{"id":1045434,"date":"2025-11-17T12:13:38","date_gmt":"2025-11-17T09:13:38","guid":{"rendered":"https:\/\/analyse.optim.biz\/?p=1045434"},"modified":"2025-11-17T12:13:38","modified_gmt":"2025-11-17T09:13:38","slug":"la-solitudine-e-la-nuova-emergenza-sociale-i-social-hanno-moltiplicato-i-canali-di-comunicazione-ma-non-gli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/analyse.optim.biz\/?p=1045434","title":{"rendered":"La solitudine \u00e8 la nuova emergenza sociale: i social hanno moltiplicato i canali di comunicazione ma non gli&#8230;"},"content":{"rendered":"<article id=\"post-1503502\" class=\"post-1503502 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-cultura posizione-editoriale-centro-pagina\">\n<div>\n<figure class=\"evidence-wrapper\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"860\" height=\"358\" src=\"https:\/\/www.secoloditalia.it\/files\/2025\/11\/social-860x358.jpg\" class=\"attachment-single size-single wp-post-image\" alt=\"La solitudine \u00e8 la nuova emergenza sociale: i social hanno moltiplicato i canali di comunicazione ma non gli incontri\" title=\"La solitudine \u00e8 la nuova emergenza sociale: i social hanno moltiplicato i canali di comunicazione ma non gli incontri\"><\/figure>\n<p class=\"occhiello\">L&#8217;analisi<\/p>\n<h1>La solitudine \u00e8 la nuova emergenza sociale: i social hanno moltiplicato i canali di comunicazione ma non gli incontri<\/h1>\n<div class=\"info-condivisione\">\n<div>\n<p><span class=\"categoria\">Cultura<\/span><\/p>\n<p>\t\t\t\t\t &#8211; di <span class=\"autore\">Mario Bozzi Sentieri <\/span> &#8211; <span class=\"data\">17 Novembre 2025 alle 13:13<\/span><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"contenuto\">\n<div>\u201cDisaffiliazione\u201d : abituiamoci a convivere e a fare i conti \u2013 come singoli e socialmente \u2013 con questo termine, capace di identificare la nuova crisi relazionare, la distanza tra le persone, <strong>l\u2019isolamento di un mondo \u201cal singolare\u201d.<\/strong><\/div>\n<div>\u201cLa perdita delle relazioni fisiche \u00e8 un rischio per la societ\u00e0: cresce il senso di abbandono e aumenta il risentimento. Sottotraccia, quasi senza far rumore, sta cambiando la trama delle nostre relazioni sociali\u201d: a denunciare questa crisi Mauro Magatti, in un recente articolo pubblicato sul \u201c<em>Corriere della sera<\/em>\u201d (\u201cTroppo social, pochi incontri: la solitudine come nuova disuguaglianza sociale\u201d). <strong>Magatti, docente presso l\u2019Universit\u00e0 Cattolica del Sacro Cuore di Milano, sociologo ed economista<\/strong>, si occupa da tempo del rapporto tra economia e societ\u00e0, studiando la trasformazione del capitalismo contemporaneo, visto come una costruzione storico-sociale che combina apparati tecno-economici, assetti politico-istituzionali e visioni culturali. Dal saggio del 2003 (con Chiara Giaccardi) L\u2019 io globale. Dinamiche della socialit\u00e0 contemporanea Magatti \u00e8 stata costante\u00a0 nella sua analisi\/denuncia rispetto ad una societ\u00e0 che \u00e8 uscita fuori dai suoi argini tradizionali, vivendo in una dimensione post-societaria, fluida, in un difficile rapporto tra la dimensione micro dell\u2019esperienza personale e la dimensione macro, legata agli assetti economici, tecnologici e istituzionali.<\/div>\n<div>La perdita delle relazioni fisiche \u2013 nota\u00a0 Magatti \u2013\u00a0 \u00e8 un rischio per la societ\u00e0: cresce il senso di abbandono e aumenta il risentimento, fino a cambiare la trama delle nostre relazioni sociali. <strong>Da qui la \u201cdisaffiliazione\u201d.<\/strong><\/div>\n<div>A confermarlo il\u00a0 nuovo rapporto dell\u2019OCSE dal titolo <em>\u201cSocial Connections and Loneliness in OECD Countries<\/em>\u201d, il quale\u00a0 analizza come le connessioni sociali, quindi le relazioni e le interazioni tra le persone, influenzino aspetti fondamentali della vita, come salute, lavoro, istruzione e partecipazione civica. Basato sui risultati della principale pubblicazione dell\u2019OCSE sul benessere \u201cHow\u2019s Life?,\u201d il documento offre un quadro aggiornato sulla quantit\u00e0 e qualit\u00e0 dei legami sociali nei Paesi OCSE. Dallo studio emerge come\u00a0 le persone si incontrino di persona sempre meno. In particolare, uomini e giovani mostrano un calo significativo nelle relazioni sociali, e la mancanza di connessioni tende a concentrarsi tra chi vive solo, ha difficolt\u00e0 economiche o \u00e8 anziano. La vita sociale diventa sempre pi\u00f9 frenetica e allo stesso tempo pi\u00f9 rarefatta. <strong>Come atomi accelerati, abbiamo molte pi\u00f9 interazioni, ma sempre meno relazioni<\/strong>. Nel mondo dove tutto \u00e8 funzione, si riducono gli spazi di socialit\u00e0 spontanea.