{"id":1045441,"date":"2025-11-10T11:18:18","date_gmt":"2025-11-10T08:18:18","guid":{"rendered":"https:\/\/analyse.optim.biz\/?p=1045441"},"modified":"2025-11-10T11:18:18","modified_gmt":"2025-11-10T08:18:18","slug":"il-destino-eccezionale-di-de-gaulle-luomo-che-incarno-la-francia-eterna-non-di-destra-o-di-sinistra-ma","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/analyse.optim.biz\/?p=1045441","title":{"rendered":"Il destino eccezionale di De Gaulle, l\u2019uomo che incarn\u00f2 la Francia eterna: non di destra o di sinistra &#8220;ma&#8230;"},"content":{"rendered":"<article id=\"post-1501361\" class=\"post-1501361 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-cultura posizione-editoriale-centro-pagina\">\n<div>\n<figure class=\"evidence-wrapper\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"860\" height=\"358\" src=\"https:\/\/www.secoloditalia.it\/files\/2025\/11\/de_gaulle-860x358.jpg\" class=\"attachment-single size-single wp-post-image\" alt=\"Il destino eccezionale di De Gaulle, l\u2019uomo che incarn\u00f2 la Francia eterna: non di destra o di sinistra \u201cma dei francesi!\u201d\" title=\"Il destino eccezionale di De Gaulle, l\u2019uomo che incarn\u00f2 la Francia eterna: non di destra o di sinistra \u201cma dei francesi!\u201d\"><\/figure>\n<p class=\"occhiello\">L&#8217;analisi<\/p>\n<h1>Il destino eccezionale di De Gaulle, l\u2019uomo che incarn\u00f2 la Francia eterna: non di destra o di sinistra \u201cma dei francesi!\u201d<\/h1>\n<div class=\"info-condivisione\">\n<div>\n<p><span class=\"categoria\">Cultura<\/span><\/p>\n<p>\t\t\t\t\t &#8211; di <span class=\"autore\">Andrea Verde<\/span> &#8211; <span class=\"data\">10 Novembre 2025 alle 12:18<\/span><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"contenuto\">\n<p>Il generale de Gaulle mor\u00ec il 9 novembre 1970 a Colombey-les-Deux-\u00c9glises. Il 27 aprile dell\u2019anno precedente, in seguito alla sconfitta sul referendum sulla regionalizzazione, si dimise e lasci\u00f2 l\u2019Eliseo come aveva promesso in caso di vittoria del \u201cno\u201d. <strong>Lo annunci\u00f2 con una laconica dichiarazione televisiva: \u201cCesso dalle mie funzioni di Presidente della Repubblica.<\/strong> Questa decisione entra in vigore oggi a mezzogiorno\u201d. Questa partenza rifletteva una vita sempre intransigente nell\u2019adesione ai principi che la governavano. De Gaulle seppe incarnare, come nessuno, una Francia rispettata e un\u2019autorit\u00e0 indiscussa dello Stato. \u201cLa Francia \u00e8 vedova!\u201d esclam\u00f2 Pompidou. La sua gloria non ebbe bisogno di un mausoleo: gli bast\u00f2 la modesta tomba nel piccolo cimitero di Colombey-les-Deux Eglises.<br \/>\nPer Franz-Olivier Giesbert, De Gaulle fu un concentrato del meglio che la Francia ha saputo offrire. Da Giovanna d\u2019Arco, eredit\u00f2 un coraggio sconfinato. Da San Luigi, l\u2019ossessione per il rigore e il bene comune. Da Carlo V, la spinta riformatrice. Da Luigi XIV, il senso dello Stato e dell\u2019integrit\u00e0 territoriale. Da Charles P\u00e9guy, che \u201cmor\u00ec per la Francia\u201d, l\u2019amore per la Patria. Per non parlare delle sue formidabili visioni profetiche, alla Tocqueville (sull\u2019economia, la Cina, l\u2019Algeria, l\u2019Islam, ecc.). A questo si aggiunse un mix di astuzia e malizia degno di Georges Clemenceau. Q<strong>uesto grande uomo fu un distillato di quindici secoli di storia francese al suo meglio.<\/strong><br \/>\nDopo la sua morte pass\u00f2 dalla storia alla leggenda, poi dalla leggenda al mito, per diventare una di quelle figure tutelari attorno alle quali i popoli si uniscono.<br \/>\nIl ministro della cultura Andr\u00e9 Malraux, che per De Gaulle fu ci\u00f2 che Joinville fu per Luigi IX, un amico e un bardo, sosteneva che la parola \u201csinistra\u201d significava qualcosa di diverso da ci\u00f2 che intendeva chi la usava, proprio come la parola \u201cdestra\u201d. Nella storia, la sinistra avrebbe dovuto essere un\u2019idea di giustizia, la destra un principio di autorit\u00e0. La sinistra doveva essere l\u2019uguaglianza, la destra la libert\u00e0. La sinistra il movimento e la destra l\u2019ordine. La sinistra il perdono e la destra la responsabilit\u00e0. La sinistra doveva essere il cuore e la destra la ragione.