9 si allontanano i figli della \u201cfamiglia che vive nel bosco\u201d mentre si tace, si resta immobili, si manca completamente di intervenire ad esempio per le migliaia di minori, costretti a vivere non solo in condizioni di disagio, ma addirittura nel pi\u00f9 totale degrado sociale e morale, nei tanti campi rom di questo Paese?<\/p>\n<p>Nei giorni scorsi, il vicepremier Matteo Salvini si \u00e8 recato presso quello di Giugliano, documentando una drammatica situazione di abbandono, un \u201cinferno in terra\u201d dove si sopravvive tra sporcizia, rifiuti e roghi tossici, senza acqua corrente, senza la possibilit\u00e0 di andare a scuola e di integrarsi, sul quale per\u00f2 le Istituzioni locali, gli assistenti sociali e il Tribunale dei minori non intervengono. La risposta di molte forze politiche \u00e8 stata quella di \u201cbuttarla in caciara\u201d, di rifugiarsi nel \u201cbenaltrismo\u201d, di parlare di speculazione politica e cos\u00ec via, obliterando il cuore della questione. Che invece \u00e8 chiara. Perch\u00e9 rispetto a casi eclatanti e arcinoti come questi il sistema assistenziale e giudiziario non si muove? La risposta temo stia proprio nella doppia morale che purtroppo vige in questo Paese, una doppia morale con la quale si usa intervenire sul singolo caso isolato e agire nei confronti di chi spesso non ha n\u00e9 i mezzi per difendersi, n\u00e9 \u201cl\u2019esercito dei buonisti\u201d a perorare la sua causa, mentre si resta immobili sui disastri pi\u00f9 estesi e pi\u00f9 gravi perch\u00e9 costa fatica, crea problemi a chi deve gestire la questione, nel migliore dei casi espone a critiche.<\/p>\n<p>\u00c8 su questo punto allora che bisogna aprire una seria discussione bipartisan, perch\u00e9 la tutela dei minori non pu\u00f2 n\u00e9 deve, avere colore politico, n\u00e9 seguire una linea ideologica, per giunta completamente scollata dalla realt\u00e0 dei fatti e lontana dal buonsenso. Allo stesso tempo va avviata una profonda riflessione anche sui fattori e le responsabilit\u00e0 che hanno portato a questa pericolosa situazione e sul vuoto dell\u2019azione istituzionale su di un tema fondamentale come quello del sostegno e della tutela dei minori. Partendo anche da un aspetto, per niente secondario, che condiziona l\u2019approccio a molte di queste vicende: quello economico. L\u2019affidamento di bambini e ragazzi a \u201ccase famiglia\u201d produce un giro d\u2019affari di circa quattro miliardi di euro l\u2019anno! Quello delle comunit\u00e0 per minori \u00e8 una \u201cattivit\u00e0\u201d tra le pi\u00f9 floride, con rette pagate dallo Stato che possono variare dai 100 ai 400 euro al giorno per minore ospitato, a seconda del livello di assistenza offerto, del territorio e della stessa struttura. A fronte di questi numeri, \u00e8 naturale che sorga qualche dubbio e pi\u00f9 di un interrogativo: ad esempio, a chi fa gioco un sistema come questo caratterizzato da luci (poche) ed ombre (tante), rispetto al quale i controlli sono insufficienti e non vengono eseguiti come dovrebbe essere fatto? Insomma, doppia morale, finto buonismo, impreparazione ad affrontare le criticit\u00e0, mancanza di interventi efficaci.<\/p>\n<p>Ma qualche luce c\u2019\u00e8. Nel Decreto Caivano &#8211; grazie al grande lavoro del ministro Giuseppe Valditara &#8211; \u00e8 stata inserita una norma che punisce seriamente la violazione dell\u2019obbligo scolastico. I genitori che commettono questo tipo di reato oggi sono passibili di una pena fino a due anni di reclusione, mentre prima si poteva solo multarli con una sanzione amministrativa di poche decine di euro. L\u2019effetto nella sola provincia di Napoli, da sempre in testa alla drammatica classifica della dispersione scolastica, \u00e8 stato immediato e straordinariamente positivo: due ragazzi su tre sono tornati tra i banchi di scuola. Non \u00e8 certo cambiato il mondo e i problemi restano tanti, ma la lezione che ne deriva \u00e8 chiara: affrontare le questioni con consapevolezza e determinazione aiuta a trovare le giuste soluzioni.<\/p>\n<p>Ebbene &#8211; mi domando retoricamente &#8211; quale argomento pi\u00f9 importante esiste se non quello del futuro e delle prospettive di chi si affaccia alla vita in una condizione di difficolt\u00e0? Non \u00e8 questo un tema rispetto al quale tutti coloro che hanno responsabilit\u00e0 di governo, di amministrazione, anche della giustizia, dovrebbero sentire il dovere di dare il massimo del loro impegno? Meditate, gente, meditate.<\/p>\n<\/div>\n<p> Source URL: https:\/\/www.ilroma.net\/news\/opinioni\/855975\/case-famiglia-e-bambini-affari-e-doppia-morale.html<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In Italia ogni anno sono in media oltre 32mila i casi di allontanamento di bambini dalla loro famiglia per essere affidati a \u201ccase famiglia\u201d: un numero in drammatica quanto costante crescita. \u00c8 un fenomeno inquietante, non solo per le dimensioni, ma anche per il \u201csistema\u201d che lo rende possibile, in cui non mancano evidenti storture. 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