<\/div>\n<div>Il rapporto evidenzia inoltre che fattori come le infrastrutture sociali e le tecnologie digitali possono favorire o indebolire i legami tra le persone, indicando ambiti chiave su cui intervenire per le future politiche pubbliche.\u00a0 Non c\u2019\u00e8\u00a0 da sorprendersi \u2013 nota Magatti:\u00a0 \u00a0\u201ca ogni tecnogenesi segue un\u2019antropogenesi. Le piattaforme social hanno reso pi\u00f9 facile comunicare, ma anche pi\u00f9 raro incontrarsi<strong>. Ci si scambia messaggi, si condividono immagini, si commentano post.<\/strong> Ma diventa pi\u00f9 rara l\u2019esperienza concreta dell\u2019altro. E se i social hanno fatto esplodere le interazioni facendo venire a galla anche tutto ci\u00f2 che di brutale alberga nell\u2019animo umano, ora con l\u2019AI entriamo nell\u2019epoca della sostituzione della relazione umana con la relazione uomo-macchina\u201d.<\/div>\n<div>In questo tipo di tendenze un peso rilevante lo hanno\u00a0 certamente la demografia e le forme della convivenza. Aumentano i nuclei composti da una sola persona, soprattutto tra gli anziani, ma anche tra i giovani adulti. Oggi quasi un terzo delle famiglie italiane \u00e8 formato da un solo individuo. A Milano, come in tutte le grandi citt\u00e0 occidentali, siamo oltre il 50 per cento.<\/div>\n<div>La famiglia, che per generazioni<strong> \u00e8 stata la principale rete di protezione e di socialit\u00e0, \u00e8 oggi pi\u00f9 piccola, fragile e instabile.\u00a0<\/strong> In\u00a0 Gli otto peccati capitali della nostra civilt\u00e0 Konrad Lorenz lo aveva capito gi\u00e0 nel 1973, anno del Premio Nobel, assegnatogli per la medicina e la fisiologia, elencando ed analizzando\u00a0 \u201cscientificamente\u201d i fattori che mettono a rischio la stessa esistenza\u00a0 della nostra specie: lo squilibrio demografico, l\u2019inquinamento e il saccheggio delle risorse naturali, lo stress \u201ccompetitivo\u201d, l\u2019estinguersi dei sentimenti, la perdita del patrimonio culturale e la mancanza del modello paterno, l\u2019indottrinamento di massa (attraverso i mass-media), il rischio atomico.<\/div>\n<div>Pensiamo alle sue polemiche sulle dottrine \u201cpseudo democratiche\u201d e ai processi di disumanizzazione. Temi enormi, affrontati in L\u2019altra faccia dello specchio (Adelphi, 1974),\u00a0 laddove Lorenz riesce ad andare\u00a0 al cuore della crisi contemporanea, sezionata con chirurgica lucidit\u00e0, a partire dalla patologia delle megalopoli, per arrivare alla \u201cdegradazione del comportamento sociale ereditario\u201d e alla scomparsa dell\u2019amore tradizionale.<\/div>\n<div>Pensiamo ancora al problema attualissimo\u00a0 dell\u2019aggressivit\u00e0, affrontato, in modo originale, in Il cosiddetto male (Il Saggiatore, 1969)\u00a0 , problema\u00a0 che Lorenz si sforza di liberare dalle sue componenti emozionali, rintracciando le origini filogenetiche dell\u2019impulso aggressivo e denunciando\u00a0 le sue condizioni e le sue manifestazioni. \u00a0 \u00a0 \u00a0A ben guardare \u2013 aggiungiamo noi \u2013 la \u201cdisaffiliazione\u201d\u00a0 appartiene all\u2019ideologia individualista che ha informato l\u2019ultimo ventennio del Novecento, proiettando le sue ombre sul Terzo Millennio. E\u2019 molto pi\u00f9 di un sistema economico-sociale. E\u2019 una mentalit\u00e0 che ha permeato i popoli, destrutturando le societ\u00e0 ed uccidendo anche la politica. Non a caso Zygmunt Bauman, il teorico della modernit\u00e0 liquida, segnata dall\u2019incertezza, dalla precariet\u00e0, dall\u2019isolamento, ha evidenziato il riemergere della voglia di \u201ccommunitas\u201d, costruita sui rapporti interpersonali e sul contatto diretto tra le persone\u00a0 (cos\u00ec come teorizzato, alla fine del XIX secolo, da Ferdinand T\u00f6nnies) seppure declinata con la \u201csocietas\u201d, strutturata sui rapporti a distanza.<\/div>\n<div>In questo contesto il \u201cnemico principale\u201d sono soprattutt<strong>o\u00a0 i processi di disintermediazione attraverso i quali si \u00e8 realizzato il depotenziamento dei corpi intermedi.