<br \/><strong>Ma per De Gaulle non fu mai una questione di destra e sinistra<\/strong>: derideva la divisione tra destra e sinistra e diceva: \u201cLa Francia non \u00e8 la destra, la Francia non \u00e8 la sinistra, la Francia \u00e8 tutti i francesi\u201d. Quando Andr\u00e9 Malraux gli chiese cosa fosse esattamente il popolo, de Gaulle rispose senza esitazione: \u201cLa Francia!\u201d<br \/>\nQuando la Francia croll\u00f2 nel 1940, si affid\u00f2 al vincitore di Verdun. Ma il maresciallo P\u00e9tain, che nel maggio 1917 era stato l\u2019uomo delle circostanze, non era pi\u00f9 l\u2019uomo della Provvidenza, ma l\u2019uomo dell\u2019abbandono. Colui che la Provvidenza aveva scelto questa volta era un semplice generale di brigata, che, a Londra il 18 giugno, alla BBC, dichiar\u00f2: \u201cLa fiamma della Resistenza francese non deve spegnersi e non si spegner\u00e0\u201d. Per cinque anni, De Gaulle, incarn\u00f2 la Resistenza francese e la continuit\u00e0 della Repubblica. Dopo la liberazione scongiur\u00f2 il rischio di una guerra civile e se ne and\u00f2 quando torn\u00f2 il regime dei partiti che lui giudicava contrario agli interessi della Nazione. Nel 1958, quando la Francia era sull\u2019orlo di una guerra civile e del fallimento, f<strong>u nuovamente l\u2019uomo della situazione.<\/strong><br \/>\nDe Gaulle non cerc\u00f2 di distruggere politici o partiti soffocando la democrazia; sapeva che non poteva esserci democrazia senza politici e partiti. Ma non volle mai stare al loro gioco, immischiarsi nei loro piani, nei loro calcoli, nelle loro trattative. Cre\u00f2 la Costituzione della Quinta Repubblica e l\u2019elezione del Presidente della Repubblica a suffragio universale perch\u00e9 la democrazia non fosse pi\u00f9 fatalmente nelle loro mani.<br \/>\nMalraux sosteneva che non ci sarebbe stato gollismo senza il generale de Gaulle. N<strong>on intendeva dire che il gollismo non avrebbe lasciato traccia, ma che era una storia inseparabile dall\u2019uomo<\/strong> che l\u2019aveva scritta, attraverso tutto ci\u00f2 che aveva compiuto e le testimonianze di tutti coloro che lo accompagnavano; De Gaulle non fond\u00f2 n\u00e9 una religione n\u00e9 una chiesa. Non apparteneva alla stirpe dei profeti o dei dottrinari, ma a quella dei grandi personaggi della storia che rimangono a lungo fonte di ispirazione attraverso il ricordo delle loro gesta: Alessandro Magno, Giulio Cesare, Napoleone, Churchill, De Gaulle. Nessuno di loro ha lasciato una dottrina.<br \/>\nDe Gaulle non ha lasciato alcun catechismo o breviario, solo memorie di guerra, memorie di speranza e le testimonianze di coloro che furono suoi compagni di guerra e di pace, come Cesare con \u201cLe guerre galliche\u201d, come Napoleone con \u201cIl memoriale di Sant\u2019Elena\u201d e tutti i ricordi dei soldati della Grande Armata. La storia delle idee politiche collega il gollismo al bonapartismo, rendendolo, insieme al legittimismo reazionario e all\u2019orleanismo liberale, una delle tre famiglie della destra francese.<br \/>\nHenri Guaino ricorda che, sebbene Napoleone e De Gaulle fossero figure i cui destini personali si intrecciarono ad un certo momento con quello della Francia, proprio come quello di Churchill, nel 1940, con quello dell\u2019Inghilterra, il loro carattere, le loro circostanze e le loro ambizioni rendono le loro personalit\u00e0 incomparabili. Napoleone fu un conquistatore, De Gaulle un combattente della resistenza. Il primo era mosso da una volont\u00e0 di potenza che al secondo mancava. Inoltre, il primo possedeva mezzi di governo che il secondo non aveva.<strong> Eppure, qualcosa unisce, nell\u2019immaginario politico, ci\u00f2 che entrambi incarnarono in epoche diverse.<\/strong><br \/>\nPer Ren\u00e9 R\u00e9mond, storico delle idee politiche, i punti in comune tra gollismo e bonapartismo erano il ruolo del leader, il suo legame diretto con il popolo, che bypassava corpi intermedi e partiti attraverso plebisciti o referendum, e uno Stato forte e interventista fiero della sua sovranit\u00e0. Il gollismo e il bonapartismo cercarono il senso dell\u2019azione politica nella narrazione nazionale, nei drammi e nelle tragedie che ne formano il tessuto, in cui sono inscritti i destini eccezionali che si fondono con quello di una Francia stessa destinata a un destino eccezionale. Il gollismo e il bonapartismo rappresentano l\u2019eterno ruolo della potenza dei grandi sogni nel destino delle nazioni. Ma n\u00e9 De Gaulle n\u00e9 Napoleone si accontentarono di sognare la Francia: la crearono!<br \/><strong>La forza del gollismo \u00e8 per Malraux la difesa della sovranit\u00e0 con l\u2019affermazione del \u201cNo\u201d nella storia;<\/strong> \u00e8 il \u201cNo\u201d fermamente opposto da De Gaulle nel dicembre 1944 all\u2019alto comando alleato, che aveva ordinato alle forze francesi sotto il suo comando di evacuare Strasburgo, appena liberata, di fronte alla controffensiva tedesca nelle Ardenne. \u00c8, nel 1965, il \u201cNo\u201d della Francia, attraverso la politica della sedia vuota, alla deriva della Politica Agricola Comune Europea. \u00c8, nel 1966, il \u201cNo\u201d della Francia alla logica dei blocchi e alla possibilit\u00e0 di essere trascinata, in virt\u00f9 della sua appartenenza al comando militare integrato della NATO, in una guerra che non voleva. Nel 1944, la Francia non si separ\u00f2 dagli Alleati<strong>. Nel 1965, non lasci\u00f2 la Comunit\u00e0 Europea<\/strong>. Nel 1966, non lasci\u00f2 l\u2019Alleanza Atlantica. Ma ogni volta, accett\u00f2 il rischio di innescare una crisi con i suoi partner, dimostrando che, in ultima analisi, conservava il diritto di decidere autonomamente e che nessuna alleanza o impegno avrebbe potuto privarla di tale diritto. L\u2019esercizio del diritto inalienabile di dire \u201cNo\u201d quando \u00e8 in gioco un interesse superiore della Nazione. Questa \u00e8 la vera definizione della sovranit\u00e0 di un popolo. Tuttavia, ci\u00f2 richiede leader che si preoccupino degli interessi superiori della Nazione e che abbiano il coraggio di difenderli quando sono minacciati, anche a costo di una crisi per prevenirne di peggiori.<br \/>\nUomo d\u2019altri tempi, senza dubbio, in fatto di morale, pur liberalizzando la contraccezione, De Gaulle sapeva meglio di chiunque altro che la civilt\u00e0 materiale e tecnologica ha bisogno di un\u2019anima, di ideali che la trascendano. <strong>Sapeva che il capitalismo, con il suo potere di creare ricchezza e progresso di ogni tipo<\/strong>, non aveva futuro se lasciato incontrollato e non regolamentato. Non si limit\u00f2 a dire che la politica francese non si faceva in borsa. Cerc\u00f2 nella partecipazione dei lavoratori agli utili di azienda una terza via in cui i difetti e le ingiustizie del capitalismo sarebbero stati corretti, senza cadere nelle insidie del socialismo e del collettivismo. \u201cSi tratta\u201d, dichiar\u00f2, \u201cdi realizzare la vasta trasformazione sociale che sola pu\u00f2 condurci a uno stato di equilibrio umano e che la nostra giovent\u00f9 invoca istintivamente\u201d.<br \/>\nUn vasto progetto sociale, troppo avanti per i suoi tempi: nel 1945 istitu\u00ec i consigli di fabbrica. Nel 1959 e nel 1967 apr\u00ec la strada alla partecipazione agli utili. Ma la partecipazione, che mirava a coinvolgere tutti non solo nei profitti ma anche nei processi decisionali, incontr\u00f2 resistenze da parte dei datori di lavoro, che la consideravano collettivista, e da parte dei sindacati, che la vedevano come una sfida alla lotta di classe che avrebbe legato il lavoratore al padrone. Infine, nelle aziende, la partecipazione diretta dei dipendenti agli utili, al capitale e alle responsabilit\u00e0 doveva diventare un aspetto fondamentale dell\u2019economia francese. Ci\u00f2 rappresent\u00f2 una vasta trasformazione sociale in cui la partecipazione agli utili, ora obbligatoria per legge, rappresent\u00f2 un passo significativo.<br \/>\nNel XXI secolo, cinquantacinque anni dopo la morte del generale de Gaulle, il gollista \u00e8 colui che ancora guarda a questa storia, iniziata nel giugno del 1940 e conclusa nel novembre del 1970, come a una fonte di ispirazione per s\u00e9 e per le generazioni future.