<\/strong> Alla base di questi processi\u00a0 l\u2019idea che\u00a0 l\u2019individuo sia\u00a0 il migliore giudice di s\u00e9 stesso e dunque non abbia\u00a0 bisogno di \u201cintermediari\u201d, sia in campo politico che sociale e culturale. Il\u00a0 singolo \u00e8\u00a0 cos\u00ec decontestualizzato rispetto alle appartenenze sociali (familiari, territoriali, aziendali, di categoria), diventando il figlio di una societ\u00e0 in cui a dettare legge sono\u00a0 l\u2019individualismo e lo sradicamento. Con il risultato di\u00a0 trasformare la solitudine in un tema politico, a tal punto significativo da spingere qualcuno ad intitolare questo nostro secolo alla solitudine.<\/div>\n<div>L\u2019 augurio ovviamente \u00e8 che ci\u00f2 non accada. Di ben altre suggestioni abbiamo bisogno e di ben altre speranze, per uscire da questo lockdown psicologico. Soprattutto di risposte ad\u00a0 una domanda di appartenenza\u00a0 che va ricostruita in ragione di rinnovati valori fondanti, incardinati storicamente intorno all\u2019idea di famiglia, di Patria, di solidariet\u00e0 sociale. <strong>Pi\u00f9 che di palliativi c\u2019\u00e8 insomma bisogno di esempi e di una nuova consapevolezza collettiva,<\/strong> intorno a cui \u201critrovarsi\u201d. E quindi, ben al di l\u00e0 della politica, di una nuova metapolitica, in grado di promuovere e rendere concreta\u00a0 una visione della vita e del mondo alternativa a quella corrente.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"commentSectionContainer\">\n<p class=\"comments-title\">Non ci sono commenti, inizia una discussione<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"comments\" class=\"comments-area closed\">\n<div id=\"respond\" class=\"comment-respond\">\n<h3 id=\"reply-title\" class=\"comment-reply-title\">Lascia un commento <small><a rel=\"nofollow\" id=\"cancel-comment-reply-link\" href=\"https:\/\/www.secoloditalia.it\/2025\/11\/la-solitudine-e-la-nuova-emergenza-sociale-i-social-hanno-moltiplicato-i-canali-di-comunicazione-ma-non-gli-incontri\/#respond\">Annulla risposta<\/a><\/small><\/h3>\n<p class=\"comment-notes\"><span id=\"email-notes\">Il tuo indirizzo email non sar\u00e0 pubblicato.<\/span><span class=\"required-field-message\">I campi obbligatori sono contrassegnati <span class=\"required\">*<\/span><\/span><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"info-condivisione bottom\">\n<div>\n<p>di <span class=\"autore\">Mario Bozzi Sentieri <\/span> &#8211; <span class=\"data\">17 Novembre 2025<\/span><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/article>\n<p> Source URL: https:\/\/www.secoloditalia.it\/2025\/11\/la-solitudine-e-la-nuova-emergenza-sociale-i-social-hanno-moltiplicato-i-canali-di-comunicazione-ma-non-gli-incontri\/<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;analisi La solitudine \u00e8 la nuova emergenza sociale: i social hanno moltiplicato i canali di comunicazione ma non gli incontri Cultura &#8211; di Mario Bozzi Sentieri &#8211; 17 Novembre 2025 alle 13:13 \u201cDisaffiliazione\u201d : abituiamoci a convivere e a fare i conti \u2013 come singoli e socialmente \u2013 con questo termine, capace di identificare la [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[87],"tags":[123],"class_list":["post-1045434","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-italy","tag-secoloditalia-it"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/analyse.optim.biz\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1045434","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/analyse.optim.biz\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/analyse.optim.biz\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/analyse.optim.biz\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/analyse.optim.biz\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1045434"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/analyse.optim.biz\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1045434\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/analyse.optim.biz\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1045434"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/analyse.optim.biz\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1045434"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/analyse.optim.biz\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1045434"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}