<br \/><strong>Ci\u00f2 che manca oggi alla Francia \u00e8 una politica<\/strong> che, come il gollismo, passi costantemente dall\u2019ideale alla realt\u00e0 della vita, dalle idee pure alle contingenze materiali e umane che tutti gli esseri viventi su questa terra si trovano ad affrontare. Chiunque sia, lo statista ha un\u2019idea che lo eleva al di sopra del tecnocrate dedito alla tecnica e lo distingue dal politico che ha un programma ma nessuna idea. Il politico, in ogni campagna elettorale, srotola il suo catalogo infinito di misure che promette a ogni classe sociale, un catalogo che sar\u00e0 poi la sua unica bussola di governo. Il pi\u00f9 delle volte, dire tutto sul programma significa non dire nulla sull\u2019ideale. Ci\u00f2 equivale a non sapere come governer\u00e0 il candidato, una volta eletto, poich\u00e9 le mutevoli circostanze della vita renderanno buona parte del programma inapplicabile.<br \/>\nDe Gaulle non fu il nome di una piattaforma elettorale. Lo statista, secondo De Gaulle, non ha un catalogo da vendere agli elettori, ma sappiamo dove sta andando perch\u00e9 lo sa lui stesso, perch\u00e9 il pensiero che guider\u00e0 tutte le sue azioni \u00e8 chiaro.<strong> In definitiva, gli elettori sapevano solo una cosa precisa ma che era essenziale: De Gaulle non chiese mai nulla per s\u00e9, ma tutto per il prestigio della Francia e dello Stato.<\/strong><br \/>\nDe Gaulle non fu il titolo di un nuovo catalogo di promesse non mantenute; \u00e8 il nome che molti francesi oggi danno alle virt\u00f9 che, nella loro mente, distinguono lo statista dal politico, in un\u2019epoca in cui i politici abbondano e gli statisti stanno diventando sempre pi\u00f9 rari, anche se la situazione della Francia richiederebbe il contrario.<br \/>\nDe Gaulle fu decisamente fuori dal suo tempo; si prepar\u00f2 sempre per il futuro, mai per le prossime elezioni. Uomo austero che non desiderava nulla per s\u00e9, il generale De Gaulle volle tutto affinch\u00e9 lo Stato potesse dominare gli interessi privati con il suo potere e il suo prestigio<br \/>\nDe Gaulle aveva i tratti del monarca ma non del dittatore e non voleva fare la Francia senza i francesi; ragion per cui se ne and\u00f2 dopo aver perso il referendum.<br \/>\nDe Gaulle \u00e8 il nome di tutto ci\u00f2 che manca alla Francia.<\/p>\n<div class=\"code-block code-block-6\"><\/div>\n<\/div>\n<div class=\"commentSectionContainer\">\n<p class=\"comments-title\">Non ci sono commenti, inizia una discussione<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"comments\" class=\"comments-area closed\">\n<div id=\"respond\" class=\"comment-respond\">\n<h3 id=\"reply-title\" class=\"comment-reply-title\">Lascia un commento <small><a rel=\"nofollow\" id=\"cancel-comment-reply-link\" href=\"https:\/\/www.secoloditalia.it\/2025\/11\/il-destino-eccezionale-di-de-gaulle-luomo-che-incarno-la-francia-eterna-non-di-destra-o-di-sinistra-ma-dei-francesi\/#respond\">Annulla risposta<\/a><\/small><\/h3>\n<p class=\"comment-notes\"><span id=\"email-notes\">Il tuo indirizzo email non sar\u00e0 pubblicato.<\/span><span class=\"required-field-message\">I campi obbligatori sono contrassegnati <span class=\"required\">*<\/span><\/span><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"info-condivisione bottom\">\n<div>\n<p>di <span class=\"autore\">Andrea Verde<\/span> &#8211; <span class=\"data\">10 Novembre 2025<\/span><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/article>\n<p> Source URL: https:\/\/www.secoloditalia.it\/2025\/11\/il-destino-eccezionale-di-de-gaulle-luomo-che-incarno-la-francia-eterna-non-di-destra-o-di-sinistra-ma-dei-francesi\/<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;analisi Il destino eccezionale di De Gaulle, l\u2019uomo che incarn\u00f2 la Francia eterna: non di destra o di sinistra \u201cma dei francesi!\u201d Cultura &#8211; di Andrea Verde &#8211; 10 Novembre 2025 alle 12:18 Il generale de Gaulle mor\u00ec il 9 novembre 1970 a Colombey-les-Deux-\u00c9glises. 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